Mozart In The Jungle – Stagione 2 3


Mozart In The Jungle - Stagione 2Mozart In The Jungle rientra in quella sempre meno ristretta categoria di serie tv facilissime da vedere perché dinamiche, divertenti, ma soprattutto davvero spensierate. La forza di questa seconda stagione, così come per la prima, sta in questa capacità di intrattenere il pubblico costantemente, facendolo appassionare alle vicende della fittizia New York Symphony Orchestra.

Uno dei principali punti forti della serie è sicuramente la sceneggiatura, fatta di una scrittura irriverente e simpatica, che gioca volontariamente con le banalità, gli stereotipi e le ingenuità dei suoi personaggi e delle storie che li vedono coinvolti. Ancora più in generale, il progetto messo in piedi dal terzetto composto da Roman Coppola, Jason Schwartzman e Alex Timbers è quello di rappresentare un mondo normalmente visto come canonizzato ed “ingessato” in modo praticamente opposto, puntando così sulla rappresentazione del contrasto tra l’immaginato e la presunta realtà.

Mozart In The Jungle - Stagione 2 Ovviamente, neanche quella che Mozart In The Jungle porta in scena è la realtà, ma una rivisitazione della stessa in chiave più o meno comica, dove qualsiasi situazione viene resa leggera e fruibile. Ed è proprio qui che le cose si fanno più articolate per la serie, che, sebbene non dichiari mai di voler essere una sorta di manifesto per eventuali ed inutili “recuperi della cultura mondiale”, rischia comunque di essere presa come l’esposizione mondiale che grida contro di noi “sappiate che la musica classica non è né brutta, né difficile, né cattiva”. In realtà, per quanto la musica sia assoluta protagonista della serie, il suo ruolo viene per alcuni tratti notevolmente alleggerito, evitando così di diventare una sorta di slogan (che davvero non vuole essere) e facendosi sempre di più un mezzo per raccontarla in maniera sincera e spontanea. In questo senso, il terzo episodio “It All Depends on You” ne è l’emblema perfetto: l’incontro con l’anziano ma entusiasta oboista nella casa di riposo diventa l’occasione di firmare uno degli episodi più belli della stagione, ma anche di descrivere cos’è vivere davvero per la musica – se poi aggiungiamo che c’è Jason Schwartzman, recurring in questa stagione, c’è davvero poco altro da dire.

Mozart In The Jungle - Stagione 2A supporto di questo entra in gioco la scelta di continuare a far evolvere la parte più strettamente lavorativa, che non a caso coincide anche con la più realistica della serie. Certo, come si diceva prima non è che si possa esattamente parlare di aderenza alla realtà, ma l’equilibrio tra l’artista ossessionato dalla musica (incarnato da Rodrigo) e il giornaliero combattere per il proprio posto di lavoro di tutti gli altri orchestrali è, in questa seconda stagione, molto più centrale e ben visibile. Così, accanto ai problemi di disorientamento e ricerca di sé che vive Rodrigo, si sviluppa anche la spina dorsale sindacale, grazie soprattutto a Cynthia e a Nina, il personaggio interpretato da Gretchen Mol.

Mozart In The Jungle - Stagione 2Per nostra enorme fortuna, il rapporto tra le due donne evita per un soffio la caduta nel cliché lesbo e alla fine dei conti viene sfruttato nella maniera migliore: diventa infatti la leva per raccontare ancora una volta che essere parte di un’orchestra non è un lavoro come un altro, ma assomiglia molto di più ad una vita in famiglia – dove l’individuo si confonde spesso con la sua collettività.
Altro pregio che viene fuori da questa storyline è sicuramente il personaggio di Gloria, che, rispetto alla passata stagione, viene indagato più da vicino; non c’è nessuna novità macroscopica su di lei, ma ciò che le vediamo fare rientra perfettamente nell’idea che già ci eravamo fatti. Anzi, il sogno nascosto come cantante, i fallimenti dei suoi matrimoni passati, la dedizione costante all’orchestra, la relazione con Pavel (e il bacio finale con Thomas!) vanno in realtà ad amplificare le tipiche caratteristiche della donna sull’orlo di una crisi di nervi ma con il merito di renderla più dolce, più comprensibile e quindi più facilmente apprezzabile. Inoltre, se per qualche frangente la sua spasmodica attenzione al marketing e ai finanziamenti poteva farla passare come l’ennesimo filantropo-squalo, in questa stagione la parte dell’antagonista si riversa totalmente su Edward Biben (Brennan Brown), che si ritaglia anche una parte più definita.

Mozart In The Jungle - Stagione 2Il vero fulcro della stagione sono però i due episodi centrali, “Regreso Del Rey” e “How to Make God Laugh”, dove l’intera orchestra e buona parte del management fanno una breve ma intensa trasferta in Messico, nella città natale del Maestro. Il rapporto tra Rodrigo ed Hailey è sempre stato al centro dell’attenzione e ci si aspettava molto anche in termini di evoluzione da parte loro; ma non accade esattamente questo, perché la relazione diventa passo dopo passo sempre più turbolenta e quindi interessante. Grazie ai fondi del caffè letti dalla nonna, scopriamo che finiranno insieme ma anche che c’è ancora molta strada prima di questo punto di arrivo; e in fondo è un bene, sia in termini di interesse del pubblico che per quanto riguarda la storia interna. Hailey viene infatti sganciata dalle sole dinamiche assistente-possibile “amante”-musicista, grazie anche al passaggio di testimone a Micheal, che vince il ruolo di nuovo assistente e preparatore professionista di mate. Inoltre, la giovane protagonista perde un po’ della snervante timidezza che l’aveva caratterizzata lo scorso anno, diventando – a tratti anche troppo velocemente – molto più disinibita nel vivere nuove e fugaci relazioni (con il violoncellista interpretato da Dermot Mulroney, ad esempio), ma anche più consapevole che il suo presente non può essere totalmente colonizzato da Rodrigo.

Mozart In The Jungle - Stagione 2Più o meno la stessa cosa si può dire anche per la serie in generale, che al suo esordio aveva usato il personaggio di Gael Garcia Bernal come fulcro principale del racconto, mentre questa volta sceglie giustamente di dare più risalto anche a tutti gli altri personaggi. Ciò non significa che venga messo da parte, anzi: Mozart In The Jungle deve gran parte della sua identità a Rodrigo e alla sua vulcanica personalità. Ma anche per lui vale lo stesso discorso di Gloria: non ci sono cambiamenti tali da rivoluzionarne il personaggio (per fortuna), ma assistiamo ad una concentrazione migliore sulle contraddizioni che si trascina dietro, cioè tutti i “problemi” che derivano dal suo talento, dalla sua anima dimidiata tra il passato incarnato dal maestro Rivera e Anamaria, le aspettative degli altri verso di lui e il suo immenso, genuino amore per la musica. Le disfunzioni all’udito e il sacrificio finale per l’orchestra sono solo il compimento del lungo percorso che compie in questi episodi, che ce lo raccontano meglio e, se possibile, ce lo fanno amare ancora di più.

Accadono molte cose in questa stagione ed è difficile dar conto di tutte: i subdoli ricatti di Betty, lo scontro tra Rodrigo e Maximilian, le lotte per la negoziazione, le velleità creative di Thomas (con tanto di morte della ex moglie mentre ascolta la sua opera). Tuttavia fanno tutte parte di uno stesso disegno: il racconto di un mondo fatto di tanto impegno e sacrificio, dell’amore per la musica e di quanto è difficile tenerla in vita senza restrizioni. La passione incondizionata è qualcosa che non si può raccontare di per sé, perciò c’è bisogno di declinarla e darle forma, e Mozart In The Jungle ha scelto di farlo con semplicità ed immediatezza – una formula che finora continua a funzionare.

Voto stagione: 7,5

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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3 commenti su “Mozart In The Jungle – Stagione 2

  • Ashja

    Questa seconda stagione mi ha convinto di meno.. la prima invece è riuscita a trasmettermi chiaramente la passione per la musica, l’abnegazione, il genio creativo con i suoi picchi e le sue fragilità.. davvero affascinante! Grazie per averla recensita 🙂

     
  • Lorenzo

    Per me invece è l’opposto… Ho trovato questa stagione più focalizzata verso un obiettivo, dove la prima mi era parsa più dispersiva. Sono stati smorzati i pochi difetti che avevo riscontrato nella prima stagione e, a parte un paio di episodi un po’ confusionari nella regia e nella realizzazione finale, è uscita una stagione molto bella, nella sua peculiarità!