Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10 4


Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10No one will answer your prayers until you take off that dress/ No one will hear all your crying until you take your last breath/ But you will learn to mind me and you will learn to survive me/ Your father before you and your sister too your husband and blah blah blah blah you.

Perfume Genius, Learning

Non è affatto facile descrivere come Jill Soloway sia riuscita a rendere il suo Transparent la serie che abbiamo visto quest’anno, e non lo è per diversi motivi: primo tra tutti, non voler fare un torto alla prima stagione e in secondo luogo perché non è facile cogliere ed elencare materialmente cosa è migliorato rispetto all’anno scorso.

Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10 In realtà, il problema sta innanzitutto nell’utilizzo del termine stesso “migliorare”, che in questo caso diventa fuorviante: non ci sono grandi cambiamenti o evoluzioni tangibili, né stilisticamente né narrativamente, eppure è palpabile come l’intera architettura che racconta la vita dei Pfefferman sia qualcosa di diverso rispetto al passato. Questa diversità però ha una natura decisamente astratta, ravvisabile soprattutto nell’atmosfera che circonda i protagonisti, nella loro nuova armonia e in una inedita profondità nel mostrare le cose. Lo stile strettamente narrativo è pressoché immutato, fatto sempre di isterismi, situazioni paradossali e dialoghi improbabili, elementi che nella passata stagione creavano una certa difficoltà nel seguire con vera partecipazione e interesse ciò che esulava dal “passaggio” di Morton in Maura. La centralità del personaggio era funzionale al racconto e la delicatezza con cui un argomento così intimo è stato affrontato rimane il grande pregio di Transparent, capace di rendere sia il malessere interiore dell’uomo che gli inevitabili impatti sul mondo esterno della donna. Ma mentre Mort/Maura acquisiva questa tridimensionalità grazie anche alle reazioni dei familiari e all’uso dei flashback, il resto dei personaggi rimaneva schiacciato e marginale rispetto al dramma della protagonista. La sensazione è che fossero pensati e scritti solo come conseguenze di quanto accadeva al padre e per questo molti frangenti che vedevano coinvolti solo Sarah, Josh o Ali apparivano solo come schegge confuse e irrazionali di tre figli ancora immaturi – nonostante l’età.

Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10Questa seconda stagione si concentra invece su tutti i protagonisti in egual misura, partendo dal presupposto che ciascuno di loro ha accettato la scomparsa del professor Morton Pfefferman e la nascita di Maura Pfefferman. Invece, con il passare degli episodi, scopriremo insieme a loro che questo percorso non è finito, che l’accettazione è qualcosa di molto più profondo e articolato, che uno stile di vita alternativo non è necessariamente sinonimo di leggerezza o superficialità. Se l’anno scorso i già menzionati flashback servivano a dare l’esatta dimensione della castrazione a cui Morton si era sottoposto per tutta la sua esistenza, qui invece diventano il mezzo per dare un respiro archetipico ed universale al racconto. In “Oscillate” e in maniera ancora più bella e straziante in “Man on the Land”, le immagini della Berlino di Weimar si integrano perfettamente con il presente, celebrando il legame nella bellissima sequenza del penultimo episodio, in cui i passi di Eli, alla ricerca della sua Moppa, si confondono con quelli di Yetta (una bravissima Michaela Watkins) mentre cerca di raggiungere le sue figlie.

Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10 Non solo per questioni di parentela, passato e presente si uniscono sotto il segno della stessa intolleranza ed ignoranza, nel 1933 come oggi, dove però il presente si macchia della colpa peggiore: le stesse donne, ieri vittime di violenza e abusi, diventano le carnefici di oggi, incapaci di scrollarsi di dosso un dogma scelto troppo tempo prima. Il personaggio di Leslie ne diventa l’emblema perfetto: mascolina nei modi e nell’apparenza, è il tipico cliché lesbo, incapace di accettare che il mondo è cambiato rispetto agli anni ’60 e che le intolleranze di prima hanno ora un nuovo volto, perché sono generate proprio dalla loro volontà di auto-ghettizzazione e chiusura verso il mondo esterno (women born women), cosa che continuano a chiamare per alibi “protezione”. Transparent sembra dirci una cosa ben precisa: il coraggio di essere se stessi e di affermarsi come tali passa per la paura, per la vergogna, per delle complicatissime scelte aut-aut, passa insomma solo attraverso di noi, giudici unici di noi stessi a cui è data l’ultima parola sull’ipocrisia che domina il mondo. Non a caso, dopo che Ali avrà ceduto al fascino di Leslie, sarà catapultata in un antichissimo bivio: o studentessa dell’integerrima professoressa o sua old lady.

Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10Questi ultimi tre episodi raccontano infatti il potere della cristallizzazione e dell’immobilismo, l’incapacità congenita di cambiare e l’attaccamento al passato come unica terra conosciuta e possibile in cui continuare ad esistere. Nessuno di loro sfugge alla paura verso il futuro: Maura con le sue fotografie o Sarah ed Ali alla ricerca delle loro cose d’infanzia, cimeli polverosi che prendono vita solo se qualcuno li dà via; il tentativo di Josh di tornare al suo vecchio stile di vita come se nulla fosse, come se Raquel non fosse mai esistita; e infine, la paura più grande di Maura nel rompere il silenzio con la madre. Nessuno dei Pfefferman è davvero riuscito a chiudere i conti con il proprio ieri perché nessuno di loro si è davvero impegnato a trovare la propria personale espiazione ed aprirsi così all’oggi – o, ancora di più, al domani. Perciò il percorso compiuto con la prima stagione ha rappresentato solo la punta dell’iceberg: Maura e il suo coraggio di essere Maura hanno fatto solo da detonatore, rompendo finalmente il perbenismo e il silenzio, accorciando le distanze tra i componenti di una stessa famiglia.

Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10Ora c’è un passo ancora più importante da compiere e cioè trovare l’equilibrio, l’accettazione piena e matura delle propria identità, senza più nascondersi in matrimoni falliti, idee iniziate senza interesse e subito abbandonate, in uno stile di vita da eterno hipster. E questa seconda stagione ha raccontato esattamente il loro percorso, fino a culminare in un’ultima puntata piena di poesia e verità, con momenti che saranno difficili da dimenticare. “Grey Green Brown & Copper” infatti continua a giocare sulla doppia linea temporale, ma portando il passato ad un passo dal presente con la nascita di Morton, quel bambino che il padre era convinto sarebbe stata una femmina. Maura si riconcilia prima con se stessa attraverso Vicki (Anjelica Huston) e il suo corpo martoriato, e poi, grazie all’abbandono di lei ma con l’aiuto di Ali, fa il primo vero passo come donna e torna da colei che l’ha concepita, dalla ragazzina di un tempo che nell’anello appeso al collo della nipote riconosce sia il suo passato che il suo presente.

Il pianto di Josh con Mendel e l’anatra salvata come fosse un piccolo neonato, le parole sincere di Sarah con l’ex marito e la voglia di assecondare senza vergogna i suoi desideri, lo sguardo fiducioso verso l’orizzonte di Maura: queste sono le differenze con la prima stagione, cioè la grandezza e pienezza di questi bellissimi dettagli. Delirante, eccessiva, no-sense, hipster ed isterica: non importa come possa essere definita, ma, anche se in modi alle volte troppo sopra le righe, Transparent è riuscita a descrivere un mondo complesso con un’onestà e una bellezza davvero inedite e fuori dal comune.

Voto 2×08 “Oscillate”: 8
Voto 2×09 “Man on the Land”: 9
Voto 2×10 “Grey Green Brown & Copper”: 8½

Voto stagione: 8½

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 commenti su “Transparent – Stagione 2 Episodi 8-10