American Crime Story: The People v. O.J. Simpson – 1×03 The Dream Team

American Crime Story: The People v. O.J. Simpson - 1x03 The Dream TeamSi è già detto di come in American Crime Story la presenza di Ryan Murphy, qui “soltanto” produttore esecutivo e regista, sia di fatto molto più defilata, e dunque meno invadente e chiassosa, rispetto ad altre produzioni di cui si firma creatore e showrunner.

Giunti alla terza puntata, tuttavia, non si può negare che anche questa nuova serie antologica FX sia in realtà una creatura squisitamente murphyana, a partire dai temi affrontati fino allo stile con cui si è scelto di farlo. Sebbene “The Dream Team” sia in effetti il primo episodio della serie non girato da Murphy, anche le scelte registiche finiscono per confermare quest’impressione, pur essendo apparentemente molto meno centrali nello sviluppo dello show – e in generale più sobrie – rispetto agli altri prodotti dello stesso autore.
Ma andiamo con ordine.

American Crime Story: The People v. O.J. Simpson - 1x03 The Dream TeamLa prima cosa che notiamo rispetto ai due episodi precedenti – in quanto sottoposta alla nostra attenzione già attraverso il cold open – è una scrittura maggiormente scoperta e, almeno all’apparenza, meno sofisticata. Il siparietto della famiglia Kardashian al ristorante, con tanto di discorso del “capostipite” sulla precarietà della fama e l’importanza dei valori tradizionali, è infatti fin troppo didascalico per risultare davvero tranchant: lo scopo dell’operazione è chiaro, ma, forse proprio per questo, non si traduce in un risultato pienamente soddisfacente. Lo stesso discorso vale anche per la breve sequenza che vede protagonista il giovane Kato, che, attraverso “l’entusiasmo” delle ragazze in auto e gli insulti dei corridori, scopre suo malgrado le due facce della celebrità.

Tuttavia, ad una lettura più approfondita, questi piccoli “errori” possono essere considerati espressione di un progetto ben studiato e definito anche sul piano stilistico, istantanee di vita del tutto scollegate dalla trama che però contribuiscono a dare un tono specifico alla narrazione e una precisa direzione alla storia. Una storia che, per l’appunto, è fatta di eccessi, distorsioni della realtà, estremizzazioni: sembra davvero assurda e malata la reazione del pubblico al caso O.J. Simpson, e sembra ancora più incredibile che in pochissimo tempo questo sia diventato “una questione di razza”, eppure è proprio così che sono andate le cose. Non esistono mezze misure, non esiste nemmeno lo spazio per dubitare, farsi delle domande: Marcia Clark non ha alcune esitazione nel ritenere che The Juice sia colpevole, così come gran parte della comunità black è assolutamente convinta del contrario.

American Crime Story: The People v. O.J. Simpson - 1x03 The Dream TeamLa scrittura, dunque, si adegua a questo clima, facendosi ancora più diretta, quasi grezza, priva di veri e propri sottotesti perché ogni intento è scoperto, ogni messaggio chiaro. Attraverso la riproposizione del caso Simpson, American Crime Story punta soprattutto a criticare gli Stati Uniti contemporanei, e nel farlo vuole essere certa che tutti capiscano. Non si tratta quindi di un’analisi raffinata, ma di un atto d’accusa diretto verso un’America che non riesce a fronteggiare la complessità, e si divide semplicemente in fazioni incapaci di confrontarsi l’una con l’altra.

Questa semplicità di linguaggio non impedisce comunque una certa stratificazione: come abbiamo visto il tema della celebrità – tipico cavallo di battaglia murphyano – è altrettanto importante quanto quello della contrapposizione tra bianchi e neri, anzi in questo episodio è sicuramente il più significativo. In un tale quadro di riferimento, è interessante che i protagonisti della puntata siano da un lato gli avvocati di O.J. Simpson e dall’altro l’ufficio del pubblico ministero, anche loro al centro della scena come delle vere star. I testimoni, la difesa e l’accusa, nonché ovviamente il sospettato, sono quindi tutti ingranaggi di un meccanismo che si alimenta attraverso i media, rivelandone le distorsioni.

American Crime Story: The People v. O.J. Simpson - 1x03 The Dream TeamAnche la regia segue i personaggi in maniera spesso morbosa e ossessiva: possiamo sentire chiaramente la presenza, lo sguardo della telecamera, che non si nasconde, non si mimetizza, ma anzi prende quasi possesso della scena, a simboleggiare l’irruzione dei media (e dunque del pubblico) nella sfera privata. Ed ecco quindi che O.J. Simpson diventa non soltanto il padrino della bambina Kim Kardashian, ma soprattutto del suo personaggio e ciò che rappresenta oggi nel contesto mediatico. La sequenza al ristorante, vista da questa prospettiva, è forse ancora un po’ grossolana, ma sicuramente necessaria a comprendere gli obiettivi di American Crime Story tanto quanto lo sono certe scelte stilistiche.

In conclusione, “The Dream Team” conferma le potenzialità espresse dai primi due episodi ragionando in particolare sulle semplificazioni e la morbosità tipiche della sovraesposizione mediatica. Ryan Murphy non c’è – almeno non nelle vesti di regista e sceneggiatore –, ma la sua mano si sente chiaramente, senza che ciò risulti comunque uno svantaggio. Al contrario è proprio l’apporto di questo autore tanto discusso a rendere l’operazione American Crime Story, a conti fatti, così interessante.

Voto: 8

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

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