11.22.63 – 1×03 Other Voices, Other Rooms

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsDopo le prime puntate non del tutto convincenti, utili a dare il via alla storia, 11.22.63 si stabilizza e introduce nel suo mondo personaggi e situazioni classiche ma necessarie alla narrazione. Più passa il tempo più lo show acquista consapevolezza, diventando godibile e rivelando le sue qualità di base.

“You come from the future when?”
“2016”

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsNel terzo atto della miniserie prodotta da Stephen King, lo spettatore si sente infatti come il protagonista Jake Epping: non più sospeso nel limbo che separa il passato e il presente ma sempre più immerso nell’atmosfera piacevole ed intrigante dei primi anni Sessanta. Come dicevamo, i due episodi iniziali – soprattutto il primo – hanno lasciato chi guardava perplesso dalla velocità e con cui le cose accadevano, come se ci fosse fretta di arrivare al punto in cui siamo ora. Per questo adesso che a quel punto ci siamo arrivati, tutto sembra acquistare un senso compiuto e l’ingresso di ambientazioni e personaggi ricorrenti aiutano a ridurre quel senso di smarrimento iniziale. Il protagonista trova un compagno di viaggio, smette di fare il girovago, inizia a lavorare e instaura amicizie; comincia inoltre a fare i conti con gli aspetti negativi e positivi del suo viaggio nel passato, la semplicità della vita e delle relazioni da un lato e il razzismo e la chiusura mentale dall’altro.

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsAlcune figure classiche arrivano ad accompagnare il percorso di Jake: stiamo parlando ovviamente di Bill e Sadie, l’aiutante e la bella ragazza da amare e forse da salvare, topoi che non mancano mai in un racconto che si rispetti. Tutti e due i personaggi ci erano già stati introdotti nelle precedenti puntate, Sadie più di sfuggita, Bill invece con un ruolo importante e decisivo nella storia. La vera mina vagante di questo inizio è infatti il giovane ragazzo del Kentucky, l’unico che fino ad ora è riuscito a scoprire il segreto di Jake e che dopo un iniziale disorientamento comincia a credere in questa strampalata storia e a voler farne parte, per sentirsi un po’ meno solo e un po’ più importante. Si riesce facilmente ad intuire che il rapporto fra i due sarà burrascoso, ma anche che il giovane potrà essere una figura fondamentale per “Mr. Amberson” sia dal punto di vista della narrazione, sia da quello umano.

From here to eternity and to starting over.

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsSe da una parte il giovane sfrontato e volenteroso è un luogo comune utile alla storia, lo è altrettanto l’avvenente ragazza che il destino sembra aver piazzato davanti al nostro eroe. La figura di Sadie è stata introdotta molto bene, con pazienza ed eleganza e sembra già nascondere qualche segreto dietro la sua apparente semplicità; sicuramente aiuterà a far emergere il lato emozionale di Epping che finora abbiamo sempre visto posato e razionale o quantomeno concentrato sul lavoro che deve portare a termine. Il ruolo della bella Sadie sembra infatti una sorta di distrazione, sia per il protagonista che per lo spettatore: pare quasi che ogni volta che entra in scena Jake si dimentichi dell’importantissima missione che sta svolgendo, annebbiato dall’infatuazione per la ragazza. Sarà il passato, che come insegna Al Templeton, “non vuol essere cambiato,” o semplicemente ogni eroe necessita di una ragazza e dell’amore per essere completo e vivere fino in fondo la sua avventura?

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsAccanto allo sviluppo dei personaggi, dell’ambientazione e dei rapporti personali si muove in modo parallelo la storia principale. Gli intrighi e le scoperte che i nostri fanno in questa puntata lasciano nello spettatore la sensazione che la cosa si faccia più seria giorno dopo giorno e che anche il metodo sia sempre più preciso ed efficace. Tutto ciò è confermato dal fatto che la storia nel giro di pochi secondi compie un balzo in avanti di ben due anni, mostrandoci una stabile quotidianità ma soprattutto un lavoro di indagine sempre più raffinato dall’esperienza e dal passare degli anni. Inoltre, entra prepotentemente nello show l’interessante figura di Lee Oswald, intorno alla quale ruoteranno presumibilmente buona parte delle problematiche e dei colpi di scena di cui si nutrirà la serie.

11.22.63 - 1x03 Other Voices, Other RoomsDopo un primo episodio debole e confusionario ma che lasciava intravedere le ottime qualità del prodotto di Hulu, 11.22.63 dimostra di aver raddrizzato il tiro; nel secondo capitolo ma soprattutto in questo “Other Voices, Other Rooms” sembra aver messo ordine nel suo racconto grazie ai preziosi innesti di nuovi personaggi e all’intrigante sviluppo della storia principale. James Franco risulta credibile, la regia e la fotografia non sono da meno; se ci aggiungiamo che questa è una gran bella storia – e non poteva essere da meno, vista la firma illustre che porta in dote – otteniamo un prodotto di eccellente fattura che intrattiene, diverte e crea momenti di grande suspense. Più la trama entrerà nel vivo più potremo apprezzare il percorso fatto per arrivarci; intanto ci godiamo il viaggio in questo mondo lontano, fiduciosi di non venire traditi.

Voto: 7

 

Paolo Vivan

Nato sul finire degli anni ottanta nel profondo nordest, laureato in Lettere con una tesi su Six Feet Under, mi piace scrivere storie e farmele raccontare.

2 Risposte

  1. Davide Tuccella scrive:

    Bella recensione!
    Condivido la citazione alla rapidità del primo episodio, ma sono in disaccordo sulle critiche al secondo, che ho trovato fantastico.
    In questo “Other Voices, Other Rooms”, invece, ho ritrovato quella sensazione di velocità non necessaria, questo fiondarsi in avanti sulla trama orizzontale tralasciando alcuni passaggi emotivi dei personaggi, c’è poco spazio per l’introspezione in 11.22.63 (ma questo si era capito fin dall’inizio).
    Probabilmente avendo letto il libro lo guardo con un occhio diverso, ma questo terzo episodio è quello che mi ha convinto di meno. per più ragioni: la prima è proprio il balzo temporale di due anni, con poche informazioni, una focalizzazione sulla vita “normale” di Jake negli anni 60 quasi nulla (cos’è successo in quei due anni? com’è il suo rapporto con la quotidianità in un mondo completamente diverso dal suo? cosa hanno fatto lui e Bill per tutto il tempo in cui Oswald non era in America?) e il vuoto assoluto prima di conoscere Sadie, con una scarsissima caratterizzazione di personaggi possibilmente esplosivi come Deke Simmons e Mimi Corcoran.
    La seconda è tutta la vicenda che riguarda il passato. Nel libro viene data, giustamente, grande importanza alla possibilità di effetto-farfalla. Ci sono delle regole facilmente intuibili quando si viaggia nel tempo, modificare il passato delle persone cambia anche il loro futuro. Teoricamente, anche l’aver interrotto la notte di passione di Lee potrebbe avergli fatto cambiare idea sull’uccidere Kennedy, o comunque anticipare o posticipare l’attentato, mandando in vacca il piano di Jake.

    Spero che aggiustino un po’ il tiro nei prossimi episodi e facciano più attenzione ai personaggi, che secondo me devono essere il cuore della serie.

     
    • Paolo Vivan scrive:

      Ciao Davide e grazie! Trovo anche io che il secondo episodio ben fatto, la mia critica è infatti rivolta più al suo essere episodio isolato e non parte integrante della storia. Detto questo sono d’accordo sulla velocità con cui sono state esposte le cose anche in questo terzo ma la trovo per certi versi necessaria, come se ci fosse il bisogno di dire certe cose ma non ci fosse il tempo. Immagino sia dovuto alla trasposizione dal libro, che non ho letto, condensare un romanzo in una miniserie da 8 episodi è dura! Penso però che da ora la serie avrà modo di esplodere, è un prodotto molto interessante, nonostante i difetti.

       

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