Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9


Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9La decisione della ABC di raddoppiare la dose settimanale di episodi ha permesso a noi spettatori nel giro di 14 giorni di percorrere a grandi passi l’arco narrativo della seconda stagione di Agent Carter, portandoci dalla metà della storia fino ad un passo dalla conclusione.

Se da una parte avere così tanti episodi in poco tempo è stato, per il pubblico, un fatto positivo in termini di minor attesa settimanale, dall’altra ha reso ancora più evidente l’andamento altalenante di questa stagione, e purtroppo i suoi difetti sul piano narrativo.
In primis gli ultimi due episodi andati in onda, “The Edge of Mistery” e “A Little Song and Dance”, hanno mostrato una serie di scelte non sempre ben supportare da una solida costruzione alle spalle, apparendo, anche quando coerenti con i personaggi coinvolti, piuttosto forzate e superficiali, nonché a volte fin troppo strumentali all’avanzamento delle vicende. Come esempi di questo discorso possono essere presi due particolari voltafaccia avvenuti negli ultimi episodi: quello del dottor Wilkes nell’ottava puntata e quello del chief Thompson con i suoi numerosi doppi-giochi attuati in quella successiva.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9Come è stato ben evidenziato già nella recensione delle puntate 3 e 4, la figura dello scienziato e il suo rapporto amoroso con Peggy rappresentano i maggiori punti debole della stagione: sin dall’inizio l’attrazione fra lui e l’agente Carter non è mai risultata davvero credibile, ma anzi è apparsa fin da subito come infilata a forza nel racconto, inficiando così parzialmente anche la caratterizzazione della protagonista. In quest’ottica il suo rivoltarsi contro la donna e passare dalla parte del nemico, arrivando addirittura a minacciarla con un fucile per ricattare il suo “rivale d’amore” Souza, è una decisione che non trova motivazioni solide nella trama, ma solo dei brevi accenni superficiali (la disperazione per la sua condizione, il discorso dell’ingiustizia fatto dalla Frost). Il tutto sembra piuttosto solo un modo per risolvere questo, maldestramente costruito, triangolo amoroso a favore della coppia Souza-Carter – vista anche la repentina, quanto sbrigativa, uscita di scena della ormai ex-promessa sposa di Daniel, Violet.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9Un’altra storyline secondaria che poteva essere interessante, ma che poi è stata trattata con troppa rapidità e poca cura è quella di Jack Thompson. Che alla fine il chief della SSR tornasse di nuovo dalla parte della Carter (pur mantenendo una sua “autonomia”) era ampiamente pronosticabile: in tutti i precedenti episodi, infatti, si è visto come l’agente capo, pur assecondando gli ordini discutibili di Vernon Masters per favorire la sua carriera, non fosse mai pienamente convinto delle sue azioni e come anzi mostrasse ogni volta segni di ripensamento o rimorso. Il problema però è come stato gestito il suo personaggio durante tutta la stagione: fino alla 2×08, Thompson è stato un fattore di poco conto, una pedina nelle mani di Masters e mai un ostacolo concreto per la Carter – l’unico suo vero picco, prima del suo cambio di fronte, è stato forse la cattura della Underwood in “Life on the Party”. In “A Little Song and Dance” finalmente Thompson assume un ruolo centrale nelle vicende, orchestrando un piano, fatto di diversi inganni e doppi-giochi, per liberarsi sia di Vernon sia della Frost: sulla carta è un’ottima idea perché mette in evidenza tutta l’ambiguità del personaggio, mai pienamente positivo pur essendo fondamentalmente “uno dei buoni”; nella pratica, sullo schermo, tutto risulta piuttosto raffazzonato e poco credibile, con in particolare Vernon Masters che si fida ciecamente di chi l’ha tradito neanche il giorno prima e si fa gabbare dal suo subalterno in maniera fin troppo facile.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9Accanto però a queste lacune per quanto riguarda lo sviluppo di alcuni personaggi secondari e dei passaggi non proprio perfetti all’interno della trama nei singoli episodi, Agent Carter ha conservato anche molte delle sue caratteristiche peculiari che l’hanno fatta apprezzare fin dalla scorsa annata. Stiamo parlando di un prodotto molto atipico per lo stesso universo Marvel, dove gli elementi del genere supereroistico si combinano egregiamente con quelli del period drama, del sci-fi e della comedy, creando un mix leggero e divertente (di cui il numero musicale all’inizio della 2×09 ne è la perfetta dimostrazione). L’umorismo, ben piantato nel linguaggio dell’epoca di riferimento, rappresenta come sempre uno dei maggiori punti di forza della serie, insieme ovviamente all’alchimia fra Peggy Carter e Edwin Jarvis.

Proprio i due protagonisti hanno dovuto affrontare a turno, in questa fetta di puntate, delle situazione di vulnerabilità, fisica per quanto riguarda Peggy e emotiva per Jarvis, che hanno portato ad interessanti sviluppi.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9L’impossibilità di Peggy di essere operativa per via dei danni riportati dallo scontro con Whitney Frost alla fine di “The Atomic Job” porta infatti al coinvolgimento, nel successivo episodio, della bellissima e pericolosa Dottie Underwood. L’inserimento della superspia russa (interpretata magnificamente da Bridget Regan) si dimostra subito un valore aggiunto, permettendo agli autori da una parte di esplorare ancora il suo legame con Peggy, fatta di reciproco rispetto tra due avversarie che si scambiano battute umoristiche di sfida, e dall’altra di creare uno spumeggiante e divertente triangolo con Jarvis come compagno di missione: il risultato è un insieme di scene davvero molto spassose (su tutte quella dove Dottie, privata dell’audio dal rumore dell’asciugacapelli, osserva il maggiordomo che riproduce una serie di possibili omicidi a suoi danni).

Sul lato drammatico, lo shock più forte di questa parte di seconda stagione è sicuramente il ferimento di Ana Jarvis alla fine di “Monsters”. A differenza degli altri personaggi femminili della serie (Peggy, Dottie e Whitney), donne forti che lottano (ognuna a suo modo) per emergere in una società fatta di maschi che le sottovaluta e discrimina, l’adorabile moglie del maggiordomo di Stark si avvicina di più al modello femminile dell’epoca. Proprio per questo risulta calzante ed estremamente simbolico che a ferirla quasi mortalmente (condannandola alla sterilità) sia proprio Whitney Frost, il personaggio femminile che più di tutti si sta impegnando a distruggere in maniera dirompente lo status quo.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9Ciò che accade alla moglie è un’occasione per gli autori di mostrare un lato diverso di Jarvis, che, con il ferimento dell’amata, vede andare in pezzi il suo mondo; un mondo costruito sulla falsa promessa, mostrata nel flashback di apertura di “The Edge of Mistery”, che mai le avventure con l’agente Carter avrebbero influenzato la loro vita familiare. Sia l’interpretazione di James D’Arcy, sia la scrittura del personaggio da parte degli autori sono esemplari nel palesare il turbine di emozione che sconvolge il maggiordomo: la rabbia, la voglia di vendetta fino al rancore verso la Carter che esplode nel loro confronto durante “A Little Song and Dance”, da cui emerge infine il senso di colpa legato all’aver fallito nel rispettare quella promessa.

Tra le note positive di questa stagione rientra sicuramente la già citata villain Whitney Frost, che, nell’arco di questi ultimi 5 episodi, passa nettamente al contrattacco, disfacendosi del marito-fantoccio (colpevole di tradimento) e di parte del consiglio segreto dell’Arena Club, assumendone così il controllo. Continua quindi il suo cammino di ascesa al potere e parallelamente di liberazione della condizione in cui la società dell’epoca l’aveva costretta; un percorso che trova l’ennesimo inaspettato ostacolo proprio nel momento in cui lei riesce a raggiungere il suo obiettivo, replicando l’esplosione atomica che ha creato la materia Zero, quando è la stessa sostanza oscura infra-dimensionale a rifiutarla, “preferendole” invece il dottor Wilkes.

Agent Carter – Stagione 2 Episodi 5-9Ad ormai un passo dalla conclusione, si possono iniziare a tirare le somme di questa seconda stagione di Agent Carter. Dopo dei primissimi episodi con un buon livello di costruzione, la serie ha sicuramente accelerato il ritmo della narrazione: si sono susseguiti diversi sconvolgimenti, plot twist, tradimenti e voltafaccia, alcuni riusciti, altri molto meno. La sensazione generale è che aver aumentato la stagione di due episodi rispetto alla scorsa annata abbia portato gli autori ad allungare in maniera un po’ eccessiva la trama (ad esempio nel caso delle barre di uranio passate di mano più volte, o la costruzione del macchinario di contenimento per Wilkes subito liquidato) inficiando così la qualità e il ritmo della narrazione.

Lo show ha sicuramente perso un po’ dello smalto e del guizzo che lo avevano caratterizzato nella prima stagione, ma in alcuni comparti (cast, personaggi principali, umorismo dei dialoghi) conserva ancora parte della sua vecchia brillantezza, risultando comunque, nonostante gli innegabili difetti, un prodotto godibile.

Voto 2×05 “The Atomic Job”: 7-
Voto 2×06/07 “Life of the Party” & “Monsters”: 7+
Voto 2×08/09 “The Edge of Mistery” & “A Little Song and Dance”: 6

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Informazioni su Joy Black

Conosciuto anche in altre sfere del reale come Antonio Gardini Gallotti, secondo del suo nome, Hand of The King di Seriangolo e giudice losco del Fanta-GOT. Lost-dipendente in fase di riabilitazione, è poi finito per diventare Whovians irrecuperabile. Proprio seguendo le vicende dei sopravvissuti del volo Oceanic 815, è nata in lui la passione per le serie TV. Le sue preferite sono, oltre ovviamente a Lost e a Doctor Who, Breaking Bad e Battlestar Galactica. Nel frattempo si è anche laureato in Sociologia con una tesi su Black Mirror. Altri interessi: wrestling, cinema e fumetti.

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