Better Call Saul – 2×04 Gloves Off

Better Call Saul - 2x04 Gloves OffAddentrandosi nel cuore della stagione, le vicende dei due grandi protagonisti dello show, Jimmy/Saul e Mike, giungono ad un punto di non ritorno. Con graditi ritorni e confronti eccellenti, Better Call Saul riesce nella difficile impresa di costruire un prequel sempre meno scontato e sempre più indipendente.

È quasi un obbligo dover chiamare in causa la serie madre, Breaking Bad, quando si tratta di analizzare un episodio della sua serie prequel; la natura stessa del prodotto non può prescindere dal tenere sempre a mente la più famosa opera di Gilligan, nonostante lo stesso creatore di entrambe le serie sia riuscito a dare un’identità propria a Better Call Saul fin dalla sua prima puntata. In questo caso il ponte che collega direttamente i due show è il personaggio di Tuco Salamanca, il narcotrafficante già apparso nei primi episodi della prima stagione: se l’anno scorso però toccava a Jimmy confrontarsi con lui, stavolta il criminale è il deus ex machina attraverso cui gli autori esplorano più a fondo l’animo tormentato di Mike Ehrmantraut.

Better Call Saul - 2x04 Gloves OffPer capire il fil rouge che unisce tutta la storia di Mike, dalla prima stagione fino a questa puntata, è necessario sottolineare che il duo artistico dietro “Gloves Off”, penna di Gordon Smith e regia di Adam Bernstein, è lo stesso che lo scorso anno ci aveva regalato lo splendido “Five-O”, episodio incentrato interamente sul personaggio di Jonathan Banks, che ci aveva mostrato il suo passato e il suo presente attraverso una struttura a flashback. Non stupisce quindi che, nonostante l’episodio in esame presenti due linee narrative principali, gli autori scelgano di focalizzare l’attenzione principalmente sull’ex poliziotto, rallentando in modo intelligente il percorso di Jimmy che dovrà fare i conti con le conseguenze dello spot girato in “Amarillo”.

Better Call Saul - 2x04 Gloves OffMike e Tuco, quindi, sono il cuore pulsante dell’episodio, che in realtà conta almeno un’altra scena madre di cui si parlerà in seguito. È dal contrasto tra questi due personaggi che viene a galla la bravura degli autori nel saperli caratterizzare perfettamente, qualità amplificata dal fatto che entrambi sono già noti ai fan da molti anni: le due personalità sono antitetiche e rappresentano una bipartizione in base a cui possono essere divisi tutti i personaggi di Vince Gilligan. Mike è silenzioso, pacato, mai esuberante e sempre controllato in ogni situazione e addirittura in ogni espressione; fa parte di quella categoria di personaggi che non esplode, se non in rari casi, e che nasconde i propri segreti dietro una facciata insospettabile (così come Walter White e Gus Fring). Tuco è l’esatto opposto: eccessivo, incontrollabile, esplosivo e in una condizione di perenne instabilità. Non nasconde niente di sé, lui è così come viene presentato in scena; appartiene a una categoria di personaggi che non riesce a tenere a freno i propri impulsi, positivi e negativi che siano (qui si ritrovano anche Hank, Marie e in parte Skyler). Il loro confronto non poteva essere presentato in maniera migliore, un faccia a faccia che tiene in ansia lo spettatore, nonostante il cold open ne anticipi l’esito finale.

Better Call Saul - 2x04 Gloves OffMa il loro confronto non è altro che la conseguenza della scelta di Mike di trovare una soluzione alternativa all’omicidio. L’ex poliziotto ha già avuto a che fare con la morte, e forse proprio per questo non vuole ripetere il crimine che ancora tormenta la sua vita; gli autori ci fanno capire come in fondo sia un uomo buono, costretto dagli eventi ad abbracciare le sue qualità meno onorevoli e a sfondare più volte il muro della legalità. Il tutto però è raccontato con uno stile tanto naturale quanto privo di forzature, in un modo che risulta perfettamente credibile e incredibilmente appassionante; ma questa è sempre stata una caratteristica peculiare dei due show.

Better Call Saul - 2x04 Gloves OffL’altra scena clou di cui si parlava è un altro confronto decisivo, questa volta tra Jimmy e Chuck. Si può dire che tutto “Gloves Off” sia costruito sui confronti tra i protagonisti e il resto del cast – Jimmy/Kim, Jimmy/Main, Jimmy/Chuck, Mike/Nacho, Mike/Tuco – e che nessuno di essi è indipendente dagli altri, ma si susseguono uno dopo l’altro, come un effetto domino. Jimmy arriva da Chuck con l’intenzione di rimediare ai suoi errori e di salvare la carriera di Kim, ma il suo approccio sfocia nella solita trattativa per raggiungere un accordo, che caratterizza la sua linea professionale e che sarà alla base del suo successo futuro. Tuttavia il fratello maggiore non può essere raggirato: lui conosce meglio di chiunque altro Slippin’ Jimmy, è ben consapevole di quello che vuole ottenere e, soprattutto, dei metodi illeciti con cui solitamente raggiunge i suoi fini. Come gli ricorderà lui stesso “See, that’s your problem, Jimmy: thinking the ends justify the means” e “Life is not one big game of “let’s make a deal”!”. James McGill non può cambiare, non del tutto perlomeno; la sua strada è segnata e suo fratello ne è ben consapevole, tanto da individuare nel suo comportamento una forma patologica, una dipendenza che difficilmente riuscirà a superare.

In definitiva, “Gloves Off” utilizza il confronto tra i personaggi come uno strumento efficace, intelligente e ricercato per raccontare le storie parallele di Jimmy e di Mike, con un’attenzione particolare per il personaggio di Jonathan Banks.

Voto: 8

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

3 Risposte

  1. Zweihander scrive:

    Da grandi puntate derivano grandi recensioni!
    Non vedo l’ora di vedere Jimmy che si fa una montagna di soldi

     
  2. Nick scrive:

    Episodio ENORME. Il migliore di questa seconda stagione fin’ora

     
  3. Firpo scrive:

    Better Call Mike

     

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