Daredevil – 2×04/05 Penny and Dime & Kinbaku

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuDifficilissimo ricominciare dopo il finale del terzo episodio, dopo una sequenza che è già storia della TV per complessità, citazionismo, perfezione tecnica e lavoro sul genere action. Daredevil con questa coppia di episodi dimostra non solo di saper ripartire, ma anche di rilanciare alzando la posta in gioco.

Dopo cinque episodi è chiaro che la scelta dei due showrunner di posizionare l’episodio più introspettivo non prima del quarto appuntamento ha pagato, dando infatti l’opportunità di costruire un contenitore perfetto, un racconto superoistico di grande cupezza ma anche di altrettanta spettacolarità, ribaltando completamente l’assunto che vorrebbe le sequenze d’azione televisive come una replica meno riuscita e più povera di quelle cinematografiche. Nessun lungometraggio del Marvel Cinematic Universe ha infatti mai realizzato una scena di combattimento come quella citata nell’introduzione e, trattandosi di film sui supereroi, qualcosa questo vorrà pur dire.

2×04 “Penny and Dime”

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuIl quarto episodio prende questa già fantastica struttura e vi costruisce attorno un organismo complesso, dove il noir ritorna a essere il genere di riferimento e dove la colpa e il dolore si impongono come le chiavi di lettura principali dei personaggi, immergendoli in un limbo in cui giusto e sbagliato si fondono nelle torbide acque delle loro contraddizioni. Il segreto dell’episodio sta nel personaggio di Finn, che, oltre a essere protagonista del prologo, funge da Caronte tematico del racconto introducendo i temi della vendetta, della patologia e della violenza di strada come meglio non si poteva, spingendo Punisher verso territori introspettivi fino ad ora lasciati da parte. Un personaggio perfetto che domina la trama verticale con grande carisma per poi uscire di scena, non prima di aver contribuito a mettere le basi – come vedremo – per la trama orizzontale, sia riguardo al lavoro sul villain stagionale, sia per quanto concerne il ritratto del sottobosco criminale di Hell’s Kitchen.

Well… Elliot Grote was no Saint. He was human… Deeply flawed.

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuUn episodio complesso come questo, dove i Kitchen Irish fanno da fil rouge tra i personaggi principali, ha il grande merito di lavorare a specchio sia su Punisher che su Daredevil, il quale è protagonista di un importante cambiamento, grazie soprattutto al ritorno di una fondamentale figura della serie: padre Lantom. Il sermone dedicato a Grotto posizionato nella parte iniziale riporta la serie alle sue atmosfere originarie, ovvero in quei luoghi dell’anima in cui la religione si mischia alla violenza e dove le tradizioni di quartiere riflettono quel meticciato culturale che da sempre ha distinto gli abitanti di Hell’s Kitchen. Nel faccia a faccia tra padre Lantom e Matt emerge il conflitto interiore dell’eroe in tutta la sua portata, ciò che lo distingue dai giustizieri solitari. Il bisogno di perdono è il carattere distintivo del giovane avvocato e saper scendere a patti con essi è ciò che lo rende davvero un eroe, insieme al senso di giustizia da cui è permeato. È la colpa il vero collante tematico dell’episodio, posto come uno sbarramento di fronte al quale tutti devono fare i conti; nessuno ne esce indenne: non Matt, non Karen che ancora ha davanti agli occhi l’omicidio commesso, non Frank, il quale probabilmente non riuscirà mai davvero a non sentirsi responsabile della perdita della propria famiglia.

My girl, she’s keeping me on my feet.

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuProprio sul personaggio interpretato magistralmente da Jon Bernthal l’episodio concentra il suo più importante climax e il momento di maggior approfondimento narrativo della stagione fino a questo punto. Nel gioco di differenze e rifrazioni generato dal confronto con Finn, Frank viene fuori in tutta la sua umanità: il primo è contraddistinto da una perfetta miscela di follia (le bare rovesciate), violenza (l’occhio perforato nella presentazione) e patologia (le medicine prontamente assunte), tanto da renderlo un impeccabile cattivo da fumetto; il secondo mette a nudo tutto il suo trauma, la sua immensa fragilità legata agli affetti e alla loro perdita, che sia il cane o la sua famiglia. Punisher compie un importante salto di qualità che, da formidabile avversario del protagonista, lo porta ad essere un degno erede di Wilson Fisk, ovvero il prodotto sofferente di una società disfunzionale, dominato da rabbia e paura ed estremamente bisognoso d’ascolto. La confessione di Frank è un momento di grandissima intensità, impreziosito dalla location cimiteriale che funge da perfetto contorno al racconto della difficoltà di elaborare il peggiore dei lutti. A ciò si aggiunge il reducismo del personaggio che lo porta ad essere ancora più alienato, se non totalmente ignorato, cancellato dal mondo così come occultata è stata la strage della sua famiglia. Frank è a tutti gli effetti un revenant, un non morto, colui a cui la vita ha dato un’altra possibilità senza però dargli anche la forza di superare le proprie debolezze.
Il confronto tra i due serve tantissimo a Daredevil, che nel finale si sacrifica per un bene superiore, consegnando Frank alla polizia e privandosi di ogni merito. Qui la serie corre sugli stessi binari del Cavaliere oscuro nolaniano, facendo di Daredevil non l’eroe che questo quartiere merita, ma il vigilante di cui ha bisogno, colui che è disposto al sacrificio giornaliero per poi sparire nel nulla. Si tratta di gesti di grande eroismo, ripagati da una felicità concentrata in quel sincero sorriso appena tornato a casa, quando a Matt sembra che ogni cosa stia andando al posto giusto, nel “lavoro” come in amore. Ma è una gioia che dura un’attimo, la frazione di secondo che lo separa dal pugnale lasciatogli da Elektra.

2×05 “Kinbaku”

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuCome un fulmine a ciel sereno Elektra Natchios irrompe in casa di Matt e con il quinto episodio dà inizio a una nuova linea narrativa. Lauren Schmidt Hissrich (alla sceneggiatura) e Floria Sigismondi* (alla regia) sono perfette nel pennellare il nuovo personaggio con poche ma puntuali battute e alcune potentissime inquadrature. La macchina da presa della Sigismondi con un particolare delle labbra e uno delle mani restituisce tutto il carisma e la sensualità di Elektra, mentre la scrittura della Schmidt Hissrich è perfetta in sequenze come quella del dialogo al bancone, dove in due scambi vengono tratteggiati la personalità e i bisogni di un personaggio sicuramente notissimo agli appassionati del fumetto, ma tutto da costruire all’interno dello show. C’è un momento in cui è proprio Matt a descrivere la donna, mostrandole e mostrandoci l’unica cosa che dalla vita cerca davvero (potendo avere qualsiasi cosa): “the unexpected”, le dice squarciando la sua maschera di sicurezza e dimostrandosi l’unico ad averla capita davvero. Le autrici ci presentano una donna dominata dalla noia, una bambina viziata in un corpo da femme fatale (quello di Élodie Young, diplomata alla London Academy of Music and Art, laureata in Legge a Parigi ed esperta di karate), bisognosa di essere stupita, ma soprattutto notata. Con Matt scatta immediatamente quell’alchimia da incontro iniziatico, in cui lei trova un uomo estremamente dotato ma altrettanto manipolabile (e di cui forse innamorarsi davvero), mentre lui scopre una donna con la quale non deve più fingere e che è in grado di tenergli testa sul suo campo da gioco, come dimostra la stupenda sequenza d’amore e lotta nella palestra del padre di Matt.

Order something fantastic.

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuÈ la parola “fantastic” a sancire il parallelo tra le due donne che popolano la vita di Matt Murdock: Elektra e Karen. Considerato quanto detto della prima, c’è da sottolineare come la seconda non sia certo da meno in quest’episodio, potendo contare da una parte su una caratterizzazione consolidata e dall’altra sul suo ruolo cruciale all’interno delle storyline che collegano il supereroe ai complessi intrighi di quartiere. A questo proposito il lavoro di Karen rappresenta forse la principale svolta narrativa dell’episodio perché collega la morte di Ben nella scorsa stagione, il ruolo del giornalismo – e in generale delle istituzioni – nel mantenimento dell’ordine a Hell’s Kitchen e la scoperta del passato di Frank Castle. Una volta ricevuto il testimone dal defunto mentore, Karen sta diventando a tutti gli effetti un’eroina, sulle orme di quel giornalismo di impegno che richiama in ogni suo atteggiamento. La sequenza in cui ricerca le origini della famiglia di Frank richiama molto da vicino quel cinema d’inchiesta che da Tutti gli uomini del presidente porta fino a Spotlight, dove la responsabilità e il rigore camminano a braccetto con l’ossessione; un percorso, quello di Karen, che, oltre a caricarla d’importanza sempre maggiore, ne accresce la sicurezza in se stessa anche in ambito extra-lavorativo, come emerge dall’appuntamento con Matt, dove sicuramente non è nascosto un reciproco imbarazzo figlio di sentimenti reali, ma in cui per la prima volta si assiste a un confronto paritario tra i due innamorati.

Do you think that’s what love is?

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & Kinbaku“Kinbaku” è un episodio tutto al femminile – anche per via delle autrici –, che ragiona attraverso l’analisi di due donne sia sull’evoluzione del carattere di Matt dal passato al presente, sia sulle attuali fragilità. Come interpretare altrimenti il ritorno dell’affascinante combattente subito dopo aver dichiarato i propri sentimenti a Karen? La scissione di Matt è palese perché, sebbene oggi il suo cuore sia molto più della bionda che della mora, è stata proprio Elektra a mostrargli per la prima volta il suo lato oscuro – quella parte di cui più si vergogna, la fonte principale del suo senso di colpa – e ad accettarlo così com’è. L’attaccamento di Matt però trae linfa e giustificazione da un fondamentale evento del passato: con l’irruzione a casa di Roscoe Sweeney, Elektra stuzzica il suo lato oscuro offrendogli la più importante vendetta della vita sul piatto d’argento, insieme alla sua immediata soddisfazione. L’imprevedibile milionaria risulta così narrativamente perfetta nel tessere un parallelo tra Matt Murdock e Frank Castle tutto basato sulla difficile dialettica tra vendetta e giustizia, mostrandoci un protagonista non ancora dominato da giustizia ed eroismo, ma (come Punisher) sedotto dalla vendetta e accecato dalla rabbia.

Daredevil – 2x04/05 Penny and Dime & KinbakuUscendo per un attimo dalla dominante legata alle due donne, l’episodio ci spiega anche cosa si nasconde dietro alla stupenda inquadratura di Frank che fissa la giostra, arricchendo l’intero suo percorso di una profonda malinconia. Dal capo opposto del racconto Foggy Nelson rivede Marci – sempre simpaticissima – in una discussione al bar che funge da collante del Marvel Cinematic Universe connettendo la serie a Jessica Jones con due preziose informazioni: Marci ora lavora nello stesso studio legale di Jeryn Hogarth; le istituzioni di Hell’s Kitchen con a capo Reyes si stanno ponendo seriamente il problema dei vigilanti a seguito delle azioni di Jessica Jones, Punisher e Daredevil.

“Penny and Dime” è un episodio estremamente denso, capace di collegare tante storyline e al contempo di approfondire il personaggio di Punisher come meglio non si poteva. Merito del ritorno di conflitti e ambientazioni (come la passeggiata sotto la pioggia finale) tipicamente noir, legati a una rappresentazione di New York di scorsesiana memoria, dove violenza e religione, colpa e perdono sono legati in modo inscindibile.
“Kinbaku” invece fin dal titolo richiama un particolare legame tra uomo e donna, alludendo all’amore visto come lotta e al dolore come forma di piacere. La stretta al collo di Elektra è ciò che porta Daredevil verso il lato oscuro, ciò che lo avvicina al Punitore e lo allontana dal vigilante che salva la città senza prendersene il merito (“to protect the Kitchen”), ovvero quel punto in cui si sovrappongono Daredevil e Batman. Elektra non è solo una tentazione mentale e sessuale, simbolo di trasgressione e rifiuto delle regole, di libertà e di un amore vissuto a briglie sciolte; ella rappresenta anche la prima donna capace di conoscerlo davvero, un’eroina a tinte chiaroscurali, che dietro alla maschera da milionaria viziata nasconde una persona fragile e innamorata.

Voto 2×04: 9
Voto 2×05: 8,5

*La pescarese naturalizzata canadese Floria Sigismondi, regista del quinto episodio, è una delle maggiori autrici di video musicali al mondo. Tra le sue opere consigliamo la visione di “The Stars (Are Out Tonight)” di David Bowie

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

2 Risposte

  1. 999sickboy666 scrive:

    Ottima recensione, non c’è che dire, complimenti Attilio – e grazie di aver sottolineato la regia della Sigismondi: nella furia del binge-watching non mi ero accorto che fosse sua la firma di questo episodio ed essendo una “concittadina” questo non può che farmi ancora più piacere!

    Come dicevo, questa nuova stagione di DD l’ho divorata ed è stato veramente fantastico vedere come tutte le promesse e le potenzialità della season one siano state ampiamente espresse e mantenute.

    Butto lì una piccolissima critica, tra il serio e il faceto: l’interpretazione di Jon Bernthal è maiuscola – il suo Frank Castle è, a tutti gli effetti, la più solida incarnazione del Punitore portata sullo schermo – ma ogni volta che apre bocca ridacchio chiedendomi se (il personaggio) abbia studiato alla “Rick Grimes School of Voice Acting” – poste le differenze di accento e cadenza, la modulazione della voce (bassa, roca, sofferta e monotonale) è quasi identica… con la differenza che sul Punitore funziona benissimo 😛
    (e per fortuna, non si domanda mai “Where’s Coral?”)

     
  2. vega87 scrive:

    Recensione perfetta come sempre! Stagione immensa almeno quanto la prima, solo un mio parere personale io Matt con Karen non ce lo vedo proprio! Sarà che io non riesco a simpatizzare con il personaggio boh..io voglio Matt con Elektra tutta la vita!!

     

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