How to Get Away with Murder – 2×15 Anna Mae

How to Get Away with Murder - 2x15 Anna MaePer una serie dinamica come How to Get Away with Murder, che ha fatto dei molteplici colpi di scena la cifra stilistica dei suoi episodi, creare un finale di stagione all’altezza degli episodi precedenti è un compito quantomai arduo; una sfida che si fa ancora più complicata se si considera la struttura bipartita di questa annata.

Mentre il primo nucleo narrativo si concentrava soprattutto sul caso Hapstall, concludendosi con lo scontro tra Annalise ed i suoi ragazzi, il secondo, in soli sei episodi, ha raccontato una storia quasi slegata da quella principale – con risultati non sempre convincenti – puntando il piede sull’acceleratore e non riuscendo a sfruttare appieno le potenzialità insite in tutte le sue storyline. A partire dal mistero legato alla madre di Wes, fino alla scoperta del vero ruolo avuto da Frank nella vita di Annalise, questi sei episodi hanno visto tanta carne al fuoco: per questo motivo le risposte che gli spettatori aspettavano fin dalla prima stagione sono risultate fin troppo sbrigative e raffazzonate.

Why would she go there?

How to Get Away with Murder - 2x15 Anna MaeL’episodio inizia esattamente dove il precedente si era fermato: Annalise, alla notizia del tradimento di Frank e del suo coinvolgimento nell’omicidio di Lila, scappa via senza lasciare notizie e ritorna a casa dalla madre, convinta che pronta ad aspettarla ci sia la realtà che già conosce. Il ritorno di Annalise nella sua dimora d’infanzia risulta abbastanza anticlimatico, non per l’avvenimento in sé ma per il posizionamento nel finale di stagione; inoltre, la parentesi della famiglia di Annalise occupa quasi metà dell’episodio, distogliendo l’attenzione da questioni ben più importanti. La sensazione marcata che pervade la narrazione ricorda la première di una nuova stagione piuttosto che il suo finale: se il desiderio di Annalise di pace e tranquillità ben si accorda con quanto avvenuto nell’intera annata, la decisione di collocare questa crisi d’identità nell’ultimo episodio – per poi risolverla nel giro di venti minuti – non giova all’economia della puntata, che risulta spezzata e non pienamente convincente.

I live alone. It’s not that bad.

How to Get Away with Murder - 2x15 Anna MaeNonostante la sua repentina conclusione, il percorso di Annalise in questa stagione ha sicuramente conosciuto degli ottimi momenti: Viola Davis è riuscita nel compito di rappresentare una donna sull’orlo di una crisi esistenziale senza mai svuotare il personaggio della sua forza. Rimangono alcuni lati negativi, uno fra tutti la gestione del triangolo Eve-Annalise-Nate, più volte ripreso nella narrazione ma mai capace di trovare una giusta conclusione, coerente con quanto mostrato nei flashback. Nel corso di questo season finale così atipico assistiamo alla sconfitta personale della protagonista, che mette a nudo tutte le sue paure ed insicurezze in seguito ai vorticosi avvenimenti che hanno distrutto la sua vita a partire dalla prima stagione. In seguito all’addio al figlio – “His name was Sam“, –ritroviamo l’Annalise che abbiamo imparato a conoscere: forte e determinata, capace di risollevare una situazione critica con la sua solita fermezza (ed un briciolo di sospensione di incredulità per gli spettatori).

You know how she likes her secrets.

How to Get Away with Murder - 2x15 Anna MaeNel mezzo della rivelazione spirituale di Annalise, le vicende dei ragazzi e dello studio legale continuano a correre all’impazzata; nel corso dell’episodio, inoltre, assistiamo ad una serie di eventi che preparano il terreno per la prossima stagione. Durante questo secondo arco narrativo siamo stati testimoni del progressivo inasprirsi della fiducia incondizionata che prima i ragazzi nutrivano verso il loro mentore. Dopo la scioccante richiesta fatta loro da Annalise, ad un moto centripeto, che attraeva tutti gli aspiranti avvocati verso la figura leggendaria dell’avvocato, si è avvicendato uno centrifugo, che vedeva gli stessi scappare via terrorizzati pur di non finire nella sua spirale di terrore e menzogne. Mentre Laurel è costretta a pagare il prezzo della sua confessione ad Annalise, che probabilmente le costerà la fiducia di ogni altro individuo, Michaela ed Asher sono i personaggi che meno riescono ad inserirsi nelle vicende (non è un caso che tra di loro stia nascendo una delle coppie più improbabili della serie stessa). Ma il protagonista indiscusso continua ad essere Wes: incapace di sopravvivere al senso di colpa per aver sparato ad Annalise, riesce a ritrovare se stesso nella ricerca della verità riguardante la morte di sua madre. A differenza di quanto gli ormai troppi colpi di scena vogliono suggerirci, si tratta veramente di un suicidio: ma nel momento in cui Wes approccia per la prima volta il padre creduto morto, ecco che l’omicidio di quest’ultimo apre una nuova serie di inquietanti scenari che evidentemente domineranno la prossima stagione.

Frank was just doing what he was told.

How to Get Away with Murder - 2x15 Anna MaeL’elemento forse più deludente dell’intero episodio è la rivelazione riguardante Frank, che spiazza lo spettatore per la sua totale mancanza di rispetto verso il personaggio fino a quel momento presentatoci. Per quanto poco approfondito, fin dalle prime puntate Frank era apparso come estremamente leale ed incapace di macchiarsi di un errore da pivello come quello del flashback, che ha portato alle conseguenze che tutti conosciamo. La sensazione prevalente è quella di un’occasione mancata: la necessità di rispondere a tutte le domande che affollavano la stagione nel minor tempo possibile si è ritorta contro gli autori, portando ad una serie di scelte alquanto discutibili.

How to Get Away with Murder chiude una stagione inferiore alla precedente con un episodio poco adatto ad essere un season finale. Mentre la prima parte della stagione era ancora all’altezza della prima annata, nel secondo ciclo narrativo la fretta ed i pochi episodi hanno portato ad un risultato non del tutto soddisfacente. Nonostante ciò, la serie manda un messaggio forte e chiaro attraverso questo episodio: ha ancora molti colpi di scena da presentare e non ha nessuna intenzione di modificare il suo modus operandi.

Voto episodio: 6½
Voto stagione: 7

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

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