Shameless – 6×08 Be a Good Boy. Come for Grandma

Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaNel momento in cui si inizia a guardare una puntata di Shameless, è diventato assolutamente necessario venire a patti con la realtà di una serie che chiede uno sforzo suppletivo allo spettatore memore del passato, da ripetersi ad ogni episodio per poter godere al meglio quanto lo show abbia ancora da dare dopo sei stagioni.

Approcciare una puntata di Shameless richiede ogni settimana una massiccia dose di sospensione dell’incredulità ma una volta saliti a bordo lo sballo è quello di sempre, senza freni inibitori, impermeabile alle critiche, irriverente e al tempo stesso capace di affrontare con leggerezza i temi più spinosi.
Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaCome è già stato più volte sottolineato, la definizione dei personaggi si ritrova da moltissimo tempo in una situazione di impasse difficilmente sostenibile: la logica conseguenza è un accumularsi di eventi sulle spalle dei protagonisti che ne rendono problematica un’evoluzione coerente. Un’analisi di più ampio respiro – che vada oltre le avventure settimanali – risulta quindi oltremodo complessa, per certi versi ripetitiva e inutile. A fronte di storyline ingarbugliate e narrativamente ricche, infatti, è molto difficile individuare un percorso netto e ben definito: i Gallagher faticano a diventare padroni del proprio destino restando in balia di sconvolgimenti che farebbero invidia alle fiction più fantasiose.

Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaNonostante la scrittura feconda sono però sempre più frequenti i “corsi e ricorsi storici”; se da un lato potrebbe sembrare una questione incidentale, l’aumento esponenziale di situazioni già viste non fa che sottolineare come ogni personaggio sia, in realtà, prigioniero di se stesso e dello show. Fiona, responsabile dell’overdose di Liam, non è in grado di tenere lontano dal pericolo i bambini a lei affidati; Frank, liberatosi dall’alcolismo, si infila in una storia di droga e spaccio che nulla sembra avere di nuovo e che, se non è già terminata, difficilmente si rivelerà essere più di un riempitivo. Il prodotto di Paul Abbott e John Wells sembra avere definitivamente impostato un cammino che rende difficile una focalizzazione sulle storyline più importanti, relegandole tutte ad uno stesso limbo fatto di puro intrattenimento ed introspezione scadente.

“Curious what you’re doing, though”
“Escape route.”

Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaUn’eccezione è quella rappresentata da Carl e dalle sue vicende di gangster pentito: nel corso della stagione l’evoluzione del personaggio è stata quantomeno opinabile (in certi momenti addirittura odiosa) ma nelle ultime due puntate Ethan Cutkosky ha dimostrato di avere le spalle molto larghe, sostenendo una scrittura poco credibile con una performance recitativa di alto livello. Shameless, però, cade ancora una volta nel suo tipico errore mettendo la parola fine alla storyline più feconda, impedendole di diventare qualcosa di più e lasciando come unico ricordo allo spettatore i malinconici occhi del giovane attore.

A causa del poco spazio concessole finora sullo schermo, risulta più problematico inquadrare il ruolo di Queenie: volendo fare un bilancio parziale esso sarebbe mediamente positivo, non tanto per il suo contributo nello scioglimento della matassa Lip (bisogna seriamente ringraziare le sue abilità di riflessologa perché il ragazzo alle prese col Viagra proprio non si poteva vedere), quanto per la sua metamorfosi in figura materna. Fiona ha dimostrato più volte di poter essere una sorella, la migliore sorella possibile, un conforto ed un sostegno, ma il suo desiderio di rivalsa sulla realtà, la capacità di cercare e attirare catastrofi e la giovane età l’hanno fatta fallire ogni volta che ha tentato di essere madre. Grandma Queenie, con le sue stravaganze, è colei che, con la sua sola presenza, riesce a donare ad una casa votata all’anarchia quel senso di stabilità e sicurezza che la figura genitoriale riesce ad ottenere.

Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaIl percorso intrapreso da queste ultime puntate conduce verso uno scioglimento dei drammi messi in piedi nel corso della stagione: se le gravidanze parallele di Debbie e Fiona potevano diventare il fulcro tematico, la storyline della ragazzina è stata rapidamente svilita arrivando al punto di mettere in scena un feticista di gravidanze. Anche Lip ed Ian sono pronti ad affrontare i propri scheletri nell’armadio, il primo estirpando la rabbia repressa nei confronti di Helene nel corso di un massaggio ai piedi liberatorio e taumaturgico, il secondo grazie alla stabilità di un rapporto di coppia con un uomo che, nella sua quotidianità fatta di piccole cose, è in grado di renderlo felice. Il bipolarismo cova però sotto la cenere e il suo “I have it under control”  ne è sintomo inequivocabile, rendendo difficile credere che la relazione con Caleb possa avere successo in un contesto così funzionale. La reciproca confessione degli “scheletri” ha il merito di riequilibrare un rapporto che, fino a questo momento, era stato estremamente sbilanciato da una parte, ma non riesce nel proprio intento principe: dare spessore ad un personaggio piatto e stereotipato come quello del pompiere gay e di colore.

Shameless - 6x08 Be a Good Boy. Come for GrandmaAncora in cerca di un ruolo è Frank, simbolo delle difficoltà narrative dell’intera stagione. Ad uno sguardo verticale limitato al singolo episodio l’ex alcolista sembra ben inserito nel contesto con la sua capacità di fungere al tempo stesso da parentesi comica e da collante fra i vari personaggi; ad una visione più attenta è però evidente come saltelli da un’avventura all’altra attaccandosi di volta in volta ad un figlio diverso, una volta concierge del cancro e la settimana seguente corriere criminale, vistosamente in apnea e alla ricerca di indipendenza e del proprio spazio vitale sulle scene. Ritorna quindi di moda l’annosa questione della sussistenza di Frank Gallagher: Frank incarna l’essenza stessa di Shameless ed un suo eventuale taglio sarebbe una scelta coraggiosa e rischiosa oltre che un duro colpo per gli affezionati; è però visibile a tutti come la gestione di un personaggio condannato all’immobilismo sia diventata problematica.

“Be a Good Boy. Come for Grandma”, oltre ad avere un titolo epico, porta sullo schermo situazioni che per assurdità/genialità nulla avrebbero da invidiare ai fasti della prima stagione che, con la sua novità ed intraprendenza, aveva sconvolto tutti noi. Dove Shameless continua invariabilmente a peccare è nel compiere quel passo in più che aveva lasciato intravedere nell’ottima quarta stagione. Dare un giudizio all’episodio è, a livello personale, un compito molto arduo: il voto finale è sempre il risultato di una mediazione tra i fuochi d’artificio narrativi di ogni puntata e la solita, attesa delusione per la mancanza di evoluzione di uno show sempre più uguale a se stesso, in grado di proporre storie nuove e divertenti ma non di affrontare discorsi ben articolati sui personaggi.

Voto: 6½

 

Davide Dibello

Un oceano di possibilità si stendeva di fronte a me prima che la pigrizia intervenisse mostrandomi le comodità del letto.

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