The Good Wife – 7×16 Hearing

The Good Wife – 7x16 HearingSiamo alle battute finali e The Good Wife prova a ricordarci gli antichi splendori regalandoci un episodio ben calibrato, in cui l’evoluzione della narrazione si complica e si rinsalda attraverso una sapiente alternanza dei vari registri espositivi. Al centro di tutto c’è sempre Alicia, ma tutt’intorno comincia a prendere forma un racconto che pare avere il giusto spessore per traghettarci verso una degna conclusione.

Come già emerso nel corso degli episodi precedenti, il rimando al passato si configura sempre più chiaramente come lo stilema narrativo con cui lo show si appresta alla fine. L’idea di coinvolgere Peter in uno scandalo giudiziario si lega in modo simbolico con l’esordio della serie, creando così i presupposti per un bilancio completo della strada percorsa: porre tutti i protagonisti lungo le stesse posizioni che ricoprivano agli inizi crea il quadro ideale per riflettere sull’arco di trasformazione compiuto da ogni personaggio e da Alicia in particolare.

The Good Wife – 7x16 HearingLa possibilità di un procedimento ai danni di Peter era già un’eventualità, ma è con questo episodio che le varie supposizioni cominciano a concretizzarsi. Proprio a rigore di ciò, il registro utilizzato per “Hearing” assume un significato particolare: nonostante gli argomenti che vengono tirati in ballo siano alquanto scottanti – l’udienza al Gran Giurì, la proposta di Diane ad Alicia –, tutto scivola sulla scena con una leggerezza che distoglie l’attenzione su cosa accade per spostarla su come gli eventi vengono percepiti e vissuti. Vediamo Eli tornare alla sua forma migliore, pronto a tutto pur di poter giocare d’anticipo, accompagnato da un Mike Tascioni che si presenta come un’ottima alternativa alla ex-moglie, il cui utilizzo, in una situazione molto simile a quelle già viste in passato, avrebbe rischiato di scadere in una sterile ripetizione di stilemi. Ma soprattutto siamo al cospetto di un’Alicia serena, calma e sorridente che riesce a farsi scivolare di dosso tutta la pesantezza della situazione con una placidità che non le vedevamo da tempo. Infatti il tenore leggero dell’episodio potrebbe anche essere interpretato come la rappresentazione degli eventi dal punto di vista personale di Alicia, persa nell’euforia che le provoca la vicinanza di Jason.

«Alicia has taken a lover. […]Finally she has someone she deserves».
«Mom. Stop.»

The Good Wife – 7x16 HearingIl modo con cui Alicia affronta questa forte infatuazione è un atteggiamento completamente inedito per il personaggio. Nonostante questa non sia la sua prima scappatella coniugale, non era mai riuscita a vivere la situazione con una tale libertà e onestà sentimentale: Alicia si è liberata dal peso del suo ruolo – di moglie, di madre, di avvocato o di candidato alla Procura – ed è finalmente riuscita a cogliere appieno quell’essenza di donna che per tanto tempo ha tentato di smorzare. Questa nuova forza esibita dall’ex-good wife è la risultante di una serie di eventi che, dall’esordio a oggi, hanno cambiato completamente il modo con cui la donna si appresta a valutare le situazioni. Tutte le sofferenze, le privazioni, il senso del dovere e il senso di colpa si uniscono in cortocircuito a quella sensazione asfissiante di mancanza e di rimpianto che la confessione di Eli ha fatto riemergere, creando solide basi per un’evoluzione che era già nell’aria, ma che solo adesso riesce a prendere forma concreta: la scala dei valori si è capovolta, e per la prima volta Alicia comincia a mettersi al primo posto.

The Good Wife – 7x16 HearingMa la cosa più riuscita di tale evoluzione è la naturalezza che emanano i suoi comportamenti: non ci sono forzature o prese di posizione urlate come necessità, nessuna spinta programmatica o alcuna manifestazione di un’esigenza, solo il lento e consapevole fluire di un desiderio finalmente assecondato. Tutto ciò si evidenzia in maniera simbolica e altamente evocativa attraverso quel lapsus con cui Alicia confonde Will con Jason. Ritrovarsi a pensare a Jason mentre parla di Will le rivela l’inscindibile legame tra il dolore della perdita e il potere del cambiamento che la sta investendo. Se si fosse lasciata andare con Will così come adesso fa con Jason forse i suoi ricordi sarebbero diversi, ma sicuramente senza quel dolore, senza quell’asfissiante sensazione di rimpianto, la forza che oggi la spinge a ricercare la parte migliore di se stessa non sarebbe così decisiva.

He’s learned a lot, I respect him a great deal, but he is no Will Gardner.

The Good Wife – 7x16 HearingLa parte dell’episodio che ci lascia più perplessi è quella relativa alla proposta che Diane fa ad Alicia.
Siamo sicuri che in un momento come questo la serie abbia bisogno di un’altra lotta interna alla Lockhart, Agos & Lee? Gli equilibri si erano appena ristabiliti e quell’alleanza tra Diane e Cary, presupposto della scorsa stagione e caposaldo dell’esordio di quest’ultima annata, si sgretola con una velocità che puzza troppo di accelerazione diegetica. Sebbene il discorso di Diane non faccia una piega e benché non siano mancate le occasioni di diverbio tra i due soci nominali, il mancato approfondimento del contesto in cui si radica la volontà di estromettere Cary, per far posto alla ritrovata Alicia, svuota l’idea di credibilità. Nonostante ciò, il personaggio di Diane soffre da così tanto tempo di uno stato di invisibilità che ergerla a protagonista di un conflitto interno potrebbe avere positivi effetti rivitalizzanti, soprattutto se le dinamiche di una ipotetica lotta riuscissero a manifestarsi secondo modalità nuove e non attraverso una ricalcata esposizione di costrutti già ampiamente sfruttati in passato.

The Good Wife – 7x16 HearingIn tutto ciò, Cary resta ancora ai margini del racconto. Il suo ruolo non funziona come dovrebbe, e appiattirlo a spalla di David Lee lo rinchiude in quell’ombra che pare costruita apposta per avvalorare le tesi appena esposte da Diane.
Indipendentemente dalla risposta che darà Alicia, e dalla piega che prenderà la situazione, questa parte del racconto soffre ancora della cattiva gestione che ha avuto nel corso della stagione, mostrandosi nuovamente come l’anello debole dello show.

In definitiva “Hearing” può essere considerato come un buon passo avanti: al di là della sua perfetta costruzione scenica – grazie anche alla sempre piacevole presenza di Veronica –, la nuova linfa vitale emanata da Alicia riesce a contagiare sia il comparto dei personaggi che lo sviluppo di una storyline giudiziaria dalle prospettive promettenti. A prescindere dall’evoluzione che potrà avere la lotta intestina alla Lockhart, Agos & Lee, la strada intrapresa pare essere quella giusta per riportare la serie lungo quei gloriosi binari da cui, da sette anni a questa parte, si erge come un unicum nel panorama generalista statunitense.

Voto: 7/8

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1 Risposta

  1. Birne scrive:

    Sono d’accordo con la recensione e stavo appunto per scrivere di quanto io sia contenta che almeno da un paio di episodi in qua si sia tornati a respirare l’aria buona della bella serie che è stata e ancora è The Good Wife, malgrado la cervellotica programmazione della rete. Poi mi sono resa conto del fatto che – come ho già avuto modo di dire quando se ne parlava – io ho recuperato TGW solo di recente e tutta di un fiato, quindi in realtà questo è il primo anno che seguo con normale scadenza e devo dire che patisco un po’ questi salti bisettimanali. Magari è sempre stata così? Sono i pregi di stare dentro all’importante contenitore generalista?
    Comunque sia, bene così: è cominciata la Spoon River dei grandi personaggi (con qualche innovazione) che hanno impreziosito sette anni di questo eccellente prodotto al bilancio complessivo del quale, secondo me, manca pochissimo ma non so bene cosa, per entrare nel numero dei classiconi della serialità.
    Capisco che non c’è la libertà della rete via cavo, che c’è una obbligatoria rigidità nella narrazione verticale che ogni settimana deve proporre il “caso”, il che comunque non è poi ‘sto gran limite se ripenso ad alcuni dei temi trattati davvero strepitosi o addirittura anticipatori per contenuto e stile di racconto, ecc. ecc.
    Sarebbe piacevole parlarne ancora, ma tengo famiglia …
    Ultima cosa, dispiace anche a me per la mosceria delle vicende dello studio e del personaggio di Cary, ma non mi dispiace che prenda corpo la piega femminista, diciamo così, che ha a lungo galleggiato nella trama (e poi non è neanche detto).
    Ultimissima cosa: sono felice del fatto che finalmente si mostrino scene dove i protagonisti hanno fatto sesso – scene che per la verità pure in passato erano rese con grande intensità – senza portare la maglietta della salute lui o una rigida guepière (si dirà così?) lei.

     

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