The Night Manager – 1×04 Episode 4

The Night Manager - 1x04 Episode 4Superato il giro di boa con la fine dell’episodio precedente, The Night Manager mette in moto gli eventi premendo sull’acceleratore con decisione e portando tutti i personaggi, in un modo o nell’altro, ad un punto di rottura con le proprie vecchie abitudini; rimangono due puntate per vedere come questi cambiamenti potranno mutare gli equilibri attuali. 

La miniserie nata dalla collaborazione tra BBC e AMC non si è di certo contraddistinta per elementi originali: la storia è piuttosto standard e gli elementi usati sono ben noti e vicini al cliché in più di un caso – il villain ricchissimo, la fidanzata giovane, bella e tormentata, la corruzione dilagante, una piccola parte delle forze del bene che ancora resiste.
Eppure c’è qualcosa che, soprattutto negli ultimi episodi e in particolare in questo, si è inserito ad incrinare un quadro tutto sommato prevedibile: la rottura di vecchie abitudini, convinzioni e schemi precostituiti per quasi tutti i personaggi.

You’re my main man, my star.

The Night Manager - 1x04 Episode 4La trasformazione di Jonathan Pine in Andrew Birch è a tutti gli effetti un processo canonico, in cui persino un elemento come “la vestizione”, vista come immagine del cambiamento di identità, viene rappresentato secondo le regole, al cospetto del “creatore” e di coloro che lo circondano.
Non solo: gli stessi atteggiamenti di Pine, interpretato da un Tom Hiddleston perfetto nel ruolo proprio per la sua eleganza e per l’innegabile charme, sono quasi da manuale della spia in missione per conquistare la fiducia del criminale. In questo, anche a livello registico, Susanne Bier non rinuncia al tratto più distintivo di The Night Manager, ossia quello di osservare i volti da vicino, in particolare gli occhi, come a voler scrutare i più intimi pensieri dei personaggi e le loro vere intenzioni.
Niente di nuovo, insomma: tra vecchi cliché e inquadrature già utilizzate, da questo punto di vista la puntata sembra procedere come le altre. Eppure qualcosa cambia: è impossibile non notare in questo quarto episodio come Jonathan Pine, pur rimanendo fedele alla sua missione, manifesti un certo piacere per la vita che si sta trovando a condurre. Non si tratta solo di vestire i panni di Andrew Birch in modo convincente agli occhi di Roper, ma di sfruttare delle capacità chiaramente innate, che gli stanno permettendo di raggiungere uno stile di vita che tutto sommato non gli dispiace affatto.

The Night Manager - 1x04 Episode 4Non c’è nulla di davvero evidente in questo, ed è proprio un tale dettaglio a rendere il personaggio così intrigante. La conquista di Roper passa attraverso scene non particolarmente originali – quella del ristorante, quella con il rappresentate della Ferrango Holdings – ma nemmeno così trasparenti come potrebbero sembrare. Non c’è un dato effettivo di questo coinvolgimento, ma al contempo non c’è nemmeno una prova, uno sguardo nascosto, un qualunque dettaglio dell’odio che Jonathan dovrebbe provare per l’uomo. Di sicuro c’è, da qualche parte, dettato dal ricordo di Sophie; ma convive con la percezione del fascino di questa vita e, perché no, anche del magnetismo di un uomo come Richard Roper (supportato da un’interpretazione eccellente di Hugh Laurie). Si potrebbe leggere in questo senso anche una scelta apparentemente sciocca come quella di andare a letto con Jed; e se è vero che Pine ha mostrato in più di un’occasione di non essere proprio l’uomo “senza appetiti” dipinto da Roper, è anche vero che questa decisione dalle conseguenze catastrofiche – come il finale di puntata ci mostra – rappresenta un altro modo per mostrare la fascinazione che questo mondo suscita su Pine e il suo esserne parzialmente conquistato.

“Well…you’ll have to trust this one.”
“Don’t have to. I choose to.”

The Night Manager - 1x04 Episode 4Non è solo Jonathan a mostrare un lieve cambiamento delle sue convinzioni, e non è un caso che il suo essere inglobato dal mondo di Roper coincida con la conquista della fiducia di quest’ultimo, che si decide in ultima analisi a fidarsi di Pine – nonostante i maldestri tentativi di Corky di avvisarlo – facendolo entrare ufficialmente nella sua cerchia. È curioso come si scelga la stessa puntata per mostrare il primo passo falso di Richard Roper e la sua vera identità: fino ad ora, infatti, ci è sempre stato dipinto come un non meglio precisato “trafficante d’armi”, che si rappresenta come filantropo quando in realtà è devoto solo al dio denaro. E certo, Sophie non gli aveva dedicato parole leggere (“the worst man in the world”), ma mai come in questo episodio avevamo potuto toccare con mano la cattiveria senza scrupoli di quest’uomo.
Non è solo il discorso di Angela, di cui parleremo, a rendere manifesta la dimensione tragicamente crudele di Roper; a rappresentarne la portata negativa è la ramificazione della corruzione che questo episodio ci racconta. È innegabile che questa puntata abbia dovuto sopperire ad una mancanza di azione in alcune precedenti (la seconda, per dirne una) e che l’accelerazione degli eventi abbia portato ad un accumulo difficile da gestire; è tuttavia visibile come la puntata tragga giovamento da questo risveglio sia sul piano dell’azione che, in parte, su quello dei contenuti. La rappresentazione magmatica e asfissiante della corruzione dilagante rende la percezione dell’uomo ancora più pericolosa, e aumenta la pressione sulle “forze del bene” fino all’esplosione, con il racconto di Angela.

And that was the first time I saw Richard Roper.

The Night Manager - 1x04 Episode 4La storia di Angela irrompe nella puntata in modo inaspettato, quasi come se non ci aspettassimo più una vera e propria spiegazione del suo odio; quello che arriva colpisce come un pugno allo stomaco, e non solo per l’eccellente interpretazione di Olivia Colman. Non è solo l’entità della vicenda a spiazzare, ma l’utilizzo della figura di Roper, che non viene raccontato per il suo crimine peggiore, ma per il momento in cui l’ha elaborato. Il fatto che Angela identifichi quell’evento come il suo primo incontro con Richard Roper dà alla sua lotta tutto un altro spessore: è la mente diabolica ad essere inseguita, è la radice del male – non più e non solo l’azione in sé e per sé – a venire condannata. È un discorso profondamente etico, prima ancora che legato ad una sete di giustizia, e proprio per questo viene portato avanti da una donna incinta che non rinuncia ad inseguire Roper per il suo bambino, perché quegli altri bambini, la cui morte ha portato ad effetti inaccettabili, hanno bisogno ancora di essere difesi da uomini come lui.
Se il cambiamento di Pine è quello, subdolo, causato del fascino subìto, e quello di Richard è di fidarsi di Jonathan, quello di Angela è senza dubbio racchiuso nel diverso grado di solitudine ora percepito: se prima la sua indagine era solitaria ed isolata per scelta, adesso lo è per accerchiamento. L’intelligence britannica e i servizi segreti americani non sono più sicuri, e persino Pine (unica speranza dell’operazione) rischia di mandare tutto all’aria.

I’m young and beautiful. Remember?

The Night Manager - 1x04 Episode 4La rappresentazione di Jed come una donna trofeo, sottolineata dalle molteplici inquadrature in meravigliosi abiti che pare cambiare in continuazione, si mescola all’immagine di una donna più complessa, che potrebbe essere in quella posizione per scelta tanto quanto per costrizione. Il lavoro che si sta effettuando su di lei nelle ultime puntate sulla carta risulta avvincente, un po’ meno nella pratica: la mescolanza di queste due parti funziona solo a tratti, e non risulta riuscita fino in fondo forse proprio a causa del suo avvicinamento a Jonathan, supportato da una non meglio precisata fiducia. Le azioni di Jed sembrano mosse più dal caso che da una precisa volontà e questo non giova ad un personaggio dalle potenzialità molto più accattivanti.

The Night Manager, pur non distanziandosi da un’impostazione classica e per certi versi prevedibile, sta cercando di mutare le cose dall’interno con piccoli ma significativi cambiamenti dei personaggi. L’operazione risulta molto buona nella maggior parte dei casi, in virtù anche di un cast d’eccezione; quando invece non lo è, riesce comunque a manifestare delle interessanti intenzioni di base. Sarebbe stato evidentemente più indicato diluire tutti i passaggi in più di un episodio, anche per evitare il costante spostamento di luogo che ha costretto la regia a continue riprese delle città con tanto di indicazione per evitare che lo spettatore perdesse il filo. Alcune scelte visive risultano piuttosto scontate – impossibile non menzionare la camera da letto di Apostol interamente bianca per fare da contrasto al rosso del (tantissimo) sangue – mentre in altre situazioni, come durante il pranzo, l’impostazione scenica e il gioco di movimenti e sguardi risultano efficaci ed appropriati. A due terzi della storia, possiamo dire che di certo The Night Manager non rappresenta la più grande novità dell’anno, ma che sta portando avanti il suo lavoro in modo più che dignitoso, facendosi strada tra buone (talvolta ottime) intuizioni e qualche scivolone.

Voto: 7½

Nota:
L’uomo disturbato da Corky al ristorante è interpretato proprio da John le Carré, autore del romanzo da cui è stata tratta la miniserie.

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

1 Risposta

  1. Davide scrive:

    Ottima recensione…concordo…insomma troppi detrattori e/o scettici ha avuto questa miniserie…

     

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