Vikings – Stagione 4 Episodi 2-4

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4Una cosa che stupisce piacevolmente in Vikings ad ogni apertura di stagione è la capacità di mantenere il racconto solido, di far avvertire la complessità e la quantità di materia che ha al suo interno. Questa percezione è la risultante di molti fattori, dal sostrato storico all’attenzione al dettaglio e al paesaggio, passando per l’alto numero di storie e personaggi.

La crescita esponenziale del numero di personaggi nella serie è una diretta conseguenza di una gestione dell’intero organico che, col passare del tempo, è diventato sempre più frammentato, scegliendo di portare avanti moltissime storyline contemporaneamente. In questo senso, più passano gli episodi e più la virata di Micheal Hirst verso un continuo inserimento di ogni personaggio in ogni singolo episodio assomiglia alla gestione già vista in Game of Thrones, in particolare nella terza stagione. Esattamente come valeva per la serie della HBO, così vale anche per Vikings: può essere un buon metodo per far sì che tutto proceda simultaneamente verso un epilogo che chiuderà le storie in un’unica morsa, ma è anche vero che rende decisamente complesso apprezzare l’episodio in sé. La sensazione è che il giudizio debba essere rimandato alla fine, perché ad oggi vediamo solo tanti tasselli e non il quadro generale.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4Se la premiere di stagione ha girato vorticosamente attorno al concetto di tradimento, “Kill The Queen” inizia a tratteggiare i connotati e in parte le conseguenze delle scelte fatte dagli uomini che, fino a poco tempo fa, erano più vicini a re Ragnar. Infatti, nonostante il ritorno dei norreni nelle loro terre, vediamo che il nucleo principale rimane ancora spezzettato, poiché ciascun personaggio, a suo modo, ha scelto di essere solo e, per vie diverse, di esserlo contro Ragnar. Il tradimento di Floki, sancito dall’assassinio di Athelstan, è sicuramente uno dei pilastri della stagione, perché ha rappresentato da un lato l’invidia e la gelosia del rapporto tra il re e il suo “confessore”, dall’altro anche l’attaccamento viscerale alla religione vichinga e ai suoi dettami. Nel primo caso, mette appunto in evidenza come uomini così forti, abili e apparentemente invincibili siano invece tremendamente umani e selvaggi, perché per loro la morte e la vita regolano ogni cosa: non ci sono (ancora) sovrastrutture o architetture sociali che manovrano e filtrano i loro sentimenti, sono completamente diretti e per questo spietati.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4Alla base, infatti, hanno ideato una coltre di dei che somiglia a loro, una proiezione divina, un modello perfetto ed inarrivabile: sono esseri a loro volta senza filtri, guerrieri spietati e individualisti. Per quanto il gesto del costruttore sia stato dettato anche dalla gelosia, in un certo senso, Floki uccidendo Athelstan ha provato ad uccidere anche le sue debolezze, perché per i vichinghi anche l’amicizia è valida solo se comprovata dal valore dimostrato sul campo di battaglia. La scelta di Ragnar di torturare Floki invece di condannarlo a morte (ricordiamo ad esempio l’uccisione di Borg nella seconda stagione) è un affronto anche per gli dei, la volontà di portare tutto ad un livello totalmente umano, come umano è stato il dolore provato per quella separazione forzata – e la forma della tortura è, in quanto ad iconografia, di rimando cristologico.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4 Di conseguenza, la fiducia diventa un concetto strettamente relativo e opportunistico, non sancito neanche dai legami di sangue: Bjorn si allontana da suo padre, dai suoi fratelli e dalle comodità del villaggio e sceglie di iniziare una sua egoistica prova fatta di pura sopravvivenza, di sfidare il padre che lo ha salvato in battaglia e di compiere quindi il passo definitivo che ne accerti il valore – quello appunto assoluto, l’unica cosa che conta per cavalcare verso il Valhalla. “Mercy” mette in scena il faccia a faccia tra Bjorn e la natura, la perenne nemica/amica dell’uomo, che sa essere così impietosa (l’attacco dell’orso) ma anche alleata preziosa per superare i propri limiti. La pietà, che dà il titolo al terzo episodio, non riguarda però i ghiacci della penisola scandinava, ma è uno dei primi, veri e tangibili echi che uniscono tutti gli uomini, indipendentemente dalla posizione sociale, dal credo religioso o dalle aspirazioni personali.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4Come sempre, questo afflato di universalità viene dal personaggio di Athelstan, il quale continua a vivere attraverso l’amore – sincero, gratuito, spassionato – che prima ha saputo trasmettere a re Ecbart e Ragnar e che ora prende la forma di una visione notturna. Non a caso sono i due regnanti a ricevere la visita del prete, mentre vivono momenti cruciali della loro vita: la distanza spaziale e le differenze religiose vengono abbattute in una sola notte, e le decisioni che prenderanno ne verranno influenzate. Ragnar decide infatti di sciogliere le corde che tengono Floki, di salvarlo da quella goccia tremenda che gli cade regolare sulla testa e di salvare così anche Helga; Ecbart si avvicina sempre di più a Judith e alla libertà che le ha regalato, perché soprattutto attraverso di lei e suo figlio vede vivere ancora l’anima di Athelstan – la visione accade infatti nel posto costruito per la donna, un luogo chiuso e nascosto come paradossale simbolo di libertà.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4 L’ultimo grande pezzo, fondamentale per questo affollato mondo, è Rollo. Il guerriero ha trovato a Parigi e nella sua decisione di rimanere come baluardo per la prossima invasione la realizzazione della sua sete di potere, quella che ora sappiamo non essersi mai sopita. Vikings ci insegna che non sempre quello che ci viene mostrato corrisponde alla realtà, anche se in questo caso vedere Rollo che insegna al popolo franco come preparare le proprie porte al ritorno di Ragnar non lascia molto spazio ai dubbi. In realtà, al di là dei mille intrighi di corte che si consumano tra il Wessex e Parigi (a tratti anche troppi), il focus sulla corte francese dà la misura di come stanno avanzano la Storia e la storia interna nella serie, dove l’incrocio di culture, di credenze e di usi è nuovo, certo, ma già avanzato fino a risultare estremo e repentino – basta pensare alla relazione tra Rollo e la sua novella sposa. “Yol” celebra infatti, su più fronti e contemporaneamente, il tradimento che si consuma veloce, che non risparmia nessuno e prepara una resa dei conti aspra, dove nessuno si potrà dire al sicuro.

Vikings - Stagione 4 Episodi 2-4La parola d’ordine è doppio gioco: ogni personaggio ha almeno due facce, secondi fini, bramosie personali ed intime ma che accomunano tutti, dal primo all’ultimo, perché anche nell’amore e nella fedeltà c’è qualcosa che non torna, in quanto sentimenti di cui essere sospettosi. Lo strano rapporto tra Lagherta e Kalf, la sete di vendetta di Erlendur contro Ragnar, gli incroci quasi incestuosi alla corte inglese del Wessex (Athelwulf e Kwentrith meriterebbero un capitolo a parte come coppia più delirante di tutte) corredati dalle precarie alleanze con Northumbria e Mercia: a tutto questo fa da cornice il sostrato religioso che chiude la puntata, che chiude in sé anche il più grande dei tradimenti, ovvero Ragnar che si avvicina alla schiava Yidu e Aslaug che affida il piccolo Ivarr a Floki, confidando nella sua cieca osservanza della religione vichinga. Oltretutto, questo quarto episodio si chiude con l’arrivo di un nuovo elemento destabilizzante, cioè il re scandinavo Harald conosciuto come re Bellachioma che, accompagnato dai suoi uomini, sbarca a Kattegat per far rivivere vecchi ricordi ad Aslaug e minacciare il trono di Ragnar.

Ci sono tante cose in Vikings, innumerevoli, ed è difficile dar conto di tutte. Le parti che riescono meglio alla penna di Hirst sono quelle descrittive, dove vediamo in pieno la capacità di raccontare un periodo così oscuro attraverso simbolismi che, nonostante i loro manierismi, non risultano mai esagerati, ma ricostruiscono perfettamente l’atmosfera dell’epoca. Per quanto riguarda i giochi di potere, ad oggi, sono meno chiari, fin troppo veloci e frammentati, ma sono anche la parte che deve fare da corollario e che in ragione di questo, magari, risulta più grezza. In generale, la serie si conferma un prodotto riuscito, i cui difetti non saranno mai (si spera) abbastanza per offuscarne la bellezza.

Voto 4×02 “Kill The Queen”: 7
Voto 4×03 “Mercy”: 7,5
Voto 4×04 “Yol”: 7+

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. Cap91 scrive:

    Mi è sempre piaciuta questa serie, anche se ultimamente i suoi difetti cominciano a darmi parecchio fastidio: buchi di sceneggiatura enormi (la figlia di Floki? O.O), comportamenti di alcuni personaggi senza alcun senso (Rollo e il Berserk tanto per fare due esempi), il fastidiosissimo problema con la lingua (per chi la guarda in lingua originale) ecc…

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *