The Ranch – 1×01 Back Where I Come From

The Ranch - 1x01 Back Where I Come FromGuardando la prima puntata di The Ranch, la nuova sitcom firmata Netflix che ha fatto il suo debutto pochi giorni fa, non si può che restare disorientati dalla sua mancanza di contemporaneità e viene naturale chiedersi cosa una serie come questa possa dare al panorama televisivo.

Una delle tante domande che vengono in mente dopo la visione di questo pilot riguarda sicuramente il genere con cui è stato scelto di rappresentarlo: perchè la situation comedy? Quello che era il pilastro della televisione americana fino a non molto tempo fa è infatti un genere oramai relegato in secondo piano da una forma di racconto televisivo che si è raffinata e ha ampliato le sue vedute; tutto ciò ha portato ad un progressivo disinnamoramento del pubblico verso questo tipo di serialità che spesso agli occhi di uno spettatore moderno risulta poco appetibile. Al primo sguardo anche The Ranch sembra non riuscire a rendersi interessante nonostante i creatori siano Don Reo e Jim Patterson, produttori di importanti serie come Two and Half a Man o Mike and Molly, prodotti di successo che, però, rappresentano al meglio un modo di fare televisione superato.

What the hell are you doing here?

The Ranch - 1x01 Back Where I Come FromSe il genere in sé ha poche cose da dire, la trama e le situazioni proposte in questo primo episodio non sono da meno. Ecco perché si resta stupiti dalla semplicità su cui si muove tutta la linea narrativa: il personaggio interpretato da Ashton Kutcher, Colt Bennett, torna a casa per qualche giorno in attesa di sostenere un provino sportivo; qui rincontra il burbero padre che non ha mai creduto in lui, la madre che non vede l’ora che il figliol prodigo torni fra le sue braccia e il fratello che ha vissuto sempre nella sua ombra. Le circostanze problematiche in cui si trovano i Bennett lo costringeranno a scegliere tra la carriera sportiva e quella nell’azienda di famiglia.

The Ranch - 1x01 Back Where I Come FromCome si sarà intuito The Ranch non ha certo paura di srotolare davanti allo spettatore stereotipi di ogni tipo, praticamente tutti i cliché dell’America vista in televisione. Per chi sta davanti allo schermo la sensazione di dejà vu è fortissima, e infatti sembra di avere già visto questi personaggi da qualche altra parte: un ex campione di football liceale con ancora una speranza di sfondare nel mondo dello sport, uno scontroso conservatore repubblicano proprietario di un ranch, una donna dalla forte personalità in perenne conflitto con l’ormai ex marito e per finire un ultratrentenne dotato di battuta tagliente che vive ancora in famiglia; non proprio dei personaggi inediti nel panorama della commedia.

Well, to the Bennetts.

The Ranch - 1x01 Back Where I Come FromL’episodio si dimostra consapevole di ciò e usa senza timore queste classiche tematiche a proprio piacimento, dando ad ognuno dei protagonisti il ruolo che lo spettatore si aspetta; ci ritroviamo quindi a capire facilmente dove gli autori vogliono andare a parare e tutto questo va inevitabilmente a discapito della credibilità del prodotto e di un racconto che si regge a fatica sulle proprie gambe. The Ranch non brilla certo per originalità, utilizza dinamiche già viste ma soprattutto non riesce a divertire lo spettatore, utilizzando una comicità scontata e avendo dalla propria parte solo l’attenuante di essere all’inizio del suo percorso. Partendo da questi presupposti non si fatica a pensare che la strada sarà davvero in salita, anche perché gli sbocchi che una storia come questa può dare sembrano essere pochi. O gli autori saranno bravi a riempire di qualità e originalità una base di partenza davvero scarna oppure ci si limiterà a fare qualcosa che è già stato fatto.

The Ranch - 1x01 Back Where I Come FromSe lasciamo stare la questione sit-com – che per usare un eufemismo non sta vivendo il suo momento di forma migliore – e ci fermiamo ad analizzare The Ranch per le sue caratteristiche tecniche o per l’impatto che questo pilot ha verso il pubblico, non possiamo che restare interdetti. Ci si annoia, si vedono sketch triti e ritriti, ma la cosa più importante è che si ride poco. L’obiettivo dichiarato di serie come questa è infatti quello di far ridere e quando non si riesce a farlo durante trenta minuti di visione diventa un grosso problema per il programma. Detto tutto ciò, è davvero difficile giudicare un prodotto che sembra non essere uscito nel 2016 ma come minimo dieci anni fa; risulta inoltre complicato analizzare una serie che ha diritto a del tempo per svilupparsi e crescere, ma che sembra avere il suo problema principale nell’impianto su cui è costruita la narrazione. Per concludere, lo show lascia molto perplessi su quello che sarà il suo futuro e dà veramente pochi motivi allo spettatore per appassionarsi.

Voto: 4

 

Paolo Vivan

Nato sul finire degli anni ottanta nel profondo nordest, laureato in Lettere con una tesi su Six Feet Under, mi piace scrivere storie e farmele raccontare.

2 Risposte

  1. Paolo scrive:

    Io ho smesso di guardarlo non appena ho iniziato a sentire le risate registrate

     
  2. Vega87 scrive:

    Noi, abbiamo visto le prime 2 puntate e..boh, sinceramente non mi sono ancora fatta un’idea precisa. Di sicuro so che la riprenderemo più avanti perchè adesso ce ne sono troppe e di più belle da seguire.

     

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