Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7

Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7Con questo trittico di episodi – e nell’ultimo più degli altri – Vikings si lascia alle spalle ogni discorso introduttivo catapultando lo spettatore nel vivo dell’azione e degli intrighi. Individuare la destinazione finale è ancora difficile, ma, nonostante qualche tentennamento di troppo, il percorso definitivo sembra intrapreso.

Le conseguenze della dilatazione della quarta stagione (puntate raddoppiate rispetto alle stagioni precedenti) sono sempre più visibili agli occhi dello spettatore; Vikings non è mai stato un prodotto esente da difetti, ma questi, inseriti all’interno dell’estetica caratteristica dello show, raramente sono stati talmente evidenti da risaltare. La diluizione degli eventi narrati, unita alla maggiore complessità degli intrecci, ha reso la fruizione della narrazione meno agevole e ha portato a galla quelle che sono le carenze endemiche di una serie che, a fronte di una riconosciuta abilità nel ricreare le atmosfere, ha spesso dimostrato scarso feeling con l’accuratezza storica.

He called me your whore, which I am and have freely chosen to be.

Se con “The Profit and The Loss” Vikings si è rifugiata nel porto franco Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7dell’azione, è con “Promised” e “What Might Have Been” che si raggiungono quelli che, ad ora, sono i momenti più bassi. Per contestualizzare, non si tratta di episodi da bocciare completamente ma della prosecuzione dell’evidente calo qualitativo che aveva caratterizzato anche le puntate precedenti. A fare da filo conduttore è il discorso sulla libertà personale, con un accento particolare su quella femminile, sui modi per ottenerla, mantenerla e, in ultima analisi, se essa sia effettivamente possibile da raggiungere nell’Europa del X secolo. Come già sottolineato nella recensione precedente, essere donna in Europa nell’Alto Medioevo comporta un senso di precarietà intrinseco alla propria condizione; la libertà può essere inseguita, in certi casi raggiunta, ma alla resa dei conti finale risulta essere effimera o subordinata ai voleri di un altro.

Your Kingdom, Lord, as You have said, is not of this world, but my kingdom is. 

Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7Anche il processo di abbrutimento di Ragnar non è estraneo a questa consapevolezza. Insieme a Re Ecbert, anche se in misura minore e, soprattutto, meno consapevole, il re vichingo è l’unico personaggio a godere di una caratterizzazione moderna, meno improntata all’egoistico individualismo che permea gli altri protagonisti. In lui alberga una pulsione profonda – la stessa che lo ha spinto a salpare verso terre ignote – che trascende la mera realizzazione personale derivante dall’esprimere il proprio valore per raggiungere il Walhalla (o, in versione cristiana, non peccare per guadagnarsi il paradiso) e sfocia nel fare le cose per il piacere che viene tratto da esse più che per l’impatto che queste avranno su un’eventuale vita oltre la morte.

It is not easy being a father. It is even harder being a husband. Maybe I have failed at both.

In Ragnar Lothbrok il problema della libertà è stato presente fin da quando, giovane fattore, si scontrava contro il potere rappresentato dal conte Haraldson. La sua arrampicata lungo la scala gerarchica non è altro che un tentativo di affrancarsi attraverso l’ottenimento del potere. Il miserevole fallimento delle sue aspirazioni è perfettamente rappresentato dalla commovente visione in cui Ragnar rivive un attimo felice del suo passato (la sostanza per cui Ragnar ha sviluppato una dipendenza è la noce di betel i cui effetti, in teoria, dovrebbero essere decisamente più blandi), un momento in profondo contrasto con la situazione attuale che lo vede deluso, tradito, sempre più solo ed incapace di affrontare gli eventi.

Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7
È doveroso spendere alcune parole riguardo gli intrighi di palazzo in atto a Parigi e in Wessex/Mercia: la scelta di Michael Hirst di mantenere un palco di personaggi così affollato si sta rivelando deleteria per lo sviluppo delle storyline più intricate. La svolta sul destino della Mercia è poco credibile proprio come lo sono, ad esempio, i comportamenti della principessa Gisla. In problemi simili si incorre anche a Kattegat dove il ritorno di Harbard (la cui identità rimane avvolta nel mistero, proprio come la sua necessità di esistere come personaggio) e, prima ancora, Aslaug che avrebbe bisogno di un ripasso di pedagogia, non sembrano condurre a nulla di particolarmente interessante.

Your Kingdom, Lord, as You have said, is not of this world, but my kingdom is.

Molto più interessante è la questione religiosa, da sempre un pallino dello show: le scelte narrative sembrano adeguarsi al modo di pensare politeista che raramente escludeva l’esistenza di altri dei ma riduceva il tutto a questioni di “influenza territoriale”. In Scandinavia, troppo lontana dal mondo cristiano, il potere apparteneva ad Odino e l’infiltrazione della religione cristiana, tramite Athelstan e l’incontro tra culture, era percepita come una minaccia.
Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7La contrapposizione tra Ragnar – portatore di un afflato moderno – e Floki – integralista e più restio all’apertura e alla conoscenza – raggiunge in questi episodi un nuovo culmine che si traduce nell’allontanamento fra i due. Floki, investito ufficialmente dall’indovino, è diventato lo strumento attraverso cui gli dei fanno sentire la propria voce, e la sua prima visione, a prescindere dal significato, potrebbe rappresentare il compimento della profezia riguardante la morte di Ragnar.

Con venti episodi da mettere in scena non è semplice mantenere il ritmo incalzante delle stagioni precedenti e “Promised” e “What Might Have Been”, piuttosto povere fino ai cliffhanger finali, ne sono un esempio paradigmatico. Con “The Profit and The Loss” Vikings risolleva il tiro, proponendo una delle scene d’azione più complesse e spettacolari dell’intero show.
Non è facile sorvolare su inesattezze storiche anche piuttosto rilevanti (una su tutte le balestre: non sono armi automatiche, tutt’altro; in campo aperto erano usate piuttosto raramente proprio per la loro scarsa efficienza al momento della ricarica. Per le più rapide – quelle che si caricavano usando la forza bruta delle gambe – erano necessari una ventina di secondi, tempo sufficiente perché la fanteria percorresse un centinaio di metri); tuttavia il materiale su cui lavorare è ottimo e la spettacolarità è garantita. Le atmosfere sono il punto forte, con i frequenti stacchi sulla bocca sanguigna di Ragnar (di nuovo le noci di betel) a portare inquietudine e fornire una sensazione di ineluttabilità sulle sorti della battaglia.

What? Yes. Tomorrow. We retreat.

Vikings – Stagione 4 Episodi 5-7Il settimo episodio ci riconsegna una situazione completamente destabilizzata, con un Ragnar Lothbrok in preda alla dipendenza e alla follia, stanco e circondato su tutti i fronti e l’armata vichinga in difficoltà senza poter contare sulle astuzie del proprio comandante. Bjorn sembra pronto ed intenzionato a rilevare il ruolo del padre, ma la perdita della sensibilità che lo aveva caratterizzato da bambino lo ha reso un personaggio piatto, un vichingo rude e forte ma che ha molto da invidiare alle sfaccettature degli altri protagonisti. Sull’armata vichinga aleggia un cupo sentimento di inquietudine mentre le storyline che finora avevano viaggiato separate intraprendono il processo di avvicinamento al punto focale in cui si congiungeranno definitivamente.

Nonostante un materiale di prim’ordine Vikings sembra aver smarrito la rotta fra le tempeste del Mare del Nord: far progredire le storyline contemporaneamente rende il singolo episodio spezzettato e di difficile fruizione. Di questi difetti sono impregnati “Promised” and “What Might Have Been”, smarriti tra sequenze inconcludenti e sovrabbondanza di scene di sesso che i cliffhanger finali non riescono a mascherare. Le atmosfere potenti e i paesaggi mozzafiato ritornano con furore in “The Profit and The Loss”, di gran lunga l’episodio più riuscito dei tre. Vikings si conferma, nel suo momento di difficoltà, incapace di gestire una quarta stagione forse troppo lunga, e arriva al punto di annoiare lo spettatore lavorando con sufficienza sui dettagli e sulle parti non d’azione.

Voto 4×05 “Promised”: 5,5
Voto 4×06 “What Might Have Been”: 6
Voto 4×07 “The Profit and The Loss”: 7

 

Davide Dibello

Un oceano di possibilità si stendeva di fronte a me prima che la pigrizia intervenisse mostrandomi le comodità del letto.

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