Better Call Saul – I personaggi: Chuck e Kim

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimAl termine della sua seconda stagione possiamo finalmente dichiarare che lo spin-off/prequel di Breaking Bad ha raggiunto la maturità artistica che tutti si aspettavano, ma non solo: la serie si è spinta oltre, riuscendo a generare un universo a se stante, in grado di reggersi autonomamente e poter sostenere il confronto con la serie madre.

Viene da chiedersi: quali sono gli ingredienti che hanno permesso a Better Call Saul di raggiungere questo risultato?
Innanzitutto il folto gruppo di sceneggiatori e registi, capaci di lasciare il segno episodio dopo episodio e di mantenere sempre altissima la qualità visiva e narrativa del prodotto: oltre ai creatori Vince Gilligan e Peter Gould, vale la pena citare Thomas Schnauz (“Pimento”, “Switch”), Gennifer Hutchison (“Bingo”, “Bali Ha’i”), Adam Bernstein e Gordon Smith (“Five-O”, “Gloves Off”). In secondo luogo non si può non elogiare l’ottimo lavoro effettuato sul protagonista dello show, interpretato da un sempre eccellente Bob Odenkirk: non era, infatti, un compito semplice imbastire la psicologia di un personaggio così particolare e sfaccettato come Saul Goodman senza cadere in semplicismi espositivi o in un percorso di trasformazione che ricordasse troppo quello di Walter White. Infine vogliamo concentrare l’attenzione sull’eccezionalità dei personaggi secondari della serie, che sono poi l’oggetto su cui si vuole focalizzare questo approfondimento: non ci si riferisce soltanto a Mike, ma anche e soprattutto a quelle figure che non fanno parte dell’universo narrativo di Breaking Bad, che però si sono inserite alla perfezione nelle dinamiche narrative che riguardano Jimmy, offrendo allo spettatore uno sguardo privilegiato sulla sua persona a seconda del rapporto che hanno con lui. Stiamo parlando ovviamente di Kim Wexler e di Chuck McGill.

You’re not a real lawyer.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimTutta la carriera professionale di Jimmy/Saul è legata a doppio filo a quella del fratello maggiore, Charles “Chuck” McGill, di cui ha seguito le orme e che idolatra come un punto di riferimento a cui ispirarsi. Sarà, tuttavia, sconvolgente scoprire come questo sentimento non sia assolutamente compreso dal fratello che, anzi, farà di tutto per contaminarlo fino a trasformare il loro rapporto familiare in un’ideale battaglia legale per affermare se stesso sull’altro. Ma andiamo con ordine.
Chuck è un brillante avvocato, cofondatore della Hamlin-Hamlin-McGill, all’inizio della serie temporaneamente sospeso dal suo lavoro a causa di una malattia psicologica che non gli permette di stare troppo vicino ad un qualsiasi dispositivo elettrico. È Jimmy a prendersi cura di lui e a fare da tramite tra il mondo esterno e il suo ambiente casalingo; questa relazione cambia irrimediabilmente, però, con la fine della prima stagione, quando emerge per la prima volta il lato ipocrita di Chuck, incapace di accettare davvero il successo del fratello e arrivando addirittura ad ostacolare il suo futuro lavorativo. Il terribile, ma stupendo, confronto tra i due in “Pimento” pone le basi per la seconda stagione, nella quale il rapporto di fratellanza trova nuove vie per sfociare in una lotta per l’autoaffermazione, un meccanismo che non pone le sue basi tanto sulla voglia di prevalere sull’altro, quanto sulla mera dimostrazione di poterlo fare.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimÈ proprio da questo conflitto che affiorano i grandi pregi e i grandi difetti caratteriali del personaggio interpretato da Michael McKean. Gli autori operano con una scrittura molto essenziale nel tratteggiare la figura di Chuck: gli è concesso, ovviamente, un minutaggio minore rispetto a Jimmy, ma le scene che lo vedono protagonista sono talmente ben scritte da risultare sufficienti per costruire il ritratto di un antagonista – perché è questo che diventa per il fratello – di assoluto spessore. È un personaggio ipocrita, come era già stato accennato, incapace di accettare il successo professionale e personale del fratello e disposto a fare di tutto per comprometterlo, seppur subdolamente, senza mai scoprirsi veramente. La pericolosità di averlo come nemico è, però, radicata soprattutto nella sua straordinaria intelligenza, unita alla conoscenza privilegiata che ha di Jimmy come persona: in “Nailed”, ad esempio, questa capacità deduttiva prende forma nella ricostruzione ultra-dettagliata degli eventi che hanno portato la HHM a perdere la Mesa Verde, sconvolgendo addirittura il fratello per l’accuratezza della sua indagine. Impressionanti capacità deduttive, limitate, però, dalla onnipresente malattia, che nel frattempo non è scomparsa, anzi: è un elemento che mina ogni credibilità a sostegno della sua tesi complottistica nei confronti di Jimmy. Il personaggio di Chuck trova il suo fascino proprio in questo inevitabile limite, un vincolo alla “potenza legale” che racchiude ma che non può esprimersi nella sua totalità.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimTuttavia, nonostante la crudeltà nei confronti della condotta morale del fratello sia radicata in Chuck da molto tempo, lo spettatore scopre questo risvolto narrativo, tutt’altro che rilevante, solo gradualmente – il culmine di questo percorso è “Pimento” – e attraverso un disvelamento progressivo, con un buon uso di flashback. La costruzione di questo impianto narrativo parte dal presupposto che Chuck è un personaggio che si muove sempre nell’ambito della legalità, e per questo tipicamente associato, a volte quasi in modo involontario, all’etica del “bene”, anche se come ben sappiamo queste idee non vanno necessariamente di pari passo. È per questo motivo che l’atteggiamento di Jimmy non viene tollerato e, ancora più difficilmente, compreso; solo nel finale di questa seconda stagione assistiamo ad un ribaltamento di prospettiva, la scelta di Chuck di ricorrere ad un sotterfugio degno del fratello per riuscire ad incastrarlo. Potrebbe essere il punto di non ritorno per il personaggio: una decisione che deteriorerà ulteriormente il rapporto fraterno, già complicato di per sé, ma che paradossalmente li avvicinerà, mettendoli per la prima volta in condizione di scontrarsi ad armi pari.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimQuesto crollo morale, che va di pari passo con la perdita dei valori etici fondamentali della persona, è parte di un processo narrativo che ha fatto la fortuna della serie madre – il cui nome “Breaking Bad” vuole richiamare esattamente questo – ed è la struttura su cui vuole perseguire Better Call Saul. Sono “vittime” di questa trasformazione, ovviamente, lo stesso Jimmy McGill, futuro Saul Goodman, ma anche Chuck, di cui si è già parlato, e in maniera meno evidente e radicale Kim.
Il personaggio a cui dà volto e voce la bellissima Rhea Seehorn, infatti, conosce in questa seconda stagione uno sviluppo narrativo privilegiato, grazie a una sceneggiatura che evidenzia in modo particolare l’evoluzione del suo rapporto con Jimmy sia dal punto di vista personale che lavorativo.

I know he’s not perfect. And I know he cuts corners. But you’re the one who made him this way.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimKim “Kimberly” Wexler è un astro nascente della legalità, individuata e assunta dalla HHM che si è offerta addirittura di pagarle le spese di istruzione per averla nello studio. Come Chuck, anche la donna si muove nel mondo della legalità e della giustizia in senso letterale, disapprovando i comportamenti scorretti di Jimmy e tentando di smuovere la sua coscienza attraverso dei consigli positivi. Questa opposizione al protagonista della serie viene continuamente rimarcata dal tentativo di quest’ultimo di attirarla nel suo mondo, di spingerla oltre il limite etico e morale che lei stessa si rifiuta di voler oltrepassare: per Kim le regole vanno rispettate sempre e comunque, e le scorciatoie prese dal suo partner non sono ammissibili.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimAnche questo tabù ideologico viene, però, sfatato nella seconda stagione, attraverso due importanti momenti: la punizione inflittale dalla HHM per lo spot di Jimmy e la serie di eventi che hanno ruotato intorno alla causa della Mesa Verde. C’è da dire, come premessa, che il primo campanello di allarme nella condotta di Kim viene in realtà mostrato molto prima, in “Switch”, dove la donna si presta ad una truffa imbastita da Jimmy quasi per gioco, uscendo per un attimo dai suoi territori morali, scoprendo una parte di sé di cui non immaginava l’esistenza. È ovviamente solo l’inizio di un’evoluzione che passa, successivamente, al subire le conseguenze di una scelta discutibile presa dal suo ragazzo nei confronti della Davis & Main: le ripercussioni dello spot mandato in onda senza autorizzazione da Jimmy sono, per Kim, uno schiaffo professionale che la riporta alla realtà, strappando il velo di buone intenzioni di cui si era circondato il protagonista dello show.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimKim riesce a trarre il lato positivo da questa serie di eventi, che funzionano da molla per lanciarla verso l’indipendenza e l’emancipazione dalla HHM; è essenziale, anche in questo caso, la relazione con Jimmy, che le permette di riconoscere le sue qualità al di fuori del contesto societario di cui è prigioniera. Non per niente la causa della Mesa Verde è un’opera d’arte legale realizzata solo e unicamente dagli sforzi della donna, convinta che avrebbe potuto innalzare la sua posizione agli occhi di Howard e Chuck, molto restii a riconoscerle qualsiasi merito. La Mesa Verde funziona da deus ex machina della storia di Kim, portandola alla scelta definitiva: mettersi in proprio e lasciarsi la HHM alle spalle.

Better Call Saul – I personaggi: Chuck e KimLa serie, però, sottolinea l’inadeguatezza delle sue riserve morali mostrando il fallimento della sua scelta di volersi comportare seguendo le regole, non seguendo il consiglio del partner, che la tenta proponendole un cambio di rotta per tenersi stretto il cliente. La donna infine otterrà sì quello che voleva, ma sarà una vittoria amara, viziata da un inganno di Jimmy; la sua reazione a questa “scorrettezza” mostra i primi cedimenti di quella linea di condotta di cui tanto si è parlato, con la realizzazione che il superamento di certi limiti è qualcosa di cui non si possa fare a meno se si vuole avere successo nel proprio lavoro, a maggior ragione se sei un avvocato.

Questa seconda stagione ha rappresentato, sia per Kim che per Chuck, un percorso di scoperta di se stessi, seppur in modo differente: Chuck ha tentato continuamente di “sconfiggere” il fratello attraverso ciò che conosce meglio, la legalità, rassegnandosi infine a trovare dei metodi alternativi e così facendo sconfinando nel mondo subdolo di Slippin’ Jimmy; Kim ha scoperto sulla sua pelle quanto possa essere crudele la giurisprudenza con chi si comporta in modo corretto, portando alla luce un sentimento di vendetta taciuta nella conquista, non per merito suo, della Mesa Verde.
Better Call Saul ci ha regalato due personaggi secondari talmente ben scritti da poter, ipoteticamente, reggere un intero show sulle loro spalle; la terza stagione proseguirà la loro storia partendo dal punto di non ritorno che hanno raggiunto, continuando l’affascinante discesa morale di cui sono protagonisti e mostrandoci in che modo usciranno, e questo sappiamo per certo che accadrà, dalla vita del futuro Saul Goodman.

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

3 Risposte

  1. Bregs993 scrive:

    Grandissimo articolo, davvero ben fatto. Concordo pienamente sull’idea che la forza incredibile di questo show siano i personaggi “secondari”( senza nulla togliere a Jimmy sia chiaro, ma lo show potrebbe andare avanti in maniera egregia anche senza di lui). Hai perfettamente ragione nel dire che Chuck sia il cattivo di questa stagione e onestamente spero che lo rimanga anche per tutta la prossima. Menzione d’onore però a tutta la regia di questa seconda stagione che ci ha regalato dei momenti di grande televisione.

     
  2. Alessio scrive:

    Mi auguro che la prossima stagione si concentri altrove, su altre tematiche , il personaggio di Charles “Chuck” McGill ormai ha già detto tutto quello che aveva da dire (per me l’aveva già fatto con la prima stagione) , e ho trovato la sua presenza terribilmente noiosa e ripetitiva al punto da essere tentato spesso di skippare le sue scene. “Purtroppo” la regia era talmente bella che continuavo a guardare “nonostante” Chuck e la sua storyline pallosissima e prevedibilissima .

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *