Game of Thrones – 6×02 Home

Game of Thrones - 6x02 HomeValutare Game of Thrones in maniera obiettiva non è un’impresa facile: il particolarissimo (anzi, unico) legame dello show con il materiale letterario da cui è tratto e l’intensità del coinvolgimento che la saga ha saputo suscitare nel pubblico lo hanno reso un prodotto la cui fruizione spesso trascende i suoi pregi e difetti sia tecnici che di scrittura. 

Queste difficoltà si acuiscono poi a dismisura nel momento in cui la serie giunge a risolvere uno dei cliffhanger più chiacchierati della storia della tv: la morte di Jon Snow. Ma andiamo con ordine.
L’episodio, come la maggior parte dei capitoli della serie, ha una struttura estremamente frammentata, ma al moto centrifugo caratteristico dello show – e dei romanzi di Martin­ – se ne sta lentamente opponendo uno di segno inverso, che permette di organizzare le diverse storyline attorno ad alcuni nuclei tematici ben precisi, con la promessa che presto questa operazione si attui anche sul piano letterale e geografico. Il filo conduttore più evidente dell’episodio è quello del ritorno, che opera su diversi livelli, da quello metaforico a quello letterale, passando per quello extra-diegetico: “Home” è una puntata di ritorni, siano questi desiderati, immaginati o reali, ma anche di rientri in scena di personaggi e filoni narrativi da tempo messi in pausa.

To go north, you must journey south, to reach the west you must go east.
To go forward you must go back and to touch the light you must pass beneath the shadow.

Game of Thrones - 6x02 HomeNon a caso l’episodio si apre proprio con il ritorno di Bran a Winterfell (e nello show, dopo una stagione di assenza). La visione di un passato felice, in cui la rivolta di Robert e la guerra dei Cinque Re non si erano ancora abbattute con tutta la loro spietatezza sulla casata degli Stark, trae la sua forza non solo dalla portata emotiva della scena (rafforzata dai parallelismi tra le diverse generazioni della famiglia del Nord: tra Lyanna e Arya, tra Ned e Jon), ma anche dall’implicita rilevanza che uno scorcio all’apparenza insignificante come questo potrà avere nell’economia del racconto. Come i rami degli alberi-diga, i sottili fili della Storia e delle storie passate di Westeros sono difficili da districare e tuttavia determinanti non solo per comprendere il passato ma anche il futuro del regno. Evocando la profezia fatta a Danaerys, potremmo dire che anche quello di Bran è un percorso che necessita di un allontanamento non solo geografico ma anche temporale per giungere a compimento, e la cui tangenzialità rispetto al cuore delle vicende è solo apparente.

I prefer being an only child.

Game of Thrones - 6x02 HomeAl Nord la narrazione procede a un ritmo sostenuto, tra plot-twist e snodi obbligati che hanno come protagonista la figura dell’outsider, organizzandosi attorno al binomio famiglia-tradimento. Vero colpo di scena della puntata, la morte di Roose Bolton per mano di Ramsay si riallaccia alla perfezione, nelle sue modalità, a quella di Robb avvenuta durante le Nozze Rosse, ribadendo così come nel mondo di Game of Thrones ogni minimo errore di valutazione venga pagato a caro prezzo. Roose, pur conoscendo il temperamento da “mad dog” di Ramsay, crede di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza, sottovalutando così non solo la sua follia ma soprattutto la sua insicurezza. E non è una coincidenza che a fungere da catalizzatore degli eventi sia proprio la menzione dell’altro bastardo per eccellenza, Jon Snow, rispetto al quale Ramsay, ora Warden of the North, sembra porsi come una vera e propria nemesi. Eternamente fuori posto, Ramsay, in maniera simile a Snow seppur con modalità ben diverse, sente la necessità di liberarsi da ogni legame familiare per affermare la sua identità, finendo col superare il padre in spietatezza ma non in termini di lungimiranza: la situazione del Nord è quantomai instabile e l’uccisione di Walda Frey potrebbe avere pesanti conseguenze sulla posizione del nuovo Lord Bolton.

I am the storm, brother.

Game of Thrones - 6x02 HomeA Pyke si consuma un altro parricidio, non altrettanto sorprendente e ben orchestrato come quello di Bolton, ma denso di ripercussioni per il futuro delle Iron Islands: Balon, l’unico sopravvissuto della Guerra dei Cinque Re, torna infatti dopo due stagioni di assenza unicamente per venire assassinato per mano del fratello, portando così finalmente a compimento il sortilegio di Melisandre. Nonostante la maestosa messa in scena e l’efficace introduzione della figura di Euron – anche lui di ritorno a casa dopo lunghe peregrinazioni –, il segmento patisce della troppo lunga messa in disparte dei Greyjoy che l’ha preceduto, finendo col risultare come poco più di uno snodo obbligato e tardivo della storyline, privo di un’adeguata costruzione che ne sostenga il peso narrativo. Ad ogni modo, la morte di Balon, l’ultimo dei “padri” delle grandi famiglie di Westeros (se escludiamo l’irrilevante Mace Tyrell), sancisce definitivamente il passaggio di consegne alla nuova generazione, a cui spetterà il compito di affrontare una guerra ben più importante di quella per il trono di spade.

Game of Thrones - 6x02 HomeE proprio a Pyke sembrerebbe diretto anche Theon, la cui evoluzione continua a essere amplificata dal rapporto con Sansa, che si conferma come una delle alterazioni più efficaci e potenti del materiale martiniano. A riecheggiare nelle parole che rivolge alla giovane Stark sono nuovamente i temi del tradimento e della famiglia: anche per Theon (Greyjoy di nascita ma Stark d’adozione) ad essere determinante in tutte le sue scelte, anche le più terribili, è stata la mancanza, e quindi il desiderio, di appartenenza al nucleo familiare – un’appartenenza che gli è sempre stata negata. Dopo il lungo percorso di sofferenza ed espiazione, il perdono di Sansa segna un vero e proprio momento di svolta per il suo personaggio, le cui premesse rendono la sua scelta di tornare a casa ancora più difficile da decifrare. Che sia diretto verso le Isole di Ferro o verso Winterfell, Theon si conferma come una delle figure più interessanti e sfaccettate tra quelle ritratte da Benioff e Weiss, a dimostrazione della cura riservata dagli autori anche a personaggi di secondo piano.

Game of Thrones - 6x02 HomeA restare avulse dal resto sono le vicende dei Lannister, tra King’s Landing e Meereen. Se al Nord gli avvenimenti si susseguono con un ritmo frenetico, la capitale di Westeros e quella del regno (se così si può chiamare) di Daenerys sono pervase da un senso di staticità precaria e carica di tensione. Nonostante il loro tono interlocutorio, entrambi i segmenti colpiscono nel segno, soprattutto grazie alla bravura del cast, in grado di amplificare il pathos delle sequenze – pensiamo all’inquietante monologo dell’Alto Passero, o all’incontro tra Tyrion e i draghi e al modo in cui Dinklage riesce a comunicare il mix di fascino e terrore che queste creature sono in grado di suscitare.

What is dead may never die, but rises again, harder and stronger.

Game of Thrones - 6x02 HomeMa giungiamo finalmente al momento che tutti aspettavano: il ritorno di Snow. Dopo una risoluzione abbastanza anticlimatica dello scontro tra traditori e lealisti (quasi sicuramente da imputare a questioni di budget), gli autori decidono di affrontare di petto la situazione, servendosi, in maniera non del tutto convincente, di Davos. Come si accennava in apertura, le aspettative generate dal finale della scorsa stagione rendono molto difficile valutare le scelte degli autori: nessuno metteva infatti ragionevolmente in dubbio il ritorno di Jon, ma si trattava quindi di capire con quali tempistiche e soprattutto con quali modalità questo sarebbe avvenuto. Se da un lato possiamo tirare un sospiro di sollievo di fronte alla decisione di non rimandare a stagione inoltrata il tanto atteso momento, d’altro canto è innegabile come il risultato sia stato estremamente prevedibile, per non dire banale.

Game of Thrones - 6x02 HomePur non deludendo dal punto di vista della tensione – ma, va detto, senza particolari accorgimenti registici e di scrittura –, l’impressione è infatti che, nell’impossibilità di competere con la miriade di teorie e il livello di hype generato, gli autori abbiano deciso di risolvere questo passaggio obbligato nella maniera più semplice e veloce possibile, in modo da potersi concentrare sui risvolti che questa resurrezione comporterà. Il ritorno dal mondo dei morti di Snow va infatti a completare il ritratto di Jon come la figura eroico-cristologica a cui sembrerebbe spettare il compito di salvare il regno dalla minaccia che viene da nord. Ma sarà davvero così?

Paradossalmente “Home”, che passerà alla storia come “la puntata della resurrezione di Jon Snow”, dimostra come Game of Thrones, nonostante le difficoltà insite nel portare sullo schermo una macchina narrativa mastodontica come quella creata da Martin, abbia molto di più da offrire della mera risoluzione di un cliffhanger. Giunto alla sesta stagione, lo show infatti può giovare non solo del lungo e complesso lavoro di world e character building portato avanti fin dall’esordio, ma anche di una coesione tematica che riesce a bilanciare in maniera sempre più convincente la frammentarietà narrativa che lo caratterizza, confermandosi come uno degli show più ambiziosi e coinvolgenti in circolazione.

Voto: 8

Nota
Qui i punteggi del nostro Fanta-Game of Thrones relativi a questo episodio.

 

11 Risposte

  1. Zweihander scrive:

    Solo due parole: Tyrion Targaryan

     
  2. Little Jon Umber scrive:

    La cosa che in generale mi può deludere di una puntata di GoT non è tanto il montaggio ma il perché delle scelte dei vari personaggi.

    Per esempio dopo questo episodio non mi spiegavo perché Melisandre fosse depressa, mentre Davos, che ha perso il suo Re e sopratutto Shireen, pieno di energie e voglioso di riportare in vita Jon quando i due non sono mai stati particolarmente legati.
    L’unica spiegazione che mi sono dato è che lui non sappia ancora dell’esito della battaglia di Winterfell e cerca di far tornare Jon proprio per fare in modo che aiuti Stannis.
    Spero tanto che lo show in futuro dia conferma di questa ipotesi o una spiegazione altrettanto valida.

     
  3. Anna scrive:

    Mi complimento con voi per la recensione, nessun’altra e che capace di descrivere l’importanza e il coinvolgimento che si genera da questa serie, dalla sua mitologia e dai suoi libri, che tutti prima o poi finiscono per leggere.
    Per rispondere ai due commenti precedenti, concordo dull’idea che le tre teste del drago della famosa profezia siano

    Spoiler

    Daenerys, Tyrion e Jon

    E anche io mi aspettavo una reazione di Davos alla ,Orte di Stannis e soprattutto al fatto che per colpa di Melisandre Shireen è stata bruciata viva.
    Spero non sia un grossolano buco di sceneggiatura.
    Per il resto in attesa del flashback della prossima puntata, mi è sembrato di scorgere Ned contro Ser Arthur Dayne, epica pura

     
  4. Tommy2407 scrive:

    Complimenti per la recensione, bella e accurata come al solito. Personalmente ho trovato questa una delle più belle puntate di Got da molto tempo, con un ritmo ben sostenuto dall’inizio alla fine. Riguardo ala questione fiducia Davos-Melisandre penso sia dovuta al fatto che il primo non è a conoscenza degli eventi che sono capitati al suo re. Probabilmente ha intuito della sconfitta di Stannis ma non ha la ben che minima idea ne della sua morte, ne di quella di shireen, d’altronde sono passati massimo due o tre giorni dalla battagli di Grande Inverno (per dire, neanche i Bolton sanno della morte di Jon snow) quindi è forse abbastanza normale che in una situazione veramente disperata come quella in cui si trovavano Davos si sia affidato alla donna rossa.
    Staremo a vedere quando scoprirà il modo in cui è morta la sua principessa come reagirà davvero.

     
  5. Jon scrive:

    Secondo voi invece quale sarà il regalo che gli Umber faranno a Bolton?
    La maggior parte delle persone pensa sia Rickon ma io non vedo nessun motivo per cui dovrebbero regalare così la chiave del nord, ai Bolton oltretutto che sono mischiati con i Frey (Wanda e Roose) autori dell’uccisione del padre nelle nozze rosse.

    Le cose sono due:
    o è una messa in scena per poi fregarli
    Oppure è veramente un regalo di lealtà (Rickon) pensato senza alcuna logica Martiniana e ordito al solo scopo di dare un motivo a Jon di marciare su Winterfell e avere una battaglia epica tra due eserciti molto forniti

     
  6. DARIO scrive:

    Ma se ricordo bene Davos capisce che sia Stannis che la sua famiglia sono morti più che altro non sa che Melisandre ha fatto sacrificare Shireen cosa che prima o poi verrà fuori.
    Comunque bella puntata anche se in ottica televisiva ( non leggo i libri) non capisco quest’apertura di un ulteriore icona nelle isole di ferro messe ne cantuccio per due stagioni, passi Bran che molto probabilmente avrà un ruolo importante per la lotta agli estranei , ma i Greyjoy cosa mi vogliono significare ?

     
  7. Pogo scrive:

    Terribile. Episodio terribile quanto il primo. Hanno impiegato due episodi per arrivare alla cosa scontata (perfino i non lettori hanno capito nel tempo che Jon non può morire) e nel mezzo solo cose a caso di personaggi che fanno cose a caso.
    Si risolleva in parte la storyline di Sansa e quella dei Greyjoy, ma credo che Euron si un personaggio unico che raccoglie sia Victarion che Euron stesso.

    D’altronde questa è una serie che fa sacrificare la figlia del re perché il re deve vincere la battaglia per Winterfell e poi ci arriva in un pomeriggio a piedi… il tutto snaturando completamente il personaggio di Stannis…

    Comunque secondo episodio da 2, ma giusto perché il primo episodio della sesta stagione è da 1.

     
    • Filippo scrive:

      Guarda il lato positivo: di questo passo, il season finale sarà da 10 pieno! 😉

       
      • Pogo scrive:

        ahah… 😀

        Purtroppo no. Questi si stabilizzeranno (se siamo fortunati) sul 4 stentato…
        Questa è la sesta stagione. Ci sono altre 3 stagioni (cioè dopo la seconda) che hanno dimostrato l’assoluta inadeguatezza di chi è a capo del progetto.

         
  8. Boba Fett scrive:

    Mentre il web impazza a suon di reazioni (esagerate) al “colpo di scena” o di interpretazioni (fantasiose) su quanto mostrato nel “viaggio” di Bran (Hodor, Lyanna Stark e il suo cavallo), con questo importantissimo capitolo, con la morte di Lord Bolton e di Balon Greyjoy, i Sette Regni concludono il loro ricambio generazionale; da Nord a Sud, da Est a Ovest passando ovviamente per King’s Landing, tutto passa nelle mani dei giovanissimi (e i lettori sanno bene quanto lo siano).
    Molto bella la cifra stilistica di tutte le sequenze dedicate a Jon Snow! Lui disteso sul tavolo, il lavaggio delle ferite, la resurrezione, sembravano usciti da un dipinto del Mantegna.

     

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