Game of Thrones – 6×05 The Door 19


Game of Thrones - 6x05 The DoorCon questo quinto episodio Game of Thrones conclude una prima parte di stagione densa di avvenimenti, che ad un ritmo sostenuto ha portato una svolta nelle storyline di ogni personaggio. 

La serie riflette sul dualismo evoluzione/involuzione: è possibile, per i nostri personaggi, mutare completamente rispetto al passato, staccarsi del tutto da quelle immagini di felicità che ancora serbano nel cuore? Se per Sansa risulta ancora difficile guardare a Jon come farebbe verso un fratello di sangue, anche Arya e Bran mostrano non poche difficoltà ad abbandonare il ricordo di un’infanzia felice e serena.

I can still feel it.  I don’t mean in my tender heart it still pains me so.
I can still feel what he did in my body standing here right now.

Game of Thrones - 6x05 The DoorUna delle evoluzioni più a lungo agognate e più ferocemente conquistate è quella di Sansa Stark, che da ingenua fanciulla destinata ad un futuro regale si è trasformata, pur con molti passi falsi, in una donna pronta a tutto pur di ottenere ciò che è suo di diritto. La scena iconica con cui si apre l’episodio ben sintetizza il percorso affrontato dalla ragazza nella conquista di una sua dignità: nel confrontarsi con Ditocorto emerge tutta la freddezza maturata nel cuore della donna in seguito al tradimento dell’uomo. La fotografia fredda ed oscura, l’assenza di soundtrack e lo studio attento della posizione delle figure – faccia a faccia ed in una condizione di parità – creano la cornice perfetta per una scena in cui si consuma la prima rivalsa di Sansa nei confronti di uno dei suoi carnefici.
È interessante notare come questa piccola vittoria avvenga tramite un climax verbale che si esprime, in tutta la sua forza, tramite interrogazioni sempre più incalzanti (Did you know about Ramsay? Would you like to hear about our wedding night? What do you think he did?), fino a rompere il suo odio su di un Ditocorto quasi spiazzato dalla violenza a stento trattenuta in quelle parole. Un’evoluzione tutt’altro che repentina ha portato Sansa nella condizione di sfidare, anche inconsciamente, uno degli uomini più temibili dei Sette Regni.

Game of Thrones - 6x05 The DoorLa situazione si ribalta a favore di Ditocorto nel momento stesso in cui Sansa non riesce – non è ancora in grado – ad andare al di là della sua più grande debolezza. Nonostante il passo avanti fatto nello scorso episodio, la ragazza non è ancora pronta ad accettare Jon come suo fratello, come sangue del suo sangue. Nel momento in cui Ditocorto sottolinea come Sansa stia affidando la sua vita nella mani di un bastardo, ecco che riaffiorano i pregiudizi sempre covati nei confronti di quel mezzo fratello che tanto odio suscitava nella madre. Ecco che il seme del cambiamento si infrange con la radice della nobiltà: nonostante le vicende che l’hanno segnata a vita, Sansa non è ancora pronta a fidarsi ciecamente di qualcuno che non percepisce come famiglia.

You’re not ready. You should go home before it’s too late.
You’ll never be one of us, Lady Stark.

Game of Thrones - 6x05 The DoorL’elemento mistico-religioso ha sempre costituito uno dei filoni più importanti dell’opera di Martin e, nonostante la storyline di Arya soffra per il ristagno degli avvenimenti, apparendo del tutto scollegata dal filone principale, risulta utile sopratutto per una lettura in chiave religiosa e politica dell’intera storia. Non è un caso che il Dio abbia punito Arya per aver compiuto la sua vendetta personale nei confronti dell’assassino di Syrio Forel, sfruttando gli insegnamenti ricevuti; allo stesso modo, le parole che Jaqen  le rivolge nell’episodio (Does death only come for the wicked and leave the decent behind?), riguardo una tematica così importante come l’operato del Dio dai Mille Volti, assumono un senso più pregnante in relazione alle dinamiche di tutte le storyline presentate.
Game of Thrones - 6x05 The DoorSebbene la ragazza affermi di aver deciso di dedicare la sua vita al Dio dai Mille Volti, la scena dello spettacolo ribadisce quanto sia ancorata alla sua vita passata: nel momento in cui assiste alla messa in scena della morte di Eddard Stark, una ragazza diventa ancora una volta Arya Stark, la bambina spaventata che diversi anni prima aveva assistito alla decapitazione del padre. Non bastano le parole di Jaqen sulla morte a lenire una ferita che non si è mai rimarginata: ciò che alimenta la ragazza, ciò che la spinge a lottare e a migliorare le sue tecniche di combattimento non è altro che un puro sentimento di vendetta e rivalsa. Si tratta di una motivazione che non fa che avvicinarla spiritualmente a ciò che è rimasto della famiglia Stark: seppur lontani geograficamente, seppur modellati da eventi che hanno modificato per sempre le loro vite, il sangue del Nord scorre ancora nelle loro vene, assieme ad una promessa di vendetta.

Do not walk away from your queen, Jorah the Andal. You have not been dismissed.

Game of Thrones - 6x05 The DoorSpartiacque della stagione, questo “The Door” ci offre la possibilità di un chiarimento atteso da molti episodi, dando un’ottima conclusione, forse temporanea, alla storia di Jorah. Nel dialogo tra l’uomo e la sua regina si legge la cifra di un rapporto segnato dal tradimento e capace di rinascere di nuovo; nelle parole di Dany ritroviamo quella ragazzina impaurita che avevamo incontrato alla vigilia delle nozze con Khal Drogo, priva di qualsivoglia sicurezza ed in grado di fidarsi di una sola persona. “When I take the Seven Kingdoms, I need you by my side” è una promessa che va oltre la sofferenza provata per il tradimento di Jorah, proiettandosi in un futuro auspicato in cui regnare sui Sette Regni. Nel frattempo a Meereen pace sembra fatta in seguito all’intervento combinato di Varys e Tyrion, che si concentrano ora sul miglioramento dell’immagine della madre dei draghi, scalfita dagli ultimi eventi: nell’incontro con la sacerdotessa rossa sembra chiaro quanto il peso della religione sia una variabile da non sottovalutare.

Game of Thrones - 6x05 The DoorC’è aria di cambiamenti anche sulle isole di ferro: dopo la morte di Balon, è tempo di eleggere un nuovo re – o una regina – che prenda il posto del defunto nella guida del popolo. Inizialmente Yara sembra la favorita, ma ben presto Euron, fratello del re defunto, riesce a conquistare il favore dei Lord di Ferro. Nonostante il poco screentime dedicatogli, siamo già in grado di trarre un primo bilancio riguardo al personaggio, almeno in relazione alla sua controparte cartacea: l’uomo sembra essere all’altezza della fama che lo precede, dipinta perfettamente dallo scambio caustico tra lo stesso ed il nipote.

-“The time has come.” “The time for what?” “For you to become me.”
-“But am I ready?” “No.”

Game of Thrones - 6x05 The DoorDopo un’intera stagione di pausa, la storyline di Bran ha preso vita in questa sesta annata con ottimi risultati, coniugando l’addestramento del giovane ragazzo ad una serie di visioni chiarificatrici per il pubblico.
Nel corso dell’episodio si assiste all’aggiunta di un tassello incredibilmente importante per la storia dei White Walkers: sono stati proprio i figli della foresta, decimati e quasi sconfitti dagli uomini, a creare i mostri che minacciano di invadere i Sette Regni.
Game of Thrones - 6x05 The DoorÈ il finale dell’episodio a mostrarci quanto l’universo creato da Martin sia molto più coeso e mentalmente organizzato di quanto a volte il medium televisivo possa far credere. In un crescendo fin troppo frettoloso – la disordinata morte di Summer non è da annoverare tra le scene meglio costruite della serie – lo spettatore viene a conoscenza di una realtà capace di condizionare quanto ha conosciuto e quanto ancora non conosce della serie stessa. È stato Bran, ancora incapace di comprendere appieno le sue capacità, ad intrappolare Hodor in un loop infinito che ha segnato la sua vita fin da bambino. Rimasto fin troppo a lungo nella visione di un lontano passato, Bran non riesce a controllare l’Hodor del presente senza danneggiare in modo permanente l’Hodor ancora bambino. La potenza della scena, accompagnata dal tema musicale della famiglia Stark, sta proprio nelle implicazioni significative che produce: nell’assistere impotente e rassegnato alla disfatta di Hodor, lo spettatore, allo stesso modo di Bran, acquista una consapevolezza diversa riguardante un potere finora quasi sottovalutato.
Nelle convulsioni che straziano il corpo del giovane, testimone della sua atroce morte, si legge tutta la grandezza di un potere sconfinato e potenzialmente pericoloso. Al contempo, nello sguardo ormai libero di Hodor, si scorge la serena rassegnazione di un uomo che diventa consapevole di se stesso, abbracciando il sacrificio il cui monito ha scandito tutta la sua esistenza.

Game of Thrones confeziona un episodio capace di fare da apripista per molte delle storyline che riguarderanno la seconda parte della stagione. Al netto dei pregi e dei difetti ormai tipici di un prodotto che ha fatto della frammentazione la sua cifra stilistica, questa prima parte di stagione è riuscita nel tentativo di smuovere le acque e promuovere un cambiamento, positivo o negativo, nello status dei personaggi.

Voto: 8½

Qui trovate i punteggi del Fanta-GOT relativi all’episodio

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Informazioni su Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.


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19 commenti su “Game of Thrones – 6×05 The Door

  • Giacinto Portato

    Bella recensione, ma non condivido l’entusiasmo dell’autrice. Questa nuova stagione ha infatti si’ portato numerosi cambiamenti e smosso le acque di molte storylines, ma evidenzia anche l’abisso che intercorre tra un romanziere come Martin e gli scriptwriters di Hollywood nel tessere la narrativa. In questa nuova stagione gli eventi (e spesso le morti) si succedono precipitosamente, e sono invece quasi assenti quei dialoghi dietro le quinte, a prima occhiata insignificanti, ma necessari a una caratterizzazione umana e completa dei personaggi e del mondo in cui si muovono. Molte scene dal contenuto umano sono quasi superficiali – pochi esempi su tutte, il reincontro tra Sansa e Jon, il confronto tra Sansa e Littlefinger – e rivelano quel che sono: il canovaccio scritto da writers di Hollywood. Permettetemi, ma io trovo che l’intelaiatura di uno scrittore di romanzi sia un’altra cosa.

     
    • Zweihander

      HBO non è Hollywood. Abbiamo avuto 5 stagioni per ascoltare i discorsi e assistere alle evoluzioni dei personaggi, ora è il momento di dare un significato a tutto quello che abbiamo visto fin ora. Le ultime 2 stagioni sono state piene di commenti negativi perché la trama era statica e gli episodi degni di nota erano sempre gli ultimi 3.
      Quest’anno ci stanno regalando qualcosa di significativo ogni puntata, GOT non è mai stato così bello

       
      • Giacinto Portato

        Se ti piacciono le serie alla Lost, dove ne succedono a ogni puntata e il buon senso fa le capriole, allora bon. Io Lost l’ho abbondonato alla seconda stagione. Spero solo che concludano GoT alla 7a stagione o giu’ di li’.

         
        • eema

          Vuoi che finisca alla 7a sagione e vuoi che ci siano ancora lunghi dialoghi dietro le quinte che smuovono le cose lentamente? O una o l’altra.. Salvo la tua idea sia di mollare tutto senza una fine neanche minima

           
        • Giacinto Portato

          La durata di Martin, se non vado errato, e’ di scrivere una saga di 7 libri. Un libro a stagione fanno 7 stagioni. 8 se vogliamo andarci comodi.

           
  • Zweihander

    Bella recensione, come tutti hanno fatto notare la parte di Arya è quella che sta soffrendo un po’ di più, ma questo solo perché fin ora ha avuto un ruolo marginale, sono sicuro però che una puntata si concentrerà su di lei e ci regalerà qualche bella scena sanguinosa oppure qualche incredibile rivelazione sul Dio dei 1000 volti.
    Vorrei fare un appunto sul voto, di solito neanche lo guardo e comunque 8 e mezzo è un signor voto, però penso che tra tutte le qualità che può avere un episodio la capacità di trasmettere un emozione conti più di tutti, e questa puntata di GOT ha fatto letteralmente piangere un sacco di gente.
    Credo che un 9 pieno si possa attribuire ad una delle puntate più intense di GOT.

     
  • zip

    La serie soffre troppo per me che ho letto tutti i libri, ma la guardo comunque volentieri come puro intrattenimento.Ma ci vuole una diabolica perversione per far interpretare Euron a quell’attore. Questo non lo perdono proprio al direttore del cast.

     
    • Pogo

      Secondo me ci vuole una diabolica perversione a farla scrivere a Benioff e Weiss, la serie… 😉

      P.S. anch’io da lettore guardo GoT come puro intrattenimento: la migliore roba trash del momento.

       
  • annamaria

    Io son stufa che mi ammazzino metalupi a ogni piè sospinto.
    EBBASTA!!!!
    Comunque la stagione mi sta piacendo un sacco.
    Da lettrice che finalmente non sa come andrà a finire mi godo l’ansia come tutti e mi va benissimo. Quanto agli Uomini di Ferro son contento che tutti possano vedere quanto sono rozzi e stupidi, loro e il loro Dio Abissale del cavolo.
    Prima “Viva Yara!”, poi “Viva Euron!”.
    Degli idioti.
    Bravi Theon e Yara che gli han fregato le navi e li han lasciati a bocca asciutta (ahahah!).
    Voglio vederli adesso a trovare il legno per le navi su quelle isole bruciate dal salino.
    Noi, in Liguria, il legno per le navi, soprattutto per gli alberi, lo facevamo arrivare dal Piemonte.
    I cespugli non va mica bene, furboni.

     
    • Pogo

      Sui Greyjoy hanno fatto uno schifo, forse anche peggio di Dorne e i Martell.
      Se sei lettrice sai benissimo come arriva Euron all’isola e cosa ha con se…

       
  • Teresa

    Basta metalupi uccisi. Basta, per pietà 🙁
    Comunque ho risolto i miei problemi con Got skippando tutte le scene di Arya. Così come ho fatto con quelle di Dani fino al finale dello scorso episodio, che invece ho guardato
    Di solito mi sento in colpa a skippare, ma o facevo così, o abbandonavo la serie.

     
  • Pogo

    Il voto comincia ad andare sotto lo zero ormai.

    È chiaro che non saprebbero gestire i direwolf e ciò che comportano (oltre a doverli usare in CGI) e quindi se ne stanno privando.

    Non c’è più nulla da salvare in GoT. Nemmeno la possibilità che avendo ancora a disposizione i libri per quanto riguarda i Greyjoy gli autori avrebbero scritto qualcosa di decente. Hanno rovinato pure quello.
    Che ci voleva a mettere un corno tra le cose in possesso di Euron?

     
    • Simona

      Ciao Pogo, sui metalupi sono totalmente d’accordo, ma chi ti assicura che Euron non ha il corno? E poi, anche se così fosse, non mi sembra che la sua assenza privi di senso la storyline (offrire le navi in cambio di Dany, e quindi dei draghi).

       
      • Pogo

        Ciao Simona.
        Se così fosse, allora l’errore non sarebbe solo logico, ma anche concettuale: del tipo che la domanda cambierebbe da “che vi costava mettere un corno” a “ma come vi viene in mente?”.
        Euron è un po’ il Capitano Flint di ASOIAF, irriverente, ribelle e strafottente delle regole precostituite. Euron non sarebbe mai stato scelto al posto di Victarion (assente nella serie) e di Asha…
        Però l’uomo con la benda all’occhio fa suonare un corno particolare. Ha già una piccola flotta. E la sua nave è piena di tipi strambi e che hanno vissuto tanto da aprire la propria mente.
        Ma quel corno cambia tutto.
        Asha scappa, mentre Victarion va verso Daenerys per “conquistarla”.
        Euron se ne frega di Daenerys, perché con quel corno può fermare i draghi. E quindi parte alla conquista delle terre dei Seven Kingdoms…
        Nella storyline semplificata della serie avrebbe ancora più senso: dato che hanno unito Euron con Victarion, il corno avrebbe molto più appeal di navi che devono essere costruite, sia su Daenerys, sia, soprattutto sugli abitanti delle Isole, non proprio le persone con le quali intavolare un discorso diplomatico alla Tyrion o Varys…

        Il problema principale di GoT non è che non segue i libri. Dimentichiamoci dei libri e facciamo finta che non esistano: il problema di GoT è che non ha coerenza interna, cioè l’universo che fa muovere le cose.
        È l’arte di far fare cose a caso ai personaggi “tanto già sappiamo dove dobbiamo portarli”.

        Il problema che una saga capolavoro come ASOIAF è finita in mano a persone che non sono all’altezza del compito. E lo si vede – a voler essere obiettivi – a ogni episodio.

         
        • Simona

          Ripeto, a me sembra sembra presto per gridare allo scandalo o paragonare il filone Greyjoy al disastro di Dorne. Le semplificazioni sono necessarie e, come hai detto giustamente tu, Euron nella serie riunisce in sé anche i tratti di Victarion, quindi ha senso che la sua caratterizzazione si ponga nel mezzo tra i due (anzi a dire il vero forse è più spostata verso il secondo, a discapito del nome). Sul corno e sulla mancanza di coerenza interna: se non ci fosse il corrispettivo dei romanzi a cui guardare non ci sarebbe nulla da obiettare sul piano di Euron e sulle sue motivazioni (a maggior ragione se consideriamo che guarda caso la flotta di Dany è stata misteriosamente distrutta qualche puntata fa). Il corno avrebbe reso il tutto più efficace e coinvolgente? Euron nel libro è un personaggio più affascinante? Può darsi, ma questo non significa che la storyline sia scritta male, è solo diversa dal libro (almeno per ora). Il corno potrebbe essere introdotto in futuro oppure no, così come potrebbe rivelarsi l’ennesima falsa pista lanciata da Martin in ASOIAF.

           
  • Kyuzo

    Fino ad adesso questa stagione è tanta quantità e poca qualità. La scena alle Isole di Ferro in questa puntata una delle più brutte di tutto GoT, la storyline di Arya il nulla, tutto il resto abbastanza sciatto senza nessuna cura dei particolari.