Gomorra – 2×01/02

Gomorra - 2x01/02Dopo una lunga attesa, è giunto il momento di accogliere il ritorno di Gomorra, una serie italiana vista anche in diversi paesi del mondo; un prodotto SKY che ha raggiunto un esito finale, nella sua prima stagione, oltre ogni più rosea aspettativa, riuscendo a superare le ben note diffidenze verso un prodotto di matrice nostrana.

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La serie di maggior successo in Italia, il prodotto SKY più venduto al mondo: è con queste entusiasmanti parole che i produttori che fanno capo a SKY Italia hanno lodato più volte la serie nata dalla penna di Stefano Sollima e del suo ottimo ensemble di scrittori e registi (quattro, lui compreso, per l’intera stagione). Mai come in questo caso bisognerà concordare con la produzione ed esprimere un giudizio nettamente positivo circa la prima annualità di Gomorra. La serie, nata sulla base del successo del romanzo di Roberto Saviano e del film di Matteo Garrone, ha dimostrato sin da subito una totale indipendenza da quei prodotti: se infatti ha tratto da essi e dalla cronaca nera del nostro Paese alcune delle fonti d’ispirazione per creare le singole vicende che riguardano i personaggi coinvolti, ha saputo altresì muoversi con indipendenza in un campo totalmente inesplorato, intessendo trame e relazioni del tutto inedite.

Gomorra - 2x01/02Il crime, che in Italia è sempre stato uno dei punti di forza della nostra narrazione soprattutto televisiva, ha trovato con Gomorra un respiro ben più ampio del solito, proprio perché si è trattato di un prodotto che è riuscito ad innovare un canone di grande successo ma ormai affaticato dagli anni. Era dunque immaginabile che ad una prima stagione così riuscita dovesse seguirne un’altra che avesse il difficilissimo compito di mantenere le promesse senza scivolare nell’esagerazione o nell’impoverimento. Il risultato di questi due episodi è molto buono – più il primo che il secondo, a dir la verità – e si impegnano soprattutto a gettare le basi per quella che sarà l’evoluzione futura della narrazione di Gomorra. Ciò che si rende evidente sin dal primissimo episodio, però, è la volontà autoriale di superare se stessi non con lo sfruttamento di sangue e violenza fine a se stesso, ma arricchendo il tessuto narrativo con uno sguardo più umano e sincero verso questi personaggi, un carrozzone di folli assetati di potere con cui è davvero difficile entrare in empatia.

Due episodi tra loro molto diversi, sotto vari aspetti.
La premiere, ad esempio, si muove in diretta continuità con il finale della stagione precedente, riprendendo letteralmente da dove avevamo interrotto, con Genny tra la vita e la morte, Don Pietro finalmente evaso, Ciro e Salvatore Conte impegnati a buttar giù al più presto le basi per la loro nuova presa di potere. All’impero Savastano, ormai del tutto crollato con la fuga all’estero di entrambi i membri sopravvissuti, si sostituisce una confederazione di criminali, ognuno impegnato a gestire la propria piazza di spaccio, libero ed indipendente dall’altro. Quanto potrà durare questa situazione, però, considerando le persone in campo?

Gomorra - 2x01/02Il primo episodio è in effetti interamente dedicato alla costruzione di un nuovo patto camorristico: Salvatore Conte può finalmente tornare dal suo esilio e Ciro di Marzio, che all’inizio della scorsa stagione aveva mostrato un barlume di umanità in più rispetto ai Savastano, renderà evidente una volta per tutte allo spettatore come quel mondo che sembrava non amare e da cui forse bramava liberarsi è ora divenuto per lui linfa vitale, elemento indispensabile a cui non vuole più rinunciare. Il suo voler stare in cima alla catena alimentare, avere la possibilità di estendere ed aumentare il proprio potere (lui, nato come galoppino del grande imperatore di Napoli) è ciò che è alla base della furia cieca che lo condurrà ad uccidere la donna che ama, colpevole soltanto di non riuscire ad accettare questo nuovo cambiamento. Debora non può e non vuole condividere i suoi sogni di gloria; forse Ciro prospettava e sperava per sé una famiglia che potesse scimmiottare i Savastano, forse cercava in Debora quella forza e connivenza che aveva odiato – ma rispettato – in Donna Imma. Il risultato non può che essere la sconfitta: quando Ciro ha raggiunto la vetta ha iniziato ad inoltrarsi nell’abisso della sua umanità. Non c’è vittoria per i personaggi di Gomorra perché questi esemplari di umanità giocano costantemente con la morte e lasciano dietro di loro altrettanta distruzione.

Gomorra - 2x01/02Ancora una volta, Gomorra dimostra che la potenza del proprio racconto non risiede solo nella trama generale che è in grado di tessere, in quelle vicende che creano buon ritmo e che la conducono vicino ai grandi crime internazionali, ma soprattutto nello sguardo sulla natura umana coinvolta, che la fa da padrone. Anche un personaggio così secondario come Debora può fornirci una chiave di lettura sul mondo in cui è costretta a vivere (percepibile a pelle la sua ansia quando perde di vista la figlia), così come ci illumina su cosa Ciro sia davvero disposto a sacrificare per il potere e per il senso di rivalsa da cui è ora avvinto. Al timore di emulazione da parte dei giovani spettatori della serie, costantemente richiamato in molte legittime discussioni nate in ambienti che di criminalità se ne occupano, corrisponde anche il costante ricordo che questi personaggi che lottano per il potere sono continuamente dei perdenti, non hanno il fascino che pure avevano i personaggi de Il padrino: a prescindere dalla facile memorizzazione di alcune frasi simbolo della serie (che hanno avuto grande fortuna nel pubblicizzare, direttamente o meno, la serie stessa), è davvero difficile immaginare qualcuno che possa desiderare le vite distrutte e spezzate di questi criminali.

Basta osservare le vicende che riguardano i Savastano, protagonisti assoluti del secondo episodio di questa stagione: la morte di Donna Imma – che ognuno imputa all’altro – ha rappresentato la fine di quell’unità famigliare tanto difficilmente mantenuta in passato e che vedeva nella “leonessa” il punto di forza e di coesione interna. La caduta dell’impero è stata conseguenza non solo degli errori di Genny, ancora troppo inesperto per assumere la guida del clan, ma anche dell’allontanarsi di Pietro, che, in virtù di un progetto a lungo termine volto alla propria liberazione dalle maglie della giustizia, ha dovuto fare terra bruciata e lasciare il figlio completamente da solo. Adesso entrambi sono esuli: Genny, sopravvissuto per miracolo, è tornato in Honduras (non più da vittima ma stavolta da carnefice); Pietro è nascosto in Germania, costretto a fare affari con altri esuli o condannati a morte come lui.

Gomorra - 2x01/02Il racconto di potere, dunque, passa ancora attraverso i due linguaggi: quello di epopea criminale, con l’acquisto di armi che serviranno a riprendere il potere perduto in Italia, e la parentesi familiare, che palesa ancora una volta il fallimento delle relazioni umane. È questo l’aspetto principale del secondo episodio, perché a prescindere dall’acquisto delle armi e dall’introduzione in maniera ancor più netta di mafie non più solo regionali – sembra insomma sempre più forte l’intenzione di passare da un racconto territoriale ad una metafora sul potere ed i mezzi per ottenerlo – è il rapporto padre-figlio ad ottenere lo spazio migliore. Tra i due c’è ormai acredine evidente ed impossibilità di comunicazione: Pietro è incapace di perdonare il figlio per l’esito della sua reggenza, Genny invece è ancora vittima del senso di abbandono che ha subito. Entrambi, però, sembrano profondamente più banali nella propria umanità quando non vi sono spettatori (diegetici) a guardarli: quando gli uomini al loro servizio non ci sono e non possono dunque sapere la verità, Pietro è un uomo schiavo dei medicinali, Genny un ragazzino che cerca ancora di compiacere il padre. L’intera sezione della fuga dalla polizia tedesca è piegata a mostrare quanto questi due uomini siano guidati dall’orgoglio cieco che travalica il loro stesso rapporto di sangue: anche dopo aver avuto la prova tangibile che il figlio provi sincero affetto per il padre, Pietro lo tiene lontano dalla sua ascesa al potere (in un gesto lodevole da parte degli autori, che hanno rifiutato la prevedibile parabola di avvicinamento che sembrava profilarsi nel corso dell’episodio).
Il potere è allettante, ma ottenerlo è una corsa solitaria: così sia Pietro che Ciro palesano con la loro solitudine quanto quelle scelte di vita siano violente e spaventose, tutt’altro che banalmente affascinanti.

Gomorra - 2x01/02Gomorra non è priva di alcuni difetti, primo fra tutti una certa teatralità di alcuni passaggi recitativi (che poi son quelli più facilmente memorizzabili), ma ciò non inficia la visione di quella che è la serie televisiva italiana più in forma degli ultimi anni. La forza di questa serie è proprio l’abilità di guardare alla serialità straniera senza soggezione né desiderio di imitazione, ma con rispetto e riformulazione di alcuni stilemi da adattare attraverso un linguaggio più specificatamente italiano. Mancano ancora tasselli essenziali – in particolare l’introduzione effettiva dei due nuovi personaggi femminili – e bisogna capire come stiano le cose, un anno dopo, nelle varie piazze di spaccio.
Sollima ed il suo team autoriale sono riusciti a riprendere tutti gli elementi che funzionavano nella prima stagione e a trasportarli con ancor più sicurezza in questa nuova annata, andando così a soddisfare immediatamente la curiosità e il desiderio di scoprirne di più da parte dello spettatore.

Voto 2×01: 8½
Voto 2×02: 7½

Nota
I primi due episodi hanno totalizzato un numero di spettatori pari a 1.186.000, con un aumento dell’80% rispetto alla stagione precedente. Un record assoluto di SKY – ancor meglio di serie blasonatissime come House of Cards e Game of Thrones –, un dato dunque che conferma che anche in Italia le serie ben fatte possono avere successo.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

11 Risposte

  1. sixfeet scrive:

    Anche io ho pensato che se c’è un difetto in questi primi episodi (riscontrato tra l’altro a sprazzi anche nelle precedente stagione), questo è a volte un eccesso di teatralità di alcuni passaggi, in particolare Fortunato Cerlino che ho spesso notato un po imbalsamato in alcune monoespressioni. Plauso invece a Marco D’Amore per la crescita del suo personaggio. Secondo episodio decisamente non privo di difetti, ma la qualità complessiva resta ancora elevata.

     
    • Luca Parodi scrive:

      Pensa che io invece ho percepito esattamente il contrario. La freddezza di Cerlino (ottimo tra l’altro in Hannibal) comunica in maniera naturale e coerente la natura del suo personaggio, che da uomo estremamente potente non può e non deve essere troppo teatrale; D’Amore invece caratterizza un personaggio che, per poter giungere dove vuole, dovrebbe essere tutt’altro che impulsivo con una serie di espressioni e modi di fare troppo “de core”, che non si allineano con il modus operandi che il Baelish di Scampia dovrebbe mantenere. Mia personale opinione, sia chiaro.

       
      • sixfeet scrive:

        In parte ti posso dare anche ragione, ma considera che qui parliamo di sua moglie. Sino alla fine credo sperasse di non essere costretto ad ucciderla e a suo modo l’amava ancora. Ci sta che in questa occasione risultasse molto più emotivo. Se ci pensi è stato l’unico omicidio in cui è venuta meno la sua freddezza. Semmai ascriverei all’episodio l’unico difetto di aver risolto tutto in modo un po troppo frettoloso, ci avrei visto bene un evoluzione degli avvenimenti in almeno due episodi, un po come gli episodi su Danielino nella scorsa stagione.

         
  2. Sara scrive:

    Recensione bellissima! Io devo dire di aver amato i due episodi allo stesso modo, forse in particolare il secondo (il cui maggior difetto è stata secondo me una certa cripticità in alcuni passaggi). E anche sulla questione della forzatura recitativa, non avverto neanche quella: per quanto non dei semplici stereotipi, Gomorra non può prescindere dal raccontare dei tipi umani, quelli della camorra napoletana che sono già insiti nel nostro immaginario. Infatti la grandezza della serie, a mio avviso, sta nel metterli in scena secondo i canoni dell’immaginario comune ma raccontandoli bene, senza indulgenza e senza creare “fascinazione” pura (come invece ci hanno abituato le pur stupende narrazioni dei film hollywoodiani).

     
  3. Travolta scrive:

    Io invece ho trovato la seconda puntata,a fronte di una prima davvero convincente, meno avvincente della prima . Tutto abbastanza stereotipato e scontato. Riguardo la parte honduregna qualcuno puo’ forse aiutarmi ma la scena dove fanno ammazzare il soldato dal suo capitano per poi riprenderlo e ricattarlo sono abbastanza sicuro di averla vista di recente in altra serie tv. Qualcuno/a se lo ricorda? Narcos? Possibile?

     
  4. MIchele scrive:

    Gran ritorno di Gomorra!
    Sapete che mi è piaciuta di più la seconda puntata della prima?
    Mi spiego: anzitutto l’effetto spiazzante all’inizio, con la scritta “un anno dopo”. Dopo la premiere, ero convinto che questa seconda stagione sarebbe andata avanti in continuità con i giorni subito dopo la fine della prima serie. Invece ecco lo stacco. E io a pensare se era un flash forward, se voleva dire che avevano vinto i Savastano e così via. Poi durante la puntata diventa chiaro che no, l’arco temporale non è quello immaginato.
    Poi il dialogo tra Pietro e Gennaro. Agghiacciante. Ti entra nella pelle. Lo sguardo gelido del padre, quello indecifrabile del figlio, le accuse reciproche: è stato un momento altissimo.
    E poi l’episodio è gestito bene, per esempio vedendo Gennaro fare il giro di mezza Colonia prima di trovare il padre. Gennaro è cresciuto e ora si prende cura della famiglia, sa quello che deve fare durante la fuga.
    Infine, il pezzo in Honduras mi ha ovviamente ricordato Narcos, e non ci vedo niente di male nella citazione.
    Nella prima puntata, invece, ho trovato un pò esasperata la reazione di Deborah, questo suo crollo psicologico così rapido e così plateale. Capisco che sia un modo di far votare Ciro alla guerra totale, ma a me è sembrato forzato. E’ come se Deborah, donna di mondo e perfettamente al corrente del lavoro del marito, avesse cercato la morte, dopo una prima stagione in cui non aveva piagato ciglio.
    In ogni caso, due grandi puntate!

     
    • Mario Sassi scrive:

      A difesa di Deborah, c’è da dire che nella prima stagione non si era mai mostrata interessata al mondo di Ciro. A differenza di Donna Imma, lei era tutta orientata sulla figlia e si era tenuta fuori; poi il fatto che il tuo compagno sfrutti te e tua figlia per una strage di camorra non depone a favore di una serenità mentale 😉

       
      • Michele scrive:

        Ciao Marco, sono d’accordo che non aveva mai avuto un ruolo attivo, a differenza di Imma. In compenso, è sicuramente parte del sistema-camorra. Pensa a quando dice a Ciro che l’hanno chiamata alla Polizia per testimoniare. Chiede al marito che fare e nell’interrogatorio sa perfettamente che ruolo giocare.
        Per cui la spiego come una forzatura che certe volte gli sceneggiatori usano per far prendere una certa piega alla storia. Certo, cento volte meglio Deborah che fa così per una sola puntata che la figlia adolescente di Brody in Homeland… 😉

         
  5. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti Mario, bellissima recensione.
    Il ritorno di Gomorra è davvero una gran bella iniezione di qualità per la televisione tout court.
    In Europa e USA sono molto meno critici di noi, parlano senza mezzi termini di capolavoro. E a mio avviso hanno ragione. Il Guardian (non Metro o Leggo) l’ha definita la migliore serie europea (e loro di grandi serie ne hanno eccome), riempiendola di elogi che per una volta ci fanno sentire fieri di essere italiani. Una bella risposta a quelli che criticano Gomorra perché convinti che dia una brutta immagine dell’Italia, non accorgendosi che se c’è una cosa che presenta gli italiani all’estero come persone capaci di creare prodotti di qualità, di raccontare storie in maniera magistrale e in generale di saper lavorare, questa è proprio Gomorra. La serie.
    Questi primi due episodi mi sono piaciuti molto e nello specifico rispetto a una premiere molto introduttiva e che ho trovato un filino troppo caricata (seppur molto molto bella), ho preferito il secondo episodio che con l’intensità e le contraddizioni di quel rapporto padre-figlio mi ha travolto.

     
  6. Rand scrive:

    Io ho trovato buono il secondo episodio, mediocre e troppo teatrale il primo. Nel primo in particolare si cerca ossessivamente il colpo a effetto, secondo me riuscendo solo a creare confusione e un senso di “voler strafare”, complice la performance a mio parere mediocre di alcuni attori. Il secondo episodio è molto meglio costruito e, senza strafare, è interessante e raggiunge il suo scopo. Per me il mio voto è 5 al primo episodio, 7,5 al secondo.

     
  7. Firpo scrive:

    Personalmente mi hanno abbastanza deluso entrambi.
    Mi è sembrato fossero un riallacciamento ai discorsi fatti nella prima stagione del genere “dove eravamo rimasti”, magari necessari ma poco avvincenti.

     

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