The Americans – 4×08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty Disappears 13


The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsChe The Americans metta in scena momenti iconici degli anni ’80 non è certo una novità – e anzi, la ricostruzione di quel mondo così vicino eppure così lontano da noi è a tutti gli effetti uno dei punti di forza della serie; ma mai come in questo episodio un evento è stato così carico di significato per tutti i personaggi coinvolti. 

Al di là degli evidenti richiami al tema della libertà, esposto nel discorso di Copperfield, a caratterizzare la puntata è il concetto stesso di illusione e di ambiguità di ciò che vediamo. Nell’episodio, che vede per la prima volta alla regia proprio Matthew Rhys, non sono pochi i momenti in cui ci si ritrova ad osservare e ad ascoltare con cautela le scene, nel timore che qualcosa di mostruoso stia per succedere – che sia l’aereo di Martha, inquadrato per un tempo incredibilmente angosciante, pronto ad esplodere o un esito più drammatico del confronto tra Elizabeth e Paige, accentuato da un primissimo piano di una superba Keri Russell. Non ci sono vere certezze, tutto si fa più introspettivo del solito; e ad aprire l’episodio ad ora migliore della stagione non possiamo che trovare Martha, la persona che forse più di tutte si è illusa e che più di tutte ora è sveglia.

Don’t be alone, Clark.

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsMartha non è una donna “semplice”, come la definirà Elizabeth in un tentativo molto educato di riconfinarla nel suo ruolo; è una persona complessa, su cui nessuno – nemmeno noi – avrebbe scommesso qualcosa, e che invece piano piano è riuscita a portare a termine missioni ad altissimo rischio, ma soprattutto a mantenere una dignità innegabile nonostante sia stata raggirata, usata e sfruttata in ogni modo. La sua parabola, vista in modo superficiale, potrebbe sembrare quella di una credulona innamorata, disposta a qualunque cosa pur di avere un uomo al suo fianco e pertanto portata anche alla fine a fare “quello che le viene detto”; ma è invece nella sua evoluzione, come personaggio fondamentale in questa serie, che si trova la chiave per capire questa sua presa d’atto, così forte e coraggiosa e così in character.

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsL’episodio ci regala un’introduzione tra le migliori dello show, dove per lunghi minuti non si sente nemmeno una parola e tutto è affidato alle incredibili capacità di Alison Wright: la sua Martha, una volta superato il panico, accetta il suo destino per avere salva la vita ma soprattutto perché non può in alcun modo tradire Philip; perché nonostante le bugie, un legame tra di loro c’è stato sul serio, e lo sa lei tanto quanto lui.
Andando oltre la paura, rimane la nostalgia di un tempo non ancora perduto ma destinato ad esserlo; il dolore per le cose che si stanno lasciando, quelle che – esattamente come la libertà menzionata da Copperfield – diamo per scontate fino a quando non ce le portano via; ciò che rimane, insomma, è la consapevolezza che non c’è altra scelta, e la determinazione nell’accettare subito quel destino. C’è tutto questo nel montaggio iniziale, che indaga da diversi punti di vista (prima stando vicinissimo al viso, poi a distanza, poi addirittura in una semisoggettiva della sua visione dell’aereo) l’interiorità per nulla semplice di Martha; in quei minuti c’è tutta la rapsodia interiore di una donna che si fa forza per affrontare la giornata più difficile della sua vita, ma che lo fa con una consapevolezza che gli altri personaggi possono solo sognarsi.
Ed è la sua determinazione a renderla il personaggio più forte della coppia, in cui è lei a voler assicurarsi per prima che lui non rimanga solo, e non il contrario: Martha ne esce insomma come una donna nuova, rinata per assurdo grazie alla più grande illusione che sia mai stata creata nella sua vita.

You can control what you do.

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsNello scorso episodio Elizabeth si era lasciata andare – e non certo per la prima volta – ad una vulnerabilità importante come quella della paura di perdere l’amore di Philip: la sua testa, che è programmata per pensare come un’agente operativa, è obbligata a dire che sì, potrebbe succedere, perché in fondo loro sono nati come coppia organizzata da qualcun altro; ma quello che Elizabeth cerca ad ogni costo di ignorare è che esiste un’interiorità che semplicemente non può essere messa da parte quando più conviene. All’urlo di dolore di Paige, che ammette l’umana realtà del non saper controllare le proprie emozioni, Elizabeth risponde che allora bisogna controllare le proprie azioni, perché a lei è sempre stato insegnato così; mentre Philip sta ormai da tempo scendendo a patti con la devastazione emotiva e psicologica provocata da questa vita e si fa aiutare se non altro con una terapia di gruppo, lei non può pensare di essere soggetta a questo problema.
In quest’ottica era prevedibile quindi che la partenza di Martha la riportasse in una posizione a lei più naturale, quella dell’agente che rappresenta la parte forte della coppia e il polso duro della famiglia. L’illusione di poter richiudere il vaso di Pandora è la più grande ingenuità di Elizabeth, paragonabile solo a quella di un bambino che crede davvero che una statua di più di 90 metri possa sparire nel nulla; perché l’inconscio è un macigno, forse più pesante della stessa Statua della Libertà, e credere di poter farlo sparire senza conseguenze è davvero la più grande illusione di tutte.

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsSono Philip e Paige le uniche persone in grado di far saltare quella copertura, e non è un caso se in questa puntata la donna si scontra con entrambi – persone molto più in contatto con i loro sentimenti di quanto lei riesca ad essere. Tra una sigaretta quasi di nascosto e un cinema con un’amica di cui sente il bisogno ma a cui non potrà mai dire chi lei sia veramente, Elizabeth si illude di avere la situazione sotto controllo, e la regia di Rhys è abile a segnalare come ogni volta che sono nella stanza e una distanza fisica li separa – il divano, il tavolo – lo scontro con Philip sia solo rimandato.
Le cose esplodono quando non c’è più nulla a separarli; quando lei decide, volontariamente e forse proprio in cerca di quello scontro, di ferire il marito non solo attaccando l’unica cosa che lo sta aiutando, ma facendolo anche nel modo più subdolo che conosca – definendo EST come una cosa “molto americana” e quindi imputando a Philip non solo di essere vulnerabile, ma anche di essere illuso dalla cultura a stelle e strisce, e quindi un debole. Sicuramente più debole di lei, che ha sopportato tutto, da Gregory al figlio di Philip, senza aver bisogno di nessuno.

How long can we stay free? For just as long as we keep thinking and speaking and acting as free human beings […]

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsÈ proprio per questo che la puntata, tra un riferimento e l’altro, riporta in gioco moltissimi nomi del passato – Irina, il figlio, Kimmy, Gregory, Lisa; non solo come contraltare con il flashforward di fine episodio, ma soprattutto come modo per ridare una visione d’insieme della vita d’inferno che conducono ormai da anni gli agenti Mikhail e Nadežda e per far capire che era solo questione di tempo prima che accadesse tutto questo.
Non è in grado di capirlo Gabriel, che sottovaluta le difficoltà insite in quel genere di vita, fatto di continue e costanti perdite di sé; lo inquadra meglio Claudia, che in maniera sintetica ma estremamente azzeccata dà la colpa di tutto “al mondo” in cui si ritrovano a vivere. Ma, comprensione o meno, Gabriel non può che prendere atto del disfacimento della situazione quando Elizabeth perde il controllo e uccide Lisa d’impulso; e ci ricorda, perché tendiamo a dimenticarlo, che i Jennings sono agenti come gli altri, e che se diventano un pericolo per se stessi o per la Causa devono essere tirati fuori – esattamente come nel caso di Martha.
La proposta di allentare la presa viene accettata subito da entrambi, probabilmente un minuto prima della catastrofe, ed è una scelta non solo adeguata per i personaggi ma anche per la storia, che era ormai giunta a un punto di tensione troppo alto per poter andare avanti: saggiamente, Weisberg e Fields staccano la spina prima che la questione collassi su se stessa, e, non limitandosi a questo, fanno la cosa più inaspettata che The Americans potesse fare.

[…] Our ancestors couldn’t. We can.
And our children will.

The Americans - 4x08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty DisappearsUno stacco di sette mesi era tanto imprevedibile quanto necessario, soprattutto per mostrare le conseguenze a lungo termine di quello che era accaduto con l’affair Martha. Ci sono aspetti positivi, certamente, e la partita ad hockey – che richiama il desiderio a lungo sopito di Philip – ne è un segnale; ma le cose non stanno così per tutti. Il passaggio dalla vera Statua della Libertà a quella riprodotta al minigolf, poco dopo le parole di Copperfield che ci ricordano come solo rimanendo umani saremo liberi noi e i nostri figli, non elimina il problema, ma si limita a trasferirlo: è Paige ora a dover illudersi di vivere una vita normale, quando invece non è altro che una spia al servizio dei suoi genitori, un’agente che come tale viene trattata.
L’apparente stacco dal racconto è stato di certo necessario, per disegnare archi narrativi lievemente diversi e per togliere la pentola a pressione dal fuoco prima che potesse fare troppi danni; ma la direzione in cui si va è solo quella di un altro fuoco, in cui sia Paige che Stan – alle prese con il problema di Oleg e l’ormai accertato allontanamento di Gad – si preparano a diventare le prossime potenziali vittime di questa guerra fredda, sempre più personale (come ci ricorda lo stesso Gad) e sempre meno politica.

“The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty Disappears” non è solo l’episodio più importante della stagione, ma è di sicuro uno dei più rappresentativi della serie stessa perché costituisce un momento cardine: ci sarà un prima e un dopo questa puntata, che fa da vero spartiacque di un racconto mai come ora così ricco di cose da raccontare. È impossibile non applaudire davanti alle interpretazioni dei protagonisti e soprattutto di una Keri Russell eccezionale, esaltata dall’occhio dietro la camera che, oltre ad essere quello del suo compagno nella vita, è soprattutto quello dell’attore che insieme a lei sa meglio di chiunque altro cosa voglia dire interpretare due personaggi così complessi come Elizabeth e Philip Jennings.

Voto: 9

Nota:
È di pochi giorni fa l’intervista di The Guardian ai figli di Donald Heathfield e Tracey Foley, i due agenti russi alla cui storia è ispirata The Americans. Chi volesse leggere l’articolo può trovarlo qui.

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Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.


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13 commenti su “The Americans – 4×08 The Magic of David Copperfield V: The Statue of Liberty Disappears

  • Gaia

    “È impossibile non applaudire davanti alle interpretazioni dei protagonisti e soprattutto di una Keri Russell eccezionale, esaltata dall’occhio dietro la camera che, oltre ad essere quello del suo compagno nella vita, è soprattutto quello dell’attore che insieme a lei sa meglio di chiunque altro cosa voglia dire interpretare due personaggi così complessi come Elizabeth e Philip Jennings.”

    La frase che racchiude tutto ciò che questo episodio rappresenta per la stagione e, vorrei sbilanciarmi, per l’intera serie.
    L’aumentare quasi violento della tensione e il suo inaspettato quanto repentino calo (francamente io quel “calo” l’ho vissuto con molta tensione!!!!) non fa altro che sfumare ancora di più i contorni di quei personaggi che, secondo il mio parere, sono sicuramente tra i meglio scritti, delineati ed interpretati del panorama televisivo.
    Complimenti come sempre per la recensione, ogni settimana non vedo l’ora di leggervi 🙂

     
    • Federica Barbera L'autore dell'articolo

      Grazie Gaia! Esatto, è proprio per questo che dico che giunti a questo punto i personaggi e la storia hanno ancora molto da raccontare; perché non sono mai personaggi chiusi e conclusi, ma continuamente mutati, sfumati appunto, e la situazione può di conseguenza assumere contorni sempre nuovi e interessanti.
      Sono curiosissima di vedere il prossimo episodio!

       
  • jacob

    finalmente è tornata killer-Elisabeth.
    che poi ci vuole sempre una bella uccisione in quella famiglia per far tornare una pace apparente. e poi… Hockey! con il figlio che è presente/assente a seconda delle esigenze di trama. mica perchè vive li.
    e poi questi affannati agenti dell’FBI che … camminano affannati per il corridoio, mica in cerca di testimoni e indizi per strada.
    si, sono molto corrosivo. The americans generava le mie più alte aspettative, adesso mi fa girare.
    confido in Paige.
    (ma Stan non era il grande agente rimasto sotto copertura per anni che adesso sta dietro una scrivania, va a gruppi di supporto, e… passeggia?)

     
  • Anna

    Ancora non ho capito chi critica questa serie, cosa si aspetta da questa serie. Credibilità? C’è. Grandi interpretazioni? Ci sono. Suspence? C’è n’è parecchia direi. Ricostruzione storica? A fiumi.
    Segnalo poi che tutto il casino di Martha è accaduto proprio a seguito di un l’intuizione di Stan che conferma di avere un grandissimo fiuto ma Poca fortuna perché è arrivato poco dopo Elizabeth al parco dove Martha si era rifugiata. Stan ha proprio quelle tipiche intuizioni di chi ha lavorato per anni sotto copertura. È’ credibile anche la parte più burocratica che c’è dietro l’FBI e quindi la pochezza di mezzi a volte a disposizione.
    Ripeto, non comprendo le critiche, questa è una grande serie. Io quando una serie non mi piace, semplicemente smetto di guardarla.

     
    • jacob

      c’hai ragione.
      smetterò di criticare, così resterete tutti quanti felici e contenti, cullati dal non-confronto.
      solo una postilla: credibilità? questi hanno dietro di loro una scia di cadaveri che manco Charles Manson e ancora parliamo di credibilità?
      non dico dal punto di vista delle indagini di polizia, ma proprio della sanità mentale. non mi stancherò mai: uccidiamo la mattina, al pomeriggio compiti con i figli, la notte portiamo avanti lo spionaggio. semplicemente, non sta in piedi. anzi, è molto-molto americano tutto ciò. nel senso peggiore del termine. jason bourne e ethan hunt fanno un baffo.
      buon sito a tutti.

       
      • Federica Barbera L'autore dell'articolo

        Mah, molto-molto americano non direi. Viviamo nel paese dei camorristi che vanno in chiesa la domenica e che vedono i figli come piezz’e core, quindi mi chiedo cosa debba davvero stare in piedi di tutto questo. Le persone non sono monolitiche e immaginarle come tali non ha a mio avviso alcun senso.

        Ad ogni modo, ci sarebbe molto da riflettere su questa pretesa di credibilità e realismo con le serie tv. Certo che debba esserci un minimo di credibilità, e non a caso questa storia non nasce dal nulla ma da una storia vera, seppur ambientata in tempi diversi.
        È possibile che questi omicidi siano troppi? Beh, diciamo che io non ho la presunzione di sapere ogni cosa perché non sono una spia e non ho mai fatto parte di questo mondo, ma diciamo che una spia normale nei tempi della guerra fredda ammazzasse molte meno persone: e quindi? Questa è una serie tv, e in quanto tale deve rispondere, oltre che ad un certo realismo, a delle esigenze drammatiche e drammaturgiche che a loro volta rispondono ad altre regole. Certo che è legittimo chiedere della credibilità; lo è di meno se confondiamo questo criterio fino ad arrivare a pretendere il reality. Questa è finzione e come tale va trattata.
        Poi è chiaro che possa piacere o meno, e il grado di tolleranza che posso avere io relativamente a “ciò che è credibile” non è necessariamente quello degli altri. Dico solo che l’assolutismo del dire “questa cosa non può succedere” io mi limiterei ad averlo sulle cose che conosco, e ripeto, non sono mai stata una spia (come se potessi dirvelo in caso contrario, ahah) quindi che sia credibile uccidere 10 persone o 150 non è tra le mie conoscenze.

        Tutti sono ovviamente liberi di vedere qualunque serie e di commentarla, soprattutto su questo sito dove, tolti i limiti della maleducazione e della mancanza di rispetto, si può dire davvero di tutto. Credo che il dubbio su “ma che la guardi a fare?” nasca quando si vanno a criticare le fondamenta di una serie, come se guardassi 24 e mi lamentassi della struttura in real time (o dicessi che non è credibile perché Jack Bauer non fa mai la pipì). Eh, lì la domanda viene, ecco XD però ovviamente poi ognuno è libero grazie al cielo di fare ciò che più gli piace. 😉

         
  • Anna

    Postilla: la scena tra Elizabeth e Paige, semplicemente magistrale. Una mamma/ superiore che rimprovera come solo una mamma ma anche spietato agente del KGB saprebbe fare.

     
  • Silvia

    Anche io concordo: una recensione meravigliosa (come quasi tutte quelle su Seriangolo, aggiungo: complimenti davvero!) per una puntata capolavoro! Questa serie è eccellente e in particolare questa stagione ha ripreso un altissimo livello a mio parere! Attori al top, non saprei chi meglio degli altri.

     
    • Federica Barbera L'autore dell'articolo

      Grazie mille, Silvia! Sì, le interpretazioni sono il fiore all’occhiello di questa serie, e ci tengo a ricordare l’ottimo lavoro di Alison Wright per Martha. Spero prima o poi di rivederla.. Chissà!

       
  • Stefano

    Complimenti per la recensione, davvero! Una delle recensioni più belle che abbia mai letto, per un episodio altrettanto importante.