The Americans – 4×09 The Day After

The Americans – 4x09 The Day AfterLo scorso episodio ha rappresentato una cesura nella vita privata e professionale dei coniugi Jennings, ponendosi a spartiacque della stagione e forse dell’intera serie; questo “The Day After” ci mostra l’inevitabile ripresa di un’incombenza che torna a farsi presente e pressante. Tuttavia, la sottile angoscia con cui si muovono i nostri agenti lascia chiaramente trasparire che qualcosa è cambiato.

“The Day After” riprende la narrazione dopo uno iato temporale di sette mesi, in cui i Jennings hanno staccato la spina e vissuto una vita più o meno normale. Ma la pausa è finita, occorre riprendere le redini della missione. Il peso degli ultimi eventi ha lasciato un solco profondo nelle anime dei nostri protagonisti, che adesso si ritrovano proiettati nuovamente nell’orda della guerra fredda come disorientati da una visione più consapevole della portata tragica e distruttiva che possono avere le loro azioni. Questa latente sensazione di disagio si accresce nella visione di The Day After, quel film che sconvolse l’opinione pubblica americana, scatenando tanto clamore quanto timore. Era il 20 novembre del 1983 quando più di cento milioni di spettatori si sintonizzarono sui canali dell’ABC per la visione di un film che mostrava senza mezzi termini le possibili conseguenze di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Lo scenario ipotizzato dal film – che si avvale dell’utilizzo di effetti speciali all’avanguardia per l’epoca – concretizza le paure di un popolo per una guerra che si muove silenziosa tra le varie stanze del potere, mietendo vittime che spesso non sono neanche riconosciute come tali.
Sia da un fronte che dall’altro la corda della lotta è ben serrata, ma come si può rimanere indifferenti al cospetto di immagini che propongono una così devastante carneficina?

The Americans – 4x09 The Day AfterL’intero episodio si snoda infatti su quei sensi di colpa latenti che sconvolgono l’ineluttabile ritorno sul campo delle due spie. La ripresa avviene in maniera graduale affrontando problemi che, rispetto a quelli appena trascorsi, non sembrano poi così difficili da risolvere, ma, come abbiamo già sottolineato, qualcosa è cambiato. La missione ‘Don’, la tristezza soffusa di Paige, che diventa terrore dopo la visione di The Day After, i dubbi di Pastor Tim, l’indecisione di William sono infatti tutti avvenimenti di routine che s’inseriscono nello sviluppo del tema predominante dello show: l’intreccio tra le conseguenze che la guerra ha sul mondo e quelle che ha invece sul microcosmo della famiglia Jennings. Tuttavia, adesso, alla luce degli ultimi eventi, la classica routine ci appare come imprigionata in un meccanismo che non riesce più a muoversi con la stessa fluidità di un tempo: Philip riflette a fondo sui dubbi di William e ha bisogno dell’intervento della moglie per riportare l’agente sui ‘giusti’ binari, Elizabeth tentenna nell’espletamento della sua missione a causa del forte affetto che la lega a Young-Hee. A ciò si aggiungono brevi e fulminee considerazioni sull’andamento della guerra secondo il punto di vista di entrambi gli schieramenti: da un lato le preoccupazioni di Oleg sullo stato di arretratezza delle strutture tecnologiche dell’Unione Sovietica e dall’altro il disorientamento di Stan sul cambio della guardia a guida dell’FBI, ai suoi occhi sempre più legato a un’immagine da esibire più che a un obiettivo da raggiungere.
“The Day After” è un episodio di ricognizione che incrocia le riflessioni generali sulle reali conseguenze che ha avuto (e che potrebbe avere) la guerra a quelle particolari che scuotono quegli agenti che, ogni giorno, lavorano per essere pronti a fronteggiare una catastrofe, vivendo sulla loro pelle il peso di una domanda incessante: è davvero necessario tutto ciò?

We can’t just sit in our comfortable house and pretend. This is why we’re here.

The Americans – 4x09 The Day AfterPer quanto Elizabeth resti ancorata lucidamente alla causa che è stata chiamata a combattere, qualcosa si è spezzato anche in lei. Il travaglio personale e professionale appena trascorso, la sensazione di ‘calma’ assaporata in questi sette mesi e il confronto con lo scenario catastrofico mostrato da The Day After entrano in collisione creando una sorta di contrasto interiore che la disorienta. In seguito alla visione del film, la donna si ritrova in preda a una sottile inquietudine che Philip cerca di utilizzare per sostenere la scelta di William di non fare rapporto al Centro. Ma di fronte all’incertezza di Philip, Elizabeth riafferra la bussola, ritrovando il filo della sua devozione nel dovere di proteggere il suo popolo da coloro che hanno avuto il coraggio di sganciare, due volte, la bomba atomica. La rappresentazione di questa lieve agitazione avviene tutta in sottrazione, mostrandoci una donna in preda a lotta interna tra pensieri discordanti a cui si oppone con una furia dialettica che funge da imperativo all’azione. Ma cosa è successo in questi mesi di stop? Cosa è accaduto davvero durante una delle più difficili crisi vissute dai due agenti?

«You don’t want to do it to her. They’ll find another way in»
«I don’t know that there is another way in. I’ll be okay».

The Americans – 4x09 The Day AfterTutta la questione di Martha è stata gestita da Philip con un coinvolgimento emotivo che ha scombussolato il già travagliato animo di un agente più volte in preda a dubbi e ripensamenti. Elizabeth gli è stata accanto con una forza e una determinazione che ci mostra l’apice raggiunto da quel sentimento che lega le due spie, un amore vero, intenso, che si accresce nella condivisione di uno status reale che l’una può condividere solo con l’altro. Ma negli ultimi mesi è successo qualcosa che ha amplificato ancora di più tale rapporto: il dolore di Philip è diventato così forte e tangibile che Elizabeth è riuscita a toccarlo con mano, a sentirlo scorrere sulla propria pelle, fino a comprenderne davvero la portata e a ritrovarne la matrice anche dentro se stessa. Sette mesi di pseudo normalità, sette mesi in cui Elizabeth è stata accanto al suo uomo, sette mesi in cui, deposta la maschera della spia, alla libertà di essere madre e moglie si affianca la naturalezza della profonda amicizia con Young-Hee.
Per quanto sappia benissimo che il suo ruolo più importante sia quello di tenere salda la devozione di Philip alla causa, lenendo le sue ferite e ricordandogli in ogni momento il loro vero scopo – come fa anche in questo episodio gestendo la crisi di William – in seguito agli ultimi eventi e vivendo in uno spazio-tempo avulso da tutto, Elizabeth si è lasciata sedurre dai dubbi del marito, senza però riuscire a cedervi completamente, anche quando Philip – che vede questo turbamento forse più chiaramente di quanto lei stessa riesca a percepire davvero – le consiglia quasi esplicitamente di farlo.

I’m gonna miss her.

The Americans – 4x09 The Day AfterSiamo abituati a vedere Elizabeth compiere gesti orribili con lucida freddezza, senza tentennamenti o considerevoli rimpianti, che in confronto ciò che fa a Don sembra una banalità. Ma tutta la missione è invece svolta con un senso di colpa e costrizione che non era mai stato così evidente in lei; è come se, per la prima volta, Elizabeth riuscisse a guardare le sue azioni dall’esterno trovandole ripugnanti. La sua mente è appesa a un filo collegato direttamente a un cuore che ha ripreso a pulsare in un modo che non dovrebbe. La resa di tale condizione è tutta affidata alla straordinaria bravura di Keri Russell che ci consegna, ancora una volta, un’interpretazione capace di restituirci con efficace pregnanza la complessità di un personaggio tanto criptico quanto affascinante.

“The Day After”, con la sua struttura apparentemente pacata, è un episodio che pare inaugurare una nuova fase, della guerra come del racconto, in cui gli equilibri ci appaiono scardinati da un intrecciarsi di sentimenti personali e preoccupazioni generali sul procedere di un conflitto che, nel suo presentarsi come in procinto di scoppiare, crea quello stato di terrore che rende l’attesa di una catastrofe ancora più spaventosa del verificarsi della catastrofe stessa.

Voto: 8

 

5 Risposte

  1. peter scrive:

    Da ammiratore praticamente senza riserve di The Americans trovo nelle ultime puntate un senso di stanchezza (ripetitività delle situazioni, impasse dei personaggi, imprecisione di alcune soluzioni) che purtroppo non lascia presagire niente di buono. In particolare in quest’ultima puntata:
    – mi sembra esagerata la reazione alla visione di un film come “The Day After”; la sua programmazione era stata decisa per impressionare e condizionare col terrore l’opinione pubblica, in funzione di certe scelte politiche governative, ma figurarsi quale reazione poteva avere su agenti scafati e preparati (ideologicamente e psicologicamente) come Philip ed Elizabeth. Le loro azioni, la loro fedeltà alla causa riguardano soprattutto l’ideologia e la lotta di classe, non la paura;
    – sette mesi di pausa sono troppi non per le dinamiche di coppia Elizabet/Philip, ma per certe storie lasciate inspiegabilmente sospese: ad esempio che ha fatto Padre Tim in tutto questo tempo, possibile che solo dopo sette mesi, alla vigilia della partenza per l’Africa sente il dovere di chiarire “qualcosa” con Paige e i genitori?; e William, entra in crisi solo dopo sette mesi?
    – tutta la situazione dei figli è portata troppo per le lunghe (e comunque pare poco risolta)
    – ecc.

    Insomma, ben argomentata la recensione ma secondo me troppo generosa. Basterebbe un 6, di fiducia.

     
    • Francesca Gennuso scrive:

      Ciao Peter, secondo me, invece, gli ultimi episodi hanno sancito una crescita della stagione costruendo un crescendo emotivo, che ha trovato l’apice nell’ottavo, e creando un punto di rottura da cui questa puntata cerca di ripartire. La ripetitività delle situazioni, a mio parere, tende a sottolineare la diversità dell’approccio con cui tali situazioni vengono affrontate, rispecchiando il cambiamento interno a cui stanno andando incontro i due agenti, chi più esplicitamente come Philip, chi molto meno consapevolmente come Elizabeth. Come detto nella recensione, ciò che Elizabeth si trova a dover fare con Don è davvero una banalità in confronto ai gesti compiuti in passato, eppure adesso è più difficile, perché in lei si è rotto qualcosa: quel fluire di sentimenti verso il prossimo, da anni addestrato a restare chiuso in uno spazio remoto del proprio cuore, adesso comincia a prendere spazio. Il bello di questo episodio, secondo me, sta proprio nel fatto che tutto ciò non viene raccontato ma mostrato direttamente sulla pelle dei due protagonisti. La devozione alla causa è rimasta intatta, soprattutto in Elizabeth che, per quanto il film l’abbia potuta sconvolgere, non si ferma. Il suo disorientamento nei confronti del film, così come quello di Philip, è del tutto naturale, ma non è certo decisivo: Philip non cede ai dubbi di William così come Elizabeth non cede ai dubbi del marito. Anzi seguendo le suggestioni della particolare costruzione scenica sembrerebbe che, per quanto riguarda Elizabeth, la visione di “The Day After” crei una situazione di disagio, non certo di paura, unita alla preoccupazione per ciò che tale visione potrebbe fare (e rischia di fare) nelle percezioni della figlia e soprattutto del marito (tra gli screenshot che ho messo nella recensione ce n’è uno in cui Elizabeth distoglie gli occhi dallo schermo per osservare Philip, come se avesse timore per ciò che quella visione possa indurre nel marito).

       
  2. Anna scrive:

    Scusate io non ho compreso la Missione di Elizabeth con Don e moglie, in casa non ha trovato nulla e ora con questo escamotage vuole allontanarli del tutto o trovare un’arma di ricatto? Ma Per cosa? Mi sono persa dei pezzi anche se tutta la Parte della messa in scena e relativo sottofondo musicale l’ho adorata.

     
    • Ciao Anna! Tranquilla, non ti sei persa niente di esplicito. Fino ad ora lo spettatore non aveva idea di quale fosse il ruolo di Young-Hee e di suo marito nella missione dei Jennings, lo scopriamo (e soltanto in parte) quando viene fatto un collegamento tra la richiesta di William di accedere al livello 4 e l’operazione di Elizabeth. Probabilmente Don lavora come ricercatore nel laboratorio, anche se non lo sappiamo con certezza. Quello che sappiamo è che c’è un collegamento, perché è a seguito della sollecitazione di William che Elizabeth inizia a darsi una mossa per ottenere informazioni dalla coppia.

       
  3. Anna scrive:

    Grazie Francesca, allora avevo capito le stesse cose, non ci sono elementi in più che mi erano sfuggiti, staremo a vedere a questo punto!

     

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