Penny Dreadful – 3×04/05 A Blade of Grass & This World is Our Hell


Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellPenny Dreadful prosegue l’avanzata all’interno della sua terza annata senza tradire le aspettative, ma anzi portando ad un nuovo livello la propria scrittura grazie ad una immancabile ed impeccabile Eva Green, anche se non si riescono a superare una serie di difficoltà.

L’evoluzione di Penny Dreadful è esemplare: nata come serie (quasi) estiva di intrattenimento, è riuscita nel corso dei suoi episodi a scrollarsi di dosso la sensazione di una serie riempitiva formando intorno a sé uno zoccolo duro di tematiche e di estetica ampiamente caratteristiche del racconto di John Logan. Se infatti l’aspetto così peculiare delle immagini ha rappresentato, almeno inizialmente, la vera forza attrattiva, questo è stato il viatico ad una scrittura autoriale che ha iniziato a scandagliare l’animo umano nel suo rapporto con i lati più oscuri della sua stessa natura. Con l’abile sfruttamento di alcuni dei topoi più caratteristici della letteratura dell’orrore, tra i quali quei penny dreadful da cui il titolo, si è rapidamente ampliato lo sguardo della serie e si è costruito un percorso nuovo ed estremamente originale.

Questa scelta narrativa implica necessariamente un rallentamento del proprio ritmo, che ha visto talvolta il racconto mostrarsi più incerto perché non sempre le varie storyline sono state dotate della medesima forza (l’assenza di Vanessa nel quinto episodio, ad esempio, si sente); altre volte, invece, gli autori hanno creato dei veri e propri gioielli in grado di catturare la totale attenzione dello spettatore in movimenti e storie dalla drammaturgia teatrale, che fa leva sulla forza delle ottime interpretazioni dell’intero cast, facendo perdonare anche qualche debolezza nei dialoghi.

Ciò che ne esce fuori è ben evidente in questi quarto e quinto episodio della terza annata che, per tematiche, modalità ed esiti si trovano su due posizioni differenti: “A Blade of Grass” è un episodio superbo che vede un’unica e grande protagonista, quella Eva Green a cui si deve buona parte del successo di questa serie; “This World is Our Hell” porta invece avanti quasi tutte le altre storyline, riuscendo a convincere però solo in parte.

3×04 “A Blade of Glass”

Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellOgni stagione a partire dalla prima ha sempre posto un episodio quasi interamente nelle mani di Eva Green e del suo personaggio; se nel primo anno abbiamo avuto il bellissimo “Closer than sisters” e nel secondo “Nightcomers”, in questa terza annata si sfrutta il collegamento offerto dal recente ingresso della psicanalisi e dell’ipnosi per tornare indietro in una parte a noi non ancora nota del passato di Vanessa. L’intera puntata risulta essere una straordinaria pièce teatrale con solo tre attori in scena. Con lo sguardo rivolto a capire che cosa è accaduto a Vanessa e al suo primo incontro con Dracula, John Logan ci porta per mano su un sentiero dalla straordinaria potenza attoriale, con una Eva Green sempre più a suo agio nei complessi panni di Vanessa; e, con l’eccezione delle brevi ma riuscite incursioni di Patti LuPone e della sua Seward, per il resto si tratta di un intensissimo duetto tra Eva Green e Rory Kinnear.

Ne nascerà una danza lenta ma emozionante, che possiamo ripartire in due grosse aree: la prima, che vede nell’incontro tra Vanessa e John Clare una rappresentazione perfetta di un sodalizio umano, e la seconda, più attinente alla trama principale, con lo svelamento del rapporto tra Dracula e Satana, le loro posizioni e i loro interessamenti nei confronti di Vanessa stessa. Questi due grossi filoni concorrono nel dar vita all’episodio più intenso della stagione, in cui l’estetica – che pur ritorna nelle ombre – lascia il posto agli attori e alla scrittura dei dialoghi.

Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellDue parti, dunque, con una prima particolarmente riuscita grazie alla splendida alchimia tra la Green e Kinnear, di cui avevamo avuto qualche assaggio lo scorso anno. Qui l’incontro è particolarmente riuscito per la follia in cui Vanessa sta discendendo e la delicatezza di John Clare, l’unico animo gentile in quel luogo di terrore e violenza mentale. Il lento crescere delle attenzioni dell’uno e il sospettoso sperare dell’altra riescono a mostrare la potenza dei due personaggi, la loro estrema umanità: nonostante solo uno dei due sia “pazzo”, vediamo entrambi solo ed esclusivamente nell’asettica stanza del manicomio, entrambi pazienti ed entrambi vittime di un sistema che pare essere loro avverso. Anche quando sembra formarsi un interesse umano più profondo e romantico, ben chiaro ci appare quanto non sia il sesso o l’amore a legarli, bensì la necessità da parte dei due di entrare in un più intimo contatto con l’altra persona.

Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellPoi qualcosa cambia e la storia torna a farla da padrona: anche se a piccoli passi finalmente Vanessa viene messa di fronte all’idea d’aver già conosciuto Dracula, di aver riposto altrove quel ricordo spaventoso in cui è stata quasi presa dai due fratelli oscuri, desiderosi di una parte di lei – chi dell’anima, chi del corpo. Kinnear si ritrova a dover interpretare entrambi i fratelli (portando quindi a tre i suoi differenti personaggi) e lo fa con una bravura che lascia avvinti. A partire dal tono di voce e passando per la sola postura fisica la trasformazione di Kinnear è perfetta ed il suo volto giudicato “anonimo” dalla stessa Vanessa diventa malleabile ed adeguato per ciascuna delle interpretazioni che va portando avanti. Non certo meno talentuosa è Eva Green, che continua a confermarsi una delle attrici più sottovalutate della nostra generazione, per una capacità d’immersione nelle pieghe del personaggio straordinaria. Sullo schermo la sua interpretazione riesce a trasmettere ogni singolo attimo della caduta nell’abisso della disperazione, così come si è fatta estremamente reale la sensazione di accerchiamento che deve provare Vanessa nel realizzare d’essere bramata dalle due forze più oscure al mondo.

Episodio dunque quasi perfetto, che si concentra soltanto su un aspetto e lo fa in modo brillante: quando John Logan si impegna in prima persona nella scrittura della puntata – e vedremo che nella prossima non accadrà – possiamo essere certi di ritrovarci di fronte ad un episodio superbo, che riesce ad equilibrare la necessità di portare avanti la trama con la giusta analisi dei personaggi. Penny Dreadful dunque costruisce con abilità un episodio che porta con sé tutti i pregi della serie e rende sempre più interessante il racconto che ha deciso di impostare per questa stagione.

Voto: 9

3×05 “This World is Our Hell”

Di ben diverso tenore è questo episodio, invece, che mette da parte Vanessa Ives e la storia principale per concentrarsi sugli altri due filoni narrativi: l’America di Malcolm e soprattutto di Ethan, e gli esperimenti di Jeckyll e Frankenstein.

Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellContinua, infatti, il viaggio di Ethan il quale finalmente riesce a raggiungere la casa del padre. L’incontro con questo personaggio tanto temuto e chiacchierato è perfettamente riuscito grazie all’alone di carisma trasmesso da Brian Cox che in pochi attimi riesce a non deludere le aspettative montate con il tempo. Nessuna creatura sovrannaturale, nessun essere demoniaco: ciò che Ethan si ritrova davanti è un padre-padrone che ha dovuto assistere, per sua responsabilità, alla violenta e terrificante mattanza della propria famiglia. La scena nella cappella, che va a concludere con un cliffhanger l’episodio stesso, è il momento più riuscito di una puntata che nella sua parte centrale soffre un eccesso di esposizione, una serie concatenata di racconti che non convincono fino in fondo. Perché se c’è un problema di cui questo episodio soffre – e che accomuna entrambe le storyline di Ethan e Frankenstein – è il non essere completamente centrati sul proprio tessuto narrativo. Gli autori portano avanti la storia troppo lentamente ed in compenso non ci forniscono un’analisi dell’animo umano coerente ed appassionante quanto quella espressa nella puntata precedente.

Se è senza dubbio alcuno molto attraente l’idea che Ethan, Lupus Dei, combattuto tra la luce e l’oscurità – alla fine parrebbe scegliere quest’ultima, ma c’è da dubitare che rimarrà così a lungo –, debba venire a patti con il male che ha causato, volontariamente o meno, d’altro canto il suo travaglio interiore non riesce a colpire con forte partecipazione (forse un limite attoriale, o forse è una scrittura meno sicura). Tanto più che Malcolm non ha ancora ritrovato una precisa collocazione nell’economia generale del racconto, fungendo più da personaggio secondario che da vera e propria bussola morale. Più affascinante, invece, la persona di Hecate: la strega, che nella scorsa annata aveva un ruolo ancillare rispetto alla madre, riesce a trovare la giusta collocazione in questo racconto, confermandoci dunque quanto la scelta di mantenerla nella storia sia stata azzeccata e utile.

Penny Dreadful – 3x04/05 A Blade of Grass & This World is Our HellNon troppo dissimile il percorso fatto da Frankenstein che decide di applicare l’elettricità, che è il suo campo di esperienza, al siero creato da Jeckyll per rendere permanente il controllo sul proprio lato oscuro. Che l’aspetto allegorico fosse evidente era ben noto a partire dallo stesso romanzo di Stevenson; qui gli autori al momento sembrano volerci giocare senza però inoltrarsi a piene mani nel racconto. Ecco quindi battute e riferimenti alla sua furia, alla rabbia da tenere sotto controllo (e continua dunque a non essere chiaro se Hyde esista già o meno, anche se c’è da propendere verso la seconda ipotesi); il problema è che questa narrazione è la medesima da cinque episodi con piccoli passi avanti. Da quando è stata formulata l’intenzione di “curare” Lily – personaggio che continua ad essere sfruttato molto male, basti pensare a quanto poco spazio le sia stato dato sinora – questa parte narrativa non sta compiendo effettivi passi avanti, insolitamente ancorata al suolo con cambiamenti minimi e non molto attraenti.

L’episodio, dunque, anche perché messo a diretto rapporto con il precedente, non riesce a convincere appieno: non per l’assenza di Eva Green, che sicuramente fa tantissimo, ma perché le storyline parallele che riguardano gli altri protagonisti hanno difficoltà ad imporsi, spesso troppo dispersivi o rallentati per riuscire davvero a catturare l’attenzione.
Adesso che abbiamo superato la metà della stagione, però, c’è la speranza che si tirino i fili del racconto (che al momento sta soffrendo la dispersione del gruppo di personaggi, come temuto lo scorso anno) e si riprendano anche quelle storyline in affanno per una serie che non merita tali difficoltà.

Voto: 6+

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