Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9

Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9Con questo trittico di episodi Preacher sfrutta il lavoro precedente di costruzione delle atmosfere e dei personaggi per condurli al definitivo punto di rottura; la seconda metà di stagione risulta molto più convincente sotto il profilo narrativo e, a soli quaranta minuti dalla conclusione, riesce nel suo intento di mantenere alta l’attenzione dello spettatore.

In vista del finale di stagione il lavoro di Seth Rogen e Evan Goldberg porta a compimento quel salto di qualità che tutti stavano aspettando. Per chiarirsi, Preacher non è uno show perfetto ed ha impiegato del tempo per acquisire un’identità precisa che non dipendesse dalle dinamiche ereditate dal fumetto; ha però imboccato con decisione un percorso che vede la trama e l’azione protagoniste principali, andando a colmare la lacuna più frequentemente imputatagli.

Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9Il lungo lavoro di costruzione dei personaggi trova il proprio naturale compimento nella scena finale di “He’s gone”: sulla sequenza – e sull’intero episodio – incombe l’assenza di Eugene, il cui perdurante esilio mantiene il focus sulla capacità di Custer di gestire il proprio dono. La tensione durante il pranzo cresce implacabile nutrendosi di segreti ed omissioni, forzando la situazione in un climax gravido di pathos che si concretizza nell’autocombustione di Cassidy.
Il settimo episodio ha come come filo conduttore i legami e la loro ambiguità; l’attenzione prestata al rapporto profondissimo e antico tra Jesse e Tulip (sintetizzato perfettamente dall’ironicamente profetico “Till the end of the world”), alla fraterna amicizia tra due figure agli antipodi come un vampiro ed un predicatore, all’atipica relazione padre-figlio tra i due Custer e ai comportamenti dello sceriffo che ha appena perso un figlio che credeva di odiare, funge da perfetto collante tra i segmenti di azione.

Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9Il perno attorno a cui ruotano i tre episodi è costituito dal delirio di onnipotenza del pastore e dalla successiva presa di coscienza: nei confronti di Eugene sembra attraversare una versione adattata delle fasi di elaborazione del lutto. Ad un iniziale rifiuto in cui è addirittura Cassidy a rappresentare la voce della ragione (interessante come siano proprio il vampiro e Eugene, due personaggi moralmente ambigui, a riportare sulla retta via il predicatore) segue uno stadio caratterizzato da rabbia e depressione che si concretizza nella visione di Eugene e nella difesa della chiesa di fronte all’attacco di Quincannon.
“El Valero” è l’episodio che, finora, ha concesso più spazio al predicatore e Dominic Cooper riesce molto bene nell’intento di mostrare le labili sfumature del personaggio; Custer è asserragliato all’interno della chiesa e si ritrova alle prese con quella parte della propria coscienza – nella persona di Eugene – che lo pone di fronte alle sue piccolezze, all’evidenza della sua trasformazione da pastore-salvatore in marionettista.

Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9L’assedio delle truppe di Quincannon che vanno all’assalto con la divisa da Confederati inneggiando al “Food Court”, le arringhe del loro capo, i familiari placidamente seduti a godersi lo spettacolo sono gli espedienti attraverso cui la follia che permeava il fumetto si riversa sullo schermo. Il pregio di Preacher in questo è riuscire a rendere il tutto naturale; avere insistito così tanto sui toni surreali e sulle atmosfere fa sì che lo spettatore non si senta stranito di fronte ad un così paradossale stravolgimento della realtà.

Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9In “Finish the Song” il rapporto di amicizia tra Jesse e Cassidy supera definitivamente le vicissitudini precedenti. Il predicatore riesce ad andare oltre agli impedimenti che gli pone la propria fede e ad accettare la reale natura dell’amico. Nell’universo di Preacher, in cui nemmeno gli angeli sono restii all’utilizzo della violenza – ed una simile concezione molto terrena dell’aldilà affonda le proprie radici nell’Olimpo greco –, non esistono e non possono esistere personaggi positivi: presto o tardi tutti immergono le mani nel sangue e si rendono protagonisti di azioni esecrabili. Il sindaco Myles non è qualcuno di cui sentiremo la mancanza, tuttavia l’inganno di Emily che, dopo aver interpretato a suo modo una scena di Psycho, decide di offrire un pasto fresco a Cassidy, mostra un’evoluzione del personaggio che sembra arbitraria e poco preparata, ma che, accostata alla scena in cui tenta di mettere in libertà gli animali in cattività, libera in maniera esplosiva la filosofia e lo spirito della serie.

Il personaggio di Tulip è quello a cui viene dato minore rilievo, ma è sufficiente ad individuare un mini arco narrativo che ne testimoni l’evoluzione, il definitivo superamento del punto fermo nella sua esistenza che era stato quel “Till the end of the world”: la donna ha momentaneamente accantonato l’idea di un ritorno di fiamma col predicatore al punto da perseguire in solitaria la propria vendetta (l’argomento che più aveva fatto vacillare Custer).
Preacher – Stagione 1 Episodi 7-9Il viaggio all’inferno di Fiore e DeBlanc (mirabile la sequenza all’agenzia di viaggi e, soprattutto, le loro professioni di “copertura”) riprende un concetto che aveva già espresso la versione posticcia di Eugene (“You du out of Hell with your hands?” “It’s not that far”): l’inferno non è lontano, come dimostra la chiusura dei cold open che si erano susseguiti per l’intera stagione; addirittura la vita stessa dell’uomo, il continuo reiterarsi di episodi spiacevoli può diventarlo.

In vista dell’episodio finale, Preacher dimostra di aver giocato bene le proprie carte; a fronte di sviluppi prossimi facilmente ipotizzabili, i personaggi sono indissolubilmente legati fra loro, rendendo potenzialmente infinite le conseguenze delle singole azioni. In tutto ciò, oltre a preparare in modo ottimo il terreno per le stagioni successive (gli sviluppi del fumetto sono stati a malapena sfiorati), lo show impara dai propri – piccoli – errori riuscendo ad intrattenere e a stupire con facilità. Le battute d’arresto sono assolutamente marginali e sono messe in secondo piano dalle qualità di un prodotto che sembra aver trovato la propria rotta.

Voto 1×07 “He’s gone”: 8
Voto 1×08 “El Valero”: 7,5
Voto 1×09 “Finish the Song”: 8+

 

Davide Dibello

Un oceano di possibilità si stendeva di fronte a me prima che la pigrizia intervenisse mostrandomi le comodità del letto.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *