SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2 2


SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2Questo terzo appuntamento con il SerialFight ci porta nel campo del confronto tra due stagioni di una stessa serie. Fargo è una serie antologica, ovvero uno show che propone una storia diversa a ogni stagione, costruita secondo un intreccio narrativo poggiato su basi completamente nuove, ma che in un modo o in un altro porta avanti un discorso unitario.

Il progetto Fargo prende spunto dall’omonimo film del 1996 che valse ai fratelli Coen – qui produttori esecutivi – la vittoria di due premi Oscar, tra cui Miglior sceneggiatura originale. Le perplessità su un’operazione del genere non erano poche, ma sin dal pilot la serie tv è riuscita ad affermarsi come un prodotto autonomo, pur intessendo con il film rimandi di tipo narrativo, concettuale ed estetico. Paradossalmente, la forza più grande della creatura di Noah Hawley sta non tanto nelle differenze con il film, quanto piuttosto nei punti di contatto tra le due opere: la serie riprende l’essenza dello spirito coeniano per poi riversarla in un prodotto completamente autentico e indipendente che non imita né tradisce quello originale.

Fargo – la serie come il film, la seconda come la prima stagione – si poggia sull’assurdità dei dialoghi, su personaggi dalle mille sfaccettature, su un uso ponderato ed efficace di un disarmante humour nero, sull’analisi della penetrazione del male in realtà e persone insospettabili, sulle scelte che possono portare una brava persona verso il baratro più nero. Queste sono le caratteristiche del Progetto Fargo, che indaga il destino e la fatalità mostrandoci la vita come un contraddittorio mescolarsi di scelte e imprevisti. Arrivati alla seconda stagione il terreno di paragone tra i tre prodotti – film, stagione uno e due – si fa carico di rimandi e interconnessione che, se messi a confronto, gettano una luce nuova sulla grande qualità di una serie che è riuscita nell’ardua impresa di tradurre in termini ‘televisivi’ il linguaggio cinematografico di un’opera autoriale dalla marcata cifra stilistica. Scendendo in profondità nell’analisi della riuscita televisiva del prodotto, questo scontro, che non toccherà minimamente il paragone con il film, verterà sull’analisi delle due stagioni antologiche dello show che, per quanto abbiano molti punti in comune, presentano altrettante differenze: nell’intreccio narrativo, nella caratterizzazione dei personaggi, nell’utilizzo del connubio tra drama e humour nero, nella rappresentazione della lotta tra bene e male.

Il connubio tra dramma e humour nero

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2L’alternanza tra dramma e humour nero è una delle cifre stilistiche del progetto Fargo, una delle pratiche che pongono la serie in diretto rapporto di filiazione con il film e più in generale con l’intera poetica dei fratelli Coen. In entrambe le stagioni la prospettiva dominante con cui ci vengono presentati gli eventi mostra un connubio tra tensione drammatica e sarcasmo che spiazza completamente lo spettatore, il quale si ritrova spesso a sorridere a cospetto di eventi di indicibile atrocità. Nel corso della prima stagione gli elementi grotteschi sono spesso stati associati al personaggio di Bill Oswalt, il neo sceriffo della polizia di Bemidji, che non riesce a guardare alle cose se non attraverso un velo che ne deforma i contorni più macabri. Lo scontro continuo con la scrupolosa Molly Solverson è un capolavoro di ironia tragica: da una parte abbiamo la prospettiva di Bill, che analizza gli eventi escludendone le derive più orribili, e dall’altra la lucida analisi del reale di Molly, che presuppone soluzioni difficili da accettare ma plausibili e logicamente possibili.
Ma colui che più di tutti riesce a farsi portavoce di questo connubio tra humour, sarcasmo e dramma è sicuramente Lorne Malvo, in particolare nel confronto tra se stesso e le sue molteplici incarnazioni: attraverso le crepe che si vengono a creare tra la sua gelida essenza originaria e le figure che è costretto ad incarnare per portare avanti il suo ‘lavoro’, l’elemento grottesco raggiunge picchi di elevata drammaticità, suscitando una sensazione di profondo straniamento.

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2Nella seconda stagione, in virtù di un assetto narrativo più stratificato, questo stilema ha un carattere più circoscritto, legandosi quasi esclusivamente al personaggio di Peggy Blumquist, vera icona di ironia tragica. Sin dal suo esordio nella storia, Peggy mostra subito la sua portata grottesca: investe un uomo, torna a casa lasciandolo sul parabrezza, prepara la cena. Intrappolata in un flusso di pensieri avulso da qualsiasi logica, Peggy diventa l’elemento disturbante della linearità narrativa dell’intero racconto, assommando quasi interamente su di sé – e sul marito – una delle cifre stilistiche più importanti dello show e dell’intero progetto. Grazie anche all’ottima interpretazione di Kirsten Dunst, Peggy Blumquist diviene l’emblema del surreale, della deriva grottesca di un’esistenza distrutta da un caos improvviso e irrefrenabile. Ma ciò che rende il tutto ancora più straniante è che Peggy vive la deriva degli eventi come un’opportunità di autoaffermazione di sé, credendo, fino alla fine, di esser stata messa alla prova per raggiungere una consapevolezza più concreta. Ed è proprio in questa forza esibita con perentorietà che l’elemento grottesco si fonde con una drammaticità intensa e pregnante.

Alla luce di quanto affermato fin qui, appare chiaro come sia difficile, se non impossibile, decretare un vincitore. Il connubio tra humour e dramma è una caratteristica fondante dell’intero progetto Fargo e come tale viene approfondita in entrambe le stagioni con un ottimo risultato; proprio per questo per tale categoria ci sentiamo di decretare un pareggio.

Intreccio narrativo

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2L’assetto narrativo delle due stagioni ha uno sviluppo pressoché simile: l’incombere dell’illogicità del caso che squarcia il normale corso della vita, infrangendo quell’equilibrio che sembrava immobile e certo. Tuttavia, se nella prima annata l’arco temporale è molto più ampio, nella seconda il tutto si consuma nel giro di pochi giorni. Questa leggera differenza fa sì che l’universo narrativo costruito in Fargo season two ci appaia colpito da una irrazionalità ancora più marcata rispetto alla season one. Ciò è anche dovuto a una maggiore stratificazione delle storyline, che s’incastrano l’una sull’altra con una potenza che appare ancora più devastante a causa della repentinità degli eventi. Ma la vera differenza nel comparto propriamente diegetico sta in una costruzione dell’intreccio che, se da un lato acuisce il senso dell’assurdo e del surreale, dall’altro ci appare come maggiormente ancorata alla realtà. Nel corso della prima stagione non sono mancati vari frammenti che hanno spinto lo spettatore a sospendere più volte l’incredulità (uno fra tutti la fuga di Lester dall’ospedale). Ciò nonostante il racconto non ne ha risentito più di tanto, proprio perché l’assetto dello show invita a guardare agli eventi narrati secondo l’imprevedibile deriva grottesca e irrazionale che ogni cosa può assumere. Nella seconda annata, questo meccanismo viene sviluppato fino a raggiungere un perfetto equilibrio tra assurdità, imprevedibilità e possibilità. Per quanto il caos che investe la tranquilla esistenza dei coniugi Blumquist da un lato e la ‘quieta’ attività criminale dei Gerhardt dall’altro sia completamente irrazionale e inimmaginabile, la costruzione dell’intreccio narrativo non cede a nessuna forzatura, riuscendo perfino a far sembrare credibile l’apparizione di un disco volante in due momenti cardine della stagione.
A ragione di ciò, su questo aspetto la vittoria non può che andare a Fargo season two.

Caratterizzazione dei personaggi

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2Una delle più incisive forze motrici di Fargo è senza dubbio la perfetta caratterizzazione dei personaggi, divenuti caratteri iconici sin dalle prime apparizioni. Con la sua freddezza implacabile, Lorne Malvo si è subito imposto come simbolo di un universo narrativo incentrato sul caos, che impetuoso e improvviso si staglia sul normale corso delle cose distruggendone ogni equilibrio. Non c’è nessuna contestualizzazione di un percorso esistenziale che sfocia in una violenza glaciale e istintiva, nessuna analisi di una condizione psicologica deviata e malata: Malvo – grazie anche alla splendida interpretazione di Billy Bob Thornton, che per Fargo ha vinto il Golden Globe come miglior attore – si staglia sulla scena come quella forza oscura che potrebbe minacciare l’esistenza di ciascuno di noi, una potenza distruttiva che spazza via ogni logica previsione sulla possibili derive comportamentali capaci di distruggere l’animo umano. Anche Lester presenta una caratterizzazione più grottesca che psicologica, ma nonostante ciò anche il suo personaggio, sorretto da un’ottima prova di Martin Freeman, riesce a comunicare una complessa stratificazione emotiva senza scendere in un piatto didascalismo.

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2Come già evidenziato per le altre categorie di scontro, Fargo season two ci presenta una struttura diegetica più stratificata ed efficace, che ha la diretta conseguenza di dare maggiore spessore ai vari personaggi coinvolti: Hanzee, Dodd, Mike Milligan, Ed e soprattutto Peggy Blumquist. Rispetto a Lester, di cui potrebbe essere considerata l’evoluzione, Peggy presenta una caratterizzazione più completa e approfondita sia dal punto di vista dell’indagine grottesca che sul piano psicologico, completamente scardinato da imposizioni sociali e chiusure mentali. Nonostante le atrocità commesse, Peggy non smette neanche per un secondo di considerarsi una vittima, non degli eventi che l’hanno travolta, ma della società in cui vive. Nel rifiuto di una passiva accettazione di sé – proprio come Lester – Peggy si ritrova a contatto con la deriva di se stessa, e paradossalmente è nell’irrazionalità dei suoi comportamenti che riesce a trovare quell’equilibrio a lungo bramato. Kirsten Dunst è perfetta nell’incarnare i vari disequilibri che pongono Peggy al di là della linea con una professione d’intenti mai del tutto consapevole.
La differenza tra i due tipi di caratterizzazione è strettamente legata all’evoluzione di un prodotto che lentamente cerca di affrancarsi da una narrazione di tipo cinematografico, sviluppando fino all’ennesima potenza le caratteristiche endemiche del racconto seriale. Malvo e Lester sono dei caratteri costruiti con una perizia tecnica che riesce a restituire immediatamente le contraddizioni del personaggio, stilema tipico del (grande) cinema che ha a disposizione un minutaggio inferiore rispetto a una serie tv di dieci episodi. Il lavoro fatto su Peggy, Ed e su molti altri personaggi di Fargo season two riesce invece a sfruttare l’elemento ‘seriale’ per dare continuità e profondità a questo stilema tipicamente cinematografico con cui un carattere riesce a mostrarsi immediatamente allo spettatore in tutta la potenza drammatica

Nonostante ciò, e sebbene da un punto di vista strettamente analitico il lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi potrebbe indurre a propendere per la seconda stagione, il senso di grottesca inquietudine che aleggia su Fargo, come prodotto unitario, non può prescindere dall’eco di personaggi come Malvo o Lester che, sebbene presentino una caratterizzazione meno approfondita rispetto a Peggy, restano comunque delle icone di un modus narrandi tipico dell’intero progetto. A rigore di ciò ci troviamo ancora una volta a dover decretare un pareggio.

Conflitto tra bene e male

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2Un’altra caratteristica dello show sta nella polarizzazione tra innocenza e morte, tra normalità e violenza e molto più banalmente tra bene e male; una polarità che si traduce in termini simbolici con la rappresentazione di un ambiente investito dal biancore candido di una neve contaminata dallo scorrere imperterrito del sangue. La famiglia Solverson, ovvero il filo rosso che lega le due annate, è in entrambe le stagioni il baluardo di quella ‘normalità’ costantemente minacciata dalla follia e dal caos che alberga anche in individui e in situazioni insospettabili. Se nella prima stagione il peso di tutto ciò si staglia per lo più sulle spalle di Molly – e in misura minore su Gus e Greta –, nella seconda annata abbiamo un contesto molto più stratificato con l’interazione di un intero comparto familiare esteso anche al gruppo degli amici più fidati, come Sonny e Karl.
È evidente che il finale della prima stagione ci regala una vittoria schiacciante del bene sul male, con Molly e Gus che poggiano le basi di una famiglia così idealmente perfetta che pare ricalcare in termini di ‘bene’ l’assurdità del ‘male’ con cui i due coniugi si sono appena scontrati.

SerialFight: Fargo stagione 1 Vs Fargo stagione 2La complessa situazione familiare con cui si chiude la seconda annata – con Betsy condannata a una fine certa –, ci mostra invece un’immagine della normalità più complessa e articolata, e proprio per questo ancora più forte e incisiva: nonostante il male che opprime Mrs. Solverson, la famiglia va avanti a suon di sorrisi, raccomandazioni e teneri saluti di buonanotte. In Fargo season two il male si presenta sotto forme diverse, ma entrambe vengono sconfitte grazie a un profondo senso di giustizia e accettazione di sé. Ed è proprio questa duplice vittoria del bene sul male che ci porta a dare un altro punto alla seconda stagione.

IL NOSTRO RISULTATO

Con un punteggio di 4 a 2, questo SerialFight viene vinto da Fargo season two, che si pone all’interno del progetto antologico come una splendida evoluzione della già stupenda prima stagione.

IL VOSTRO RISULTATO

Come si evince dai voti su Facebook e Twitter, per la prima volta in questa edizione il vostro risultato differisce dal nostro: avete infatti decretato la vittoria di Fargo prima stagione in modo netto con il 62% dei voti, mentre la seconda stagione si è aggiudicata il restante 38 %.
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