The Night Of – 1×05 The Season of the Witch 3


The Night Of – 1x05 The Season of the WitchA meno tre dalla fine, The Night Of fa un balzo in avanti costruendo un episodio dal perfetto equilibrio tra avanzamento della storyline principale ed esplorazione dell’animo umano. In carcere come nella routine quotidiana, nell’esercizio del potere come nell’autoaffermazione di sé, i contorni tra giusto e sbagliato sfumano fino a confondersi in un magma indefinito di impulsi.

Con “The Season of the Witch”, The Night Of aumenta il carico qualitativo messo in campo finora: a una tensione psicologica che sonda la complessità emotiva dei vari personaggi coinvolti si aggiunge una maggiore focalizzazione sull’assetto crime e investigativo, senza per questo mettere da parte l’attenzione al dettaglio più marginale. L’evoluzione delle indagini si muove per tre direttrici distinte: da una parte abbiamo il detective Box, che cerca una breccia da cui osservare le cose in modo da riuscire a scorgere la colpevolezza di Naz senza ombre o perplessità; dall’altra Weiss, che osserva i dettagli cercando di piegare ogni indizio verso un disegno generale per lei già completo e uniforme; in mezzo a loro si erge Stone, in lotta contro l’apparente inconfutabilità delle prove. Intanto a Rikers le cose cominciano a prendere una piega inquietante, che lascia presagire derive poco confortanti.

You got some secrets in you, don’t you? And some rage. I like it.

The Night Of – 1x05 The Season of the WitchForte dell’appoggio di Freddy, Naz assapora quella sensazione di integrazione che gli è sempre mancata nella vita: non solo si sente accettato, ma percepisce il potere dell’essere parte della fazione più forte della barricata. Nell’esplosione violenta contro Calvin si intravede la manifestazione di una rabbia repressa da anni di marginalità e invisibilità. Paradossalmente, la collera che viene fuori dalla potenza che Naz comincia a sentirsi addosso non è la manifestazione di una forma d’odio verso un sistema giudiziario che lo butta in pasto ai cani, ma è l’estrema rivendicazione di un ruolo che gli è stato negato, un ruolo di primo grado che non ha mai avuto e che adesso esige; poco importa se ciò avverrà all’interno di un contesto sociale avulso dalla realtà e dalle sue regole come il carcere. Questo cambiamento percettivo, che prende quasi la forma del compimento di un processo di autodeterminazione, si completa con il simbolico taglio di capelli con cui Naz prende le distanze dalla vecchia immagine di se stesso.

The Night Of – 1x05 The Season of the WitchQuanto sia importante mantenere questa condizione è oltremodo evidente nel momento in cui gli viene chiesto di pagare il conto: nel passaggio dalla perplessità iniziale con cui si accosta a quel grappolo d’uva fino alla nevrotica ma efficace nonchalance con cui ingerisce gli ovuli di cocaina c’è tutta la sua determinazione nel riuscire a consolidare una posizione di forza che rappresenta una priorità quasi maggiore rispetto alla riconquista della sua libertà. Infatti, l’atteggiamento scomposto e noncurante di Naz verso le perplessità dei suoi avvocati evidenzia come la sua ritrovata posizione in carcere eserciti su di lui un fascino perverso che muta quasi completamente l’assetto dimesso di quella esile figura che abbiamo conosciuto all’esordio. In questo percorso di trasfigurazione un grande plauso va all’interpretazione di Riz Ahmed che è riuscito a incarnare gradualmente e senza eccessi il mutamento del suo personaggio, amalgamando in una fluida metamorfosi quello che rischiava di sembrare una brusca accelerazione narrativa.

I’m going out. I got a life, you know.

The Night Of – 1x05 The Season of the WitchRimasta sola contro la risolutezza di una delusa Alison Crowe, alla pacata Chandra non resta che chiedere aiuto a John Stone, riportando uno dei personaggi più interessanti verso il centro dell’azione. In costante lotta contro la rivendicazione di un orgoglio professionale ripetutamente negato, Stone riesce più di altri a comprendere la pericolosità della delicata transizione attraversata da Naz in carcere; ed è proprio questa sua istintiva empatia nei confronti del giovane che lo porta a dedicarsi al caso con perizia e devozione: John sa benissimo cosa può fare a un ragazzo come Naz la permanenza a Rikers, dunque difenderlo nel modo migliore e più veloce possibile è, quasi inconsciamente, un modo per ‘salvarlo’. Non di meno, esercitare la sua professione in un caso dalla grande rilevanza mediatica è un modo per fuoriuscire dall’immagine di avvocato da quattro soldi – qui rimarcata dall’incontro nella scuola del figlio –, a cui si aggiunge, amplificando il tutto, una frattura intima e personale causata solo marginalmente da quella malattia che lo pone spesso in ridicolo. Stone è un uomo sprofondato in un vortice di solitudine da cui non riesce minimamente a uscire: pur essendo allergico, salva quel gatto testimone inconsapevole del delitto e se ne prende cura, dando così voce e corpo a quel desiderio di avere qualcuno da accudire, nonché, molto più semplicemente, qualcuno da salutare quando esce. In questo precario equilibrio s’inserisce la défaillance sessuale, quasi a rimarcare come tutti i tentativi di colmare la solitudine siano elementi posticci, senza un reale fondamento: a fronte di un’erezione chimica la falsità dell’amore a pagamento diventa ancora più chiara e pregnante.
La conclusione non fa altro che porre Stone in una situazione di solitudine e forse di pericolo: l’inseguimento e le luci azzurre, che richiamano in modo ambiguo l’inizio dell’episodio, contribuiscono infatti ad isolarlo e a farci temere per le sue sorti.

Lock in the kid’s night for me, from point A to point B.

The Night Of – 1x05 The Season of the WitchMa questo quinto episodio mette in campo anche una maggiore attenzione verso l’assetto investigativo di quella che in teoria dovrebbe essere la storyline principale: chi ha ucciso Andrea? Naz è colpevole o innocente? Se da un lato il tossicologico svela un mix di ketamina, ecstasy e Adderal nel sangue di Naz, ipotizzando l’eventualità di un fenomeno psicotico che avrebbe potuto portare all’omicidio e alla sua successiva rimozione, la comparsa di Reade e la sua fuga repentina aprono uno scenario di possibilità completamente nuovo e inatteso. Per quanto le indagini continuino a concentrarsi sulla ricostruzione di quella fatidica sera, gli eventi si mostrano ancora come privi di una risoluzione, avvolti in una nebbia tale da frantumare i contorni di qualsiasi certezza. Quest’ossessiva ripetizione dei fatti di quella notte s’inserisce in una più ampia esplorazione del concetto di giustizia che viene scardinato e contestualizzato in modo esemplare, giocando con i cliché tipici del genere crime per ricostituirli secondo una forma nuova. La verità abbandona quasi il suo significato più intrinseco per perdersi in una subdola forma di manipolazione e compromesso, qualificando l’attività della procura come mera esecuzione di un atto d’ufficio.

The Night Of – 1x05 The Season of the WitchDalla presunta premeditazione fino alla valutazione del taglio alla mano come prova di colpevolezza, è evidente quanto ogni atto d’indagine non sia volto ad appurare scrupolosamente il reale svolgersi degli eventi, ma sia orientato e costruito con il preciso intento di convincere la giuria.
La suspense comincia a intensificarsi, in equilibrio perfetto con l’attenzione al dettaglio e alle specifiche evoluzioni dei vari caratteri coinvolti: “The Season of the Witch” rappresenta il punto più alto toccato dalla serie fino a ora, lasciandoci presupporre un rush finale degno del livello di coesione drammatica e tecnica mostrato fino a qui.

Voto: 8/9

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