American Horror Story: Roanoke – 6×01 Chapter 1

American Horror Story: Roanoke - 6x01 Chapter 1The following story is inspired by true events”. Questa pare essere la nuova ossessione di Ryan Murphy: il legame sottile tra la realtà e la sua rappresentazione scenica. Il pilot della nuova stagione di American Horror Story si presenta, fin dalle prime scene, con questa dichiarazione d’intenti e lascia lo spettatore a metà tra la perplessità e lo stupore.

Come già accaduto in passato, Murphy pesca a piene mani dal folklore e dai fatti di sangue della storia americana, in questo caso la scomparsa della colonia di Roanoke, per costruire da zero il suo universo narrativo, ma se nelle annate precedenti il lavoro degli autori era di rielaborazione/ibridazione dei tòpoi del genere, questa stagione compie una riflessione stilistica sulle modalità di racconto dell’horror contemporaneo.

American Horror Story: Roanoke - 6x01 Chapter 1La storia di base è quanto di più semplice si possa pensare: dopo aver perso tutto a seguito di un’aggressione, i coniugi Shelby e Matt Miller si trasferiscono in un’enorme casa coloniale a Roanoke, North Carolina, per ricominciare da zero, ma vengono subito presi di mira dai bifolchi del posto e da oscure presenze legate alla scomparsa dei vecchi abitanti del villaggio. Un racconto horror convenzionale, quindi, se non fosse che la vicenda dei Miller è al centro del programma televisivo My Roanoke Nightmare e ci viene presentata come un fatto realmente accaduto.

È in questa scelta di Ryan Murphy la grande novità della stagione: l’episodio segue in tutto e per tutto gli schemi e le regole dei programmi da reality tv, con i protagonisti che raccontano la loro storia davanti alle telecamere e, in sequenza, la ricostruzione drammatica dei fatti narrati. Troviamo quindi una coppia d’attori (Lily Rabe e Andre Holland) che interpreta i veri coniugi Miller e un’altra coppia (Sarah Paulson e Cuba Gooding Jr.) che recita la parte dei coniugi Miller. Il doppio volto dei personaggi sorregge i due livelli di finzione su cui è costruita la storia: un documentario televisivo volto a ripercorrere per filo e per segno le vicende di Matt e Shelby, e un episodio horror in cui gli attori provano sulla loro pelle le violenze e il senso di minaccia raccontato dai protagonisti.

American Horror Story: Roanoke - 6x01 Chapter 1Siamo di fronte, dunque, a un racconto nel racconto, un gioco intramediale che lascia lo spettatore confuso sulla natura della storia e non permette di intuire quali saranno i colpi di scena del racconto: la storia dei Miller, in quanto “vera”, è già accaduta, quindi è difficile pensare che il mistero di Roanoke possa essere approfondito e sviluppato coerentemente per un totale di dieci episodi senza subire cadute di stile. Se a questo uniamo la volontà di Murphy di non far trapelare nessuna informazione riguardo allo scenario di quest’anno e l’assenza di una sigla d’apertura, sempre efficace nel dare al pubblico coordinate precise sull’ambientazione e l’atmosfera della storia, non è assurdo pensare che questa sia una stagione antologica a tutti gli effetti, composta non da un’unica trama orizzontale ma da varie storie autoconclusive.

Al di là delle supposizioni, è chiara la volontà di Murphy di dare nuova linfa vitale al suo show di punta, reduce da due stagioni le cui buone premesse sono state annullate dagli eccessi glam del suo autore; una volontà di cambiamento espressa dalla sperimentazione sul linguaggio televisivo e dalla fusione dei canoni dell’horror e del documentario. L’estetica del mockumentary e della sua deriva found footage, che vede in The Blair Witch Project il suo nume tutelare, si mescola con lo spirito documentaristico e spettacolare di serie di recente successo come Making A Murderer, dando vita a un bizzarro ibrido che cerca di dare connotazioni realistiche a un racconto di finzione, una fusione di generi dalla forte carica attrattiva che rischia, tuttavia, di rimanere soffocata dalle sue stesse ambizioni ed esaurirsi in un esercizio di stile fine a sé stesso.

American Horror Story: Roanoke - 6x01 Chapter 1Con un cambio di stile di questo tipo, anche la paura messa in scena viene rimodellata, assumendo toni più minimalisti: se in Hotel era lo splatter più spinto a fare da padrone, in questo episodio la tensione è data dalle sensazioni dei protagonisti più che dal contatto con un orrore materiale; le paure di Shelby sono messe continuamente in discussione dalle testimonianze del marito, perplessità che si avverte anche nella ricostruzione dei fatti, al punto che l’apparizione finale dei coloni di Roanoke è avvolta da un grande punto di domanda: quello a cui stiamo assistendo è un orrore reale o immaginario?

American Horror Story abbandona i propri marchi di fabbrica e trova il coraggio di rimettersi in gioco, lavorando sulla forma più che sui contenuti e cogliendo gli spettatori di sorpresa. Le aspettative non sono ancora del tutto scemate, ma con questo cambio di rotta radicale la creatura di Ryan Murphy si pone immediatamente in bilico tra il colpo di genio e l’ennesima delusione annunciata.

Voto: 7½

 

5 Risposte

  1. Davide Canti scrive:

    La premiere di Roanoke mi ha lasciato alquanto stranito: dopo la prima mezz’ora di visione ho controllato se davvero stessi guardando American Horror Story o una seconda serata qualunque di Real Time.

    Se l’innovazione consiste nel prendere un vecchio format televisivo e renderlo ancora più finto – come se fosse possibile – allora è meglio che Murphy torni a far cantare i ragazzini. Posso capire Hotel, in cui si è sfogato con la telecamera e ha fatto tutte le sue inquadrature strane e piene di significato (che avevano solo loro, visto che la trama… vabbè), però ora non mi porta neanche questo aspetto e non posso che sbadigliare per tutta la durata della premiere.

    In un’era in cui le vere docu-serie spaccano tutto (come il già citato MakingAM, che però è un capolavoro paragonato a AHS6), mi arriva lui con la versione “horror” di un Alta Infedeltà qualunque e pensa di fare arteh. Ecco… mi sta bene quello che urla “BOO!” da dietro la porta per farmi spaventare, ma credo che l’horror sia tanto di più, molto di più di un maiale pieno di sangue e un bosco di notte – che comunque ce lo voglia vendere, resta patinato come tutto quello su cui mette mano il caro Ryan.

    Vedremo gli sviluppi, ma sono scettico.

     
  2. Sergio scrive:

    Secondo me é buon inizio, ricorda un po’ la prima stagione. Speriamo non sia una delusione

     
  3. Teresa scrive:

    Questa premiére non mi è dispiaciuta. Però credo che venga a mancare un elemento fondamentale, cioé la tensione. Sappiamo già che i protagonisti ne sono usciti vivi, quindi? Mah. per ora giudizio sospeso.

     
  4. Attilio Palmieri scrive:

    Premiere per me molto convincente, che ribalta la tipica struttura narrativa della serie rimanendo però saldamente all’interno dell’immaginario che Murphy e Falchuk hanno forgiato.
    Una delle cose interessanti si trova fuori dal testo, ovvero l’incertezza nei confronti di una stagione che pone molti punti interrogativi: c’è un tema principale? ci sarà solo questa storia o si proseguirà per archi narrativi antologici interni? E in ultimo (e qui rispondo a Teresa), siamo così certi che i protagonisti siano vivi?
    Fermo restando che sapere della vita o della morte dei personaggi in anticipo leva da una parte e aggiunge dall’altra (soprattutto a livello du suspense, guardare la prima stagione di Bloodline per credere), io non sono così convinto che la soluzione sia così scontata, nel senso che ci sono tanti escamotage possibili per spiazzare lo spettatore su questa questione, soprattutto se si pensa che il re-enactment scelto è fatto da altri attori, altre persone, per cui non è così peregrina l’ipotesi di un ribaltamento delle aspettative su questo tema.

     

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