Masters of Sex – 4×01 Freefall (Pre-Air)

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)La terza stagione di Masters of Sex, che molti si aspettavano in continuazione con la seconda brillante annata, ha arrecato più di una delusione e da diversi punti di vista. Con lo scorso season finale si è cercato in modo evidente di creare un nuovo inizio dividendo, davvero e per la prima volta, la coppia Masters & Johnson. Freefall, però, non costituisce un segnale positivo. 

Era da tempo che si aspettava una crisi vera e propria, un evento che modificasse lo status quo imperante tra Bill e Gini fatto di cattiverie reciproche, sofferenze e ricatti morali; e questo pur con la consapevolezza che una separazione del genere non sarebbe durata molto (per le finalità della serie e anche per la vera vita dei due protagonisti della storia), ma che avrebbe se non altro costituito uno spartiacque importante tra il prima e il dopo.
Le aspettative generate dallo scorso finale (forse anche acuite da un andamento generale della stagione non esattamente soddisfacente) hanno tuttavia condotto ad una premiere che getta via gran parte del suo potenziale e si concentra a spiegarci, in tutti i modi possibili e immaginabili, quanto le vite dei due siano legate e quanto non ci sia possibilità alcuna per loro di stare separati.
Non ne avevamo bisogno, visto che la situazione era chiara ben prima di ora: ma la puntata si sforza comunque di spiegarcelo, e lo fa così tanto da risultare ridondante, didascalica e lontanissima da quella scrittura raffinata che aveva trovato, soprattutto nella seconda stagione, ben altri modi per parlare del difficilissimo rapporto tra i due.

You fight it, but it only makes it worse… until you realize you cannot fix this.

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)Prendiamo ad esempio il montaggio iniziale: Bill e Virginia sono al bancone di due bar diversi e parlano con due persone che non li conoscono. Entrambi inizialmente mentono sulle loro vite, manifestando un evidente disagio per le loro situazioni correnti; entrambi bevono molto e finiscono col raccontare chi sono davvero, per poi fare qualcosa di totalmente folle (il ballo di Virginia, che la mette poi in imbarazzo, la guida in stato di ebbrezza di Bill) e finire con il compiere un errore (Gini va a letto col barista, Bill ha l’incidente) di cui finiranno con l’incolpare qualcun altro – “He’s protection.” “From?” “You, for starters”.
L’analisi può sembrare fin troppo dettagliata, ma se si ragiona sulla necessità alle spalle di questa scelta risulta inevitabile chiedersi quanto di tutto questo fosse necessario: non sappiamo già, in fondo, che Virgina Johnson e William Masters sono molto simili tra di loro? Che sono profondamente collegati, che lo vogliano ammettere oppure no? C’era insomma il bisogno di urlarci sin dalle prime scene di una premiere, che è la prima puntata dopo la grande rottura, quello che già sappiamo fin troppo bene?

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)La puntata procede nel mostrarci questo affiancamento con il ritorno a lavoro di lui e quello di lei, che dopo settimane decide di ricontattare Hugh Hefner per provare a muovere i primi passi da sola e dimostrare così di potercela fare; ed è proprio la figura del celebre fondatore di Playboy a traghettare il messaggio fondante di questa “Freefall” alla sua conclusione. L’idea che ormai il team “Masters & Johnson” sia qualcosa che vive di vita propria, un brand che impedisce qualunque idea di separazione e che di fatto obbliga i partecipanti a restare uniti, è di certo una cosa comprensibile, in linea con quanto raccontato finora e narrativamente esplosivo. Eppure quella costrizione, che forse arriva troppo presto come già si diceva, di sicuro non dovrebbe essere percepita dallo spettatore: deve pesare, e gravemente, sui personaggi, ma non dovrebbe cadere con questa potenza su ogni linea di dialogo, su ogni montaggio alternato, perché questo trasforma il potenzialmente interessante in scontato, l’approfondimento psicologico in ridondanza continua.

“I’m not a man of faith. I am a man of science.”
I knew you had to be something.”

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)La puntata, tuttavia, non presenta solo punti bassi: prendendo singolarmente Bill, ad esempio, è impossibile non notare come la sua posizione attuale sia il punto più terribile mai raggiunto dall’uomo e, se questo è devastante per il personaggio, rappresenta invece a livello di racconto uno spunto interessantissimo per il percorso fatto finora. I tentativi (a volte timidi, a volte semplicemente irresponsabili) di cambiamento durante la scorsa stagione hanno condotto a risultati persino peggiori di quelli della situazione di partenza, e questo è quanto di più onesto e sincero Masters of Sex ci abbia mai raccontato: mettere in scena l’interiorità di un individuo – lo sa bene Weiner – è un processo molto complesso, che oltre alla difficoltà di rappresentazione si scontra con le illogicità dei percorsi di ognuno, mai coerenti e mai sottostanti ad una logica di azione-reazione. I tentativi di cambiamento da parte di Bill, di aprirsi agli altri e di essere meno chiuso in se stesso, avrebbero potuto essere premiati con conseguenze migliori, ma la realtà è che quando si arriva da storie personali così complicate la volontà non costituisce mai metà dell’opera, anzi: in genere mancano gli strumenti per affrontare la nuova vita, manca la conoscenza delle dinamiche interpersonali e di come ci si comporta.

Ecco perché Bill non ha la benché minima idea di chi lui sia: perché ha pagato le conseguenze dei suoi infimi comportamenti nel momento in cui più di ogni altro cercava di cambiare – sbagliando, facendo errori, ma pur sempre provandoci. Deve ripartire da zero, persino dai vestiti che non ha più: e sì, anche in questo caso Michelle Ashford forse eccede nel didascalico, ma in un modo che se non altro ha più senso e funziona, con una Libby fuori di sé dalla rabbia che getta tutto l’abbigliamento del marito e che non vuole concedergli nemmeno la possibilità di esistere nella sua vita, in quella dei figli o anche solo nella mente di chi chiede cosa ne è stato del dottor Masters – I’m recovering from my husband’s prolonged and painful death.

No offense… but burning their bras just seemed silly.”
They weren’t burning them, actually. They were throwing them in the trash.”

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)Ed è su Libby che, come spesso accade, si concentra un percorso leggermente diverso dal resto del gruppo, che spesso l’ha portata a brillare di luce propria (come ad esempio nella scorsa stagione) ma con una storyline quasi separata da tutto il resto e molto più concentrata sui cambiamenti della figura femminile e della Storia in quell’epoca. Come era già accaduto nella seconda stagione, con l’inserimento del Congress of Racial Equality, qui vediamo Libby entrare in contatto con il movimento femminista degli anni della contestazione e con la famosa manifestazione dei reggiseni (mai effettivamente bruciati, come ricorda Anita) buttati in segno di disprezzo per il concorso di Miss America. È ancora presto per valutare questo tipo di storyline, ed il pericolo che si voglia trasformare Libby in una sorta di leader delle femministe è alto; eppure non si può dimenticare quanto sia importante il ruolo dell’emancipazione femminile in quegli anni, che, se passa attraverso la sexual revolution incarnata da personaggi come Virginia o Betty, è di certo rappresentata anche dall’impegno sociale e dalla trasformazione di donne come Libby.

Masters of Sex - 4x01 Freefall (Pre-Air)Rimanendo sul tema femminile, è impossibile non menzionare l’eccezionale contributo di un personaggio come quello di Betty, che ha un ruolo fondamentale all’interno della clinica – come perfettamente rappresentato all’inizio della puntata – e che costituisce lo specchio su cui sia Virginia che Bill riescono a vedere se stessi. Lungi dal rappresentare una sorta di grillo parlante per i personaggi, è invece ciò che più ci collega alla loro umanità ma anche alla parte più scientifica della serie, che si spera tornerà a brillare in questa stagione: l’inserimento di Dale Connelly (Richie Sommer, Mad Men) e del suo feticismo per i piedi sembra preannunciare una nuova fase per lo studio, che non possiamo che attendere con ansia.

Ciò che di sicuro non delude nella puntata è l’interpretazione magistrale dell’intero cast, che ha in Michael Sheen, Lizzy Caplan e Caitlin Fitzgerald i suoi elementi più rappresentativi: in particolare, Sheen appare ormai come un tutt’uno col suo personaggio, preda di complessi di inferiorità e superiorità al tempo stesso, nervosismi e timidezze, manie di grandezza e devastanti vuoti interiori. Tuttavia questo, anche se unito agli elementi positivi di cui si è parlato, non salva una premiere che semplicemente ha voluto fare troppo: ha sottolineato troppo, ha mostrato troppo, ha obbligato lo spettatore a provare esattamente le cose che già erano intuibili di per sé, rendendo così pesanti e perfino noiosi alcuni passaggi, e questo nonostante attori eccezionali e intenzioni sicuramente migliori della loro messa in scena.
Non tutto è perduto e, se la necessità di tornare ad una condizione familiare (entrambi in ufficio, benché separati) era talmente importante da far correre i personaggi in quella direzione, speriamo che da qui in poi si possa almeno dire che ne sia valsa la pena.

Voto: 6½

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

3 Risposte

  1. Miss Scarlett scrive:

    Non vedevo l’ora del ritorno di Masters of Sex anche per poter leggere di nuovo le vostre recensioni.
    In parte sono d’accordo con quanto scritto sopra ed in parte no.
    Innanzitutto la valutazione. Io le darei un 8. Da banale romantica avevo immaginato un inizio diverso, con Virginia che scende dall’aereo e torna da Bill. Ma considerate le anticipazioni che si sono rincorse negli ultimi mesi, la prima puntata non mi è dispiaciuta affatto, anzi. Hanno ‘limitato’ il lasso di tempo dall’ultimo episodio a 3/4 settimane (io avrei preferito vedere l’immediato ma sempre meglio dei 4 anni dell’anno scorso! Avrebbero rischiato la sommossa popolare temo) e sono riusciti a mantenere la stessa tensione emotiva degli ultimi momenti. Nel senso che, così come è ancora scosso lo spettatore, altrettanto lo sono loro. Gli eventi sono tanti, come accade spesso nelle prime puntate, ma per fortuna stavolta sono legati in maniera logica e non gettati nel calderone solo per riempire il minutaggio (vedi 3° serie).
    Magari potevano inventare qualcosa di più originale dell’alcolismo per Bill e della ‘prostituzione volontaria’ per Virginia, quello sì; insomma, era lecito supporre che il passato avesse insegnato loro qualcosa, invece ricadono banalmente nei vecchi vizi e in clichè già visti.
    Ma a parte questo la puntata a me è piaciuta molto. Ben costruita, scorrevole e l’interpretazione degli attori magnifica. Sheen su tutti. I suoi discorsi sono sempre emozionanti (ho letto da qualche parte però che spesso mette mano lui alla sceneggiatura del suo personaggio) e confermo l’impressione di un personaggio identificato sempre più con Michael Sheen e meno con Bill Masters (anche qui forse non un caso, visto che in più interviste aveva dichiarato di ‘offendersi’ un po’ di fronte alle critiche al suo personaggio , ” play me” diceva). Irrefrenabile, dopo 20 minuti, la voglia entrare nello schermo per abbracciarlo. Così come irrefrenabile è la voglia di prendere Libby e Virginia a ceffoni per il resto della puntata. Entrambe arrabbiatissime con Bill, quando avrebbero dovuto esserlo soprattutto con loro stesse secondo me. Ma se nel caso di Libby la cosa non mi sconvolge più di tanto (abituata ad alti e bassi tra atteggiamenti anticonformisti e non), con Virginia la situazione diventa insopportabile. Ancora non c’è una logica nel suo comportamento, nella sua transizione nella donna paranoica, bugiarda, scorretta e crudele che sta diventando. La nota positiva è che dagli spoiler che stanno arrivando nelle prossime puntate forse capiremo il perchè di tutto questo e anche il segreto del suo passato, del suo astio verso la madre e di quel famoso concorso di bellezza a Topika che ogni tanto le va rinfacciando.
    Concordo sul ruolo di Hef. Sarebbe stato bello se Bill e Virginia fossero tornati insieme spontaneamente, magari su iniziativa di Virginia, e non per costrizione esterna, ma per il momento devo dire sono contenta di vederli entrambi nella stessa inquadratura.
    La descrizione del ‘dopo’ secondo me è stata giusta e necessaria. O ricominciare a distanza di molto tempo dall’accaduto, partendo con due personaggi già cambiati (ma qui ripeto, avrebbero rischiato il linciaggio da parte di molti fan, me compresa), oppure mostrare le conseguenze di quell’addio traumatico. E le conseguenze non potevano che essere queste.
    Quindi bene la rappresentazione di Bill, Libby e Virginia post terremoto. Anche perchè credo sarà molto utile per introdurre i passi successivi intrapresi da questi personaggi.
    Insomma, una bella puntata a mio parere ben scritta e bene interpretata e nonostante la drammaticità, forse con premesse più positive della prima dello scorso anno.

     
  2. Elisa scrive:

    Complimenti per la recensione! La premiere della quarta stagione non mi è dispiaciuta, ma secondo me l’episodio mostra bene il più grande difetto di questa serie, ovvero il voler spiegare troppo, a tutti i costi, situazioni o parallelismi. In questo senso il confronto con Mad men è impietoso, laddove le due serie hanno raccontato gli stessi momenti storici.
    Continua a piacermi molto il personaggio di Bill Masters e trovo che l’interpretazione di Micheal Sheen sia straordinaria.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Grazie Elisa 😉 Sì, diciamo che quella tendenza c’è spesso stata (soprattutto nella scorsa stagione), ma qui l’ho trovata davvero pesante e soprattutto non necessaria. Il discorso di Miss Scarlett qui sopra (scusa, rispondo anche a te con un po’ di ritardo!) sul fatto che la scelta fosse o un salto temporale o mostrare le conseguenze dell’addio lo condivido interamente, ma il punto è che secondo me non hanno proprio fatto nemmeno la seconda cosa. Queste non sono conseguenze, questo è un mostrarci quanto loro siano destinati a stare insieme nonostante quelle conseguenze, e questa è una cosa che già sappiamo. Si sono sforzati troppo in una direzione non necessaria, ed è un peccato perché hanno tra le mani personaggi e attori eccezionali.

       

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