Masters of Sex – 4×02 Inventory 1


Masters of Sex – 4x02 InventoryDopo una terza stagione poco convincente, il ritorno di Masters of Sex si porta dietro mille dubbi che la première ha in parte confermato. Tuttavia, in questo secondo episodio, nonostante gli stilemi narrativi rimangano ancorati a formule ridondanti, il racconto comincia a dotarsi di uno spessore più ampio, concentrandosi su un sottile approfondimento delle evoluzioni caratteriali dei protagonisti.

La tecnica di costruzione della puntata ricalca molto lo schema della precedente, mostrandoci Bill e Virginia attraverso una contrapposizione speculare che enfatizza come, nonostante la lontananza e la separazione, le loro derive siano assolutamente simili, anche se apparentemente molto diverse. Qui però l’utilizzo della focalizzazione a specchio funziona molto meglio rispetto allo scorso episodio – e a gran parte della passata stagione –, divenendo un ottimo medium per approfondire lo sviluppo interiore dei due personaggi attraverso la rappresentazione incrociata delle reali conseguenze delle loro azioni.

Masters of Sex – 4x02 InventoryAl di là del successo professionale, la relazione tra Bill e Virginia si è lasciata dietro cumuli di macerie; in un modo o in un altro entrambi si sono rovinati, ma soprattutto hanno distrutto la loro famiglia, passata, presente o futura. Tutto ciò è già stato così ampiamente analizzato che tornarci sopra ancora una volta, oltre a essere inutile, diventa pure ridondante; ed è questa la sensazione dominante durante l’esordio dell’episodio quando il montaggio incrocia le difficoltà che entrambi hanno con i loro figli. Tuttavia, nel corso della puntata questo stilema prende una piega diversa, portandoci a riflettere sulle impercettibili differenze su come entrambi stiano affrontando la situazione: se Bill comincia a poco a poco a rendersi conto del tenore delle sue responsabilità, Virginia continua a cercare nelle avverse circostanze della sua vita una giustificazione a quei fallimenti che non reputa neanche tali. In questa sottile differenza d’approccio alle situazioni si intravede un punto di rottura nella caratterizzazione dei due personaggi che potrebbe condurre a un prolifico ribaltamento di prospettive.

If you want to feel sorry for someone, I would suggest feeling sorry for yourself

Masters of Sex – 4x02 InventoryIl dolore di Bill prende davvero forma una volta squarciato quel velo attraverso cui era abituato a guardare sua moglie. Per quanto critichi la ridondanza delle sedute degli alcolisti anonimi si ritrova a riflettere sul passo dell’inventario, cominciando davvero a riconsiderare secondo una prospettiva attiva le responsabilità delle sue azioni. Ed è proprio nel suo momento di massima vulnerabilità che Libby sgancia la bomba, innescando quell’alternarsi tra rabbia e rimorso che genera un fitto groviglio di sentimenti: collera, impotenza, solitudine.
Nel suo privato inventario, il dottor Masters comincia a riconsiderare l’importanza del matrimonio, riflettendo su ciò che l’istituzione ha sempre significato per lui: nonostante il trasporto incontenibile per Virginia, Bill ha sempre avuto un solido rispetto per il vincolo matrimoniale, ma ha sempre lasciato che Libby se ne prendesse carico da sola. Abbandonare lo status di ‘marito’ è una delle perdite più difficili con cui Bill è portato a confrontarsi: per quanto sembrasse che il matrimonio fosse solo un’etichetta da esibire per solidificare la sua statura professionale, Masters non si ritrova nel ruolo di divorziato. Quella foto della futura ex-moglie ancora imperante sulla sua scrivania è la spia di un’ingenua e inconsapevole intenzione di attuare una rimozione sociale dell’evento, come se ammetterlo potesse dare alla cosa quella tangibilità che lui cerca di rifiutare.

Masters of Sex – 4x02 InventoryA prima vista potrebbe essere molto simile all’operazione con cui Virginia finge di essere sposata con Dan, ma – a parte anche il fatto che il suo divorzio non è un segreto per nessuno – nelle azioni di Bill non c’è calcolo o desiderio di preservare un’apparenza, c’è solo tanto dolore per la consapevolezza di essere l’artefice del fallimento del proprio matrimonio.
Ci sono cose che non può negare, il cuore spezzato di Libby o l’odio dei suoi figli, ma c’è un’altra cosa che non può respingere a cui non riesce nemmeno a dar voce: essere responsabile della perdita di Virginia. Anche su questo aspetto Bill attua una sorta di rimozione, non ne parla alla responsabile degli AA, non ne parla a Nancy, ma non lo fa soltanto per preservare lo status della sua clinica; è come se ignorando la cosa potesse riuscire a renderla meno opprimente.
William Masters è sempre stato il personaggio più riuscito dello show, anche grazie alla splendida interpretazione di Michael Sheen, e adesso, in questo stato un po’ incerto della serie, la sua evoluzione caratteriale, ovvero questo stato di incertezza tra consapevolezza e negazione, rappresenta uno dei punti meglio riusciti di quest’esordio stagionale.

What do you really know about me? The enormous sacrifices that I have had to make to get on all of those magazine covers.

Masters of Sex – 4x02 InventorySmarrita in uno stadio di agitazione controllata, anche Virginia si ritrova a un punto limite della sua evoluzione: esibita freddezza virante verso la cattiveria, smisurata ostentazione della propria superiorità e del proprio successo, e – per citare il dottor Madden – eccesso di razionalizzazione.
La donna – reduce dall’ennesima relazione fallita – è come persa in un vortice di confusione sul prosieguo della sua vita, personale e professionale. La separazione ‘in casa’ con Bill le mette addosso una strana smania che la porta a dover ribadire continuamente il suo grado di successo o la sua rilevanza all’interno della clinica; il colloquio fatto a Nancy, a partire dalla metodologia sui generis, ha un’impostazione volta a circoscrivere il proprio territorio, la propria superiorità. Allo stesso modo l’insistenza con cui cerca di assumere il dottor Madden punta tutta sull’esibizione delle vette raggiunte.
Mentre ricorda agli altri i propri successi, Virginia, inconsciamente, tende a ribadire a se stessa che i propri fallimenti nella sfera personale non possono azzerare quello che è riuscita a ottenere in ambito professionale. Anche questo è parte di quel processo di razionalizzazione con cui tende a giustificare ogni sua sbavatura comportamentale: quel suo analizzare dati atteggiamenti inserendoli in un contesto ben preciso in cui giustificarli è un meccanismo inconscio per allontanare il senso di colpa di non essere una buona madre o di non riuscire a tenersi un compagno.

Masters of Sex – 4x02 InventorySe fosse davvero chi vorrebbe essere – una donna senza scrupolo alcuno che tende a ottenere il massimo dalla realizzazione professionale – non avrebbe bisogno di razionalizzare nulla, né di raccontare bugie o di giustificare lo stato delle cose con le circostanze avverse della sua vita. Ma Virginia non riesce a cogliere le proprie contraddizioni o, per meglio dire, non vuole che le siano sbattute in faccia in tutta la loro devastante potenza, e per difendersi usa il sesso come un’arma con cui umiliare Madden e la sua onestà professionale.
Virginia è rinchiusa in un cumulo di bugie che la isola completamente da qualsiasi contesto affettivo: nessuno la chiama più Gini, nessuno le è più così vicino da poterlo fare. Tuttavia, quando si trova di fronte a Libby squarcia leggermente le sue spigolosità e per un attimo, con quel «I’m sorry about Bill», riesce a essere davvero sincera.
Per quanto questo percorso sia potenzialmente molto interessante, l’evoluzione di Virginia non ha la stessa taratura drammatica di quella di Bill: alcuni aspetti sono approfonditi e mostrati in maniera superficiale, dando l’impressione di una leggera forzatura narrativa, nonostante le tematiche messe in discussione e lo stato psicologico analizzato siano perfettamente in armonia con lo sviluppo del personaggio.

There’s so much that I missed out on. An entire world out there.

Masters of Sex – 4x02 InventoryTra le negazioni di Bill e le razionalizzazioni di Virginia si erge Libby con la sua rabbia cristallina e la sua voglia di rivalsa verso un marito che non è mai stato in grado di apprezzarla davvero. Poter mostrare apertamente la sua collera è una sorta di liberazione che Libby, come suo figlio John, desidera godersi in pieno, in modo da vendicarsi di quell’ignoranza costante in cui Bill ha sempre relegato la sua famiglia. E per far ciò decide pure di affilare le armi, vomitando addosso al marito tutti i suoi tradimenti, enfatizzandone la componente erotico-sessuale per elevare esponenzialmente il grado di imbarazzo a cui Bill è sottoposto. Ma ci vuol poco a capire che la sua rabbia non è più indirizzata a luiLet’s call it even –, perché anche Libby è sommersa dai rimpianti: per non essere scappata con Paul, per tutto ciò che sente di aver perso rimanendo chiusa nelle sue confortanti mura domestiche.

In definitiva, “Inventory”, nonostante ricada nei soliti stilemi dello show, usandoli a volte bene altre volte meno, rappresenta un piccolo passo avanti verso una possibile rinascita di una serie che, potenzialmente, ha ancora molto da raccontare. Inoltre, l’inserimento di due nuovi personaggi potrebbe portare allo svecchiamento di un modus narrandi che, se usato in maniera esclusiva, finirebbe per non aver più niente da dire.

Voto: 7+

Condividi l'articolo
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Masters of Sex – 4×02 Inventory

  • Miss Scarlett

    Un’altra ottima puntata ed un’altra grande recensione. Concordo con quasi tutto ciò che è stato scritto, tranne forse quelle “impercettibili differenze con cui i protagonisti stanno affrontando le loro situazioni”. Per me sono evidentissime, così come lo è la loro evoluzione. E già dico che quella di Virginia non mi piace per niente.
    Bill continua il suo percorso di apertura, consapevolezza e crescita, in ogni serie è caduto e si è rialzato, ogni volta cercando di superare i propri difetti e le sue paure. Splendido davvero Michael Sheen che con uno sguardo impreziosisce ogni più piccola scena (il sospiro quando vede Virginia attraverso la vetrata del suo studio ad esempio). I suoi momenti introspettivi sono sempre toccanti e valgono da soli il prezzo del biglietto (anche se non siamo al cinema).
    Anche Lizzy Caplan sta recitando bene il suo ruolo di antipatica (troppo a volte), tuttavia lo sviluppo del suo personaggio non è altrettanto convincente. E’ vero, c’è qualcosa di superficiale nella descrizione delle sue azioni, dei suoi modi, e non so se sia per via della sceneggiatura, ma anche l’interpretazione alla fine risulta come “plastificata”, inumana. Francamente, ancora mi pare ingiustificabile un atteggiamento del genere da parte di Virginia, sembra continuamente in trance, telecomandata, ipnotizzata, ricorda la principessa Aurora mentre si dirige verso il fuso dell’arcolaio guidata dalla voce di Malefica. Con lei che alla fine diventa essa stessa Malefica però. Sto quasi sperando che ci dicano che ha abusato di sostanze allucinogene, Vicodin, o quant’altro, perchè così non ha proprio un senso. Passi lo status di confusa ed infelice, ma arrivare a fare quello che ha fatto al Dottor Madden è roba da Marchesa de Merteuil. Una psicopatica a piede libero. Per riportarla alla normalità ci vorrà qualcosa di più del cuore comprensivo di Bill.
    Ossigeno il personaggoi di Louise, i suoi dialoghi con Bill portano avanti la storia in modo interessante e costruttivo. Buoni anche quelli di Libby, quando servono a distruggere quelle bugie che per tre stagioni hanno soffocato le vite dei protagonisti. Sempre lucido il personaggio di Betty, che tuttavia continua a deludermi quando usa la sua franchezza come ricatto, per ottenere benefici strettamente personali.
    Una parola infine sul clima dell’episodio. Anche se non è stata una vera e propria puntata in bottiglia mi è piaciuto che abbiano continuato con il racconto degli eventi sull’onda emotiva dei personaggi, un’onda che si protrae dall’ultima puntata della scorsa stagione, ed è quella che da spettatrice mi fa rimanere incollata allo schermo.