Mr. Robot – 2×11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7z

Mr. Robot - 2x11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7zA un solo episodio dalla fine della stagione, Mr. Robot continua sulla falsa riga di tutta l’annata: c’è sempre una tensione, un’inquietudine di fondo che regge la narrazione e la rende unica nel suo genere, ma ci sono anche dei passaggi un po’ meccanici e quasi complicati che rendono il tutto fin troppo machiavellico per essere capito appieno.

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Have you ever cried during sex?

Mr. Robot - 2x11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7zLa sequenza che colpisce più di tutti per regia, montaggio e scrittura è senza ombra di dubbio quella che vede protagonista Angela, prelevata da due sconosciuti nella metro e portata in una casa (a quanto pare molto lontana da New York, visto che viaggiano per tutta la notte) dove si consuma una scena del tutto surreale.
Dopo l’assurdo test a cui Angela è sottoposta da un’inquietante bambina, la bionda si trova al cospetto di White Rose, che la sottopone ad ulteriori domande con messaggi criptici, che però portano tutti verso un unico concetto: quello di fede. Non è la prima volta che in Mr. Robot viene affrontato l’argomento, e di certo non sarà l’ultima: il credere in qualcosa più grande di noi, che secondo alcuni ci porterà tutti verso la salvezza e un mondo nuovo, è un concetto che permea tutta la narrativa della serie, partendo proprio dall’amico immaginario di Elliot – cioè noi – che in primis deve distinguere quello che è reale da quello che non lo è, per credere e avere fede nella cosa giusta.
Ma come domanda sinistramente White Rose ad Angela, che cosa è veramente reale? Su cosa ci basiamo per definire e scindere quello che è realtà da ciò che non lo è? Vista la reazione di Angela nel finale, probabilmente White Rose le ha mostrato qualcosa che neanche noi – quando e se ne verremo a conoscenza – dimenticheremo facilmente.

Alexa… are you alone?

Mr. Robot - 2x11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7zDopo la sparatoria nel finale della scorsa puntata, ritroviamo anche la DiPierro in un letto d’ospedale, come sempre combattiva: per ora non ci è dato di sapere quale destino abbia incontrato la coppia Darlene-Cisco, perché l’episodio si concentra sul personaggio di Dominique e sulla sua impossibilità di trovare la felicità.
Infatti la sequenza che la vede protagonista nel letto di casa sua è toccante e malinconica al punto giusto per sottolineare come sia praticamente impossibile battere i potenti e il denaro, che avranno sempre la meglio su qualsiasi tipo di impegno per trovare la verità. Il dialogo con il robot casalingo scava in profondità il personaggio della DiPierro, rendendo ancora più marcato quel senso di impotenza verso la vita “normale” di tutti i protagonisti della serie. L’impegno nel trovare la fede – anche qui – in un credo più grande, sia esso hackerare la più grande banca del mondo o catturarne i responsabili per fare venire a galla una verità che potrebbe sconvolgere gli equilibri mondiali, non basta per sconfiggere la solitudine che pervade la vita di tutti, costretti a rapportarsi con delle macchine per trovare delle risposte che a volte sono più soddisfacenti e illuminanti di quelle di un essere umano, pulite da ipocrisie del tutto inutili all’intelligenza artificiale di un robot.

Defeat… can be still profitable. 

Mr. Robot - 2x11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7zLa parte dedicata a Philip Price e ai suoi intrallazzi con il governo cinese e quello americano è forse quella che appassiona meno, perché si porta dietro una stagione di spiegazioni complicate (tra E-Coin e dollari, cambi, valute, ecc.) e rende difficile la fruibilità di tutto quello che sta realmente succedendo a livello economico e politico dopo i fatti del 9 maggio. È oggettivamente difficile, se non si è appassionati del settore, capire fino in fondo le implicazioni di tutto questo, e ne risente ovviamente tutto l’impianto, dato che non si riesce a capire del tutto il ruolo del governo cinese, della Dark Army e di quanto vi gravita attorno.
Di certo alla fine tutti i nodi verranno al pettine e anche i più “tardi” sull’argomento capiranno al cento per cento quanto sta accadendo, ma ciò non toglie che queste sequenze appesantiscano e non poco il racconto, portando lo spettatore a uno sforzo di comprensione che deve essere fatto per forza di cose per capire tutto il resto. Ovviamente le sequenze sono girate e scritte alla perfezione, facendo trapelare tutto il marcio che ci sta dietro, quando la sopravvivenza di un agglomerato bancario diventa molto più importante della vita delle persone. Si spera che con l’ultimo episodio della stagione si faccia un po’ più di chiarezza sulla questione, per non lasciarci un anno con il dubbio di non aver capito con precisione tutto quello che è successo.

Mind awake, body asleep. 

Mr. Robot - 2x11 eps2.9_pyth0n-pt1.p7zE poi c’è Elliot, come sempre catalizzatore di tutto quanto, che ribalta ancora una volta la sua condizione e si mette dalla parte dell’osservatore, di quella sezione del suo cervello che è seconda, nascosta, ma fondamentale per le sue scelte.
Ora che anche noi, suoi amici invisibili, sappiamo la verità (tutta?), ci è più semplice entrare in empatia con Elliot/Mr. Robot e seguirli nei loro progetti, nelle loro decifrazioni, nei colpi di scena a cui le loro scoperte ci portano. E forse quest’ultimo colpo di scena non è stato preparato alla perfezione; è stato infatti un po’ telefonato nelle scorse puntate, che hanno disseminato troppi e chiari indizi del fatto che prima o poi un redivivo Tyrell sarebbe ricomparso. Ed è proprio qui che, in effetti, potrebbe nascere il dubbio: Tyrell è veramente lì oppure è un’altra follia della mente di Elliot? La sequenza in taxi è costruita molto bene, non facendo dare mai una risposta chiara al taxista alla disperata domanda di Elliot che gli chiede se effettivamente ci sia anche Tyrell in macchina.
Certo, con una puntata sola a disposizione staremo a vedere se anche questo nodo sarà sciolto, ma al momento il giudizio su questa scelta non può che rimanere sospeso, con una domanda che aleggia su tutta la puntata: che cos’è per noi la realtà?

A un passo dalla fine di questa seconda stagione, Mr. Robot continua con i pregi e i difetti di tutta l’annata (con alle spalle di questo, a giudizio di chi scrive, l’episodio migliore della stagione e uno dei migliori dell’intera serie), lasciandoci – com’è giusto che sia – con un enorme punto di domanda sulla testa in vista degli ultimi minuti.
È comunque un buonissimo episodio, che ci fa riflettere su come i concetti di realtà e fede siano talmente soggettivi da risultare, molte volte, incomprensibili se non a noi stessi.

Voto: 7½

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.

5 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    A me questa serie continua a fare impazzire, anche in questa seconda stagione considerata da molti sottotono.
    Mind awake body asleep.
    La nostra mente necessita di essere sveglissima per non perdersi nei labirinti mentali costruiti sapientemente da Esmail.
    Una serie che dopo essersi permessa il lusso di mandare in nda una puntata (eccellente) senza mr robot qualche episodio fa, riesce a mettere in scena una puntata secondo me sontuosa senza mai nominare o inquadrare Cisco e Darlene..e dopo quello che era successo sulla sequanza bellissima a camera fissa nel finale della precedente, credo sia motivo di grande apprezzamento.
    La storia passa davvero in secondo piano spesso e volentieri perchè tutto il resto è semplicemente capace di indurci in stato catatonico.

     
  2. Writer scrive:

    Mah, francamente ho trovato questo episodio – come pure quasi tutta la seconda stagione- poco ispirato e, a tratti, decisamente brutto: il test a cui viene sottoposta Angela mi è parso irritante e demenziale, con il corollario della bambina con la schiena fintamente piagata dalle percosse; il “dialogo” tra la Di Pierro e il suo robot mi è parso patetico e insipido, la brutta copia delle interazioni proposte nel fim “Her”; il rovesciamento dei ruoli tra Elliott e Mr Robot appare cervellotico e poco chiaro, così come la sequenza numerica che deve decodificare. Tutto sembra forzato, reticente, pesante e improbabile (anche in considerazione dell’assunto di partenza, che la realtà è spesso un gioco illusorio di specchi che si riflettono uno nell’altro deformando progressivamente l’immagine). L’unico elemento positivo è la tensione che si avverte in tutto l’episodio e che si mantiene fino alla fine, a dispetto degli aspetti prima evidenziati che lo appesantiscono e che rendono la narrazione involuta e poco fruibile. A mio giudizio, l’episodio merita a stento una sufficienza risicata.

     
  3. Lukamin scrive:

    Io sto per abbandonare , questo episodio non l’ho visto ma da quello che leggo ci risiamo ! Come scrissi 4-5 episodi fa questo Mr Robot è ben lontano dall’essere un capolavoro ed i difetti sono elencati in più recensioni.
    Mi fa piacere che le recensioni abbiano un pò corretto il tiro e giudicato il prodotto per quello che è veramente….visto come siete partiti un 7,5 praticamente è una sufficienza risicata :)

    Vi dico solo che sto recuperando Bloodline e lo trovo molto più interessante ! Con questa ho detto tutto !

     
  4. Prusso scrive:

    Incuriosito dal perchè in questa puntata sia stata usata la colonna sonora di “back to the future”, sono andato a leggermi qualche articolo sul web e ho letto una teoria interessante oltrechè al limite del bizzarra:
    se nella prima stagione l’uso di “where is my mind” dei Pixies aveva “spoilerato” la doppia personalità di Elliott in stile “fight club”…potrebbe esserci la stessa correlazione tra la colonna sonora di “back to the future” e un possibile sconfinare nel mondo dello sci-fy ???
    Personalmente la troverei una cosa un po’ troppo slegata dal carattere comunque serioso della serie però è anche vero che i colpi di scena l’hanno sempre fatta da padrone.

    Vedremo…

    Ciao a tutti

     
  5. Genio in bottiglia scrive:

    Non ho mai visto così tanto Lynch in una serie tv dai tempi di Twin Peaks quanto nella scena di Angela alle prese con la simpatica bimba. Già solo per questo: puntatona!

     

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