Narcos – 2×01 Free at Last

Narcos - 2x01 Free at LastDopo un anno Netflix riporta sulle scene Wagner Moura e il suo ingombrante seguito di banditos riprendendo la narrazione da dove l’aveva lasciata; se l’ennesimo cambio degli showrunner (con Josè Padilha ed Eric Newman in sella per la seconda stagione) poteva indurre a pensare ad un cambiamento dei linguaggi di Narcos, “Free At Last” è un ottimo punto di partenza per dimostrare il contrario.

Approcciare la seconda stagione di una serie fruita tramite binge-watching richiede uno sforzo mnemonico più importante (consumare una serie in pochi giorni è molto diverso dall’essere costretti a ricordare certi particolari una settimana dopo l’altra per poter seguire il filo di una narrazione che può durare mesi); ne sono assolutamente consapevoli gli autori di Narcos che si prendono il loro tempo per accompagnare lo spettatore all’interno dell’atmosfera della Colombia degli anni Novanta.
A fronte di una soluzione quasi anticlimatica al cliffhanger con cui si era conclusa “Despegue”, è subito evidente come la nuova annata voglia porre l’accento su quello che era stato il grande escluso della stagione passata: un’analisi più approfondita sul proletariato colombiano, su cui ritorneremo.

Narcos - 2x01 Free at LastL’Escobar che fugge dalla propria prigione dorata è un uomo nuovo, glaciale e ancora più risoluto nel mantenimento del proprio potere; i lutti che l’hanno colpito e la momentanea perdita del controllo durante l’assalto alla Catedral hanno formato definitivamente il personaggio. Del Pablo benefattore, il “Robin Hood paisa”, è rimasto solo il ricordo, una stentorea eco che sopravvive nelle menti e nella gratitudine di quei colombiani ancora disposti a sacrificarsi per lui.

È proprio il ruolo del “colombiano comune” – assente ingiustificato della stagione d’apertura – la novità di questo primo episodio: fin dalla prima scena il fuoco si sposta leggermente concentrandosi meno sui narcotrafficanti e mostrando la fuga dal punto di vista dei soldati. Questo rovesciamento permette di raggiungere un duplice obiettivo: in primo luogo la figura di Escobar risulta più finemente tratteggiata, in seconda analisi si ripresenta quel realismo magico che sorvola la vicenda fin dall’inizio. La Colombia degli anni Novanta è una realtà povera che anela il cambiamento ma che, al tempo stesso, resta ancorata alla famiglia, ad un cattolicesimo “utile” in cui si ritrovano elementi della Santeria, ad una cultura che affonda le proprie radici in un substrato soprannaturale ed immaginifico che non esclude che Pablo Escobar possa risorgere dalle proprie ceneri come una fenice.

Narcos - 2x01 Free at LastArchiviata la parentesi Catedral, Narcos comincia a distribuire le carte per una nuova mano con i personaggi introdotti (Limòn e Maritza) che fanno ben sperare per quanto riguarda l’ampliamento del punto di vista popolare. L’Escobar braccato e furtivo sfrutta la propria presenza fisica per incutere terrore e si rivela ancor più spietato verso i nemici che si stagliano dietro ogni angolo, preoccupato soltanto dal mantenimento di quel potere che per un attimo era sembrato scivolare via dalla sua presa ferrea. La storia insegna che una scalata così inesorabile ed inarrestabile è spesso prodromo di una caduta altrettanto rovinosa; in quest’ottica i successi del cartello non possono che essere transitori e momentanei. Il cerchio attorno ad Escobar si stringe e le implacabili parole di César Gaviria sono quelle di una Colombia che non è più disposta a venire a patti con i narcotrafficanti.

Narcos - 2x01 Free at LastDall’altro lato della barricata Peña e Murphy si riscoprono una volta di più attori non protagonisti, impotenti ed incapaci di comprendere un mondo che non può essere loro. La storyline che li riguarda, la loro evoluzione come uomini ed agenti ha avuto un decorso piuttosto prevedibile; nel contrasto tra i metodi irreprensibili di Murphy e l’etica “adattata” – ma ferrea per certi aspetti – di Peña si è inserito l’abbrutimento del primo che, inserito in un contesto bestiale, vi si è rapidamente adeguato. La fuga di Connie e gli sfoghi animaleschi di Murphy sono l’ovvia conseguenza di questo processo che ha portato i due agenti a trasformarsi in personaggi clone dei loro corrispettivi in altri prodotti seriali (prendendo come riferimento True Detective, Peña è Rusty e Murphy è Cole) e poco può fare una leggera dose di ironia nello stemperare questo triste sviluppo.

Narcos - 2x01 Free at LastA fronte di un inizio volutamente poco incisivo, volto a ricostruire le atmosfere e ricreare quell’aura di invulnerabilità costruita attorno alla figura di Escobar, “Free at Last” si riavvia lentamente ma con efficacia, confermando l’abilità di Netflix nel costruire un racconto stratificato e complesso senza doversi curare delle esigenze strutturali dettate dalla tradizionale narrazione settimanale. Narcos si ripresenta sulle scene tentando di risolvere alcuni problemi che avevano afflitto l’annata precedente (assenza di un focus popolare), ma si porta dietro il fardello di una prevedibilità che non è dovuta solo alla trasposizione di un materiale storico ben definito, quanto ad un’endemica difficoltà nel tratteggiare i personaggi ed il mondo attorno ad Escobar senza sfociare nel già visto.

Prima di valutare l’episodio nella sua interezza occorre fare una precisazione. Il fenomeno Netflix ha modificato strutturalmente il racconto seriale, imponendo i cambiamenti anche allo spettatore: in un’ottica tradizionale (senza dilungarsi sulla necessità o meno di costruire intere stagioni a partire dai cliffhanger dell’annata precedente per concludersi con un colpo di scena altrettanto spettacolare) “Free at Last” sarebbe un primo episodio anticlimatico e leggermente deludente, in bilico tra il desiderio di porre le basi per il nuovo corso e il tentativo di riallacciarsi al passato; tuttavia, considerando una fruizione continuativa dell’intero prodotto, l’episodio risulta funzionale alla sua posizione introduttiva e di raccordo tra le due annate. In conclusione “Free at Last” è un ritorno buono ma non ottimo per Narcos, che si prepara ad intrattenerci con il paradossale racconto della figura di Pablo Escobar e l’immancabile dose di cruda violenza.

Voto: 7

 

Davide Dibello

Un oceano di possibilità si stendeva di fronte a me prima che la pigrizia intervenisse mostrandomi le comodità del letto.

1 Risposta

  1. Michele scrive:

    Hai ragione, Pablo si è molto incupito in questa seconda stagione, anche nei momenti in cui potrebbe mettere su la faccia buona, tipo con la famiglia o quando distribuisce soldi alla gente.
    Sono d’accordo che è una puntata che serve a preparare il terreno e sono curioso di vedere come giocheranno la stagione, visto che sappiamo, dalla storia, il punto verso cui Escobar è destinato.

     

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