Narcos – Stagione 2 7


Narcos - Stagione 2Uno dei punti di forza che determinano il successo delle serie Netflix è la capacità della piattaforma streaming di trasformare i suoi prodotti in veri e propri fenomeni di culto attraverso una massiccia, quanto studiata, campagna pubblicitaria. Anche per questo Narcos 2 arriva con un carico di aspettative molto elevato. 

La prima stagione del biopic che racconta la storia della lotta al più grande narcotrafficante di tutti i tempi ha raccolto consensi sia di pubblico che di critica, forte di una ricostruzione estremamente accurata del clima politico e sociale della Colombia del tempo e dell’ottima scrittura del personaggio di Pablo Escobar. Tutto questo rimane immutato nella seconda stagione, che riprende esattamente la trama da dove si era interrotta senza apportare modifiche significative allo stile della narrazione. Se per certi versi questa scelta è positiva – in termini di coinvolgimento i pregi di un racconto di questo tipo sono innegabili –, allo stesso tempo non permette agli autori grandi margini di manovra per colmare quelle lacune che hanno impedito allo show di innalzarsi al di sopra degli standard qualitativi, già comunque alti, che caratterizzano le serie Netflix.

Narcos - Stagione 2La struttura documentaristica di Narcos tende, infatti, a sopprimere la forza narrativa che la serie potrebbe avere, muovendo l’intreccio su binari prestabiliti, problema accentuato dalla necessaria aderenza della storia alla Storia, e lasciando molti dei personaggi più “lontani” da Pablo privi di un’adeguata caratterizzazione. Esempio lampante di queste carenze sono Steve Murphy e Javier Peña. I due agenti della DEA, sempre al centro della caccia a Escobar, non hanno goduto della necessaria attenzione in questa seconda annata, risultando sempre troppo marginali e poco approfonditi al confronto non solo del vero protagonista della serie, ma anche di altri personaggi minori.

Narcos - Stagione 2Il tema principale su cui ha voluto insistere la serie, e che riguarda da vicino anche i due poliziotti, è l’impossibilità di determinare una linea di demarcazione netta tra Bene e Male, mettendo a confronto le azioni crudeli e sanguinose di Pablo e dei suoi banditos con le risposte, spesso ugualmente brutali, perpetrate dalla polizia colombiana e dal colonnello Carrillo. Mentre l’agente Murphy reagisce a questa brutalizzazione abbracciandola pienamente fin da subito, il percorso affrontato da Peña è più articolato e interessante. Se il personaggio interpretato da Pedro Pascal in un primo momento prende le distanze dai metodi di Carrillo, dopo poco si troverà a stringere un accordo con i nemici di Pablo, rinunciando all’onestà che gli impone il distintivo in favore di un vantaggio militare sul narcoterrorista. Come si è detto, tuttavia, ciò non basta per caratterizzare al meglio i due agenti, che si trovano sì ben calati all’interno delle grandi tematiche della stagione, ma che risultano poco interessanti non appena vengono estrapolati dal contesto e analizzati singolarmente.

Narcos - Stagione 2Entrambi i personaggi vengono spinti alla caduta morale definitiva dall’ossessione per Escobar: il sangue che scorre copioso per le strade della Colombia porta (quasi) sempre la firma del narcotrafficante, la cui figura apparentemente inattaccabile diventa frustrante per gli uomini che tentano di catturarlo. Il compromesso morale diventa l’unica via d’uscita per fermare la guerra che si è scatenata nel paese, una scelta che invade le vite di tutti i personaggi di Narcos, compreso il presidente Gaviria.
Risulta, quindi, azzeccata la scelta degli autori di mostrare sempre più spesso le reazioni del popolo colombiano agli eventi terribili che accadono a Medellin e Bogotà, evitando il pericolo di focalizzarsi solo sulle azioni di Pablo e sulle reazioni delle forze dell’ordine. In tal senso funziona anche il ruolo che i mezzi di informazione come i giornali e le televisioni svolgono nel contatto tra il fuggitivo Escobar e l’opinione pubblica colombiana, scatenando una vera e propria guerra mediatica tra il criminale e la presidenza del paese, accusata tra le altre cose di collusione con il governo americano.

Narcos - Stagione 2La sensazione che si ha guardando la seconda stagione di Narcos, tuttavia, è che contenga numerosi passaggi non necessari, o per meglio dire che sarebbero potuti essere interessanti se sviluppati a dovere ma che così disposti non fanno altro che allungare il brodo prima della morte di Pablo senza aggiungere nulla di nuovo. Ci si riferisce soprattutto allo sviluppo della trama dei Los Pepes e alle intrusioni degli Stati Uniti nella politica interna colombiana: sono certamente una parte essenziale della storia e non sarebbe stato giusto estrometterla del tutto, ma davvero serviva tutto questo minutaggio dedicato per portare lo spettatore a comprendere appieno il finale? Ovviamente no, a meno che – e questa è ben più di un’ipotesi – non sia stato un piano orchestrato dagli autori per favorire il passaggio verso le già confermate prossime due stagioni dello show, che, orfane di Pablo, potrebbero essere incentrate su molti dei personaggi che abbiamo già incontrato (Judy Moncada, il cartello di Cali, Busby).

Narcos - Stagione 2Prima di poter fare previsioni, però, bisogna prendere atto della conclusione di quello che, ormai possiamo chiamare così, è stato il primo ciclo della serie Netflix: l’ascesa e la caduta di Pablo Emilio Escobar Gaviria. Wagner Moura è sublime anche in questa seconda annata a dare corpo e voce ad una delle figure umane più complesse e rappresentate del ventesimo secolo, riuscendo a costruire l’immagine di un Escobar devastato sia moralmente che fisicamente, ormai nella sua fase discendente. Dopo gli ultimi sussulti di crudeltà – la bomba a Bogotà, la vendetta contro Gilberto – a Pablo non resta che attaccarsi a quel poco che gli rimane, la famiglia: oltre alla madre, la moglie e i figli che conservano imperterriti un’immagine sempre positiva dell’uomo, viene presentato il punto di vista ben più interessante, perché diametralmente opposto, del padre. Quest’ultimo, infatti, non condivide l’ammirazione dei familiari, anzi, prova vergogna per la carriera sanguinosa del figlio, vedendo in lui solo un assassino. L’incontro/scontro tra i due è fondamentale nella storia di Pablo, che, consapevole di essere a pochi passi dalla morte, cerca nella figura paterna la redenzione morale di cui ha bisogno, fallendo miseramente. È in questo quadro che assume ancora più importanza l’ultimo dialogo con il deceduto Gustavo, intriso di speranza e di sogni di gloria mai realizzati.

Narcos - Stagione 2In definitiva, se per molti aspetti questa stagione ha rappresentato un passo qualitativo in avanti rispetto alla prima annata dello show, per altri ha mantenuto gli stessi difetti, in qualche modo congeniti alla struttura rigida dello stile con cui vengono narrati gli eventi. La scelta di rinnovarla da parte di Netflix a questo punto può rivelarsi una lama a doppio taglio: se da un lato può dare nuova linfa a uno show che dopo la morte di Pablo sembra aver fatto il suo tempo, dall’altro può essere la prova definitiva che il personaggio di Wagner Moura era fondamentale e che senza di lui la serie non riuscirà a reggersi sulle proprie gambe.

Voto stagione: 7

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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7 commenti su “Narcos – Stagione 2

  • Genio in bottiglia

    Per me comunque 8: è difficile rendere tanto appassionante quella che a tutti gli effetti va considerata una docufiction, incentrata su un uomo la cui storia è così famosa. Wagner Moura grandioso: è riuscito a rappresentare senza bisogno di parlare tutta la devastazione che si è, giorno dopo giorno, accumulata sul corpo prima ancora che sul morale di Escobar finendo, al netto della deriva sanguinaria sempre più marcata dello stesso, col farlo risultare financo simpatico.

     
  • MetH

    È vero che l’aspetto documentaristico di Narcos spesso danneggia il filo narrativo, ma è anche la peculiarità di questo show, che lo rende unico nel suo genere. Le immagini e i video d’epoca sono una colonna portante di Narcos, e trasmettono con maggior forza e efficacia l’intento degli sceneggiatori, quindi non criticherei questo aspetto.
    Per il resto concordo con la recensione, solo alzerei il voto almeno a 8, stiamo comunque parlando di un prodotto di alta qualità

     
  • Nicola

    Sorry ma è la prima volta che discordo per eccesso. Di solito regalate voti alti a serie pessime. Per me la prima era 9 e questa tiene 8 abbondante. Il motivo ? Semplice e banale. Ti incolla e solo l’orologio ti obbliga a sospendere. In piu gli attori sono da 10. Escobar furori categoria. La colombia offre foto splendida. Lo sfondo storico politico da profondita al tutto. Detto cio condivido e apprezzo lanalisi tecnica della ottima recensione 🙂

     
  • Firpo

    Anche 9 gli darei.
    Non concordo poi con l’analisi dei due poliziotti. Murphy è inutile e non sono mai riusciti a risollevarlo, ma il lavoro fatto su Pena in questa stagione è più che buono. Lo hanno reso un personaggio interessante.

     
  • Writer

    Mi è sembrata un’ottima stagione, con un buon ritmo e una buona scansione dei tempi narrativi. Inoltre, pur trattandosi di una fiction che si ispira a eventi realmente accaduti (e quindi si sa già come la storia “va a finire”), mi è parso un prodotto avvincente, che tiene incollato lo spettatore allo schermo. Ottime interpretazioni coronano una proposta che mi è apparsa migliore di altre serie celebrate, ma involute e statiche (qualcuno ha detto Mr. Robot?) 🙂

     
  • Nicola

    Si il 9 ci sta tutto considerato anche il fatto che dalla 2 in poi è sempre piu dura. Concordo con firpo che coi poliziotti ce stata una inversione. Nella 1 era in straforma murphy dalla sala bowling a medellin una trasformazione mostruosa ma inevitabile visto l’inferno colombiano. Nella 2 pena è straprotagonista. Diventa il confine fra il bene e il male, fra il poliziotto bravo e il cattivo tenente, e poi addirittura fra l’esercito del bene e del male visto che rappresenta l’eterno dilemma/confine degli usa e di tutti gli eserciti occidentali attivi. Poi la questione delle droghe. Qualcuno le produrra sempre perché la nostra domanda ESISTE. Insomma tanta roba narcos. Una nota anche alle musiche. Ciao un saluto a tutti è un piacere discutere con voi e ovviamente anche con i bravissimi recensori che ci danno il “la” 😃😃

     
  • Michele

    Ha ragione la recensione su Wagner Moura: e’ lui la stella di questa stagione. E’ lui a tramettere tutta la cup zza del personaggio.
    In generale, anche io darei 7 alla stagione. Hanno fatto un buon lavoro, ma ho avuto l’imprwssione che abbiano allungato un po’ il brodo e alla fine ho trovato queste dieci puntate meno coinvolgenti di quelle del primo anno.