Quarry – 1×02/03 Figure Four & A Mouthful of Splinters 4


Quarry - 1x02/03 Figure Four & A Mouthful of SplintersIl pilot della nuova serie di Cinemax aveva dato grandi speranze agli orfani di serie totalmente drama, coloro a cui mancano le storie dal lungo respiro, misteriose ma ben focalizzate, che raccontano uno sviluppo vero e proprio e magari senza troppi manierismi o complotti confusi. E Quarry con questi due episodi continua a confermare di volersi inserire esattamente in questo solco.

Forse è ancora troppo presto per decidere se la creatura nata dalla penna di Max Allan Collins sia davvero ciò che promette di essere, ma è chiaro che sta continuando sulla strada giusta, scegliendo di non caricare mai troppo la mano su nessun aspetto in particolare e preferendo concentrarsi sulla narrazione. Uno dei tanti problemi, o comunque limiti, che i drama attuali stanno affrontando è la concentrazione su un argomento, su qualcosa di molto circoscritto ed individuato, scegliendo di conseguenza di troncare il numero di stagioni e produrre nel migliore dei casi un piccolo gioiello (The Knick, ad esempio) invece che rischiare di banalizzare il lavoro fatto. La sensazione è che sia finita l’era dell’epopea, dove il personaggio complesso e dalle mille sfaccettature si compone del mondo che abita, invece che essere solo l’opposto: basti pensare a personaggi e serie illustri come Mad Men e Don Draper, Breaking Bad e Walter White, Sons of Anarchy e Jax Teller o Boardwalk Empire e Nucky Thompson. Sono sicuramente esempi eccellenti, ma servono per chiarire come negli ultimissimi anni, che hanno visto la fine di queste lunghe avventure, la serialità stia davvero cambiando volto.

Pur con le dovute distanze e cautele, Quarry prova a riprendere (o almeno si spera) la gestione del personaggio, del suo mondo e del suo passato per calarlo in una realtà assolutamente reale ma avvertita quasi come distopica dal protagonista, uno strano connubio che tutti i personaggi citati – in forme molto diverse – vivevano interiormente.

“Figure Four”

Quarry - 1x02/03 Figure Four & A Mouthful of Splinters“You Don’t Miss Your Water” si focalizzava giustamente sulla descrizione di come la difficoltà di reinserirsi di Mac e Arthur nella loro città natale li avesse praticamente spinti nelle braccia del loro nuovo “datore di lavoro”, frangente in cui soprattutto Arthur aveva rivelato la sua grande debolezza ed inadeguatezza verso un mondo che ora lo riconosce per strada e associa il suo volto alla  questione di Quan Thang (per noi ancora avvolta nel mistero). Ma la morte di Arthur, la scoperta del tradimento da parte di Joni e l’astuta mossa di The Broker per portarlo davanti al fatto compiuto non sono serviti solo come puri e semplici detonatori al personaggio di Mac, bensì alla storia in generale, che continua a diventare sempre più avvincente. La prima metà di “Figure Four” continua un po’ sulla stessa linea del pilot, dando un seguito concreto a quanto visto nelle scene finali: la gestione della morte dell’amico, la reazione del giorno dopo la scoperta del tradimento, Joni che scopre della morte di Cliff e, ovviamente, l’inserimento del filone investigativo che arriva a fare da corollario. In questo senso, la linearità della storia potrebbe essere scambiata per pedanteria e noia, un semplice sviluppo di un assunto di partenza chiaro e che non riserva troppe sorprese; ma è proprio tra le pieghe di una storia “normale” che si inseriscono invece le qualità maggiori di Quarry.

Quarry - 1x02/03 Figure Four & A Mouthful of SplintersI protagonisti hanno delle passioni ben precise, e quella che condividono profondamente è la musica, la dedizione alla registrazione, che prende il posto della carta scritta e si fa veicolo di ricordi che sembravano ormai lontani e invece sono più presenti che mai. L’episodio non a caso si apre e si chiude con le loro voci fuoricampo, prima quella di Joni in una delle tante registrazioni che aveva mandato al marito ancora oltreoceano, poi la voce di Mac che risponde alla donna; sono parole cariche di emozione e che raccontano senza nessun bisogno di didascalia cosa sono l’amore, la distanza e soprattutto cos’è la mancanza. Mac e Joni sono stati lontani per tanto tempo, a causa della scelta del primo di partire per ben due missioni in Vietnam (altro nodo da sciogliere), periodi in cui hanno provato cosa sia la distanza fisica, paradossalmente quella reale e tangibile; ma è quella stessa distanza che non sono ancora riusciti ad annullare, che ora è diventata così intima e profonda da aver semplicemente preso un’altra forma. Perciò le parole d’amore e di passione che si erano inviati per posta fanno ora da colonna sonora ad altri eventi: le parole di Joni accompagnano il ritrovamento del cadavere di Cliff e quelle di Mac invece si sovrappongono al suo  tradimento.

“A Mouthful of Splinters”

Quarry - 1x02/03 Figure Four & A Mouthful of Splinters Il terzo episodio è finora quello con più azione in assoluto, in cui la storia sembra infatti prendere slancio e vigore; inoltre si iniziano a scoprire più da vicino anche altri personaggi, tra cui spicca Buddy, interpretato dal bravissimo Damon Herriman (Justified). In questo senso, Quarry riesce in un’impresa non facile, ovvero porre le basi del racconto in poco più di un episodio e mezzo per poi andare sulla sua strada, che sarà sicuramente fatta di Vietnam e conti irrisolti con il passato, ma che è subito riuscita a catapultarsi nel presente e ci sta già trascinando con sé. In pochissime mosse infatti ci viene inquadrato Buddy, che si libera un po’ della versione da freak che gli era stata cucita addosso nel pilot e prende automaticamente più corpo, grazie anche alla questione della sessualità che ha già innescato una sparatoria finita nel massacro e minaccia di farne partire molte altre. Inoltre, menzione d’onore va ovviamente all’apparizione nei panni della madre a Margo Martingale, che interpreta una donna stralunata e fortemente dedita al figlio, con cui Buddy ha un rapporto per il momento sereno e pieno di risate – di che natura sia realmente e quanto spazio avrà il personaggio lo sapremo solo più avanti.

Quarry - 1x02/03 Figure Four & A Mouthful of SplintersOltre a Buddy, in “A Mouthful of Splinters” ha un ruolo di primario rilievo Joni, per la prima volta quasi totalmente staccata dal marito. Sia Logan Marshall-Green (che tra i suoi ruoli annovera anche il personaggio di Trey in O.C.) che Jodi Balfour sono bravissimi e hanno il non facile compito di riuscire a mantenere un grande equilibrio all’interno della loro disperazione, di essere credibili fino in fondo nelle reazioni che mettono in piedi. Ad esempio, sia la sequenza in “Figure Four” del recupero della cassetta che l’avrebbe incastrata come amante di Cliff o tutta la parte del rapimento, vengono gestiti perfettamente da entrambi. Persino lo scontro fisico di Jodi, che poteva risultare quantomeno improbabile (soprattutto in teoria), ha invece una realizzazione tutt’altro che banale o improbabile, ma che sprigiona una forza tutta sua, dove la discrepanza fisica non inficia e non incide in nessun modo, perché ad emergere è la bravura della donna nel rendere così potente e vivida la voglia di scappare.

Quarry continua a confermarsi un prodotto di altissima qualità e rivela sempre di più di avere molta solidità alla sua base, nonché altrettanti margini di miglioramento; in più, se il passato non ci inganna, Cinemax regala solo grandi soddisfazioni e, in questo caso, altre ottime ragioni per andare avanti.

Voto 1×02: 7/8
Voto 1×03: 8

 

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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