SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story Hotel


SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelIl SerialFight di questa settimana è un vero e proprio viaggio nel tempo, che pone a confronto la prima (ormai risalente al lontano 2011) e l’ultima (finora) stagione di American Horror Story. Metteremo in competizione l’alfa e l’omega della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuk, tornando alle sue origini per capirne meglio gli obiettivi e la riuscita, a 5 anni di distanza.

Essendo ormai American Horror Story un appuntamento “classico” dell’anno seriale, è facile darne per scontata la portata iconica – si pensi soltanto al font dei titoli di testa, che sono divenuti un marchio di fabbrica inscindibile dalla serie stessa e che sono un compendio visivo dei contenuti di ogni stagione.
SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelQuesto show ha di fatto inaugurato una nuova età dell’oro per l’horror televisivo che, anche se con alterne fortune, ha ritrovato qui uno spazio produttivo e una risonanza che andava ben oltre lo spazio tradizionalmente riservato alle serie di genere.
Grazie a un casting che includeva una star come Jessica Lange (cui, nel tempo, si sono aggiunte Kathy Bates, Angela Bassett e, da ultima, Lady Gaga) ma anche talenti emergenti come Zachary Quinto e Evan Peters, AHS si poneva già dalla sua prima stagione come qualcosa di inedito, forte e sperimentale.
Ispirandosi ai classici dell’horror televisivo e cinematografico, American Horror Story ne riprende i topic e li attualizza, rielaborandoli per creare un pastiche ironico e sfacciatamente camp, pieno di riferimenti alla cultura pop ma anche fortemente fedele al messaggio sociale caro a Ryan Murphy, alla sua poetica degli outsider che mette al centro i deboli, gli emarginati e le donne discostandosi fortemente dal punto di vista generalmente maschile (e spesso maschilista) della tradizione horror cinematografica.

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelPer la sua natura antologica American Horror Story è stata, di fatto, diversa in ogni sua stagione così come è stato diverso l’esito qualitativo di ognuna di esse, ma Murder House e Hotel sono forse tra tutte quelle che più si prestano a un confronto diretto. Innanzitutto perché condividono la più marcata unità di spazio nella storia della serie, chiaramente funzionale – anzi indispensabile – alla narrazione di due luoghi infestati.
Sotto altri punti di vista, come il casting e l’incisività rispetto alla poetica murphyana, il loro essere punto d’inizio del progetto (Murder House) ed espressione di una fase più matura e compiuta (Hotel) ne differenziano invece sensibilmente il risultato finale e il ruolo all’interno dell’antologia in senso più ampio.

Gestione delle storyline

Una delle criticità principali da sempre imputata ad AHS è quella di mettere in scena così tanto materiale a livello di ispirazione da non riuscire poi a gestirlo in modo adeguato, accumulando storyline una dopo l’altra senza integrarle coerentemente; ma in entrambe le stagioni di cui parliamo questo tipo di criticità è meno evidente.
In primis perché i salti temporali e i flashback che raccontano le origini della casa e dell’hotel – attraverso storie parallele che man mano si intersecano con le vicende presenti – sono intrinsecamente necessari al racconto dell’infestazione e approfondiscono le motivazioni dei personaggi aggiungendo pathos alle vicende dei singoli e facendo avanzare la narrazione.
In secondo luogo perché, con modalità diverse in Murder House e Hotel, queste storie parallele finiscono per convergere in modo più coeso rispetto ad altre stagioni (pensiamo soprattutto alle meno riuscite Coven e Freakshow), soprattutto grazie ad espedienti narrativi legati al fatto che la maggior parte dei personaggi, in entrambi i casi, sono fantasmi.

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelLa non corporeità e i differenti livelli di coscienza dei fantasmi, così come il loro muoversi su un piano temporale a volte parallelo, a volte sovrapposto a quello degli esseri umani, rende più semplice la loro interazione e alza notevolmente il livello di coesione finale del racconto corale.
L’assenza di una vera e propria storyline principale (che in Murder House è quella della famiglia, il cui arco viene tracciato in modo definito, seppur non sempre lineare) non penalizza comunque Hotel grazie alla differenza del luogo scelto e ai differenti obiettivi di ciascuna stagione; se nell’annata d’esordio la linearità serviva a dare un impriting più forte e solido, il quinto capitolo (forte di una fanbase e un successo ormai consolidati) ha potuto permettersi più rischi e creare un alveare di mini-storie che si incontrano, con una forte coerenza tematica di fondo ma senza doverne chiudere il cerchio forzatamente, perché la molteplicità delle storie raccontate rispecchia la molteplicità delle camere dell’Hotel Cortez.
Questo primo confronto si conclude dunque con un pareggio e con un punto a testa.

Intensità Horror

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelUn’altra critica spesso mossa ad American Horror Story è quella di non fare abbastanza paura o di non essere “abbastanza horror”, un’obiezione che suona un po’ pretestuosa considerato che la serie palesa piuttosto chiaramente un obiettivo ultimo che va ben oltre il semplice “creare spavento”; la creatura di Murphy e Falchuk si concentra infatti con molta più attenzione su un altro aspetto, apparentemente più marginale, della poetica dell’orrore: la messa in scena di istanze sociali fondamentali attraverso le storie di zombi, vampiri, fantasmi, raccontando delle storture della società contemporanea e dei suoi reietti.
Questa attenzione è cresciuta esponenzialmente nei 5 anni di messa in onda di AHS, ed è sempre più evidente di stagione in stagione la volontà di mettere da parte la paura e puntare l’obiettivo sul ritratto sociale; il risultato è che – al contrario di Hotel che rappresenta l’apice di questo percorso di mutazione – Murder House risulta essere davvero la stagione più “paurosa” dell’intero ciclo antologico, quella che maggiormente si avvale dei meccanismi tradizionali della tensione mettendo più in secondo piano il messaggio di fondo.
Anche grazie all’effetto novità di alcuni elementi (in primo luogo le immagini e la musica terrificanti dei titoli di testa) che nelle stagioni successive sono diventati sempre di più se non scontati, sicuramente meni impattanti, il secondo punto va decisamente al primo capitolo dello show.

Casting

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelUno degli indiscussi punti di forza di American Horror Story è la capacità di mettere insieme un cast ricorrente di interpreti stellari, composto sia da attori e attrici che grazie alla serie sono emersi in tutta la loro capacità, che da grandi primedonne dello schermo, così come da caratteristi di livello eccelso tra cui Denis O’Hare e Frances Conroy.
Oltre ai già citati Peters e Quinto, è impossibile non menzionare la talentuosa Lily Rabe e la straordinaria Sarah Paulson, che nel corso della serie hanno conquistato meritatamente uno spazio sempre più ampio.
La compresenza di tanti attori e la necessità di ampliarne i ruoli ha rappresentato un altro scoglio importante nel corso delle stagioni, col risultato di sacrificarne spesso alcuni o di dover ampliare storyline poco funzionali per aumentare la presenza sullo schermo di alcuni personaggi.

Questa criticità si manifesta ai livelli più alti in Freakshow e si incarna nella parabola di Jessica Lange: il magnetismo e il talento dell’attrice sono infatti fin da subito evidenti in Murder House anche in un ruolo da coprotagonista, ma nel corso delle stagioni successive (Freakshow soprattutto) la sua presenza ingombrante diventa un ostacolo allo sviluppo del racconto corale, con l’obbligo di metterla al centro della narrazione che diventa causa anche di evidenti forzature.
Ma con Hotel il metodo casting di AHS raggiunge forse il suo punto più alto, grazie alla scelta di utilizzare Lady Gaga, figura che unisce in un’unica persona il ruolo di icona pop e di talento emergente attoriale.
Al contrario di Jessica Lange in Murder House, che mette in ombra un trio di attori principali – il terribile Dylan McDermott, l’incolore Taissa Farmiga e la pur brava Connie Britton – con la sua sola presenza sulla scena, creando un fastidioso effetto di noia in quasi tutte le parti in cui non è coinvolta, Gaga in Hotel non è la protagonista indiscussa ma è sicuramente il centro magnetico della stagione, che non fagocita ma rafforza i ruoli degli altri protagonisti creandosi un proprio spazio senza dominare la scena.
Nonostante l’ammirazione incondizionata per Jessica Lange, il terzo punto se lo aggiudica American Horror Story: Hotel.

Autorialità

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelLa volontà di raccontare l’horror da un nuovo punto di vista è il motore creativo che spinge American Horror Story a creare in ogni stagione un prodotto inedito, prendendo quasi a pretesto una diversa tematica per creare quel pastiche che è il marchio di fabbrica dello stile di Ryan Murphy.
Se Murder House prende ispirazione dalla soap opera “Dark Shadows” e ha un taglio decisamente coerente con quell’atmosfera anni Sessanta, le successive stagioni antologiche hanno spinto sempre di più sul pedale dell’originalità, incamerando via via una quantità sempre maggiore di strizzate d’occhio, citazioni e riferimenti che ne hanno marcato sempre più nettamente lo stile.
Freak metaforici e reali, criminali, streghe, fantasmi e vampiri convivono pacificamente in un calderone coloratissimo e sempre eccessivo, che trascende ormai i confini dei vari generi per giocare a mescolarli e intrecciarli.
Come succede spesso alle creature di Murphy, gli scivoloni sono dietro l’angolo (e sono quasi fisiologici per un materiale così sovraccarico) e si concentrano soprattutto nelle stagioni in cui la tematica non riesce a tenere insieme la ricchezza delle ispirazioni.

SerialFight: American Horror Story Murder House VS American Horror Story HotelGiudicando a posteriori l’evoluzione dello show, si può quasi vederne ogni stagione come una fase di maturazione successiva: dalla linearità marcata di Murder House si passa alla folle e rutilante ricchezza visiva di Asylum, che marca un cambiamento netto nello stile ma inaugura anche una strada murphyana ben precisa nella scelta delle tematiche; i capitoli successivi Coven e Freakshow tentano di dare uno spazio sempre maggiore alle figure femminili e al tema appunto del freak, sperimentando ancora di più visivamente ma perdendo di vista quella coerenza interna che però è necessaria per mantenere l’interesse e l’attenzione dello spettatore.
Con Hotel si raggiunge un momento di compimento e quasi di rinascita, grazie a una ricchezza di idee finalmente sorretta da un bilanciamento delle storyline più riuscito, con l’aggiunta di un’attenzione ancora più raffinata alla colonna sonora che diventa vera e propria protagonista della stagione.
A livello di presenza autoriale, quest’ultima annata rappresenta un punto di arrivo indiscutibile per AHS, che arriva perfino ad autocitarsi internamente, come nel caso del personaggio di Sally (Sarah Paulson) le cui mise sono chiaramente ispirate a Courtney Love come quelle di Evan Peters in Murder House che citavano Kurt Cobain, o nel caso del flashback dedicato al passato della Contessa in cui Lady Gaga si reca ad abortire proprio dal Dr. Montgomery, primo proprietario della Murder House.
Quest’ultimo punto va quindi, di nuovo, a Hotel.

IL NOSTRO RISULTATO

Con un casting ricco e ben bilanciato, sorretto da una marca autoriale sempre più decisa finalmente unita a una solida gestione delle storyline, la vittoria va per 3 a 2 ad American Horror Story: Hotel. Ma il nostro consiglio è di recuperare il primo capitolo, che, pur alla luce dei 5 anni passati dalla sua messa in onda (e che al ritmo con cui si evolve il panorama seriale sono davvero tanti) mantiene comunque un livello di qualità davvero alto, oltre che avere l’indubbio fascino della nostalgia.

IL VOSTRO RISULTATO

Questa settimana i nostri risultati differiscono e di molto: con i vostri voti su Facebook e Twitter avete decretato la vittoria di American Horror Story: Murder House con il 77% dei voti, lasciando a Hotel solo il 23%.
Seguiteci sui nostri canali social per la prossima sfida del SerialFight!

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Informazioni su Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

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