American Horror Story – 6×06/07 Chapter 6 & Chapter 7

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Il sesto capitolo di questa annata di American Horror Story è giunto sullo schermo con un alto tasso di aspettative, in buona parte alimentate dallo stesso Murphy, che da settimane ne aveva annunciato la portata rivoluzionaria nell’economia del racconto. È quindi più che lecito chiedersi se l’episodio, e ciò che l’ha seguito, sia stato in grado di mantenere le promesse fatte.
La risposta, in breve, è decisamente sì.
Fin dal suo esordio Roanoke, forte dell’ottima intuizione di sdoppiare i piani della narrazione (e di conseguenza i personaggi) tra resoconto e reenactment, si è distinta come una stagione ricca di potenziale. Nonostante qualche lungaggine di troppo, ha saputo infatti evitare la dispersività tipica di molte delle annate passate, mantenendo il focus sulla casa e sulle vicende che ruotano attorno ad essa e introducendo tematiche che avrebbero trovato il loro pieno sviluppo solo in questa seconda parte. Con la fine di My Roanoke nightmare, inteso come tv show fittizio, la serie amplia enormemente la sua prospettiva, permettendo allo spettatore di gettare uno sguardo sulla presunta realtà del dietro le quinte – fatta di tradimenti, divorzi, matrimoni e follia – e, soprattutto, introducendo lo strumento del reality show, perfetta cassa di risonanza del sostrato tematico del racconto. “Chapter 6” va in questo modo a complicare e raffinare ulteriormente le riflessioni di Murphy sul binomio concettuale realtà/finzione e sull’affidabilità del narratore, in un gioco metatestuale e iper-citazionista che mischia abilmente i topos dell’horror e della trash tv.

Reality is what we make of it

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Sidney si pone inevitabilmente come figura cardine di questa transizione: il suo atteggiamento cinico e manipolatore – emblema della spietata ma al tempo stesso esilarante satira dell’entertainment televisivo di Murphy, che ricorda molto da vicino Unreal – mostra fin da subito quanto i concetti di realtà e finzione siano permeabili e non facilmente scindibili. Sidney mira a creare l’illusione di realismo manipolando le persone e l’ambiente a suo piacimento, finendo però col sottovalutare non solo e non tanto l’elemento sovrannaturale, quanto la follia umana, che come un virus sta prendendo il controllo di tutte le persone coinvolte nelle vicende di Roanoke e nel suo reenactment. Il piano di Sidney di realizzare un reality in 13 episodi naufraga infatti dopo poche ore dal ritorno a Roanoke; come ci viene sagacemente annunciato, quello a cui stiamo assistendo è in realtà una raccolta del materiale audiovisivo recuperato in seguito a una vera e propria carneficina che ha lasciato solo un sopravvissuto, di cui ignoriamo l’identità. Ma fino a che punto possiamo credere alla pretesa di documentarismo implicita in questo avviso?

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Pur non mettendo mai in dubbio, almeno sulla carta, la reale esistenza degli spettri della colonia, Murphy decide di centellinarne la presenza, in modo da lasciare spazio a un altro tipo di orrore, la cui origine è tutta umana: se la strage compiuta da Agnes, ormai del tutto incapace di distinguere tra realtà e finzione, era più che prevedibile, così come la mostruosità dei Polk combacia alla perfezione con il racconto dei Miller, il vero plot-twist del settimo capitolo è rappresentato dal raptus omicida di Shelby ai danni di Matt, il quale non fa che confermare come al momento la vera minaccia per la sopravvivenza degli abitanti della casa sia di natura terrena e intestina.

This camera is my story

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Ecco quindi che fa il suo ingresso anche l’elemento del found footage, espediente caro a molti horror degli ultimi anni e qui legato a doppio filo con la contemporanea ossessione per l’apparire e il documentare tutto in qualsiasi circostanza. Non a caso, in “Chapter 7” sono gli stessi personaggi a interrogarsi a più riprese sul perché di questa operazione, e non solo al fine di giustificare allo spettatore l’esistenza stessa di ciò che sta guardando: ciascuno di loro – Shelby, Agnes, Lee ma anche i Polk – cerca disperatamente di comunicare il suo punto di vista, la sua versione della storia, agendo in un modo che presuppone la consapevolezza della frammentarietà del reale e della facilità con cui questo può essere manipolato. Se Lee è una figura emblematica in questo senso, in quanto reduce da una gogna mediatica che (forse) non meritava, nel caso di Shelby e Agnes questa fissazione dà vita a risultati ambigui, che ben ne sottolineano le contraddizioni: la prima infatti sfrutta e poi nega il valore documentario della camera, mentre la seconda la usa per smentire e al tempo stesso dare voce alla sua follia.

I’m sorry. I just wanted to be on tv

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Il passaggio dal reenactment al reality va a creare un interessante gioco di rimandi e simmetrie speculari tra i personaggi, oltre che tra le due sezioni che compongono il racconto. L’efficacia della semplice – ma geniale – scelta di far interagire attori e persone “reali” viene infatti arricchita da una scrittura che ragiona per contrasto sulla figura del doppio: ecco quindi che all’abbandono di Shelby da parte di Matt corrisponde il coronamento del sogno d’amore di Audrey, mentre l’accusa rivolta da Lee a Monet di averla volontariamente rappresentata come un’assassina è speculare a quella dell’attrice che individua proprio in questa interpretazione la causa della sua dipendenza dall’alcool. Similmente, l’annuncio che solo un personaggio sopravviverà al ritorno a Roanoke fa da contraltare alla certezza che Lee e i Miller sarebbero sopravvissuti al primo soggiorno, mentre la sequenza di chiusura di “Chapter 7” porta il cortocircuito tra i diversi piani di realtà/finzione messi in scena da Murphy a raggiungere il suo culmine, con la riproposizione del finale del quarto capitolo e l’incontro tra Agnes e la – vera? – Macellaia.

The show planned by producers never aired. This is the assembled found footage

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7Date le premesse, lo show richiede allo spettatore una sospensione dell’incredulità più che accettabile, a maggior ragione tenendo conto dei risultati che consegue: Murphy forza la narrazione quanto basta per riportare Shelby, Matt e Lee nella casa, premurandosi però di fornire a ciascuno di loro un motivo più o meno valido per farlo. A emergere è quindi una maggior cura in fase di scrittura, che mira a rendere conto delle proprie scelte narrative; un elemento che non può non colpire piacevolmente, a fronte della gratuità a cui ci ha abituato in passato la serie. Lo stesso discorso può applicarsi anche all’aspetto tecnico-stilistico, ricco ed eterogeneo come mai prima d’ora e al tempo stesso mai così funzionale al racconto.

American Horror Story – 6x06/07 Chapter 6 & Chapter 7L’ibridazione tra generi cinematografici e format televisivi mette infatti nelle mani di Murphy e del suo team un ampio ventaglio di possibilità espressive, che si adeguano alla perfezione della sua esuberanza stilistica – anche grazie alla bravura di Angela Bassett e Elodie Keene, cui spetta la regia dei due episodi. Quello che ne risulta è un calibratissimo caleidoscopio audio-visivo, in cui niente, dall’angolazione alla qualità dell’immagine, è lasciato al caso, e in cui ogni inquadratura trova la sua giustificazione diegetica – che siano i provini per il casting della Macellaia, il filmato del matrimonio di Audrey e Rory, o il mix di riprese statiche dall’alto e found footage che compone l’ossatura di questa nuova parte dello show.

In definitiva, “Chapter 6” rappresenta non solo il picco qualitativo di questa stagione, ma uno dei migliori episodi in assoluto di American Horror Story; considerando l’ottima tenuta del settimo capitolo, Roanoke si candida a essere la stagione più riuscita del progetto antologico di Murphy, che finalmente sembra aver trovato il perfetto equilibrio tra la sua anima camp e la rivisitazione dei topos orrorifici.

Voto 6×06: 8/9
Voto 6×07: 8+

 

2 Risposte

  1. Teresa scrive:

    Datemi atto di aver previsto, nei commenti a una recensione di qualche settimana fa, esattamente questo plot twist :)
    Per il resto, concordo in toto con la bella recensione. Questa stagione mi sta piacendo moltissimo, e pazienza se tanti fan della serie si stanno lamentando. Credo che probabilmente non abbiano mai capito fino in fondo che tipo di progetto è AHS.

     
  2. mitch845 scrive:

    Probabilmente i fan che si lamentano sono quelli a cui è piaciuta la stagione scorsa (Hotel, ma anche Freak show) in cui predomina l’estetica, si gode per 3-4 puntate, dopo degrada tutto molto velocemente fino al pietoso e noioso finale di stagione.
    Questa stagione sembra diametralmente opposta. Non mi ha convinto nelle prime 5 puntate, poichè sembrava un prodotto così diverso dall’AHS solito, ma diventa sempre più interessante man mano che si avvicina il fine stagione.
    Anche se alcune scelte sono discutibili e la storia per ora sembra piuttosto scontata. Quindi rimane una serie mediocre a mio avviso, lontana dall’eccellenza mai toccata tra l’altro da AHS, ad eccetto forse di Asylum.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *