Better Things – 1×04/05 Woman Is the Something of the Something &…


Better Things - 1x04/05 Woman Is the Something of the Something &...Più Better Things procede, più la sua identità riesce ad emergere con forza e decisione: a metà stagione la serie FX è ormai riconoscibile, segno che quello della Adlon si conferma un marchio autoriale di spessore.

Il punto di partenza, intendiamoci, non poteva che essere Louie; dopotutto è dalla collaborazione nello show di Louis CK che è stata confermata la capacità di un’autrice come Pamela Adlon, tra l’altro l’unica sceneggiatrice a comparire in più episodi della serie di Louis CK a parte lui stesso.
Ma quello che Better Things e Louie condividono è solo un intento, un obiettivo in comune: mettere a nudo situazioni della vita di tutti giorni con un occhio riflessivo e non banale, trasformandole in qualcosa di vero come solo poche comedy (nonostante siano molte a provarci) riescono a fare. Visto che si parla di una missione così generale e allo stesso tempo soggettiva, è quindi inevitabile che se il prodotto funziona prenderà una strada tutta sua; questi due episodi sono la conferma definitiva di tale direzione, ed ognuno incorpora una qualità diversa della serie.

Better Things - 1x04/05 Woman Is the Something of the Something &...La quarta puntata è quella che mette alla prova le capacità di manipolare il racconto della Adlon: a pensarci bene la storia presentata è piuttosto lineare, con Sam che si rende conto di non conoscere abbastanza le sue figlie ed il lavoro che rischia come al solito di intromettersi. Quello che sorprende, tuttavia, è come le due storyline rimangano, nonostante le aspettative, quasi totalmente sconnesse, toccandosi occasionalmente solo tramite le chiamate della viscida manager della protagonista; il fatto che venga mostrata l’intera vicenda anche dal lato dei produttori televisivi non ha solo l’obiettivo di raccontare come funzioni il dietro le quinte dell’industria di cui si parla, ma vuole anche approfondire l’apparentemente semplice linea narrativa di Sam.
Se avessimo visto solo la parte del personaggio della Adlon alle prese con le figlie, la storia avrebbe avuto senso comunque da un punto di vista narrativo; quello che cambia, tuttavia, è il significato che viene dato alle vicende che vengono mostrate, le ripercussioni sul quadro complessivo che l’autrice vuole sottolineare. È come se uno dei concetti alla base della serie vedesse il mondo come qualcosa di totalmente confusionario e casuale, nel quale un numero spropositato di fattori (il produttore del pilot, i due showrunner, la manager di Sam, e così via) dà luogo a storie assurde di cui spesso non si è neanche a conoscenza; dal punto di vista della protagonista, infatti, la storia a cui si assiste ha uno degli svolgimenti più semplici possibili.

Better Things - 1x04/05 Woman Is the Something of the Something &...Si tratta di una visione del mondo che persiste anche nell’episodio successivo, in cui il terrore di Max sta nella sua convinzione di essere l’unica a sentirsi inadeguata, impreparata e confusa a proposito del proprio futuro; anche in questo caso l’apparente semplicità con cui il resto del mondo gira viene presto spezzata, in una sequenza che trasforma imbarazzo e disordine in qualcosa di confortante, grazie ad una scrittura che mai si era fatta così realistica ed onesta finora. Se la quarta puntata costituiva una sorta di prova stilistica della capacità della Adlon, “Future Fever” ne mette alla prova il contenuto, e il risultato è la definitiva dichiarazione d’intenti dello show, che riesce a completare i passi compiuti in precedenza; la voce dell’autrice, dopotutto, aveva sempre avuto dei connotati forti e un po’ taglienti, ed è proprio per questo che quando decide di addolcirsi il risultato è inevitabilmente molto forte, vista la grandissima coerenza che riesce in qualche modo a mantenere con la filosofia generale della serie.

Better Things - 1x04/05 Woman Is the Something of the Something &...C’è da dire che un altro grande punto di forza del quinto episodio sta nella costruzione dei personaggi, ed in particolare nell’approfondimento di quella Max che era risultata tanto insopportabile e viziata in partenza. Uno dei rischi di una serie come Better Things sta nella difficoltà di superare lo stereotipo, nell’arduo compito di trasformare personaggi costruiti su luoghi comuni in esseri umani mai esagerati e sempre credibili. Il fatto che gli strumenti alla portata della Adlon siano, per la natura stessa dello show, eventi di tutti i giorni rende il compito un lavoro sottile, un lavoro che ripaga di tutti gli sforzi quando viene svolto con intelligenza; è proprio questo il caso di “Future Fever” e di questa prima metà di stagione in generale, in cui anche quando l’attenzione viene spostata sui personaggi secondari la qualità non ne risente, aiutando la costruzione del quadro complessivo. Sarebbe stato fin troppo facile concentrarsi solo sull’evoluzione di Sam, rendendo lo sfondo una semplice fonte di spunti comici e narrativi tutti finalizzati alla crescita della protagonista; in questo modo invece la qualità e la densità tematica della serie si allargano, col rischio di incontrare qualche difficoltà in più, ma anche con la possibilità di diventare qualcosa di ben più importante.

Better Things, quindi, si avvia verso la seconda metà di stagione forte di una qualità sempre più alta; è difficile non notare la stratificazione tematica e introspettiva che viene messa in gioco episodio dopo episodio, segno che la voce di Pamela Adlon è una delle più promettenti del panorama televisivo odierno.

Voto 1×04 “Woman Is the Something of the Something”: 7½
Voto 1×05 “Future Fever”: 8+

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