Class 1×01/1×02 For Tonight, We Might Die & The Coach with…

Class 1x01/1x02 For Tonight, We Might Die & The Coach with...Uno dei tratti più affascinanti di Doctor Who è senza dubbio il suo universo – narrativo – naturalmente “espanso”, che rende possibile declinare la propria ricchissima e stimolante mitologia in infinite storie diverse, adatte a sensibilità e pubblici altrettanto differenti.

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Non si tratta soltanto di transmedialità (quello del Dottore è un franchise che si estende dai fumetti agli audiolibri) ma soprattutto delle infinite possibilità di costruzione e (ri)elaborazione tematico-stilistica che il concept possiede di base, anche nell’ambito dello stesso medium. Un processo interessantissimo che ha coinvolto e continua a coinvolgere la serie madre – ad esempio, ma non solo, con il passaggio da uno showrunner all’altro – e che si realizza in maniera ancora più chiara nello sviluppo di prodotti collaterali sempre nuovi. Torchwood, The Sarah Jane Adventures e adesso Class – senza soffermarci sul flop del 1981 K-9 and Company, legato alla serie classica – sono la prova forse più evidente che Doctor Who può avere mille anime, pur continuando a condividere lo stesso cuore (o meglio, gli stessi due cuori).
Ognuno di questi spin-off, infatti, rappresenta una rilettura accuratamente targetizzata dell’universo narrativo di partenza, pensata per esplorare e soddisfare esigenze diverse ma in grado di farlo comunque attraverso soluzioni sempre in linea con una comune visione del mondo. Torchwood, ad esempio, nasceva dal desiderio di raccontare tutte quelle storie più crude e disperate che non trovavano spazio in uno show tutto sommato per famiglie, mentre al contrario The Sarah Jane Adventures puntava ad una audience giovanissima e di bocca buona. Class, invece, si rivolge ad un pubblico di adolescenti e giovani adulti decisamente cool, cresciuti a pane e fantascienza e desiderosi di vedersi maggiormente (e meglio) rappresentati in TV.

Class 1x01/1x02 For Tonight, We Might Die & The Coach with...Sfruttando tutte le potenzialità di una storia fatta di alieni e timey-wimey stuff, la nuova serie di BBC Three prova quindi ad approcciare con le spalle coperte un genere particolarmente in voga negli ultimi anni: lo Young Adult. Non a caso presenta come showrunner e produttore esecutivo Patrick Ness, acclamato autore di narrativa per giovani adulti, e si propone fin da subito quale moderna alternativa british a Buffy The Vampire Slayer. Il paragone con la storica serie di Joss Whedon è immediato e voluto: i protagonisti del racconto sono infatti un piccolo gruppo di compagni di scuola, che si trovano ad affrontare e risolvere problemi e minacce di natura più o meno sovrannaturale. Tra loro ci sono April, la classica brava ragazza timida e diligente, Tanya, il genio della compagnia, Ram, l’equivalente british del quarterback un po’ spavaldo ma tormentato di tanti teen drama statunitensi, e poi Charlie, un tipo strano e riservato che non è chi dice di essere. Al gruppo si aggiunge Miss Quill, un’insegnante di fisica cinica e sopra le righe che ha con Charlie un rapporto molto particolare. L’ambientazione è quella della Coal Hill, l’istituto superiore in cui studiava la nipote del Dottore, Susan, e in cui insegnava anche Clara Oswald. Trovandosi al centro di numerosi fenomeni spazio-temporali, l’area intorno alla struttura si è trasformata col tempo in una specie di calamita per creature extraterrestri, un “faro di segnalazione” che attira soprattutto mostri e malintenzionati e che è quindi necessario tenere sotto controllo.

Il primo episodio, “For Tonight, We Might Die”, introduce questi temi e personaggi in maniera efficace, ma forse con un pizzico di entusiasmo di troppo. A farla da padrone sono infatti il ritmo serrato, così veloce che lo spettatore rischia di perdersi qualche pezzo per strada, e l’ansia, tipica di tanti altri pilot, di mostrare tutto subito. Da questo punto di vista, “The Coach with the Dragon Tattoo” è senza dubbio più riuscito, ma allo stesso tempo anche molto meno accattivante. Entrambi gli episodi patiscono la debolezza del monster of the week di turno, la cui storia si rivela in tutti e due i casi piuttosto scadente, andando a rappresentare l’elemento della trama in cui emerge più evidente l’immaturità della serie nonché forse il punto più critico dell’intero progetto. A differenza di Doctor Who, che può muoversi in uno spazio narrativo virtualmente infinito, il raggio d’azione di Class è infatti limitato dal suo stesso concept: il potenziale creativo e tutto l’aspetto di worldbuilding che costituisce una fetta interessantissima della serie madre è qui inevitabilmente ridimensionato, con il risultato che sviluppare delle trame davvero coinvolgenti e non ripetitive diventa doppiamente difficile.

Class 1x01/1x02 For Tonight, We Might Die & The Coach with...Se questa prova non viene superata nelle prime puntate, non è detto che ciò si ripeta anche nelle prossime. D’altra parte Class si presenta comunque come un prodotto di buon livello, promettente e sviluppato con cura. La qualità della scrittura emerge soprattutto nella sua dimensione più teen e di genere, nonostante i personaggi e le situazioni raccontate siano ancora in parte piuttosto derivative. Si tratta però di un “derivativo” meta e consapevole – come viene fuori da alcune battute riuscitissime –, in grado di evolversi e personalizzarsi. In fondo i riferimenti sono quelli giusti: come Buffy, Class è intenzionato ad affrontare e mettere in discussione gli stereotipi che colpiscono ragazzi e ragazze, aggiornando la questione al 2016. Non soltanto il cast è decisamente inclusivo (due protagonisti sono di colore), ma appare evidente la volontà di proporre un ritratto degli adolescenti più realistico e rappresentativo. Troviamo ad esempio un lead apertamente e soprattutto serenamente gay, ma anche una rappresentazione convincente del trauma incarnata da un personaggio maschile, mostrato quindi come vulnerabile ed emotivo senza però dare in alcun modo l’impressione che possa esserci in questo qualcosa di strano.

Class 1x01/1x02 For Tonight, We Might Die & The Coach with...La violenza, d’altronde, è una presenza costante. Rispetto a Doctor Who, per avvicinarsi ad un pubblico che si percepisce come tale Class è molto più adulto nei toni e nello stile. Non mancano linguaggio forte, sangue, inquadrature di nudo parziale nonché un senso generale di coolness tipico di prodotti più accattivanti. Alle volte l’impressione è addirittura che gli autori ci stiano “provando un po’ troppo”– specie con il personaggio di Miss Quill, che risulta forse il più monodimensionale – ma se si entra nell’ottica dello show di genere diventa anche più piacevole partecipare al gioco.

Per concludere, quindi, vale la pena dare una chance a questa costola teen di Doctor Who, a patto che si mantenga la giusta disposizione mentale. Non sempre riesce ad intrattenere al massimo delle sue potenzialità, e ci sono alcuni piccoli passi falsi che rendono la visione meno fluida e coinvolgente, ma ha ancora tutto il tempo (e lo spazio) per correggersi e migliorare.

Voto “For Tonight, We Might Die”: 7½
Voto “The Coach with the Dragon Tattoo”: 6½

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

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