Masters of Sex – 4×05 Outliers 2


Masters of Sex - 4x05 OutliersCi eravamo già chiesti l’anno scorso quanto e se Masters of Sex potesse ancora rappresentare, nell’era della Peak Tv, un prodotto da seguire ed apprezzare con lo stesso entusiasmo delle prime due stagioni.
Allora la risposta era stata un nì.
.

.

I difetti erano tanti e si vedevano, ma rimaneva uno show capace di  soluzioni narrative e riflessioni sui personaggi non scontate ed appassionanti.
Oggi molte cose sono indubbiamente cambiate, soprattutto per i personaggi, ma altrettante dinamiche sono rimaste le stesse, specie sul fronte qualità. La serie Showtime, infatti, continua ad alternare soluzioni interessanti e sensate a scelte discutibili – se non addirittura irritanti – sul piano dell’evoluzione dei personaggi e del racconto stesso.

Uno dei vari problemi sembra essere l’ormai quasi totale identificazione con un genere di cui Masters of Sex è stato, sì, sempre debitore, ma fino ad oggi con una lucidità tale da permettere di rielaborarne, quando serve, i più aridi codici e topoi. Stiamo parlando, ovviamente, della commedia romantica nella sua forma più deteriore e sfiancante, in cui le motivazioni e le azioni dei personaggi sono sacrificate sull’altare di uno stiracchiatissimo will they, won’t they spesso condito di equivoci, incomprensioni facilmente evitabili e immancabili problemi di tempismo.
“Outliers” è in questo senso un episodio esemplare, in cui gli “squilibri” della serie si fanno ancora più evidenti. Da un lato il ritorno di fiamma tra Bill e Libby viene liquidato in maniera sorprendentemente veloce e con grande soddisfazione, mentre dall’altro – ovvero nel caso di Masters e Virginia –  gli autori scelgono di impuntarsi su un conflitto interiore che non ha motivo di esistere, con il chiaro ed unico obiettivo di allungare il brodo.

Why have we endured all this pain, all this suffering, if not for the two of you to end up together?

Masters of Sex - 4x05 OutliersQuando pone la domanda che dà il titolo a questo paragrafo, Libby sembra quasi parlare non soltanto per sé ma anche a nome di tutti gli spettatori. E in effetti, a prescindere dalle informazioni in nostro possesso sulle vite dei veri Masters e Johnson, potremmo mai immaginare una direzione diversa per il nostro racconto? Non si tratta banalmente di trovare una conclusione naturale e rassicurante ad una storia che abbiamo seguito insieme per quattro anni, ma di dare un senso al percorso di crescita dei personaggi così come ci è stato presentato e così come loro stessi lo hanno vissuto. Per cui mentre non sorprende, ad esempio, che questa lucida analisi venga formulata della (quasi) ex signora Masters – visto l’ottimo lavoro di caratterizzazione svolto con il suo personaggio –, dispiace constatare quanto tale necessaria presa di coscienza venga in sostanza annullata da una sequenza finale melodrammatica e priva di senso, in cui Bill paragona il suo amore per Virginia ad una forma di dipendenza autodistruttiva di fronte ad un pubblico di persone che soffrono davvero di un disturbo del genere, paradossalmente proprio nel momento in cui quel sentimento smette di essere fonte di dolore per chi sta intorno alla coppia e può quindi essere vissuto da entrambi con ritrovata serenità.

Masters of Sex - 4x05 OutliersCiò che disturba di questa scelta, che se preparata diversamente avrebbe anche potuto rappresentare una soluzione originale e quindi vincente, è che scaturisce da un evento che non la giustifica in alcun modo. La decisione di dichiararsi colpevole al processo che potrebbe distruggere la carriera dei due ricercatori non nasce, infatti, soltanto per proteggere la reputazione di Virginia, ma anche la rispettabilità di tutto il lavoro svolto insieme: ammettere la loro relazione clandestina sminuirebbe il valore delle ricerche condotte negli anni, togliendo credibilità allo studio di una vita. È sicuramente più semplice riprendersi dalle accuse di sexual deviance, specie presentandosi alla stampa con delle dichiarazioni sentite e convincenti come quelle di Bill. Non si capisce, quindi, perché l’uomo dovrebbe ritenere un possibile riavvicinamento a Virginia così dannoso come sembra suggerire nel suo discorso di fronte agli alcolisti anonimi, dal momento che con tale “sacrificio” non ha fatto del male a nessuno, compreso se stesso. E, ancora una volta, fa sorridere come ad una simile conclusione si giunga soltanto adesso che il vecchio Bill Masters è finalmente cresciuto e può affrontare la situazione con nuovi strumenti. Per quanto possa apparire scontato lasciare che i due amanti finiscano insieme una volta per tutte, l’alternativa suggerita con queste premesse è incoerente ed impraticabile, ma soprattutto viene inevitabilmente percepita come un mero trucchetto per arrivare fino al season finale con qualche carta in più da giocarsi. Anche perché scegliere di portare avanti questo scontro non è di certo una soluzione innovativa, anzi riproduce in pieno uno dei tanti topoi della commedia romantica – reso ancora più insostenibile dalla consapevolezza che, alla fine, questo percorso di ricerca interiore si concluderà comunque tra le braccia di Virginia.

Falling into old patterns can be dangerous.

Masters of Sex - 4x05 OutliersCiò non toglie che rimanga legittimo, da parte di Bill, nutrire dei dubbi su un eventuale futuro con Virginia: entrambi si sono fatti del male in passato, e la donna non si è certo rivelata una persona affidabile e “sana”. Tanto più che a mettere in luce i rischi di un passo così importante è involontariamente la stessa Johnson, la quale gli ricorda quanto sia pericoloso in campo sentimentale ricadere sempre negli stessi schemi perversi. Il suo intento è quello di scoraggiare il riappacificamento con Libby, ma non si può fare a meno di pensare che quelle parole siano in realtà più adatte a descrivere la loro personale esperienza di coppia nonché il modus operandi con cui lei stessa si approccia di volta in volta al sesso e alle relazioni. Eppure qualcosa è effettivamente cambiato: la vecchia Gini non si sarebbe mai esposta così, e sarebbe superficiale attribuire tale svolta soltanto all’ennesima reazione istintiva – in questo caso al riavvicinamento di Bill e Libby. Il suo percorso di crescita è iniziato in “Coats or Keys”  ancor prima di scoprire cosa stava succedendo tra i coniugi Masters, attraverso una presa di coscienza che già covava dentro di lei a partire dal finale della scorsa stagione, ma che non si era ancora manifestata in maniera chiara e precisa. Anzi, gli autori sembravano voler insistere nel dipingere il suo personaggio come sempre più immaturo, incapace di riconoscere la crescita del suo amante e dunque di agire di conseguenza. Questo cambio di rotta potrebbe rappresentare la volta buona per concedere anche a Virginia un’occasione di riscatto e soprattutto riservarle un trattamento analogo a quello della sua controparte. La strada è ancora lunga, come possiamo osservare dalla tendenza a comportarsi comunque secondo modelli consolidati e rassicuranti (le allusioni), ma è giusto che sia così: Bill ha avuto una stagione in più per lavorare su se stesso, tra alti, bassi e costanti ricadute, in un processo che in fondo non è ancora terminato. D’altra parte non è forse Libby a tirare fuori entrambi dall’ennesima scelta sbagliata ed egoista?

Masters of Sex - 4x05 OutliersNell’episodio convivono quindi due “anime” in netto contrasto tra loro: da un lato il desiderio di costruire per i personaggi, specie quelli più bistrattati come Virginia (ma anche Betty ed Helen, protagoniste di un numero di sequenze elevato per gli standard della serie e di alcuni momenti davvero curati), un’evoluzione caratteriale sensata e un percorso di crescita coerente, dall’altro la volontà di rallentare quello stesso percorso per pure ragioni di convenienza narrativa. Il risultato è una struttura della puntata strana e disorientante, che mette insieme (oltre a tanti eventi diversi: il processo, il party a New York, l’inizio della storia tra Libby e Braham, le “indagini” di Art e Nancy e perfino il racconto di Guy sul suo passato in Vietnam) sequenze potenzialmente interessanti ma anche e soprattutto contraddittorie. Ad esempio, che senso ha suggerire un parallelo tra le parole di Virginia e la sua relazione con Masters, lasciando intendere che quest’ultima sia “pericolosa”, per poi mettere in bocca a Libby soltanto qualche sequenza dopo un ragionevole invito a portare avanti quella stessa relazione?

Il difetto più grande di “Outliers” è quindi probabilmente la sua struttura disorganica che palesa e riflette le criticità dell’intera serie, da due stagioni a questa parte sempre in bilico tra l’eccellenza e il disastro. Tale fragilità espone il prodotto a facili cadute di stile, come si nota dalle frequenti e fallimentari incursioni nel territorio della rom-com più scontata. Tuttavia è proprio la sua natura altalenante a farci credere che Masters of Sex abbia ancora qualcosa da offrire, se non esattamente “da dire”. La presenza di alti, oltre ai numerosi bassi, è la prova che la serie può ancora regalarci delle soddisfazioni, a patto che la direzione venga aggiustata quel tanto che basta affinché le azioni dei personaggi tornino ad avere senso e il racconto una costruzione coerente.

Voto: 6+

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “Masters of Sex – 4×05 Outliers

  • Miss Scarlett

    Non sono molto d’accordo con la recensione, trovo che sia stata una bella puntata, interessante, con scene divertenti ed altre molto intense. A me è piaciuto come hanno affrontato il rapporto tra Libby e Bill in questi ultimi due episodi, con dialoghi non banali e momenti di introspezione. Non mi sembra che sia stata liquidata velocemente la loro relazione, anzi. Più velocemente forse è stato trattato il cambiamento di Virginia. Così come non si è ben capito cosa l’avesse fatta deragliare mentalmente la scorsa stagione, altrettanto non è chiaro come improvvisamente abbia avuto l’illuminazione dopo un paio di chiaccherate con Art. Questa è la vera pecca della sceneggiatura. Fortunatamente il personaggio di Bill è scritto meglio e grazie all’interpretazione di Sheen ogni battuta diventa una piccola meraviglia (grandiosi i due monologhi finali).
    Il conflitto interiore dei protagonisti? Secondo me ha senso invece. Almeno in questa prima fase dopo la rottura. Da un lato Bill è ancora pazzamente innamorato di Virginia, dall’altro deve cercare disperatamente di resistere alla tentazione di tornare tra le sue braccia, se non vuole trovarsi di nuovo col cuore spezzato.
    Per quanto riguarda la prevedibilità del loro happy ending, non la trovo una cosa così scandalosa. Nella realtà i due sono veramente finiti insieme e già si sapeva dalla prima serie allora, ancora prima di cominciare, quale sarebbe stato il loro destino. La parte interessante è osservare il percorso fatto per arrivare fin lì, e quello è tutt’altro che banale secondo me.

     
    • Francesca Anelli

      Ciao Miss Scarlett! Sono d’accordo con te su alcuni punti ma credo che il problema della puntata sia il fatto di non averci aiutato a trarre le stesse conclusioni dei personaggi. Mi spiego: tu dici che il conflitto ha senso, e in parte condivido, ma è il modo in cui ci viene presentato e dunque il modo in cui la puntata ci ha portato fino a lì che secondo me non è efficace e tradisce, piuttosto, delle intenzioni tutt’altro che lodevoli. Come scrivo nella recensione, con altre premesse avrei apprezzato questa scelta, ma mi sembra che ci sia qualche problema sul piano della scrittura. Per il resto non penso nemmeno io che sia problematico o banale vedere Bill e Gini insieme e come te ritengo che il percorso sia la parte importante. Proprio per questo mi spiace vedere certe cadute di stile.
      Su Bill e Libby probabilmente mi sono spiegata male: quando parlo di velocità non intendo frettolosità, anzi apprezzo la capacità di gestire senza strascichi il loro riavvicinamento.