Shameless – 7×04 I Am a Storm

Shameless - 7x04 I Am a StormGiunti ormai alla quarta puntata, è chiaro che questa nuova stagione di Shameless cerchi di presentarsi come un gradino fondamentale nella grande storia dei Gallagher. “I Am a Storm” sembra essere d’altronde la prima di una serie di scoccate destinate a scrollare dal torpore gli spettatori in favore di uno spettacolo più forte.

Uno show non solo capace di riacciuffare l’abilità di stordire ed emozionare delle prime stagioni, ma anche impegnato a costruire un futuro per i propri protagonisti. L’episodio infatti conferma le linee tematiche accennate nelle precedenti puntate e ingrana la marcia verso quelli che sembrano orizzonti più freschi ed eccitanti, o almeno divincolati dal cortocircuito di idee che aveva condannato la serie stessa negli ultimi periodi. La potenza di fuoco di Shameless è sempre risuonata nell’ammucchiare tante teste e tanti problemi nelle stesse inquadrature e di ricavare i bandoli nella matassa emotiva attraverso una poetica comune. Non a caso le critiche più radicate sono sfrecciate alla scelta di trattare i Gallagher come cani sciolti di fronte a problemi irrisolvibili. È invece nella dimensione famigliare, centrale in questa puntata pur con certe modifiche, che la narrazione si scalda e prende ritmo: i singoli personaggi, dalla scala gerarchica e caracollante da Fiona fino a Carl, affrontano ciascuno l’inizio di nuovi percorsi per poi muoversi verso un solo epicentro.
Shameless - 7x04 I Am a Storm

L’appropriazione di un futuro indipendente e non condannato dal proprio cognome è ciò che desidera Fiona, che riversa tutte le proprie speranze nella gestione di Patsy’s Pie; è ciò che desidera Lip, che punta tutte le fiches su se stesso; è quello che vorrebbe Ian, alla ricerca della definizione della propria identità; è quello che desidera Debbie, che cerca di prendere in contropiede le responsabilità materne; è infine ciò che desidera Carl, che preferisce il poligono a un grembiule. Lo stesso Frank ha abbandonato la nullafacenza anacronistica in favore di una cronica protesta. Certo, è presto per definire come “arrivati” i personaggi, soprattutto nell’ottica di una narrazione che fa dell’ironia iperbolica il principale mezzo di attrito a svolte positive. Il controcampo di tutti questi sviluppi è inevitabilmente il ruolo del distruttivo codice genetico che trasforma ognuno in una rabbiosa mina vagante. Per quanto sia forte, infatti, la spinta verso il cambiamento, i protagonisti devono combattere contro una situazione sociale che gioca tutte le sue carte per mettere i bastoni tra le ruote, i federali nella trama, l’incancellabile scomodità delle scelte passate nella cronologia. È quindi coralmente che Shameless lavora al meglio sulla propria linea tematica, destreggiandosi per impostare i personaggi sull’incrocio minaccioso di vecchie e nuove strade. La puntata ne è un valido esempio, anche se non manca di alcune, usuali, intemperanze.

Shameless - 7x04 I Am a StormI tempi di un cameratismo famigliare votato al superamento della giornata sono finiti: per dormire sotto un tetto, che è il tetto di Fiona per documento legale, ora bisogna versare una quota. È pagare per dormire, diventare adulti secondo regole imposte da quella che era un genitore e ora è diventata più una affittuaria. Il disinteresse e l’anticameratismo di Fiona vanno a braccetto con l’abbandono del ruolo genitoriale, che è funzionale per un intervento chirurgico alla sua personalità: non più riferimento materno ma donna indipendente con un certo spettro di obiettivi imprenditoriali. La gestione di Patsy’s non è certo l’audace trampolino a Wall Street ambito da Lip, ma rappresenta una concreta realtà e di conseguenza un possibile e concreto successo economico e personale. Questo sviluppo è abbastanza telefonato, viste le continue storte amorose e la decisione di non parlarne neanche, ma arriva nella puntata a sorpresa, e rafforza la credibilità delle intenzioni del personaggio. La portata di questi progetti futuri inoltre emerge dal dialogo sottilmente aggressivo tenuto da Lip e Fiona: l’orgoglio porta il primo a ritenere il tirocinio un primo passo, anche non del tutto legale, per una carriera che porti soldi veri alla famiglia, la seconda a prendere l’iniziativa del fratello come una offesa e una presa in giro. Il risultato di questo questo botta e risposta è il “basta” pronunciato da una Fiona ferita e fortemente irritata dalla mancanza di rispetto e di fiducia; un rispetto e una fiducia che fino ad ora l’avevano aiutata a sostenere tutta la famiglia sulle proprie spalle, senza mai chiedere nulla in cambio.

Shameless - 7x04 I Am a StormLontani dalla parentesi lavorativa invece sono ancora Carl e Debbie, che su binari opposti viaggiano comunque verso un’unica meta: se il primo, forte di una nuova amicizia con il padre di Dom (probabilmente l’unico modo intelligente per proseguire con quel personaggio), prosegue con la sua trasformazione da aspirante criminale ad aspirante agente delle forze speciali, la seconda invece cerca di risolvere l’ingombrante maternità cercando un marito che la mantenga. Entrambi inseguono un’occasione per uscire dal sentiero che hanno percorso fino ad ora, confrontandosi con problemi neanche troppo connaturati alla loro età. Purtroppo però le linee narrative non brillano né per introspezione psicologica né per particolare intelligenza narrativa: le scelte di Carl sembrano avvicinarlo in un certo modo all’Ian di qualche anno fa, non offrendo spazio però a riflessioni rispetto all’analogia, e quelle di Debbie si esauriscono facilmente in una serie di gag che aggiungono poco o nulla al personaggio.

Shameless - 7x04 I Am a StormPassi avanti invece li compiono Ian e Frank, personaggi a cui gli autori dedicano ritagli psicologici di maggior spessore. Ian, di ritorno dal tanto breve quanto improvviso cammeo della propria malattia nella puntata precedente, ora deve confrontarsi con una nuova conoscenza, che inevitabilmente livellerà il definirsi della sua identità sessuale. L’incontro con il gruppo LGBTQIA, che sfiora volontariamente vette umoristiche, è funzionale all’introduzione di Ian in un mondo nuovo, attraverso cui espandere l’analisi della propria identità. Frank invece deve dialogare con le regole imposte dal suo nuovo ruolo patriarcale, teso tra l’istituzionalizzazione dei suoi comportamenti macchiettisti e la forza di riorganizzare e stendere il grumo di sentimenti irrisolti verso i suoi figli disconosciuti. Il problema è  il malcontento dei vicini con il rifugio per senzatetto e con il suo direttore: se Frank cerca di lottare contro il vicinato ripulendolo, in un’intuizione “imprenditoriale” che racchiude tutto il suo genio imprevedibile, allo stesso tempo si vede sconfitto statisticamente dalla riunione, malgrado il suo accorato (oltre che pungente) discorso. Non è difficile avvertire che il rifugio sia probabilmente solo un altro modo per il personaggio di esternare il proprio malcontento esistenziale e di rivelare anche alle telecamere di non voler abbandonare il quartiere, cioè la propria condizione, la propria identità.

Alla fine tutti convergono alla tavola calda, dove si snodano le questioni interne ed irrisolte. È così quindi che la puntata inscrive tutti i personaggi in coordinate nuove, siano identità non ancora scoperte o percorsi abbandonati: mentre tutti corrono verso qualcosa, tutti cercano anche di essere qualcuno che non ha motivi per cui correre. Resta solo da vedere chi sia quella tempesta che romperà gli equilibri appena nati, e quanto faranno male i fulmini.

Voto: 7

 

Leonardo Strano

Convinto che credere che le serie tv siano i nuovi romanzi feuilleton sia una scusa abbastanza valida per guardarne a destra e a manca, pochi momenti fa della sua vita ha deciso di provare a scriverci sopra. Nelle pause legge, guarda film; poi forse, a volte, se ha voglia, studia anche.

1 Risposta

  1. claudio1987 scrive:

    Ritengo questa puntata una ventata di aria fresca rispetto alla stagione e le tre puntate precedenti.
    Non ci sono colpi di testa inverosimili, non c’è bizzarria esagerata, con il quale spesso gli autori hanno cercato di riempire certe mancanze narrative, e i personaggi tornano finalmente ad essere umani, come nelle stagioni passate.
    Ho apprezzato particolarmente questa puntata, il ché è una piacevole sorpresa dopo l’anno passato a suon di compromessi tra la mia inderogabile vena critica e i sentimenti che provo per shameless.

     

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