The Fall – 3×04 The Hell Within Him

The Fall – 3x04 The Hell Within HimQual è l’impercettibile connessione che lega il concetto di giustizia e l’inesorabile propagarsi del male? La terza stagione di The Fall cerca di rispondere a questa domanda ampliando la direzionalità dell’indagine sulle derive dell’animo umano. Sondando gli interstizi tra cause e conseguenze, la verità assume un colore ancora più cupo.

Nel corso della prima e della seconda stagione, l’analisi dell’ambigua convergenza tra male e giustizia era sorretta dall’adrenalina del processo investigativo che, pur non essendo stato mai mostrato a senso unico, finiva per divenire il fulcro tematico della narrazione. Qui invece, mancando la centralità e l’impellenza di una cattura, il discorso si concentra sulle derive, fisiche e psicologiche, in cui si ritrovano tutti i protagonisti: dall’amnesia di Paul, all’apatia di Rose, fino al disorientamento di Stella e al folle gesto di Sally Ann.
La mostruosità di Spector si propaga come un’onda elettromagnetica capace di distruggere anche le cose più distanti, ma allo stesso tempo svanisce in quel suo fare dimesso, in quella confusione in cui vaga la sua testa: è come se fosse diventata un’entità autonoma, un virus di cui non si riesce ad avere il controllo.

«Do you believe that you did the things they say you did?»
«If I did, then I wasn’t arrested… I was rescued.»

The Fall – 3x04 The Hell Within HimL’espediente dell’amnesia, per quanto inizialmente sia parso come uno stratagemma narrativo, funziona da specchio deformante per sviscerare uno dei punti cardine dello show: la mostruosità è una delle facce dell’umanità, l’una non esclude l’altra, sono due aspetti che possono incrociarsi fino a confondersi. La scelta dello show di mostrarci sin da subito il volto dell’assassino era proprio legata all’enfatizzazione di questo elemento: Paul ci è sempre apparso come sdoppiato in un’essenza molteplice, alla sua efferatezza ha sempre fatto da contrappunto la quieta normalità di padre e marito. Adesso, proprio a rigore di una complicazione fisica, questa dualità si annulla a favore di una placidità disarmante, così ben incarnata da indurre verso una forma di inconscia indulgenza – e forse anche di dubbio – tutti coloro che non lo hanno mai conosciuto prima. Nel corso del colloquio con gli avvocati, in cui risuonano pesanti le parole che confermano la sua colpevolezza, Paul prova una sorta di disgusto verso quell’emanazione di se stesso con cui è portato a confrontarsi. Non solo nega tutto, ma prova repulsione per quelle azioni che non riesce ad accettare di aver compiuto. Si confronta con la sua stessa voce, con il suo stesso volto e non si riconosce; nonostante l’oggettività dell’evidenza non riesce a ritrovare in sé la scintilla di quel macabro impulso che l’ha portato a compiere i crimini di cui è accusato. La perdita di memoria può essere tale da cancellare anche l’impulso? La radice di un sadismo a lungo desiderato può essere spazzata via come se fosse un semplice ricordo materiale?

The Fall – 3x04 The Hell Within HimDalla lettura dei diari ritrovati in magazzino insieme a feticci e disegni – attestanti molto probabilmente un’attività criminale antecedente a quella conosciuta –, si evince una dissociazione identitaria molto complessa: in lui c’è sempre stata una lotta tra un Paul buono e un Paul cattivo, così come una discrepanza tra un’essenza che osserva e una che agisce. L’impulso all’azione fa parte solo di una delle due emanazioni, o è comune a entrambe? L’amnesia ha ucciso una di queste due identità, liberando l’altra dal desiderio di comunione con la morte?
Nonostante certi guizzi nel suo sguardo riportino in luce un’inquietante follia, c’è nel suo modo di interporsi al prossimo una freddezza che rispecchia il vuoto venutosi a creare dentro la sua anima, come se davvero una parte di sé fosse stata tranciata via, come se quella sensazione esperienziale fuori dal corpo in cui si è spesso rifugiato adesso fosse diventata reale.

He’s in hospital, he’s incapacitated… and yet he’s still infecting the lives of every person he comes into contact with. He’s a contagion.

The Fall – 3x04 The Hell Within HimHa catturato Spector e salvato la vita a Rose, ma il sapore della vittoria è quanto di più distante Stella stia degustando adesso. Un senso profondo di impotenza la pervade, annientando parte di quella forza che l’ha portata a compiere gesti forse insensati ma risolutivi. Il peso delle conseguenze delle sue azioni comincia a divenire insostenibile, soprattutto nei confronti di Rose e del gesto inconsulto di Sally Ann. Per quanto si sforzi di entrare in contatto con lo stato mentale di una donna che crede sia meglio uccidere i suoi figli anziché lasciarli vivere nell’ombra dei crimini del padre, non riesce a non darsi la colpa per aver permesso che una tale reazione possa aver avuto margine di sviluppo.

The Fall – 3x04 The Hell Within HimAllo stesso modo è difficile rapportarsi allo stato confusionale di Rose senza pensare di aver avuto indirettamente parte al suo rapimento. Fermare Spector era necessario a salvare altre vite, ma Stella si rimprovera di non aver riflettuto a fondo sulle conseguenze derivanti dall’utilizzo del nome ‘Peter’. Rose ha mentito sulla reale importanza della sua relazione con Spector, ma è il detective che ha il compito di prevedere le azioni di un killer, non la vittima.
Stella è come prigioniera di un groviglio di sensi di colpa che generano un’impotenza disarmante, mostrata come triste e angosciante consapevolezza di aver fallito nella vittoria. Gibson non riesce a vivere lucidamente la cognizione che anche perseguire la giustizia a tutti i costi genera un cumulo di devastanti conseguenze. Questa sensazione è l’ennesima constatazione di come gli eventi abbiano preso una piega tale da toccare le corde più fragili della sua anima, innestando un’agitazione difficile da gestire, che viene a galla prepotentemente anche attraverso quei sogni in cui il terrore di Spector si pone in una linea spazio temporale parallela all’inquietante ricordo del padre.

The Fall – 3x04 The Hell Within HimL’apparente ordinarietà di questa terza stagione di The Fall ci mostra, in maniera ancora più devastante, l’inesorabilità di una lenta e spietata ‘caduta’: tutti i protagonisti si ritrovano al limite dello schianto, come a ribadire che una volta innestato il male non ci sia giustizia capace di frenarne la deriva. “The Hell Within Him” ci presenta l’apice di questo processo con una pacatezza che impone uno sguardo più acuto verso gli eventi, apparentemente percepiti come inevitabili conseguenze. Mancano solo due episodi alla conclusione e tutto sembra ancora sospeso tra la sensazione che qualcosa debba ancora iniziare e la percezione che niente sia mai finito, né finirà.

Voto: 8

 

1 Risposta

  1. Genio in bottiglia scrive:

    Fantastica recensione, fantastica serie, fantastica puntata. Questa terza stagione di The Fall sta sfidando una mole di luoghi comuni e di topoi della serialità come raramente è accaduto. Onestamente sono terrorizzato dalla rottura dell’equilibrio instabile che si è venuto a creare. Spero che Paul non fugga, che poi stia fingendo o meno per certi versi è un dettaglio. Che procedano su questa strada e che non tirino fuori di nuovo il serial killer. Il serial killer era una pretesto necessario; l’orrore vero sta qui.

     

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