This Is Us – 1×01 Pilot

This Is Us - 1x01 PilotNon è mai facile giudicare una serie dal pilot e tantomeno lo è decidere dopo questi primi minuti se vale davvero la pena di continuarne la visione. Questo invece non accade con la nuova serie di NBC, This Is Us, che sfodera un primo episodio bello, commovente e soprattutto convincente.

La scena iniziale, rimbalzata molto tra tv e web, vede un’inquadratura dal basso che riprende i passi di un uomo praticamente nudo, che si siede sul bordo del letto e guarda sorridendo in camera: il personaggio in questione ha le sembianze di Milo Ventimiglia (dettaglio da non trascurare) e chi apparirà successivamente davanti a lui ha invece il corpo e il volto di Mandy Moore (A Walk To Remember, Grey’s Anatomy).

This Is Us - 1x01 Pilot Sulle note di un bellissimo brano di Sufjan Stevens si apre quindi il sipario sulla nuova sfida di Dan Fogelman, conosciuto soprattutto per il grande successo di Crazy, Stupid, Love e che ha già tentato la strada della serialità, prima con The Neighbors e poi con un prodotto molto particolare come Galavant, durato due stagioni e successivamente cancellato dalla ABC. Rispetto ai suoi precedenti, This Is Us invece si presenta come una serie profondamente normale e questo emerge solo in minima parte facendo un paragone con la carriera televisiva del suo creatore, perché il confronto schiacciante è con l’intero panorama seriale attualmente in onda. Da un po’ di tempo a questa parte, diventa sempre più chiaro che un certo modo di concepire il racconto nella serie sta cambiando, perché l’attenzione è sempre più spostata verso la sperimentazione visiva che diventa quindi il vero motore della storia. Qui invece, come già in altri casi (ad esempio la nuova serie di Cinemax, Quarry), i personaggi e il loro mondo interiore non colonizzano la storia e la scena, ma animano un mondo esterno che prende vita insieme al loro vissuto.

This Is Us - 1x01 PilotInoltre This Is Us fa una cosa ancora più coraggiosa: la normalità che si diceva poco fa non passa solo attraverso una gestione focalizzata sul personaggio, ma viene soprattutto da una narrazione che riprende degli stilemi che sono stati così tanto indagati che è rarissimo ritrovarli nella loro naturalezza, invece che assistere al loro ribaltamento o sconvolgimento. In poco più di quaranta minuti di pilot vediamo un family drama canonico, anzi una dramedy familiare vecchia maniera, come lo sono stati ParenthoodBrothers and Sisters o, per altri versi ancora, Gilmore Girls (e la citazione non poteva di certo mancare). Sono serie che fanno parte di un tipo di televisione a cui siamo irrimediabilmente affezionati e con cui siamo cresciuti, dove quello che veniva messo in scena erano sempre argomenti conosciuti, quotidiani, logici, in cui non ci si immedesimava tanto nel fatto specifico, quanto nelle dinamiche che si innescavano all’interno di un nucleo familiare. Sono elementi che quantomeno raccolgono il favore di una certa tipologia di pubblico, gli stessi che si sentono orfani e nostalgici di quelle storie senza effetti speciali, senza le distorsioni di una malattia o una perversione, ma che sanno raccontare la normalità senza cadere nella ricerca spasmodica della lacrima a tutti i costi, preferendo puntare su attori bravi, una sceneggiatura snella e un sano equilibrio tra momenti divertenti, amari e tristi.

In più, Dan Fogelman non è stato neanche particolarmente pedissequo del genere e per quanto abbia scelto una strada conosciuta, ha deciso di modificarla senza stravolgerla, decidendo di non puntare sui tipici conflitti esterni, generazionali o ideologici, tra i componenti della famiglia, quanto sui conflitti interni che affronta quotidianamente con se stesso ciascun personaggio.

This Is Us - 1x01 Pilot I protagonisti principali sono cinque e ben quattro di loro hanno una cosa in comune, ovvero essere nati tutti lo stesso giorno. Tale premessa ci viene fatta nei primi secondi di apertura e poi il resto del pilot prosegue tracciando in realtà tre storie ben precise: la prima è appunto quella di Jack e Rebecca, una coppia di giovani sposi che aspettano trepidanti di diventare genitori; i fratelli Kate (Chrissy Metz) e Kevin (Justin Hartley), e infine Randall, interpretato dal bravo Sterling K. Brown, reduce dal successo agli Emmy per il suo personaggio in American Crime Story. Le storie messe in scena sono molto diverse tra loro, ma il filo conduttore che le lega è appunto questa insoddisfazione che ciascuno di loro prova verso se stesso, verso i pezzi mancanti della loro vita o verso quelle battaglie di cui portano il fardello ogni giorno e di cui non riescono nonostante tutto a liberarsi. In questo senso la storia di Kate, sia per l’importanza che ha l’argomento sia perché Chrissy Metz è davvero bravissima, è sicuramente la più interessante di tutte; e l’importanza di quanto rappresenta non è data solo dal fatto in sé, ma soprattutto perché riesce a smuovere delle leve davvero universali: la continua battaglia per rinunciare a qualcosa che si desidera visceralmente e con tutto il cuore, ma a cui razionalmente si dovrebbe rinunciare. Nel caso specifico di Kate parliamo dell’obesità, ma questo argomento potrebbe potenzialmente essere adattato a qualsiasi cosa, e altro grande pregio di This Is Us è l’enorme dignità con cui tutto viene messo in scena, senza falsi pietismi o autocommiserazioni di sorta, incorniciato da una sceneggiatura asciutta e divertente.

This Is Us - 1x01 PilotAnche le storie di Randall e Kevin sono molto belle e, diversamente da quella di Kate, hanno un aspetto in più da considerare, ovvero l’invisibilità all’occhio esterno di sapere qual è il loro grande conflitto. Ma lungi dall’essere un vantaggio, entrambi sono in un certo senso costretti a tacere cosa li rattrista nella loro solitudine perché per tutti rientrano nella macro categoria delle persone da invidiare perché hanno avuto molto dalla vita, anche se in modo e per meriti molto diversi. Kevin è un attore sulla cresta dell’onda, vive in una grande villa e ha tutte le donne che vuole, ma ha una carriera mediocre, fondata sui suoi addominali scolpiti, mentre Randall è un uomo d’affari all’apice della carriera e con una famiglia bellissima; eppure ad entrambi manca qualcosa: il primo vorrebbe essere un vero attore e l’altro vorrebbe conoscere il suo vero padre biologico. Infine ci sono Jack e Rebecca, una coppa bellissima e innamorata, desiderosa di comporre una famiglia numerosa e ad un passo dall’ottenerla, e per loro il conflitto interiore si materializzerà in un vero e proprio fatto esterno e tangibile a cui il destino darà una mano.

Ci sono tante storie e tanti personaggi diversi, apparentemente scollegati tra loro, ma è proprio questa apparenza a nascondere il vero plot twist dell’episodio, una svolta così bella e ben fatta che da sola dà ragione per arrivare alla fine. Inoltre segue le stesse dinamiche dell’intera storia: non è un plot twist chiassoso, tragico o ingannevole, ma è la rivelazione commovente e perfetta che incornicia l’inizio di una serie da non perdere.

Voto: 8,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. Eugenia Fattori scrive:

    “il personaggio in questione ha le sembianze di Milo Ventimiglia (dettaglio da non trascurare)”
    Grande Sara che sottolinei le cose davvero importanti! 😉
    Scherzi a parte, io con questo pilot ho pianto, e non mi capita facilmente: This Is Us ha tutti i presupposti per essere una macchina da guerra come Modern Family e regalarci un paio di stagioni almeno realizzate alla perfezione.
    Con tutta la sperimentazione che c’è in giro, tutti gli antieroi tormentati e le storie assurde, io personalmente sentivo il bisogno di una serie “buona” e vecchi stile come questa, che fa un po’ per la comedy quello che Outlander sta facendo per il drama.
    Perché alla fine non è tutto da buttare via, nella televisione “tradizionale”, non se è fatta bene come questa serie.
    (bellissima recensione BTW, hai citato anche la canzone iniziale, ti lovvo molto)

     
  2. FILIPPO scrive:

    Aspettavo con trepidazione questa recensione e, proprio quando stavo iniziando a rassegnarmi, ecco che compare fra tutti gli altri post!
    Che dire, This Is Us è senza ombra di dubbio la miglior nuova serie network (ma non solo), grazie al suo impeccabile mix di comedy e drama, supportato da un cast maestoso e da temi tanto familiari quanto interessanti e adorabili.
    Recensione molto buona, concordo pienamente anche col voto, bravissima Sara!
    Sono curioso: questa recensione è stata fatta con già la seconda e terza puntata viste, o con solo il pilot in memoria? Ad ogni modo, spero vivamente che lo recensirete puntata per puntata, perché sono convinto meriti, ma ovviamente i tempi sono tempi, quindi capirei se, al massimo, faceste una recensione alla stagione intera una volta terminata, ad esempio. Beh, io che li ho visti, comunque, vi assicuro che i due episodi seguenti sono tanto riusciti quanto questo.
    Infine, pur andando leggermente off-topic, mi sento di consigliare caldamente anche Pitch, un’altra nuova serie, questa volta targata FOX, concepita dalla mente di Fogelman, che quest’anno sta contribuendo enormemente alla rinascita della qualità nelle serie network. Alle due preferisco This Is Us finora, probabilmente, ma Pitch la trovo assolutamente notevole e le è subito dietro.

     
    • Sara scrive:

      Ciao Filippo! Grazie mille! La recensione è stata scritta un po’ in ritardo, ci spiace, e devo dire che avevo già visto la seconda (solo la seconda!). Concordo che meriti moltissimo :)

       

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