Shameless – 7×09 Ouroboros

Shameless - 7x09 OuroborosL’Uroboro è un simbolo di derivazione antichissima che, sfruttando l’accattivante immagine del serpente che si morde la coda, rappresenta l’eterno movimento di qualcosa che è immobile, il potere che divora e genera se stesso. Solo l’umorismo graffiante di Shameless poteva unire un concetto di tale portata alla propria idea di narrazione e a far suonare tutto in rima.

Detto questo, “Ouroboros” doveva raccontare con il compito di trovare posizione nella carta geografica della stagione, tenendo conto dell’importanza di ogni movimento narrativo visto l’avvicinarsi del finale. La nona puntata sembra rispondere a questa stringente necessità presentandosi fin troppo quieta nella sua natura transitoria, capace di raggruppare alcuni nodi minori e cogliere una parvenza di soluzione ai problemi che erano implosi nella precedente. Poi però ecco un’accelerata sul finale, due colpi di scena e il passato che bussa alla porta. La calma innaturale, di conseguenza sensibilmente forzata, si spiega e si riconsidera in quest’ottica.

Shameless - 7x09 OuroborosLa malattia di Monica e l’evasione di Mickey sono due pesanti colpi d’aria a un gruppo di linee narrative che aveva trovato una stabilità decente e un punto fermo da cui sviluppare tracce non geniali ma intelligenti, non freschissime ma appassionanti. Il volto di Ian, personaggio che ha guadagnato molto terreno dalle sue esperienze passate, alla rivelazione ricorda un campo di battaglia di emozioni tappate un tempo e improvvisamente stappate ora. Il pianto di Frank, a suo agio nel nuovo ruolo parassita-badante, di fronte alle lastre di Monica crolla in un abbraccio rivelatore dell’amore ancora intatto dopo infinite infezioni e contaminazioni. D’altronde il ritorno a bomba della madre dei giovani Gallagher sarebbe stato inefficiente se non portatore di una novità dirompente, di una calamità narrativa in grado di confermare la natura attrattiva del personaggio, dimostrata anche in questo episodio. Nessun personaggio sfugge alla ricerca (falsamente) riparatrice di Monica, che diventa bersaglio di irrequietezza comune.

Shameless - 7x09 OuroborosNe risente in particolare Debbie, costretta a un parallelismo innegabilmente calzante con sua madre: entrambe genitrici in giovane età, entrambe inadatte al ruolo, entrambe pronte a violenze per difendere il patrimonio genetico. Questo accostamento è di certo infelice per la sorte del personaggio, ma ci permette un nuovo angolo di analisi da cui osservare la ragazza: quello di un miglioramento conseguibile grazie all’allontanamento dal modello materno, a dir poco selvaggio, di Monica. Questo stesso accostamento potrebbe anche sganciarla dal mortificante asse narrativo della “madre che si fortifica contro i servizi sociali”, che semplifica troppo le importanti tematiche della maternità, tematiche che invece il fronte Fiona tratta più sottilmente e quindi con maggior sagacia. Mentre la giovane donna, e non sfugge la scaletta generazionale che va dalla madre alle due figlie, spreme se stessa per una lavanderia di successo senza troppi inceppi, ecco che l’interpretazione di Emmy Rossum regala una magnifica rabbia e una delusione sconfortata, sotterrate da pochi movimenti e contrazioni del volto. La ricomparsa di Monica infatti sembra non darle troppo fastidio, ma è palpabile che tutta questa indifferenza verso le problematiche famigliari si stia coagulando in aggressività inutili, come lo scontro per una recensione negativa.

Shameless - 7x09 OuroborosAllo stesso modo Lip liquida la madre e il colloquio per il nuovo tirocinio con vezzi di etilica superiorità, allungando i suoi problemi con qualche goccetto sotto banco e richiamando in modo pericoloso alla mente dello spettatore le caratteristiche di Gallagher Senior. Se Debbie e, per altre ragioni, Ian sono simili a Monica, infatti, Lip condivide con suo padre sia una intelligenza fuori dal comune sia una passione per le nuotate nell’autocommiserazione. Caratterizzare i figli come controfigura dei propri genitori è un pericolo, narrativamente parlando, perché rischia di allineare la caratterizzazione dei personaggi non oltre il ricalco psicologico. Il lato positivo è che invece la scrittura di Shameless è tra le altre cose piuttosto abile a svoltare di colpo, a prendere tutti in contropiede. È probabile quindi che in futuro gli autori lascino in secondo piano i problemi famigliari dei Gallagher, in favore di nuove storie individuali o di un inedito intreccio tra le due cose, difficile da realizzare ma esplosivo.

Shameless - 7x09 OuroborosDal punto di vista della narrazione corale, poi, l’episodio offre spunti interessanti. Alcune scelte registiche avvicinano l’intento tematico della puntata (il filtro di ogni personaggio grazie all’incontro con Monica) a inquadrature ottimali, soprattutto soggettive, che svestono i personaggi più del solito per un’occhiata più vicina. In più le soluzioni tecniche dell’episodio riprendono l’altro fulcro tematico della puntata: il serpente che si morde la coda (citato ripetutamente dall’inascoltato Kevin, vittima poi del sorprendente potere di Svetlana), che è considerabile anche come immagine definitiva della serie. Il movimento di chi non si muove, come quello di tutti i Gallagher; il potere di una trama che si mangia da sola e si rigenera dal suo passato, proprio riavviandosi come una molla, in una macrostruttura simile a quella di un romanzo. E non è forse Shameless un facile, sporco, ironico prototipo del più nobile romanzo americano? Se sì, lo è proprio in virtù della sua forza di sovrascrittura, che gioca con il peso delle conseguenze. L’evasione di Mickey è questo, è un pugno che arriva da lontano e colpisce vicinissimo. La malattia di Monica è questo, una sicurezza sempre rimandata e ora confermata. Come un serpente che si morde la coda.

La puntata quindi, pur essendo certamente meno meritevole di lodi rispetto alla precedente e condividendo alcuni difetti con le meno riuscite, convince grazie a un solido approccio ai nuovi programmi narrativi, alla soluzione di alcune nodose inettitudini passate e ai potenti, realistici colpi di coda nel finale, che ci riportano al centro della imprevedibilità della serie e ci ricordano i motivi per cui aveva iniziato ad appassionare, ad affascinare.

Voto 7

 

Leonardo Strano

Convinto che credere che le serie tv siano i nuovi romanzi feuilleton sia una scusa abbastanza valida per guardarne a destra e a manca, pochi momenti fa della sua vita ha deciso di provare a scriverci sopra. Nelle pause legge, guarda film; poi forse, a volte, se ha voglia, studia anche.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *