You’re the Worst – 3×12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just Us

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsDopo una stagione alquanto opaca, soprattutto alla luce della riuscitissima seconda annata, You’re the Worst ci presenta un finale che rimette tutto in discussione. La narrazione si fa più compatta e si torna a un intreccio tra accenti drammatici e vocazione comedy, in un perfetto equilibrio tra nevrotica introspezione e situazioni al limite dell’assurdo.

Tuttavia, se questi due ultimi episodi fossero stati sorretti da un altro tipo di stagione, il loro peso sarebbe stato nettamente più importante e incisivo.
La difficoltà a conciliare il proprio egocentrismo con una situazione di coppia stabile e funzionale, elemento cardine dello show, ha subito uno svilimento notevole nel corso di questa terza annata, che si è piegata fin troppe volte verso una ricerca spasmodica dell’elemento comico, spesso senza riuscirvi. Ciò nonostante, nel corso degli ultimi episodi, la serie ha riacquistato parte del suo smalto originario, raggiungendo l’apice con questo doppio season finale che riporta in auge quegli stilemi narrativi che hanno fatto la grandezza della seconda annata.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsQuesta terza stagione è stata costruita con l’intenzione di porsi in contrappunto speculare con la precedente – incentrata su Gretchen e sulla percezione della sua malattia –, puntando l’attenzione su Jimmy e sul suo rapporto con il padre appena deceduto. Il risultato non è certo stato dei migliori, visto e considerato che fino a metà stagione il personaggio di Jimmy è rimasto incastrato in una caratterizzazione quasi bidimensionale, grottesca e spesso non efficace. Anche il carattere interazionale tra lui e i vari personaggi, primo fra tutti Gretchen, si è andato dispiegando con una opacità espositiva che non riusciva a raggiungere nemmeno quello che sembrava l’unico fine, ovvero la risata. A partire da “Talking to Me, Talking to Me” e soprattutto da “The Inherent, Unsullied Qualitative Value of Anything”, il tono della narrazione comincia a elevarsi leggermente fino a giungere a questo finale che, se isolato dal contesto stagionale, potrebbe essere considerato uno dei punti più alti dello show. Gli elementi che vengono tirati in ballo in questi ultimi due episodi rappresentano la summa di tutte le contraddizioni che caratterizzano il peculiare rapporto tra Jimmy e Gretchen. Le loro debolezze ci vengono servite in primo piano, creando comunque un contesto espositivo capace di esaltarne le caratteristiche senza isolarle in contesti di facile ilarità. Tuttavia le debolezze non mancano, e sono quasi tutte legate alle modalità con cui si è arrivati a ciò: l’evoluzione che ha portato i personaggi al loro punto di più drastica rottura si poggia su basi flebili, ovvero su uno sviluppo narrativo che non è stato in grado di approfondire e contestualizzare efficacemente il background emozionale da cui si genera la tempesta.

You knew it was a snake when you picked it up.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsPer quanto la rottura tra Lindsay e Paul emani un costante sapore di déjà-vu, c’è qualcosa di diverso nel modo in cui la donna adesso affronta la separazione dal marito. Il personaggio di Lindsay è l’unico a non aver subito drastici cambiamenti a causa dell’ambiguità di questa stagione, anzi, paradossalmente, ne vien fuori leggermente più equilibrato, perdendo alcune ridondanze che cominciavano a non produrre più l’effetto comico degli esordi.
Aver posto Lindsay nella stessa posizione di fine prima stagione riesce a mettere in evidenza una sottile mutazione del personaggio: solo dopo aver ottenuto ciò che credeva di volere, nonostante tutti i suoi limiti, riesce davvero a comprendere cosa significhi essere libera, non solo da Paul, ma anche da tutti quei bisogni canonici che il suo status sociale le ha sempre imposto come obbligatori, cioè avere una famiglia a tutti i costi, una bella casa, un marito a cui ancorarsi e da cui dipendere. Ciò è reso oltremodo evidente dal dialogo con la sorella: Becca ha una bambina, un marito e una bella casa e, a parte le difficoltà economiche dovute alla stupidità di Vernon, ha tutto quello che, secondo la sua ottica, è desiderabile, ma nonostante ciò non può non essere invidiosa dell’indipendenza appena conquistata dalla sorella, che magari vivrà da sola in un appartamento sudicio, ma sarà comunque libera di vivere la sua vita come meglio (o peggio) crede.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsNon si può dire la stessa cosa, invece, dell’evoluzione di Edgar, uno dei personaggi più sacrificati di questa stagione. Anche in questo finale, nonostante gli argomenti tirati in ballo durante la separazione con Dorothy siano potenzialmente molto interessanti – discriminazioni razziali o di genere, gelosia per il successo del partner, insoddisfazione professionale, fallimento dei propri sogni –, il confronto che ne deriva ha un sapore piatto e monotono. Sin dalla sua introduzione, il personaggio di Dorothy non ha mai brillato per spessore e originalità, finendo spesso per appiattire la stessa figura di Edgar; non è un caso che nello splendido “Twenty-Two”, che approfondisce il suo disturbo post traumatico, lui e Dorothy non si incontrino neanche.

Maybe there’s beauty in the struggle against near certain failure.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsMolto più complesso è il confronto tra Jimmy e Gretchen che condensa – o almeno avrebbe dovuto condensare – il cortocircuito creato dalla concomitanza dei loro momenti peggiori: la depressione di lei e il lutto di lui. L’elaborazione del rapporto con il padre e più in generale con la famiglia, intesa come un concetto globale, porta Jimmy a mettere in discussione tutto ciò che oggi lo definisce, dalla vocazione alla scrittura al rapporto con Gretchen. Jimmy sa da sempre, più o meno consciamente, di essere attratto dalle contraddizioni di Gretchen, ma per confermare questa sensazione, non facile da razionalizzare, prova ad analizzare la donna al microscopio, distruggendola pezzo per pezzo, come per rendersi conto se, una volta aver portato alla luce l’evidenza schiacciante delle cose, l’esigenza affettiva del loro rapporto riesca a rimanere intatta. Ed è proprio per questo che ci va giù pesante, portando Gretchen a un’esasperazione che scoperchia il vaso di Pandora. Gli insulti divampano come fulmini taglienti che illuminano l’ombra del loro patologico egocentrismo: riescono a rinfacciarsi tutto, dalla depressione di lei alla sofferenza di lui per la perdita del padre.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsDi fronte a tutto ciò, come guardandosi dall’esterno e ritrovandosi patetici nel confronto con gli echi di lacrime e urla che vengono dalle altre stanze, si rendono conto di essere intrappolati in una relazione che forse non funziona più o che addirittura non ha ma funzionato; è come se entrambi si fossero lasciati andare all’ebbrezza di combattere una battaglia già persa in partenza, ma che, malgrado il risultato, non può essere considerata una piena sconfitta perché tutto sommato hanno combattuto lo stesso, o quantomeno ci hanno provato. Ma è proprio a questo punto del flusso inarrestabile e contorto di pensieri che Jimmy trova la risposta a questi dubbi tra le pagine del suo romanzo: l’irrazionalità dei sentimenti non ha per forza bisogno di una spiegazione, certe cose accadono e basta e spesso non si possono né spiegare né comprendere. In fin dei conti, se questo è ciò che Jimmy ha deciso per Kitty e Simon, perché non può essere valido anche per lui e Gretchen?
Attraverso il confronto con la finzione Jimmy arriva a comprendere la realtà, ed è anche grazie a ciò che riesce a finire il suo libro.

The world is absolutely lousy with people, and I hate them all. I hate everyone… but you.

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just UsNel viaggio intrapreso da Jimmy, la conclusione del romanzo coincide anche con il raggiungimento di uno stato di consapevolezza superiore, in cui, dopo aver analizzato il concetto di famiglia attraverso il filtro dell’arte, è finalmente riuscito ad ammettere come ‘la famiglia’, a dispetto dell’opinione comune, possa essere l’antitesi di un luogo sicuro, possa essere «the very Charybdis that yanks us to the fathoms». Questa lucida constatazione genera in lui una confortante sensazione di liberazione da un fardello che senza accorgersene si portava dietro da sempre: questa Cariddi non può più sbatterlo in profondità, adesso lui è post-family, cosa che nella sua personale accezione significa essere completamente libero. Ed è proprio per questo che, dopo aver fatto la migliore proposta di matrimonio che una donna come Gretchen potesse mai sognare, dopo aver descritto con estrema e romantica lucidità la forza del loro amore, Jimmy va via.
Sentire Gretchen ripescare dal cilindro il concetto di famiglia sconvolge Jimmy al punto che dentro di lui il nastro si riavvolge e tutte le certezze che credeva di aver acquisito tornano a essere dubbi atroci: se è davvero libero, perché ha ripreso a scrivere quando Gretchen ha messo in dubbio le sue possibilità di successo? Cosa vuol dire essere post-family? Cosa vuol dire famiglia? Sposarsi significherebbe ritornare in quel circolo vizioso che credeva di aver superato? Ha un bisogno patologico di una ‘dipendenza’ che ricrei gli stilemi delle dipendenze familiari?

You’re the Worst – 3x12/13 You Knew It Was a Snake & No Longer Just Us«Non saremo più soltanto noi» è una frase che apre un baratro, e che, per l’universo mentale in cui Jimmy tende a sprofondare, nega tutto ciò che voleva ottenere, ovvero riuscire a conservare e preservare le particolari derive racchiuse in quel «just us» che Gretchen vorrebbe superare.
“You Knew It Was a Snake” e “No Longer Just Us” sono due episodi densi di spunti, perfettamente in equilibro tra introspezione e ironia, che ci ricordano l’alto livello qualitativo che la serie ha raggiunto e potrebbe ancora raggiungere. Ciò nonostante, come ampiamente sottolineato, queste due puntate si ritrovano a chiudere un percorso stagionale non propriamente riuscito, in cui all’equilibrio tra comedy e drama si è sostituita una tale indecisione che ha abissato la narrazione fino a renderla, il più delle volte, anche noiosa. Tuttavia, la pregnanza visiva e narrativa di questo finale, e soprattutto degli ultimi minuti, crea un importante punto di ripristino, lasciandoci speranzosi per una quarta stagione che possa eguagliare, se non superare, i fasti delle annate precedenti.

Voto “You Knew It Was a Snake”: 7/8
Voto “No Longer Just Us”: 7½
Voto Stagione: 5/6

 

1 Risposta

  1. Federica Barbera scrive:

    Che dire, sono assolutamente d’accordo. Questa stagione ha deluso molto, soprattutto rispetto alla precedente, eppure questo finale (e in parte anche i due episodi precedenti) sono la dimostrazione che si poteva fare davvero molto meglio di così. Ci pensavo proprio l’altro giorno, alla fine (parlo a livello personale eh) a me sono piaciuti abbastanza i primi due episodi, quello su Edgar (ovviamente), e gli ultimi 4. Totale: 7 su 13, la maggior parte. Eppure la sensazione è che abbiano fatto un macello colossale, e credo che questo sia dettato dal fatto che i restanti 5 non sono stati semplicemente poco riusciti… sono stati proprio tra il brutto e l’inutile. Un peccato.
    Su finale di questo episodio, se avessero finito a tarallucci e vino sarebbe stato terribilmente sbagliato. Jimmy NON STA BENE, è evidente nel momento in cui urla a Gretchen che non può considerarsi in difficoltà solo lei solo perché ha una motivazione clinica e lui no, e lo è ancora di più quando si definisce “sano al 100%” perché chiaramente non lo è. Quindi, anche se sembra un modo di ritornare indietro, la fuga di Jimmy è giusta e coerente, come hai perfettamente spiegato. E chissà, magari la prossima stagione sarà in grado di indagare – finalmente, davvero – anche sul suo disagio.

     

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