Gilmore Girls: A Year in the Life – 1×03 Summer

Gilmore Girls: A Year in the Life – 1x03 SummerCon “Summer”, A Year in the Life ci regala l’episodio forse più riuscito dell’intero progetto, in cui l’elemento drama e la comicità dei Palladino si fondono in un insieme organico finalmente all’altezza dei passati fasti dello show, affermando così il valore di questo chiacchieratissimo revival.

Durante la visione di questo terzo capitolo infatti si fa sempre più forte l’impressione che questo revival non faccia solo appello alla nostalgia, ma riesca a tematizzarla, rendendola parte integrante della narrazione: a ben vedere, A Year in the Life parla del tempo che passa, e di come i suoi personaggi – e noi con loro – siano costretti a scendere a patti con questa verità, intessendo così un racconto che, nonostante qualche sbavatura, riesce a essere efficace su sia sul versante diegetico che su quello extra-diegetico.

Come si è già accennato, la sensazione che i quasi dieci anni che passano tra la fine di Gilmore Girls e l’inizio di A Year in the Life non siano mai veramente trascorsi, pur essendo principalmente figlia di ragioni produttive, viene problematizzata, divenendo così funzionale alla costruzione degli archi narrativi di Lorelai e Rory. Durante il corso di “Summer” la crisi vissuta dalle Gilmore – che sembrano aver trascorso quasi un decennio cristallizzate in un limbo che scoprono solo ora stare stretto a entrambe – esplode con tutta la sua forza, innescando una volontà di azione e di cambiamento che assume forme tra loro speculari.

It’s like a time machine. Is it weird to be back?

Gilmore Girls: A Year in the Life – 1x03 SummerIl ritorno di Rory a Stars Hollow è accompagnato dalla negazione (“I’m not back”) e dal timore del fallimento (“They can smell it”), andando così finalmente a incrinare l’immagine perfetta della giovane Gilmore, ex bambina prodigio destinata al successo. I Palladino sono abili a non fornire una lettura semplice e univoca alle azioni della donna: il ritorno a casa rappresenta una fuga dalla realtà, che si è rivelata più dura di quello a cui anni di adulazione incondizionata l’avevano preparata, o la redazione della Stars Hollow Gazette è, nonostante tutto, il posto giusto per lei? Gli autori giungono così a mettere in discussione i postulati che sono sempre stati alla base del personaggio di Rory, riuscendo così a sfruttare i tratti stereotipici che l’hanno sempre caratterizzata per amplificare l’efficacia della sua crisi.

Gilmore Girls: A Year in the Life – 1x03 SummerDopo essersi trascinata senza convinzione da una proposta di lavoro all’altra, l’entusiasmo con cui assume il ruolo di editor del giornale lascia trasparire come l’attaccamento di Rory alla città, e quindi a sua madre, continui a distanza di tempo a giocare un ruolo fondamentale nella sua vita; un legame che va quindi approfondito in tutte le sue luci e ombre per poter andare avanti.
Ed è in questo contesto di disorientamento che si inserisce l’idea del libro, un espediente efficacissimo pur nella sua semplicità, ma che forse avrebbe meritato un maggior approfondimento e, soprattutto, un ruolo più attivo da parte di Rory: l’intervento di Jess – pur dialogando in maniera perfettamente coerente con i trascorsi tra i due – finisce infatti col risultare troppo frettoloso e calato dall’alto, traducendosi in uno scambio che riesce a tratteggiare bene l’evoluzione di Jess e del suo rapporto con Rory, senza però rendere giustizia alla capacità di agire di quest’ultima.

It’s never or now.

Gilmore Girls: A Year in the Life – 1x03 SummerSe quello di Rory è quindi un movimento centripeto che ha come fulcro Stars Hollow, e quindi il suo passato e le sue origini, al contrario quello di Lorelai si pone in maniera perfettamente speculare come una volontà di allontanamento dalla città, sempre immobile e uguale a se stessa proprio come la sua situazione sentimentale e lavorativa. L’abbandono di Michel – che si va ad aggiungere a quello di Sookie – costringe Lorelai a fare i conti con un desiderio di crescita e di cambiamento che va inevitabilmente a scontrarsi con l’immobilismo che ha caratterizzato la sua vita, e in particolare la sua relazione con Luke. Non è un caso che a fare da catalizzatore di questa presa di coscienza, che la condurrà alla lite con lui e alla decisione di intraprendere l’esperienza di Wild (il libro, ovviamente), sia proprio la notizia che Rory ha intenzione di mettere nero su bianco la loro storia. Il netto rifiuto di Lorelai, privo di una vera motivazione razionale, getta luce sulla paura della donna di vedere incrinata l’immagine di madre e donna perfetta che ha faticato tanto a costruire, obbligandola a scendere a patti col tempo che passa e che, nonostante i suoi sforzi, ha modificato la situazione idilliaca in cui l’avevamo lasciata.

What’s there not to love about the town of Stars Hollow?

Gilmore Girls: A Year in the Life – 1x03 SummerCiò che rende “Summer” un vero e proprio gioiello è però soprattutto il modo con cui il registro drammatico si intreccia con la comicità surreale tanto cara alla serie, dando vita a un racconto in cui il dramma e la battuta possono non solo essere giustapposti senza stridere, ma dialogare attivamente e traendo forza l’uno dall’altro. Se la trovata della thirty-something gang – certamente una delle più riuscite del revival – è emblematica dell’atteggiamento leggero e al tempo stesso spietato con cui la serie si accosta a temi complessi come la crisi dei millennial, contestualizzando così quella di Rory, la vera apoteosi è raggiunta con la lunga sequenza del musical di Stars Hollow. Lo spettacolo permette ai Palladino di dare libero sfogo alla loro personalissima comicità, mettendo in scena una vera e propria celebrazione delle “peculiarità” di Stars Hollow e, indirettamente, di quelle dello show, che si pone come un manifesto della poetica degli autori e una risposta alle critiche di anti-realismo mosse alla serie nel corso degli anni. Non è infatti un caso che al lungo elenco delle cose che rendono il mondo un posto terribile segua l’invito a recarsi a Stars Hollow, così come la reazione negativa di Lorelai, solitamente sempre disposta ad accettare di buon grado le stranezze della cittadina, ha perfettamente senso se vista nell’ottica della crisi vissuta dalla donna.

L’esibizione finale di Violet (interpretata dall’ottima Sutton Foster, già protagonista di Bunheads) rappresenta il suggello di questo dialogo tra le due anime dello show, che, pur con tutti i suoi limiti, ha avuto l’innegabile merito di saper mantenere intatto quel fragilissimo equilibrio tra fiaba moderna e dramma al femminile che rappresenta forse la vera chiave del suo successo.

Voto: 8½

Note:

The world is a terrible place
There’s junk mail and terrorism
Tiny airplane seats
New weird viruses
Really small print
And tank tops
Anything by Jeff Koons
Spam!
Not the food
Man-buns!
Those Occupy radicals!
What restaurants charge for wine
And Putin
And Putin
And Putin
And Pu-pu-pu-pu-putin

 

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