Humans – 2×07/08 Episode 7 & Episode 8

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8La seconda stagione di Humans si conclude con due episodi accomunati tra loro dall’accelerarsi degli eventi e con un finale che sembra pronto a voler indagare nuovi aspetti del rapporto tra sintetici ed esseri umani.

Negli anni in cui la fantascienza sembra essere ritornata in grandissimo spolvero, non è un caso che tra le novità di maggior successo spunti fuori Westworld, una serie che va ad indagare dal profondo il significato di “umanità” e gli aspetti che più propriamente la definiscono. Il successo della serie scritta da Lisa Joy e Jonathan Nolan si è in gran parte basato sulla scrittura dei suoi personaggi – più gli androidi che gli umani – che sono riusciti ad essere il soggetto perfetto per riflettere tutte le contraddizioni dell’animo umano.
Non lontano da questo presupposto, però, già la prima stagione di Humans lo scorso anno era riuscita a dire cose molto originali, con il pregio ulteriore di non aver messo in secondo piano gli umani stessi. Sam Vincent e Jonathan Brackley, sceneggiatori della serie, con questa seconda annata hanno spinto ancora più avanti il tema arricchendolo di nuovi e potenti significati, a conferma che Humans è una serie per molti aspetti sottovalutata.

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8Attraverso questi due ultimi episodi, infatti, si portano a conclusione i passi compiuti nell’indagine sull’essere umano e sulle sue paure e debolezze. Da un lato, infatti, la serie va a toccare un ambito della discussione che ha in comune con la serie HBO, ossia lo sfruttamento umano e la presa di coscienza da parte degli androidi di essere qualcosa d’altro rispetto al proprio creatore, di cui però condividono lo spettro emotivo; dall’altro, e non lontano da quanto brillantemente fatto dall’episodio “Be right back” di Black Mirror, Humans è un racconto di vita e di morte, affronta l’incapacità di superare il lutto ed i tentativi disperati di rimanere ancorati ad una realtà che non è più davvero tale.

Per quanto riguarda il primo aspetto, si tratta a dire il vero di una conferma di quanto già intavolato nella prima stagione, pur portando avanti l’argomento con un nuovo e vitale slancio. L’idea della schiavitù come trappola era stata modellata sul personaggio di Niska, la quale ha però con il tempo scoperto di non voler essere una macchina priva di sentimenti. Stavolta è il turno di Hester che, però, non riesce né vuole mettersi alle spalle la sua rabbia ed il suo odio nei confronti di coloro che vede a tutti gli effetti come i propri aguzzini. Nel suo confronto con Laura, la sintetica non fa altro che confermare la sua presa di coscienza: gli esseri umani, genitori e carnefici, hanno tradito la loro missione abusando dei loro stessi figli, e per questo contro di loro ogni mezzo di difesa (e rivalsa) è lecito.

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8Ancor più efficace dell’odio di Hester, però, c’è la considerazione che la serie quest’anno ha voluto parlare non tanto di umanità in senso generale, ma di quella legata alla propria capacità di amare. I tre personaggi cardine di questa tematica hanno l’aspetto di Laura, Athena e Karen: tre donne legate tra loro dall’essere delle madri. È proprio nel confronto con i figli – veri o presunti che siano – e con ciò che si vuole lasciare loro in eredità che si forma la tematica più stringente di questa stagione. In un’annata in cui Karen ha dubitato della sua stessa vita ed è stata più volte disposta – anzi intenzionata – a farla finita, si sviluppa ulteriormente la sua capacità di entrare in sintonia con un synth bambino, che ai suoi occhi è vittima di una condanna senza fine. Ad un passo dalla morte è proprio l’acquisita umanità del “figlio” a fermarla dal suicidio: questo gesto arriva come ulteriore conferma della sua capacità di amare – come se la perdita di Pete non fosse stata sufficiente; adesso Karen deve affrontare  la verità ed ammettere che la sua vita non è poi così meccanica e fredda come immaginava.

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8L’amore di Laura per i suoi figli si realizza non solo nel suo volerli proteggere dai pericoli che li circondano, ma soprattutto dal volersi riscattare da quello che la sua “specie” sta facendo ai synth. Cercando di riabilitare Niska aveva già dimostrato di avere alti ideali, ma quello che si conferma ulteriormente è l’intenzione di non cedere all’odio e alla paura per poter insegnare ai figli che il diverso non è necessariamente il male, tutt’altro: spesso è proprio in ciò che è altro rispetto a noi che si può trovare una nuova conoscenza del mondo. Non accade per caso che sia lei a rendersi conto del successo – o del fallimento – di Elster: nella creazione di una coscienza, l’uomo non ha fatto altro che riprodurre ciò che già conosceva, ossia la moltitudine di caratteri e personalità che contraddistingue il genere umano; checché possa dirne Hester, synth e umani sono costretti a venire a termini l’uno con l’altro perché non sono altro che due facce della stessa medaglia.

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8Con Athena si raggiunge il punto di congiunzione tra le due grosse tematiche trattate da Humans: il suo essere una madre legata alla propria figlia virtuale e l’incapacità di superare la morte, ancor prima che avvenisse, della figlia reale. Anche se il personaggio ben interpretato da Carrie Anne-Moss ha sempre oscillato tra una trama principale non proprio brillante ed un approfondimento indipendente, è proprio lei che regge l’intera struttura più profonda che gli autori si sono impegnati a descrivere. V non è altro che un avatar dall’aspetto di uno screen saver a cui Athena vuole a tutti i costi dare una forma corporea; ma non lo fa perché vuole avere accanto a sé l’incarnazione della figlia perduta (o almeno non solo), ma soprattutto perché è pienamente antropocentrica nel suo modo di concepire l’esistenza, nella convinzione che il proprio “sentire” sia l’unico legittimo e comprensibile. Per lei le parole della sua creatura non sono comprensibili fino in fondo: in che modo interpretare l’affermazione di V di poter provare “sentimenti” anche senza una sua materialità?

Humans - 2x07/08 Episode 7 & Episode 8Pieni di difetti sono gli esseri umani (a partire da Joe, la cui volontà di volersi nascondere dal cambiamento del mondo è così umana da essere paradigmatica), ma altrettanto sbagliati possono essere, e lo sono, anche i sintetici, divisi al proprio interno e con reazioni ed ideali profondamente diversi. Il sacrificio di Mia – in verità un po’ prevedibile, ma non per questo meno efficace – è simbolo della possibilità di conciliazione tra i due grandi abitanti della Terra: Mia è stata tradita da un uomo, ma non può dimenticare di essere stata salvata da un’umana. Lei, che sembrava aver abbracciato la Causa, non può che fare di tutto per fermare la follia distruttiva di Hester. Ancor più riuscita, però, è la trasformazione di Niska, che è passata da una prima stagione molto buona ad una seconda superlativa: l’evoluzione del suo innamoramento e l’incapacità di fuggire quando la propria famiglia è in pericolo conferma che ci troviamo di fronte ad un personaggio scritto in maniera ineccepibile, potentissimo nel saper contenere in sé l’anima stessa di Humans.

Che cosa rimane, dunque, della serie una volta conclusa la stagione? La parte terminale dell’ottavo episodio è forse quello che ci si aspettava dopo lo scorso finale di stagione, ma è stato un bene l’aver scelto un approccio cauto nel ritorno di questa seconda annualità; un passo meno svelto ha permesso infatti l’analisi delle diverse sfumature tematiche. L’apertura di questo nuovo immenso capitolo sui synth finalmente coscienti è quanto ci si aspettava da una serie che non si è finora mai tirata indietro quando si trattava di affrontare i temi più spinosi. Chi temeva un calo di qualità con la seconda stagione rimarrà invece colpito dall’aver avuto le conferme in cui sperava: la seconda stagione di Humans ha ribadito lo stato di grazia di una serie che è in grado di parlare con grande maestria del significato più proprio dell’essere umano.

Voto 2×07: 8½
Voto 2×08: 8
Voto Stagione 2: 8½  

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

4 Risposte

  1. Genio in bottiglia scrive:

    Recensione perfetta Mario. Serie sottovalutatissima.

     
  2. Pippo scrive:

    Sarò eretico, ma sotto certi aspetti l’ho trovata persino superiore a westworld. Detto ciò, la probabile (spero!) terza stagione sarà, per gli scenari prospettati, il vero banco di prova. Spero ci sia, ma ne sono già preoccupato.. :-)

     

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