Rectify – 4×07 Happy Unburdening

Rectify – 4x07 Happy UnburdeningSiamo al penultimo atto, alla falcata che precede immediatamente il fotofinish: la settimana prossima Rectify lascerà per sempre i palinsesti televisivi, congedandosi con una notevole stagione finale che è stata capace di mettere in fila tante piccole gemme.

Ray McKinnon è un artista estremamente poliedrico, conosciuto principalmente come attore (con un ruolo abbastanza importante anche in Sons of Anarchy), ma che è riuscito a trovare la definitiva consacrazione come autore grazie a Rectify, show televisivo che ha ideato e scritto. La serie è stata sin dall’inizio impostata su due binari paralleli, i quali hanno lavorato insieme alla costruzione di un’anima sempre più solida: da una parte la storia di Daniel, con i misteri legati alla sua condanna e una verità ancora non completamente conosciuta; dall’altra ciò che questa trama crime ci spinge a guardare, ovvero una famiglia della provincia del Sud degli Stati Uniti caratterizzata da una pletora di contraddizioni e un malessere diffuso.
La detection in questo penultimo episodio fa un deciso passo in avanti, con una serie di rivelazioni molto delicate e con il disvelamento di un complicato rapporto di ricatti psicologici legati a ciò che tanto tempo fa è successo tra George Melton, Hanna e Daniel; una testimonianza piena di forzature, tale da creare un labirinto kafkiano in cui Daniel è finito incastrato in maniera indistricabile, messo in abisso per decine d’anni subendo ripercussioni psicologiche inquantificabili.
Parallelamente alla trama investigativa, Rectify continua a portare avanti quello scavo nei personaggi la cui complessità psicologica ha reso famosa la serie. Quest’episodio ci mostra tutte le difficoltà del triangolo Teddy-Janet-Teddy jr., specie riguardo al loro essere una famiglia percepita per certi versi come un ripiego dopo il fallimento della precedente. A questo si lega il divorzio tra Teddy jr. e Tawney, frattura inaspettata e verso cui tutti i membri della famiglia si trovano impreparati. A mettere ulteriore benzina su questo già vivissimo fuoco c’è il personaggio di Amantha, la quale cova dentro un malessere i cui effetti non possono che ricadere sulle persone a lei più vicine e per certi versi più care.

I told her that we’re getting a divorce. I couldn’t lie. I didn’t want to.

Rectify – 4x07 Happy UnburdeningMettendo da parte per un attimo il protagonista, Teddy jr. e Tawney rappresentano probabilmente la coppia su cui l’autore ha fatto il lavoro più approfondito, specie per quanto il legame che questi due hanno con Daniel va a ripercuotersi sugli equilibri della coppia. Ciascuno con i propri conflitti e con i propri ostacoli da saltare, i due arrivano a questo finale di stagione portando sul proprio corpo le ferite di un percorso dolorosissimo che però li vede oggi persone se non migliori senza dubbio più adulte.
Il dialogo che hanno in casa è una delle sequenze più belle dell’episodio, soprattutto per come gli autori gestiscono la messa in scena, con una separazione netta che li tiene al contempo nella stessa camera ma in due ambienti separati, sviluppata con un montaggio in campo e controcampo che esalta questa divisione spaziale. L’evoluzione narrativa di entrambi è arrivata ad un punto di scioglimento, presentandoci Tawney che completa un cerchio impostato tutto sul rapporto con Dio, stavolta declinato attraverso un nuovo scopo: donarsi agli altri. Dall’altra parte abbiamo Teddy jr. il quale, se possibile, ha portato avanti una riflessione su se stesso ancora più profonda, che ce lo consegna ora sinceramente felice per le gioie di chi gli sta intorno, consapevole di potersela prendere solo con se stesso, ma proprio per questo molto più maturo e capace di non nascondere più la testa sotto la sabbia.

Dad, you’re not responsible for me anymore.

Rectify – 4x07 Happy UnburdeningTutto ciò che è stato detto sui due ci riporta in maniera diretta all’altra coppia della famiglia, quella di Janet e Teddy, per certi versi simile ma per altri estremamente caratterizzata in termini anagrafici. In questo caso però, Janet e Teddy, prima ancora che essere partner, si sentono e sono percepiti come genitori, figure ormai fin troppo ingombranti ma da cui loro stessi per primi non riescono più a scollarsi.
Il dialogo tra padre e figlio è da questo punto di vista emblematico di questo rapporto: se da un lato Teddy jr. vorrebbe in tutti i modi fargli capire che non c’è più bisogno di qualcuno che si preoccupi per lui, e soprattutto che mettersi da parte con l’alibi di supportare il proprio figlio è il modo più semplice per non affrontare i propri fantasmi, dall’altra Teddy si specchia per la prima volta nelle proprie fragilità in quanto uomo, guardando un se stesso mutilato, che, privato del ruolo di padre (da un figlio che ne ha sempre avuto estremo bisogno), non riesce a darsi senso.
Sotto questo punto di vista quella formata da Janet e Teddy è una coppia struggente, composta da due persone che senza dubbio si amano ma che soprattutto hanno la maturità (incentivata anche dalla necessità) di capire quanto siano importanti l’uno per l’altro. Un rapporto sintetizzato visivamente dalla magnifica sequenza in vasca da bagno nel finale.

My mother wanted your mother to have this.

Rectify – 4x07 Happy UnburdeningA ben vedere il personaggio che, arrivati a un passo dalla fine, appare meno pacificato è proprio quello di Amantha, colei che a inizio serie sembrava tutt’altro che di fronte ad un vicolo cieco, lasciando pensare agli spettatori che fosse la maggiore – se non l’unica – fonte di positività della serie.
Gli anni sono passati e le sconfitte si sono accumulate sempre di più, mettendo a dura prova la sua voglia di emanciparsi da un contesto a cui credeva di non appartenere fino in fondo. Purtroppo le sue scelte sono state quasi tutte sbagliate, dettate in gran parte dalla mancanza di coraggio, dalla paura della solitudine e dalla sfiducia in se stessa che le ha impedito di mettersi in gioco davvero.
Oggi Amantha è una donna frustrata, che dalla vita avrebbe potuto avere tutto e invece si ritrova a fare la commessa in un centro commerciale; soprattutto, si scopre totalmente isolata dal resto della famiglia, che teoricamente sarebbe l’unica cosa positiva riguardo alla sua presenza a Paulie.
Aver perso Daniel le ha provocato più contraccolpi di quanto prevedesse, tanto da farla sfogare in maniera isterica con chiunque, utilizzando due pesi e due misure tra il giudizio su se stessa e quello che dà agli altri. In particolare impressiona il rapporto con la madre, rispetto a cui Amantha si confronta senza elaborare alcunché: ormai priva di ogni energia, si limita a offenderla, non facendo altro che denunciare la paura di invecchiare e di non poter più migliorare, a fronte – tra l’altro – di un genitore che proprio attraverso una profonda autocritica è riuscita a conquistare una nuova consapevolezza e una maggiore felicità.

You’re tougher than you think, buddy.

Rectify – 4x07 Happy UnburdeningRectify sembrava finita l’anno scorso e in effetti è legittimo pensare che, visto il rinnovo ancora molto in bilico, McKinnon avesse pensato di realizzare un finale di terza stagione capace di assolvere anche al ruolo di epilogo complessivo della serie. Questa annata conclusiva arriva come un premio, come un omaggio alla serie e come una chance per dire altre cose, l’occasione per dare un epilogo reale e definitivo allo show ma anche un’ultima sfida per gli autori.
La novità principale di quest’ultima stagione è senza il minimo dubbio il personaggio di Chloe, una vera boccata d’aria fresca in una serie che sembrava aver già detto tutto sui suoi protagonisti. Grazie anche alla splendida interpretazione di Catlin FitzGerald, la donna riesce a risultare dopo pochissimo tempo un personaggio incredibilmente magnetico e a creare un legame fortissimo con Daniel, tanto da tirargli fuori cose che forse neanche lui stesso immaginava di avere. In questo episodio poi si arriva a un momento apicale del loro rapporto, caratterizzato da un confronto scritto davvero in maniera millimetrica e da una scena di ballo ottimamente girata e interpretata, di fronte alla quale in pochi riusciranno a trattenere le lacrime.

Try to stay focused on the event, the experience, what you feel, what you see, what you hear in the moment.

Rectify – 4x07 Happy Unburdening“Happy Unburdening” è un episodio che trae forza anche dalla sua precisa e significativa circolarità. Abbiamo lasciato Daniel e Chloe scontrarsi in maniera accesa circa i propri rispettivi lati oscuri – un litigio carico d’amore e tutt’altro che distruttivo – e ritroviamo Daniel che finalmente decide di andare in terapia. Il suo racconto è straziante e mette lo spettatore di fronte a una serie di memorie difficilissime da gestire, costringendolo ad immaginare visivamente ciò che il protagonista racconta, soluzione molto efficace e originale proprio perché del racconto non ci viene mostrata alcuna immagine.
L’epilogo dell’episodio ci accompagna verso il series finale con una chiusura di rara cupezza, in cui osserviamo Daniel far finta di ascoltare la musica ma in realtà risentire le registrazioni delle proprie sedute di psicoterapia e in particolare i momenti in cui racconta i propri traumi e le atroci sofferenze subite; conosce a memoria le sua parole, tanto da poterle recitare in questi momenti di solitudine, quasi fossero un’occasione di elaborazione e continua scoperta di se stesso.

È con incredibile tristezza che ci avviamo verso la conclusione definitiva della serie, uno show che abbiamo amato tantissimo e che anche in questa stagione ha saputo dimostrare la qualità della sua scrittura e della sua regia, con episodi tutti di altissima qualità. “Happy Unburdening” non fa eccezione, riuscendo al contempo sia a confezionare un’ora televisiva magnifica e ad accompagnare gli spettatori nel migliore dei modi verso il series finale.

Voto: 8½

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

2 Risposte

  1. Genio in bottiglia scrive:

    La scena iniziale è una delle scene più forti che abbia mai visto in una serie televisiva. Quella violenza ce l’eravamo già tutti immaginata. Ma sentirla, vedere il volto di Aden Young, non è più immaginarla. E’ una di quelle cose che ti entrano dentro la pelle. Sì, Daniel è danneggiato. E ne ha tutte le ragioni. Ma, come gli ha giustamente fatto notare Chloe, è tutt’altro che debole; è una roccia, in realtà. Un uomo che ha retto quello che ha retto lui, che ha vissuto in attesa di una morte che più che temuta era salvifica, che ha finito per convincersi del fatto di essere colpevole, e che ancora è lì, con quella voglia di vivere, è un monumento alla vita. Guarderò l’ultima puntata con il lutto al braccio, ma con il cuore leggero perché forse finalmente potremo vedere Daniel tornare a tempo pieno alla vita. Grazie Attilio, per la recensione. Grazie a McKinnon per questa perla.

     
  2. annamaria scrive:

    Va be’, ho pianto, siete contenti?
    Se penso che la 1^ stagione l’ho quasi saltata, vista a pezzi e bocconi perché mi deprimeva l’atmosfera, non riuscivo a sintonizzarmi con Daniel, odiavo Ted Junior, Amantha mi irritava, Janet pure, ecc. ecc. ecc. ecc…. quasi non riesco a capacitarmi.
    Con la 2^ stagione ho cominciato a carburare e adesso la adoro.
    No, davvero, la ADORO!
    Mi spiace da morire che siamo alla fine ma sono anche così contenta che non allunghino il brodo rovinando tutto che penso che essere di nicchia in fondo è un bene, almeno per la qualità.
    Mi aspetto parecchie cose dall’ultimo episodio, gli autori sono avvertiti.
    L’innocenza di Daniel deve essere conclamata perché E’ INNOCENTE, caxo!, e gli hanno fatto una cosa mostruosa!
    La parte iniziale dell’episodio è quasi insopportabile e, ovviamente, ho pianto.
    Poi ho pianto per Ted, che mi fa tanta tanta pena, dopo che l’ho odiato per 2 stagioni, va be’.
    Infine l’addio fra Daniel e Chloe, una cosa tenerissima e straziante soprattutto perché non l’hanno buttata sul sesso, meno male.
    Lo so che Daniel sono vent’anni che non scopa ma sarebbe stato così banale…
    Invece così è stato perfetto.
    Grazie.
    Adesso voglio, VOGLIO!, un finale come si deve.
    Daniel scagionato che può andare dove vuole e magari va da Chloe, Ted Junior e Senior che trovano un po’ di pace, Amantha che la pianta di rompere e si rimette con l’avvocato, ma anche no, di lei mi importa poco.
    E soprattutto un po’ di pace per Daniel, Daniel, Daniel.
    Oh!

     

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