Shameless – 7×12 Requiem for a Slut 2


Shameless – 7x12 Requiem for a SlutDopo un esordio poco convincente, gli ultimi episodi di questa settima stagione di Shameless sono riusciti a risollevare la serie dalla tendenza alla ridondanza, tematica ed espositiva, su cui lo show si adagiava da un po’. Riportando in auge l’equilibrio tra leggerezza, humour nero e dramma, questo “Requiem for a Slut” può essere considerato uno dei migliori finali da qualche annata a questa parte.

La famiglia Gallagher è una garanzia: la variegata e precisa connotazione dei vari personaggi è in grado di produrre quasi sempre un effetto tragicomico interessante ed esilarante. Tuttavia nelle ultime stagioni molte delle soluzioni narrative adottate sono scadute in realizzazioni prevedibili, o in situazioni che si sono dilatate fino a diventare inverosimili e a tratti ridicole. La tendenza al plot twist e alla sovrapposizione per accumulo di storyline, tratto caratteristico della serie, si è andata sempre più snaturando finendo per produrre contesti situazionali confusi e raffazzonati. Questa settima annata si è gradualmente allontanata da questa tendenza, dilatando il racconto dal punto di vista emotivo e concentrandolo sullo sviluppo dei singoli personaggi. Il cambiamento radicale a cui sono andati incontro i vari protagonisti è stato analizzato fino in fondo, portando ognuno vicinissimo al punto di rottura, in modo da innestare un’evoluzione che dando linfa nuova ai personaggi rivitalizza di conseguenza l’intero assetto diegetico dello show.

Shameless – 7x12 Requiem for a SlutFiona ha ritrovato se stessa nel dolore per la separazione da Sean, concentrandosi, forse per la prima volta, solo sulla sua realizzazione personale, mettendo da parte uomini e famiglia. Lip si è scontrato con l’ombra di Frank, e ritrovandosi a vivere in maniera molto simile al padre riesce a darsi una scossa. La stessa Debbie trova uno spiraglio all’interno di una situazione molto più grande di lei e anche Carl e Ian, pur non rinnegando nulla di ciò che li caratterizza, sono stati in grado di mettere in atto una crescita coerente e proficua.
La ricomparsa di Monica e la sua morte improvvisa diventano l’ago della bilancia con cui valutare la solidità di tutte queste conquiste. Confrontarsi con la perdita di una madre la cui assenza e noncuranza viene considerata come la matrice da cui si generano tutti i traumi e le difficoltà con cui ogni Gallagher si è dovuto scontrare paradossalmente ristabilisce una sorta di equilibrio nella percezione che ogni personaggio ha di se stesso.
Il bello dei Gallagher è che qualsiasi cosa decidano di fare seguono sempre uno stile che gli è proprio, secondo una fitta serie di caratteristiche che per quanto si possano smussare restano sostanzialmente le stesse. Questa particolarità nasconde il rischio di cadere nell’immobilismo, oppure di cedere alla ridondanza, ma se usata con leggerezza e rigore, come negli ultimi episodi di questa stagione, può diventare l’elemento a cui ancorare quel difficile equilibrio tra drama e comedy che caratterizza il miglior Shameless.

Fuck you, Mom.

Shameless – 7x12 Requiem for a SlutPer la prima volta in sette stagioni senza un uomo accanto a cui aggrapparsi, Fiona interpreta in maniera diversa l’endemico desiderio di scrollarsi di dosso il peso di una famiglia da accudire: molto semplicemente decide di dedicarsi a se stessa, ovvero all’embrione di una carriera, a quelle capacità che a poco a poco scopre di avere, alla speranza che per lei il destino non sia ancora definitivamente segnato. La morte di Monica riporta a galla l’astio per tutto ciò che ha dovuto patire a causa della sua assenza, ma è proprio in quella rabbia che si annida la sofferenza profonda per la perdita della madre, iniziata però molti anni fa. Tra tutti è colei che cerca di resistere ai buonismi, tiene fissa in mente l’immagine di quella madre “junkie and drunk” che l’ha abbandonata, ma il dolore penetra comunque la sua dura corazza mutandosi in forza, in desiderio di rivalsa, in soddisfazione per tutto ciò che a poco a poco è riuscita a conquistare, nonostante tutto. Ed è per questo che si lancia nell’affare del palazzo, una storyline che si è insinuata di soppiatto, con un’aura ambigua, lasciandoci spesso credere di star per assistere all’ennesima sconfitta di Fiona; invece il racconto si è dispiegato senza accadimenti improvvisi, o meglio il vero plot twist è stato che alla fine non è successo nulla, dimostrando una cosa insolita per i Gallagher, cioè che, una volta tanto,anche per loro, le cose possono finire bene.

I feel like I’d have to start all over.

Shameless – 7x12 Requiem for a SlutLa parabola più interessante della stagione è senza dubbio quella riguardante Lip e lo scontro con una debolezza di base che prende forza dalla mancanza di fiducia nel radicale cambiamento. Avere la possibilità di andare al college, di potersi costruire una vita fuori dal ghetto è un’opportunità a cui Lip si è aggrappato con così tanta paura di distruggerla che alla fine l’ha fatto davvero. Le porte del college gli si chiudono in faccia due volte, e la seconda è ancora più devastante della prima perché, tra l’affetto di Ian e il sostegno del Professor Youens, Lip ha cominciato davvero a credere in se stesso. Per questo la caduta è stata ancora più devastante, per questo è finito lì in fondo a quel tunnel dove si è rinchiuso suo padre, incubo di ogni Gallagher.
Durante lo stage aveva dato per scontato che la sua brillante intelligenza l’avrebbe portato in alto, con o senza college, lasciandosi andare a uno schema mentale e comportamentale che edulcora la truffa con elaborazioni da genio informatico. Solo dopo aver toccato il fondo ed essersi ritrovato a confronto con il fantasma di Frank che gli alitava sul collo, si è reso conto che ancorarsi a un destino infame solo perché si è nati in una condizione svantaggiata o cullarsi sulle proprie doti senza far nulla per metterle a frutto sono due vicoli ciechi in cui, per debolezza, o per arroganza, si rimane intrappolati.
La morte di Monica è l’ennesima prova che Lip si ritrova a superare: tra dolore, confusione e disorientamento non cede, resta fermo nella volontà di non bere, nella ricerca di quell’equilibrio che tutti, in un modo o nell’altro, stanno cercando, ovvero essere un Gallagher, mantenere intatto il guizzo ferino, ma allo stesso tempo uscire dalla costrizione mentale che se nasci nel ghetto di esso morirai.

Always thinking of us, right?

Shameless – 7x12 Requiem for a SlutNell’ultima parte di questa stagione, ogni personaggio si è scontrato con due diverse versioni di se stesso, alla ricerca di un equilibrio che non snaturi la propria essenza ma che la evolva e la completi. Emblematico è il caso di Carl, la cui evoluzione non ha cancellato nessuno di quei tratti salienti del personaggio: il teppista delinquente convive in perfetta armonia con l’aspirante militare, convogliando forza, sregolatezza, ordine e disciplina in un unico canale energetico. Ian, invece, si scontra quasi direttamente con la vecchia immagine di se stesso, ma come gli altri decide di farla diventare parte di sé e di lasciarla andare. Anche Debbie, protagonista di una delle storyline più deboli delle ultime annate, riesce a elevarsi dallo stereotipo della ragazza madre in preda a mille difficoltà e a intavolare una crescita che pone le basi per innalzare lo statuto del personaggio. Per lei, la perdita di Monica ha un sapore diverso: la giovanissima neomamma si attacca a ogni cosa – come alle cartoline di auguri mai spedite – per rifiutarsi di credere che una madre possa non amare i propri figli; se sia vero meno poco importa, a lei adesso basta crederci.

Hate her if you want… but she’s in you, and that’s a good thing.

Shameless – 7x12 Requiem for a SlutIn mezzo a questo turbine di cambiamenti, Frank rimane attaccato a quell’ancora dell’immobilismo che è la sua scelta di vita: non si è ritrovato a vivere ai margini, l’ha scelto, perché è lì sul ciglio della strada che l’amore disperato che provava per Monica riusciva a spiccare il volo. Erano due anime maledette, ma tremendamente innamorate; nonostante i litigi e le fughe, tra di loro c’è sempre stato un legame indissolubile che si concretizza nei loro sei figli, che per quanto possano cambiare, progredire, o sprofondare nel baratro più nero sono e saranno sempre parte di questa miscela tossica ed esplosiva che erano Frank e Monica.
L’esempio lampante è l’indecisione del gruppo di fronte all’anomala eredità di Monica; per quanto si rendano conto del pericolo, non solo Debbie e Carl accompagnano Frank nella missione recupero – costruendo una parentesi semiseria che riequilibra i toni dell’episodio –, ma una volta recuperata la droga, tutti – a parte Fiona, l’unica a trovarsi in una condizione (soprattutto economica) che la pone al di fuori dello schema mentale di stampo Gallagher – non riescono a rinunciare completamente alla possibilità di soldi facili. Estromettono tuttavia Frank dai giochi, perché sanno benissimo che cedendo completamente ai suoi modi il pericolo potrebbe raddoppiare.

Mantenendo un bilanciamento tra la loro essenza e la voglia di crescita e riscatto, i membri della famiglia Gallagher cominciano a prendersi cura di se stessi, raccontando con leggerezza e senza eccesso di buonismo che nessuno è veramente condannato alla sconfitta.

Costruendo un racconto in perfetto equilibrio tra introspezione e ironia, tra humour e drama, questo finale percorre il trend positivo degli ultimi episodi e risolleva le sorti di una annata incerta, lasciandoci speranzosi per un’ottava stagione degna della migliore tradizione targata Shameless.

Voto episodio: 7½
Voto stagione: 7

Condividi l'articolo
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “Shameless – 7×12 Requiem for a Slut

  • Teresa

    La stagione migliore, insieme alla quarta. E poi posso anche essere d’accordo sulla ridondanza di alcuni situazioni del passato, ma sulla banalità no.
    Shameless non è mai banale nelle risoluzioni delle situazioni che crea.
    Si vedano ad esempio in questa stagione il tentativo di Lip di tornare al college, la fine della storia tra Ian e Mickey, e Fiona e la lavanderia.
    Io non mi stancherò mai di dire che l’equilibrio che c’è in questa serie tra il grottesco, la comicità sfacciata, e il drama, è qualcosa di molto raro.
    Mi basta pensare a William Macy che distrutto dal dolore ricorda i suoi bei momenti con Monica: lei che si infila nuda in macchina, lei che gli insegna come pippare la coca.
    Senza parlare poi della critica sociale e politica, che in questo show è presente dalla prima all’ultima scena.
    Pur con i suoi difetti, non c’è nulla nel panorama TV che assomigli a Shameless, neanche lontanamente.