The Affair – 3×08/09 Episode 8 & 9

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9A un passo dalla fine, The Affair ci presenta due episodi molto importanti per contestualizzare il nuovo assetto preso dalla serie in questa terza annata. La linea temporale analizzata ripercorre un tempo relativamente breve, in cui però le percezioni che i protagonisti hanno di se stessi si dilatano fino a condurre ogni personaggio verso un grado di consapevolezza superiore.

Cole, Alison, Helen e Noah rimescolano la loro essenza per scoprire cosa si cela dietro agli scudi in cui si nascondono: il perbenismo per Helen e Cole, il dolore per Alison e Noah.
La costruzione narrativa di questa stagione dà corpo a un’evoluzione del racconto: l’affair che dà il titolo allo show smette di essere semplicemente il travolgente incontro tra Alison e Noah e comincia a prendere la forma di un turbine che, investendo le vite dei protagonisti, li sradica da quelli che sembravano punti fermissimi e li porta a confrontarsi con le peggiori derive di se stessi.
Nonostante persistano alcuni difetti – a volte si scade nella ripetizione di formule che rendono la narrazione prevedibile –, l’utilizzo della tecnica del punto di vista come medium per scardinare un mondo emotivo perso nella negazione di sé riesce a raggiungere picchi di notevole livello stilistico. Tutto ciò è anche dovuto a una cospicua riduzione delle divergenze tra le due versioni della storia, stilema che – benché generi spesso un abbassamento del tono della narrazione – isola e marca le singole dimensioni psicologiche coinvolte nel racconto.

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9L’affair tra Alison e Noah comincia a qualificarsi sempre più come la concretizzazione di un bisogno che l’uno e l’altra tenevano ben nascosto dietro l’insoddisfazione per la propria vita coniugale: Alison aveva necessitò di riconnettersi con il suo dolore in maniera consapevole, negando se stessa fino alle viscere della sua anima, fregandosene di tutto e di tutti alla ricerca di una vitalità che non avesse niente in comune con il suo passato; Noah cercava in Alison qualcuno ‘da salvare’ per espiare una colpa a lungo sotterrata nella sua coscienza. Ma l’uragano trascina con sé anche Helen e Cole, persi tra la deriva delle proprie vite in maniera oggettivamente diversa, ma qualitativamente molto simile. Helen ha sempre creduto di essere la madre perfetta, la moglie esemplare, una brava persona incapace di ferire il prossimo, e per quanto questa maschera abbia avuto un sapore posticcio sin dalla prima inquadratura in cui è comparsa Mrs. Solloway, lei ci ha creduto davvero, fino a quando la realtà dei fatti, il peso delle sue azioni, il cumulo di menzogne dette e subite non l’hanno scaraventata verso una dura consapevolezza. Cole, invece, si aggrappa alla sua immagine di uomo perbene con una risolutezza tale da annullare anche le pulsioni più forti: avere una famiglia e una moglie su cui fare affidamento è l’unica cosa che conta davvero per lui, e distruggere tutto, per voltarsi indietro e accarezzare un passato che porta con sé l’incertezza di un nero futuro, darebbe vita a una serie di sensi di colpa difficili da gestire.
Gli impulsi più reconditi dei quattro protagonisti sono entrati a far parte di un magma confuso di istinti che ha portato ogni personaggio molto lontano dal suo punto di partenza, innestando una crescita che – con limiti e approssimazioni – può essere considerata come l’elemento vincente di questa stagione.

If you leave Luisa now, you can’t play the good guy anymore. Then you’re an asshole, just like me.

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9Allison e Cole sono due anime maledette, unite da un dolore che con la stessa forza con cui li tiene legati crea un baratro incolmabile tra di loro.
Alison pare non avere dubbi sui sentimenti che la legano all’ex-marito; ha passato sei mesi a lavorare su se stessa, ha persino abbandonato sua figlia per fuoriuscire da un limbo d’incoerenza e impulsività. Joanie ha ridato un senso alla sua vita, ma solo condividere questa rinata forza con Cole riuscirebbe a restituirle quella pienezza che sta ancora rincorrendo. Guarda al suo passato con Noah e ne capisce perfettamente il senso: aveva bisogno di una zavorra con cui gettarsi nel dirupo, creando così quell’estrema spinta con cui risalire. Ma Cole rifiuta di guardare questo cambiamento attraverso la prospettiva presentata da Alison, che ai suoi occhi appare molto più risoluta di quanto lei stessa creda di essere. Cole fa a pugni con con tutte quelle sensazioni che gli permettono di scorgere in Alison l’immagine della moglie che ha amato e che forse amerà per sempre. Si concentra solo sui suoi lati negativi, interpreta ogni esternazione come un principio di egoismo e incoerenza: Cole ha paura di lasciarsi andare a un sentimento che sa potrebbe distruggerlo. Mollare tutto e tornare con la madre di sua figlia significherebbe cedere a un impulso che adesso sembra primario, ma che genererebbe l’angoscia di aver ferito un’altra persona con la stessa devastante potenza con cui lui stesso è stato ferito.

I’ve had this idea of who I am, that I’m a good person, that I’m generous and I put other people before myself. And it’s not true.

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9Per Helen, la questione è leggermente più complicata, perché insieme alla mutata consapevolezza sulla propria essenza convive il senso di colpa per l’omicidio di Scotty, e per l’incarcerazione di Noah. Si ripete che è stato un incidente, che i suoi figli avevano bisogno di lei, ma la sensazione di colpevolezza si fa sempre più pulsante, portandola fino alla soglia di casa Lockhart. L’eco delle parole di sua madre – confessare è un atto di egoismo – non le permette di entrare, lasciando incompiuto quel bisogno di chiedere perdono che la attanaglia continuamente: con Noah, con i suoi figli, con Vik. Solo con Alison parte all’attacco, con un’aggressività che nel suo punto di vista è molto più marcata rispetto al racconto della stessa scena secondo la prospettiva di Alison, in cui la questione Scotty non viene neanche approfondita. Nel point of view di Helen, invece, il discorso non solo viene toccato, ma prende contorni inattesi che se da un lato avvalorano l’ipotesi dell’incidente dall’altro confondono il gesto di Noah: chi ha davvero cercato di proteggere con quell’ammissione di colpevolezza? Solo il peso di questa domanda porta la donna a rendersi conto di quanto si stia ancora lasciando influenzare dal ricordo di un amore che forse non ha mai raggiunto quella pienezza più volte decantata.

Memory can be very faulty, Noah.

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9Per quanto sia Alison che Helen ipotizzino un proprio coinvolgimento nella scelta di Noah di andare in prigione, questi ultimi episodi aprono un nuovo paragrafo su Mr. Solloway, supponendo motivazioni più intime, legate alla rielaborazione di un trauma strettamente personale. Il trambusto a cui la sua vita è andata incontro ha riaperto ferite mai rimarginate che adesso fuoriescono con tutta la loro devastante potenza: Noah è completamente distrutto da un senso di colpa che ha radici recondite, che esulano dal suo ruolo di marito, di padre, di amante. Il trauma risale a un passato così sepolto da non sembrare neanche realmente esistito. I ricordi legati alla morte della madre sono stati rielaborati con la consapevolezza di una nuova identità, cercata, bramata e costruita a fatica. Ritrovarsi dietro quelle sbarre, che vede come il compimento di un destino segnato, ha dato il via a una caduta nei meandri più reconditi della propria anima. L’incontro con Gunther ha accelerato un processo già in atto, e Noah ha usato l’immagine dell’amico d’infanzia per creare un fantasma con cui scontrarsi: John è come la materializzazione di un subconscio che lotta per emergere alla luce, riportando in circolo quell’orribile sensazione con cui ha vissuto la morte della madre come una liberazione, ovvero il varco per accedere al sogno di una vita fuori dal ghetto.

The Affair – 3x08/09 Episode 8 & 9Gunther incarna quello che sarebbe stato il suo futuro se non fosse andato al college, è come una sorta di esistenza parallela che lo ammonisce per le azioni compiute e per i mezzi utilizzati.
Il racconto di questa mancanza di aderenza alla realtà, della follia che s’incarna piano piano nella sua mente, confondendo realtà e immaginazione, è stato rappresentato con una gradualità narrativa molto efficace: l’incontro con Gunther, che si presenta ai nostri occhi con dei tratti completamente diversi rispetto al soggetto che affolla i ricordi di Noah, il montaggio tra il carcere e la voce disperata del padre, l’acqua che scorre in cucina. La consapevolezza di Noah coincide con la nostra, mostrandoci ancora una volta che spesso la verità ha la forma di un sacco vuoto, che ognuno riempie con il proprio modo di vedere le cose.

Pur indugiando sui difetti tipici della serie – ripetitività, lentezza del racconto – questi due episodi rappresentano un punto limite nell’evoluzione dei personaggi: tutti – chi in un modo, chi in un altro –  si ritrovano vicinissimi al loro punto di massima rottura. Il baratro è già stato toccato – sia per lo show che per i protagonisti; da questo punto in poi, i presupposti per risalire ci sono tutti.

Voto Episode 8: 7
Voto Episode 9: 7/8

 

1 Risposta

  1. Jako scrive:

    Questa serie è diventata imbarazzante e l’episodio 8 era talmente scadente che gli attori stessi non sembravano crederci (già l’avevo notato in altri episodi). L’incontro fra Allison e Helen era a dir poco pretestuoso e la farsa sembrava essere sottolineata ancora di più dal “look” di Helen.
    Cringeworthy

     

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