Homeland – 6×04/05 A Flash of Light & Casus Belli 3


Homeland – 6x04/05 A Flash of Light & Casus BelliDopo tre capitoli non privi di potenziale ma dal carattere fondamentalmente interlocutorio, “A Flash of Light” e “Casus Belli” danno una vera e propria scossa a questa sesta annata di Homeland, che entra così a passo deciso nel vivo del racconto.

This whole country went stupid-crazy after 9/11, and no one knows that better than I do.

Homeland – 6x04/05 A Flash of Light & Casus BelliL’esplosivo finale (pun intended) di “A Flash of Light”, oltre a imprimere una brusca accelerazione alla trama, ha infatti il merito di avviare un vero e proprio movimento centripeto, attirando a sé tutte le storyline che fino ad ora sembravano procedere su binari autonomi: dal doppio lavoro di Carrie come capo del Fair Trial Program e consigliera della Presidente eletta, alle indagini di Saul sulla presunta violazione degli accordi tra Iran e Stati Uniti, passando per le vicende che coinvolgono Quinn, sempre in bilico tra corrette intuizioni e paranoia da stress post traumatico; tutti questi elementi apparentemente slegati tra loro si stanno lentamente rivelando parte di un insieme coeso ma dai contorni ancora sfocati, dando così forma a un intrigante mistero cospirazionistico che si rifà alla migliore tradizione della serie. Se i vari plot twist che si susseguono senza sosta contribuiscono a creare una tensione sempre crescente, che raggiunge il suo picco proprio nella sequenza conclusiva di “Casus belli” – in cui Carrie finalmente prende atto dell’esistenza di una persona che la spia e del suo legame con l’esp­losione del furgone di Sekou –, ciò che colpisce è soprattutto il modo in cui l’elemento thriller si intreccia con il sostrato tematico dello show, confermandone ancora una volta la rilevanza e l’attualità.

Saul, what does it matter anyway? Half your country will wake up tomorrow convinced that we’re cheating, and half of mine will wake up chanting, “Death to America.”

Homeland – 6x04/05 A Flash of Light & Casus BelliA costituire l’ossatura dei due episodi sono infatti quelli che si stanno man mano delineando come i temi portanti della stagione, ovvero la manipolazione delle informazioni, la ricerca della verità e la dialettica tra realtà e percezione, i quali vanno a plasmare tutte le storyline messe in scena. Ne è un esempio innanzitutto la parabola di Sekou, il cui ambiguo atteggiamento nei confronti degli Stati Uniti, fatto di rabbia e desiderio di giustizia, diviene emblema di una complessità che non riesce a trovare spazio e che finisce inevitabilmente per restare sepolta sotto il peso di false etichette – quella di terrorista attribuitagli dall’FBI e, in seguito al rilascio, quella di spia che gli affibbiano i suoi compagni – e di un inquietante complotto le cui motivazioni sono ancora da chiarire. Anche le indagini di Saul sul presunto programma parallelo portato avanti dall’Iran con la Corea del Nord conducono a conclusioni simili: così come l’innocenza di Sekou è risultata totalmente irrilevante nell’evolversi degli eventi, allo stesso modo non importa se il programma nucleare esista o meno, ciò che conta – parafrasando le parole di Javadi – è quello che gli Stati Uniti e Israele sono disposti a credere. Ecco quindi che a emergere è proprio questo contrasto tra una realtà complessa e stratificata e le utilitaristiche strumentalizzazioni che finiscono col sommergerla e prendere il sopravvento.

They don’t do that to tell people what’s going on. They do that to scare people.

Homeland – 6x04/05 A Flash of Light & Casus BelliSe in “A Flash of Light” Carrie e Saul sembrano ergersi a paladini della verità, come gli unici ancora disposti a cercarla e difenderla da chi vuole manipolarla per i propri scopi – Conlin, il Mossad, Dar Adal –, impegnandosi affinché venga alla luce e, soprattutto, le venga attribuito il giusto peso, “Casus Belli”, con una riuscitissima mossa, li mette bruscamente di fronte al loro (momentaneo) fallimento, rivelando che le loro azioni erano in realtà guidate da una mano invisibile che sta manovrando come pedine tutti gli attori in gioco. Si tratta di un cambio di prospettiva che trova emblematicamente il suo momento di cesura nell’attentato di New York, il quale non a caso segna anche il passaggio da un episodio in un certo senso corale, in cui tutte le parti coinvolte trovano il giusto spazio per esprimersi, a uno in cui il casus belli, appunto, finisce per spazzare via qualsiasi possibilità di dialogo. “A Flash of Light” riesce così a dipingere un affresco estremamente sfumato, in cui, tramite alcuni dialoghi ottimamente scritti – quello tra Saul e Javadi, tra Carrie e Sekou e tra Berenson ed Etai –, risulta impossibile individuare torti e ragioni, buoni e cattivi, in maniera univoca.“Casus Belli”, al contrario, si concentra sul sensazionalismo e sull’aggressività dei media, subito pronti a individuare dei capri espiatori (Sekou, Carrie, Keane) da dare in pasto alla furia popolare, finendo così per alimentare gli stessi meccanismi che sono alla base delle azioni terroristiche.

Homeland – 6x04/05 A Flash of Light & Casus BelliAl di là del mistero cospirazionistico che attende di essere svelato, ciò che più colpisce è quindi, come si accennava poco sopra, la capacità di Homeland, giunta ormai alla sua sesta annata, di continuare a intessere un discorso attuale e incisivo sull’America post 9/11, mostrandosi ancora una volta estremamente abile nel cogliere e mettere in scena alcuni elementi cardine del dibattito contemporaneo – pensiamo ad esempio alla triste questione degli alternative facts.

Nel complesso i due episodi, segnando la fine del lungo ma necessario prologo introduttivo, gettano le premesse per una seconda parte di stagione più dinamica e coesa, confermando come la serie di Showtime, nonostante qualche passo falso, non abbia ancora esaurito il suo potenziale.

Voto 6×04: 7/8
Voto 6×05: 7½

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3 commenti su “Homeland – 6×04/05 A Flash of Light & Casus Belli

  • Davide Tuccella

    Condivido la tua ottima recensione, ma a mio giudizio invertirei i voti che hai dato agli episodi. Tra i due “Casus belli” mi è piaciuto molto di più e, non vorrei spararla grossa, ma penso sia uno degli episodi più belli di Homeland sin dalla seconda stagione, come ritmo, struttura e tutta la parte tecnica che ho trovato eccezionale.
    Dopo i primi episodi non avrei immaginato un rilancio della stagione così rapido e interessante, speriamo che si mantenga per tutta la seconda parte.

     
  • Gaia

    Sono una grande fan di questa serie, ed è in assoluto una di quelle che attendo con più ansia. Eppure continuo a trovare un difetto, che non ne intacca la qualità in sé, ma la rende prevedibile: la ripetitività di certi schemi. Con Brody prima, col quadrilatero Carrie-Quinn-Saul-Dar poi, gli schemi di interazione tra i vari personaggi sono sempre uguali a loro stessi. Ovviamente cambia il contesto, ma avverto sempre una sensazione di déjà-vu. Però, mi ripeto, la qualità della serie rimane alta, e gli attori sono sempre in stato di grazia assoluta.
    Comunque, concordo sull’analisi di questi due ultimi episodi, e spero che il sipario aperto dagli ultimi eventi ci porti in una seconda metà di stagione coi fiocchi!

    PS vi seguo spessissimo, e non smetterò mai di farvi i complimenti per le vostre interessanti recensioni.

     
  • bardamu

    strategia della tensione che neanche noi negli anni settanta… con quel faccino innocente di Dar che sequestra la president dandole un cellulare da 29 euro come fosse un biscotto con cui tenere buono un bambino.. impagabile..