Taboo – 1×03/1×04 Episode Three & Episode Four


Taboo - 1x03/1x04 Episode Three & Episode FourSebbene già nel 17° secolo fosse motivo di discussione nei circuiti intellettuali, con gran merito dei Sentimentalisti, quella del “buon selvaggio” è una teoria che ha visto prendere corpo soprattutto nelle emanazioni illuministiche di Jean-Jacques Rousseau.

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Il filosofo non solo sosteneva con veemenza la natura “buona e animale” dell’uomo, ma invitava anche a un ritorno al famigerato stato di natura, a una età dell’oro fatta di valori affini alla natura in sé e alla natura dell’uomo.
Sapere quanto Taboo, giunta ormai a metà strada del percorso prefisso in otto capitoli, condivida e guadagni da queste teorie non è certo, ma neanche necessario e sicuramente non determinante. Già solo dopo due episodi, in cui una disarmante ordinarietà è stata spesso colpevole di viziare l’impostazione di stile, ambiente e trama con diffuse facilonerie, lo show di Tom Hardy, Chips Hardy e Steven Knight aveva infatti disfatto le aspettative di magniloquenza su cui si crogiolava la miniserie prima del debutto.

Taboo - 1x03/1x04 Episode Three & Episode FourSe non si possono biasimare troppo sceneggiatura e produzione per euforia disdetta, a bruciare e a far strabuzzare gli occhi è proprio la mancanza di un livello qualitativo (sia esso declinato nella ricomposizione delle teorie filosofiche sopra citate o nella formazione di uno spettacolo inedito) che faccia la differenza rispetto ad altri prodotti. Anche se sarà necessario discutere nuovamente riguardo alle potenzialità con cui la serie poteva armeggiare, sembra proprio che anche “Episode 3” ed “Episode 4” siano vessati da quella che pare come una stretta catena di errori e forzature, imposte da capricci d’autore (pare che la famiglia Hardy abbia avuto carta bianca sul progetto) o superficialità, colpevoli di soffocare il tappeto di intuizioni positive alla base di un progetto di tale portata.

L’impressione generale intuita da questi due episodi suggerisce una sorta di premeditazione. Una premeditazione nel modo di raccontare ogni vicenda, quasi un pilota automatico che “giustifichi” il movimento a orologeria della trama: ogni evento narrato non fiorisce sullo schermo, ma ricalca le aspettative dello spettatore con diligenza e calcolata affettazione. Il gioco (di una narrazione che sembra banale e poi ribalta le certezze) varrebbe la candela se ci fossero indizi a suggerire un disegno più ampio o più profondo delle apparenze, che per ora vantano solo una costante compattezza a tratti infangata da sferzate di cruda violenza. Tuttavia, vista la breve durata dello show, sembra un’opzione piuttosto improbabile.

Taboo - 1x03/1x04 Episode Three & Episode FourAnche l’elemento più peculiare della serie, quello del sovrannaturale, tarda a intervenire in salvo; accontentandosi di frammentarie coreografie gore (più chiare di prima grazie alla rivelazione sulla madre del protagonista, ma ancora decisamente tenebrose), i due episodi sembrano voler distillare le scene di peso maggiore in favore di un loro utilizzo puramente drammaturgico e spettacolare. È un’arma a doppio taglio: da una parte fa carburare la suspense e un apparato di tensioni ben aggrovigliate per accompagnare il pubblico dentro le regole di un taboo cruento e indicibile, dall’altra ammassa le aspettative dello spettatore su una montagna che potrebbe partorire un topolino.

Se poi non ci sono particolari innovazioni per quanto riguarda le scelte registiche (le due puntate condividono con le prime la passione, lecita, tanto per i connotati di Tom Hardy quanto per le sue complottistiche camminate e commissioni), pare consolidata la scelta di legare le evoluzioni della trama ai segreti dei suoi protagonisti. I due episodi dimostrano come avvalersi di questa equazione creativa sia semplice ma funzionale: la forza della narrazione e degli intrighi è direttamente proporzionale alla portata dei segreti che i personaggi nascondono e da cui sono perseguitati. Tuttavia, siccome buona parte del minutaggio è dedicata a gestire l’emotività contorta e oscura (tonalità che la serie predilige) delle pedine in gioco, meno tempo rimane per dettagliate spiegazioni di natura geopolitica, che giocoforza risultano raffazzonate e che invece regalerebbero nuove gamme di colori agli assi narrativi secondari. L’analisi sul potere costituito, che per ora non si disfa di trattamenti di maniera e preferisce invece puntare sulla rabbia scomposta e affabulatoria della burocrazia, ne gioverebbe, avvalendosi di nuovi angoli interpretativi.

Taboo - 1x03/1x04 Episode Three & Episode FourEntrambi gli episodi confermano poi non solo la centralità di James Delaney ma anche la tendenza di cucire sul personaggio la responsabilità di trattenere attenzione e interesse. Hardy ha senza dubbio grandi meriti, legittimati da una interpretazione che si fa sempre più difficile, vista la crescente dose di eventi che necessitano il coinvolgimento diretto del personaggio e le costanti iniezioni di mistero riguardo al suo passato. Se, infatti, nel terzo episodio Delaney mostra prova carnale (quel tatuaggio/cicatrice) di quegli eventi, sempre vivi nei sibili del protagonista ma ancora latenti a completa visione, nel quarto proprio quest’ultimo dà un assaggio dei suoi poteri divinatori.

Penetrare nei sogni degli altri a proprio piacimento è una capacità sicuramente meno di impatto dei cannibali vizi, ma allettante e fertile di potenzialità versatili, e non è che l’ennesima prova della fiducia della serie nel suo protagonista. La pericolosità di questa struttura (che rimpinza il protagonista di attenzioni senza soluzioni di continuità) si rivela nel totale calo di interesse per gli altri personaggi – non tanto colpevoli di mancanza di personalità quanto vittime dell’egemonia terrorizzante fuori e dentro lo schermo di Hardy/Delaney –, ma anche nell’azzeramento di preoccupazione per le sorti del personaggio in qualunque situazione di pericolo.

Taboo - 1x03/1x04 Episode Three & Episode Four“Episode 3” (poco migliore del seguente) ed “Episode 4” purtroppo non sono riusciti a sfilare Taboo dal percorso storto che ha intrapreso dall’inizio e da cui si sperava fosse in grado di risollevarsi. Troppa attenzione concentrata nei posti sbagliati al momento sbagliato, per una sceneggiatura che predilige disegnare una impastata cartografia dei vizi dell’epoca piuttosto che scandagliarne i profili e le avvincenti contraddizioni interne, e per una regia che preferisce fantasticare sugli orrori e sulla loro conturbante contemplazione piuttosto che mostrarli davvero.

Se è troppo tardi per sperare in una virata di improvviso genio che rialzi o ribalti tutto quanto è stato presentato finora, pare contrariante accontentarsi di uno spettacolo potenzialmente armato di così tante munizioni per detonare uno spettacolo fragoroso, ma messo a silenzio dalla mancanza di vero, graffiante coraggio.

Voto 1×03: 5/6
Voto 1×04: 5

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Informazioni su Leonardo Strano

Convinto che credere che le serie tv siano i nuovi romanzi feuilleton sia una scusa abbastanza valida per guardarne a destra e a manca, pochi momenti fa della sua vita ha deciso di provare a scriverci sopra. Nelle pause legge, guarda film; poi forse, a volte, se ha voglia, studia anche.

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