Vikings – 4×20 The Reckoning


Vikings - 4x20 The ReckoningVenti episodi per riscrivere interamente una serie. Con un maestoso finale, Vikings completa il suo percorso di rinnovamento, dopo aver compiuto forse la scelta più radicale che una serie tv possa fare.

Quando Michael Hirst iniziò a lavorare a The Tudors, l’intenzione era quella di raccontare le lunghe vicende della dinastia di regnanti che cambiò il volto dell’Inghilterra. Tuttavia, forte del successo del personaggio di Enrico VIII, la serie finì per raccontare unicamente la sua vita, terminando alla quarta stagione proprio con la sua morte.

Vikings - 4x20 The ReckoningHirst non ebbe probabilmente il coraggio di privarsi del suo amato protagonista, preferendo non “tradire” gli spettatori che ormai associavano la serie al volto carismatico di Jonathan Rhys-Meyers. Anche con Vikings, lo sceneggiatore ha rischiato di incappare nello stesso errore, ma ha infine deciso di compiere la scelta definitiva e di lasciare andare dopo quattro stagioni il protagonista indiscusso della serie, Ragnar Lotbrok. Ucciso in un episodio, “All His Angels”, che è forse tra i più belli e intensi di sempre, il volto iconico e trascinante del progetto di History Channel abbandona la scena, lasciando il futuro in mano agli altri personaggi, futuro che è stato costruito lentamente per venti episodi e che si concretizza ora in questo finale.

Vikings - 4x20 The ReckoningIn origine, la decisione di creare una stagione così lunga era stata imputata al successo di ascolti che la serie aveva conseguito. In realtà, Hirst ha probabilmente compiuto questa scelta per diluire gli eventi, prendersi il tempo di introdurre nuovi personaggi e farci abituare ad essi, per poi traghettare lo spettatore verso la morte di molti dei vecchi protagonisti senza farlo sentire troppo “orfano”. Ci hanno salutato così Aslaug, Torvi, Ragnar, King Ecbert, Aelle, Helga; della vecchia guardia rimane solo un auto-esiliato Floki, un Rollo ormai in disparte dagli eventi principali e una Lagertha come unico personaggio del passato ancora a reggere la scena, anche se forse prossima anche lei (qualora le parole del veggente dovessero dimostrarsi vere) al suo ingresso nel Valhalla. Del resto, la shieldmaiden è ancorata ad una storyline, quella di Kattelgat, sempre più stretta ad una serie che ormai ha portato i Vichinghi in tutta Europa, allargando enormemente gli orizzonti del racconto.

Vikings - 4x20 The ReckoningPur con le sue – in alcuni casi evidenti – imperfezioni, Vikings è un racconto che continua a stregare, vuoi per le sue perfette scene di battaglia (che nulla hanno da invidiare a colleghi seriali più blasonati), vuoi per il fascino mistico della sua fotografia, della sua musica, o anche per i dialoghi ispirati che pongono al centro i personaggi più carismatici della serie (quanto ci mancherai, King Ecbert). Questo finale condensa tutte queste caratteristiche in 40 minuti perfetti, che non chiudono solo un capitolo, ma un’intera serie che va a trasformarsi in un’altra. La scena di battaglia tra i vichinghi e gli inglesi, il funerale di Helga e la morte suicida di Ecbert (non dopo aver tessuto una trappola perfetta che i vichinghi ancora ignorano) valgono da soli il prezzo del biglietto.

Vikings - 4x20 The ReckoningQuello che, però, purtroppo mette in luce questo episodio, è anche l’abisso che intercorre tra personaggi come Ecbert e i nuovi protagonisti a cui verrà lasciato il futuro della serie. Fatta eccezione forse per Ivar, il figlio storpio di Ragnar, in nessuno c’è quel minimo di carisma che ha permesso a Vikings di essere apprezzata anche nei momenti meno riusciti: i volti dei nuovi personaggi sono troppo moderni, in molti casi troppo puliti e da copertina, senza contare l’interpretazione sterile che spesso li caratterizza – il modo in cui Bjorn, nuovo leader dell’esercito vichingo, cerca di imitare l’animalità e la passionalità dei movimenti e del carattere di Ragnar ha un sapore pacchiano e a tratti quasi patetico se messo a confronto con l’indimenticabile espressività di Travis Fimmel.

Vikings - 4x20 The ReckoningQuesto si fa particolarmente evidente quando tutta l’intensità dei momenti in cui Ecbert è sulla scena si alterna ai battibecchi tra i cinque fratelli figli di Ragnar, i quali assomigliano più a litigi tra prime donne che ad effettivi contrasti tra differenti personalità. Tutti i tormenti, i rimpianti, i dubbi e il peso delle responsabilità che avevano caratterizzato il fascino dei vecchi protagonisti sembrano svanire di fronte a cinque adolescenti che sembrano usciti da una boy band i cui componenti amano mascherarsi da vichinghi. È questa forse la preoccupazione più grande che la scrittura della serie dovrà gestire, e che per ora viene aggirata affidandosi appena si può alla figura di Ivar the Boneless, tra tutti sicuramente il personaggio più complesso e meglio interpretato (sebbene a volte con troppa enfasi e carica).

Vikings - 4x20 The ReckoningTra l’altro, nessuno sembra più portare con sé quel conflitto interiore che aveva animato la serie fin dall’inizio, quello incentrato sullo scontro tra fedi e religioni diverse, che si accompagnava ad un viaggio interiore alla scoperta del proprio credo. Vikings sembra infatti ormai indirizzato a diventare a tutti gli effetti un dramma storico ambizioso, che ha un po’ perso però l’intimità di alcuni momenti, soprattutto ora che personaggi emblematici sembrano lasciare il centro della scena (non solo Ecbert, ma anche Floki, emblema a tratti del fanatismo e dell’impossibilità di accettare altre fedi al di là della propria). Dopo il conflitto tra pagani e cristiani, l’orizzonte aperto verso il mondo musulmano lascerebbe intendere un nuovo scontro di civiltà alle porte, ma nessun personaggio sembra in grado di interiorizzare questo conflitto come invece era accaduto in precedenza.

Vikings - 4x20 The ReckoningSe dunque da una parte il finale conferma che le qualità della serie non sono andate perdute con la morte dei suoi protagonisti, dall’altra non scioglie i dubbi, al termine di un percorso di venti episodi, riguardo la capacità di reggere il confronto in futuro. La scelta di Hirst non  è comunque da sottovalutare, poiché richiede una dose di rischio e coraggio forse nemmeno così evidente ad una prima visione. Il suo è stato un esperimento difficile e pieno di imprevisti: ecco anche perché, nel corso di questi venti episodi, Vikings è finita più volte per incespicare in passaggi frettolosi, salti temporali narrativamente poco esatti, svolte troppo improvvise, diluendosi invece in altri momenti in maniera eccessiva, nel tentativo andare maggiormente in profondità della psicologia dei nuovi personaggi.

Vikings - 4x20 The ReckoningQuello che ora manca, in una serie divenuta corale più di quanto lasciasse presagire all’inizio, è la presenza di un protagonista carismatico che prenda le redini di leader  della serie. Sarà per questo che Hirst ha richiamato Jonathan Rhys-Meyers? Il suo cameo nei pochi secondi finali nei panni di un più che ambiguo vescovo lascia intendere interessanti sviluppi sotto questo punto di vista.
L’epopea di Vikings dunque continua, incurante della scure della morte che si abbatte sul destino dei suoi eroi. Cosa ci riseverà il futuro, sarà un piacere scoprirlo. Come direbbe Floki “Farewell… for now.”

Voto Episodio: 8,5
Voto Stagione: 7,5

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