Homeland – 6×06/07 The Return & Imminent Risk

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskLo sconvolgente finale di “A Flash Of Light” ha scosso prepotentemente la trama stagionale di Homeland, dandole la spinta che serviva per ravvivare il ritmo, fin troppo blando, dei primi episodi. L’eco di quell’esplosione, tuttavia, non è stata abbastanza imponente da mantenersi per più di un solo episodio.

In un sistema ad archi narrativi stagionali, come si è più volte definita questa fase “post-Brody” di Homeland, è difficile riuscire ad individuare dei cicli ancora più ristretti all’interno della trama orizzontale, eppure si ha come l’impressione che “Casus Belli” abbia chiuso una prima tranche di episodi che sono culminati nella consapevolezza di Carrie di non essere per niente al sicuro, nemmeno a casa sua. È un ritorno meno allusivo ai temi originari della serie: la sicurezza interna del paese e le conseguenze sociali dell’attentato al World Trade Center, quest’ultimo ancora l’elemento scatenante dei timori e delle paure dei cittadini americani del nuovo millennio. A ciò si aggiunge una rinnovata discussione in merito al fenomeno dell’immigrazione e ai rischi ad essa legati, alla pressione esercitata dall’opinione pubblica nei confronti delle istituzioni, sulle quali ricade tutta la colpa di eventi improvvisi e difficilmente prevedibili (come nella finzione televisiva l’attentato di New York), e, più in generale, sulla difficoltà di far coincidere convivenza e sicurezza nazionale.

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskI collegamenti con la contemporaneità fanno di Homeland una serie sempre attuale, che ha saputo trasformare se stessa per rimanere al passo con i tempi e con i temi su cui quotidianamente si discute – che, in effetti, non sono poi così diversi da quelli di sei anni fa. Al suo radicarsi nella realtà, però, viaggia in parallelo uno dei difetti della serie: nonostante i cambi di location, di personaggi e di minacce da affrontare, si ha la sensazione di avere già a conoscenza lo schema con cui gli autori vogliono sviluppare la loro trama. Il peso dei sei anni di programmazione a volte si fa sentire, facendo sì che lo show viaggi su binari sì consolidati e sicuri, ma anche prevedibili. Non è un difetto in sé e per sé, poiché la forza del prodotto sta soprattutto nell’aver raggiunto e rapito il grande pubblico proprio grazie a questo modello narrativo, e probabilmente è solo una sensazione passeggera relativa a questo dittico di episodi, tuttavia il giro di boa stagionale si porta appresso un bagaglio di incertezze sul prosieguo di questa annata.

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskUn campanello di allarme forte è il finale di “Imminent Risk”, ovvero il crollo psicologico di Carrie e il suo rifugio nel vecchio vizio dell’alcool. Nonostante le diverse premesse e le solide basi su cui è stato costruito, questo plot twist è un modello ricorrente nelle diverse stagioni: ad Islamabad la donna aveva dovuto affrontare una crisi molto simile, a Berlino non aveva a che fare con la sua malattia ma si era comunque trovata isolata e in un momento difficile. Nulla si può dire sulla bravura di Claire Danes, e su quanto faccia piacere vedere espresso tutto il suo potenziale da attrice nelle scene più dolorose di Carrie, ma sembra che quest’ultimo motivo sia più lo scopo di tali scene che una diretta conseguenza, come se gli autori puntassero proprio sul portare al limite la loro protagonista una volta all’anno.

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskAllo stesso modo sono poco chiari e lasciano basiti l’introduzione, lo sviluppo e l’estromissione quasi improvvisa del personaggio dell’agente Conlin. È troppo rapido e poco convincente il modo grazie al quale si lascia convincere del complotto dietro all’attentato – solo grazie a qualche foto scattata da Quinn – e decisamente è troppo ristretto il ruolo che gli viene concesso nel quadro della stagione e più nello specifico nelle indagini di Carrie. Ciò che resta di lui è l’idea che il personaggio avesse del potenziale che, per via del poco spazio concessogli, non vedremo mai sfruttato.

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskCome se non bastasse, la sua morte, che avviene nel primo di questi due episodi, non genera conseguenze dirette sulla narrazione, visto e considerato che il successivo “Imminent Risk” porta Carrie a far fronte al piano di Dar Adal per portarle via Franny, abbandonando temporaneamente le tracce del misterioso vicino. La fase investigativa si prende, quindi, una pausa per potersi soffermare sulle abilità manipolatorie del personaggio di Murray Abraham, mai come in questa stagione diretto avversario della protagonista. Dar Adal è, infatti, il collante che tiene unita la frammentata trama di questa sesta stagione: egli collega la fumosa storyline di Saul e dei rapporti USA-Iran, la complicata situazione di Quinn, la ricerca della verità sull’attentato – tramite Carrie – e i rapporti tra la CIA e il Presidente eletto Keane. È il deus ex machina dell’intero intreccio, un ruolo complesso da gestire d’ora in avanti e altresì impossibile da valutare al momento: tutto dipenderà dagli sviluppi successivi delle vicende e da come gli autori sbroglieranno la matassa.

Homeland – 6x06/07 The Return & Imminent RiskUna nota lieta proviene dal personaggio interpretato da Elizabeth Marvel: il Presidente Keane è un personaggio ben caratterizzato e sostenuto da una buona scrittura che la allontana dagli stereotipi classici del genere. Come dimostrato dal bellissimo dialogo in auto mentre fa ritorno clandestinamente in città, la sua linea politica pone le basi sul dolore della perdita di un figlio, con la conseguenza di un generale ripudio della guerra e della violenza. La scelta di parlare pubblicamente di lui per la prima volta davanti alle telecamere solo dopo l’attentato è una mossa strategica per consolidare la sua posizione istituzionale, messa gravemente in crisi dal clima di terrore e dalle richieste di maggior sicurezza. Interessante anche il rifiuto categorico, seppur sofferto, alla richiesta di aiuto di Carrie che l’avrebbe messa in una posizione scomoda, se non addirittura compromessa.

La seconda parte di stagione di Homeland non comincia sotto i migliori auspici: dopo il bellissimo culmine emozionale e visivo raggiunto in “Casus Belli”, il ritmo torna ad essere meno sostenuto e la narrazione arranca sotto il peso di scelte discutibili e alcune storyline poco incisive. Quinn ancora fuori dai giochi, Saul perso in una sottotrama di cui non si comprende ancora bene il potenziale, Carrie tornata alla mercé della sua psiche devastata; tutti i personaggi principali vivono, in un certo qual modo, una situazione di solitudine e isolamento che non fa bene alla qualità del racconto. La speranza è che si tratti di una débacle temporanea e che gli autori rimettano in sella la trama, consegnandoci una seconda metà di stagione meno altalenante e soprattutto più coesa.

Voto 6×06: 6
Voto 6×07: 6½

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

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